mercoledì 1 dicembre 2010

LICIA RONZULLI EUROPARLAMENTARE PDL “In Italia abbiamo una domanda di posti per asili pubblici spropositata rispetto all’offerta e quelli privati hanno costi insostenibili. Se lavoriamo con soluzioni fattibili , potremmo anche migliorare quelle percentuali”

Licia Ronzulli è un europarlamentare del Pdl . In aula a Bruxelles ha portato la figlia Vittoria per dar voce alle donne che non riescono a conciliare maternità e lavoro.

Onorevole , auguri per la sua maternità. Come è la vita da mamma-europarlamentare?

“Più intensa di prima ma amorevolmente piacevole. Avere Vittoria con me mi dà sicurezza e serenità per il mio lavoro”

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La foto con sua figlia stretta al petto nel marsupio durante i lavori a Strasburgo non sono passate inosservate. Qual è stata la reazione dei colleghi?

“Sono stati tutti affettuosi e gentili, è stata un’accoglienza calorosamente bipartisan”

Una domanda che a un uomo non si fa: come riesce a conciliare il doppio ruolo?

“Porto con me Vittoria ovunque sia possibile. Sono una mamma pratica , e non so se è per l’esperienza con i miei bambini del Bangladesh, ma è un ruolo che mi riesca naturale . Una mano me la dà anche mia madre, da poco in pensione”

Lei ha partorito il 10 agosto e un mese dopo era già al lavoro. Così , la ministra Rachida Dati è tornata in servizio cinque giorni dopo il parto. La ministra Mariastella Gelmini ci ha messo dieci giorni e poi ha pure aggiunto che giudica un privilegio che le donne restino a casa dopo aver partorito. Non crede sia rischioso veicolare esempi del genere?

“Sarebbe stupido adottare noi come modello pretendendo che una lavoratrice qualsiasi vi si adegui. Non riesco ad immaginare una donna che deve andare in ufficio o in fabbrica con una bimba nel marsupio o nella stanza accanto. Chi ha una carriera apicale, però, può permettersi soluzioni diverse”

Non crede però che alla pubblicazione delle sue foto su tutti i giornali sia mancato un dibattito serio sulle difficoltà che vivono le madri ogni giorno?

“Il dibattito su questo tema è sempre l’attualità. Il governo italiano lavora per trovare soluzioni che assecondino le esigenze delle madri senza svantaggiare le imprese”

Crede che il governo abbia investito a sufficienza nella famiglia?

“Purtroppo il nostro paese è, su scala europea , quello che spende in meno in welfare famigliare. Tuttavia l’anno scorso il ministero delle Pari opportunità ha investito più della metà dei propri fondi per sostenere le mamme lavoratrici con asili condominiali o asili nido nella pubblica amministrazione. Le cose non sono cambiate molto ma è un segnale importante . Il governo ha fatto il possibile con le risorse di cui dispone”

Ma in Italia poco più di un bambino su dieci usufruisce degli asili nido comunali. Molto lontano dall’obiettivo europeo che indicava il raggiungimento del 33% entro il 2010..

“In Italia abbiamo una domanda di posti per asili pubblici spropositata rispetto all’offerta e quelli privati hanno costi insostenibili. Se lavoriamo con soluzioni fattibili , potremmo anche migliorare quelle percentuali. Si possono sfruttare gli asili privati esistenti e facilitarne l’accreditamento. UN altro aiuto potrebbe essere la semplificazione normativa per aprire nuovi asili”

E come si conciliano i tagli al tempo pieno a scuola con le esigenze delle madri?

“Si parla impropriamente di tagli, io parlerei di riorganizzazione della scuola. Dai dati ministeriali risulta addirittura che siamo state aumentate le ore e le classi per il tempo pieno e gli incrementi maggiori hanno riguardato Lombardia e Veneto dove, potenzialmente , ci sono donne che lavorano”

Eppure la carriera lavorativa per una donna è spesso brevissima. Si conquista un posto dopo i 30 anni , si fa un figlio intorno ai 35 e, dopo un anno di maternità, si è nuovo fuori.

“Il bivio famiglia- carriera è inaccettabile , sono poche le tutele per chi affronta la maternità. Ho presentato al parlamento europeo alcuni emendamenti per garantire alla madre che lavora una retribuzione del 100% per i sei mesi dopo il posto. Si potrebbe incentivare la creazione di nidi aziendali , migliorare i servizi logistici per il trasporto dei bambini , adeguare gli orari di nidi/asili/ scuole al lavoro del genitore , agevolare il lavoro domiciliare”

Il governo ha sostenuto la trasformazione di Alitalia in Cai, azienda in cui le hostess con figli sotto i tre anni di età sono costrette a lavorare anche di notte , contrariamente a quanto prevede la legge. Che ne pensa?

“Ricondurre le scelte di un’azienda privata a una questione politica è scorretto. Da madre esprimo solidarietà ai figli delle hostess e condanno la scelta della compagnia”

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In Europa c’è chi sta meglio di noi, lei avrà fatto confronti con gli altri Paesi..

“Il modello dei Paesi scandinavi è quello più sensibile alle necessità delle donne e della madri. Ma non è solo un problema di leggi. Le norme sono frutto di un cammino culturale e in Italia c’è da fare molta strada”

Crede che culturalmente un uomo italiano sia pronto a stare a casa con i figli?

“Nel Nord Europa gli uomini sono più collaborativi , mentre in Italia, per tradizione e cultura , i figli sono una prerogativa materna. Mei primi mesi di vita è giusto che i figli stiano a contatto con la madre ma siccome si concepiscono in due , in due bisogna farli crescere”

Che marito è il suo?

“E’ un uomo impegnato sul lavoro ma non rinuncia alla famiglia. Entrambi ci rimbocchiamo le maniche. Lui si occupa della spesa e della cena e rientra prima la sera per fare il bagnetto a Vittoria e coccolarla”

1 commento:

Axel Lagman ha detto...
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