mercoledì 12 gennaio 2011

INTERVISTA AD AMBRA ANGIOLINI “Non faccio che dire , da tempo, che dopo aver conosciuto la fortuna con Non è la Rai , ho dovuto sempre reinventarmi”

Marco Bellocchio ha concepito un adattamento teatrale per il suo primo, dissacratorio , film “I pugni in tasca”. Lo spetaccolo vedrà Ambra Angiolini nel ruolo della morbosa , flemmatica e complice Giulia e Pier Giorgio Bellocchio , figlio di Marco, nella parte del paranoico e delittuoso Alessandro. Ne parla Ambra.

Ambra Angiolini

Ambra , dopo tante opportunità del cinema , quest’occasione teatrale ha un suo bel peso..

“Altro che . Non faccio che dire , da tempo, che dopo aver conosciuto la fortuna con Non è la Rai , ho dovuto sempre reinventarmi. Ma ho la testa dura. L’incontro con Bellocchio e col suo lato dark della famiglia, della religione, della politica e dell’amore, io lo volevo a tutti i costi. Detti il peggio di me ai provini per Vincere , ma lui mi ha coinvolto nel cortometraggio La monaca , e lì m’ha anticipato l’idea de I pugni in tasca a teatro. Ho accettato subito l’operazione , con atteggiamento naturale, senza pesantezze , mettendo in gioco vent’anni di lavoro. Perché oggi , sa , ho 33 anni e ho cominciato già a 13..”

Su che i binari viaggiano i suoi rapporti con l’autore Bellocchio?

“Ho relazioni molto caute , riservate. Evito di chiamarlo. L’importante è recitare e dare senso alle sue parole. Paradossalmente io sono fortunata. Credo che per lui sia difficile slegarsi del tutto dall’esperienza del film , mentre io affronto le situazioni e le battute trovandole di grande attualità”

Oggi come definirebbe questa attualità?

“Un lavare i panni sporchi in famiglia , tra deviazioni assurde , in una sorta di malato isolamento dal mondo , senza che questo manicomio claustrofobico coi suoi orrori sia indagato coi plastici di Vespa o in una puntata di Matrix”

E lei come affronterà il personaggio Giulia?

“Intanto tutte noi interpreti femminili dobbiamo adottare i gesti non evidenti degli Anni Sessanta , una compostezza mista a qualcosa di torbido o di elegante. La mia Giulia ha attenzioni maniacali per se stessa , si cambia tante volte , e ha profondità che lei prima non vuole scoprire. E’ consapevole che il suo nucleo vive meglio in gabbia , come i canarini. E’ lucida, superficiale. Conta molto il non detto. Giulia è seducente anche perché con i fratelli non c’è un preciso mantenimento delle distanze. Gira a piedi scalzi e io che amo i tacchi 12 mi sono smontata , cammino e mi tocco in un altro modo , fino al punto in cui dietro ad un pannello prendo il sole nuda”

Non le chiedo identificazioni , ma c’è un momento che sente suo?

“Sì, in una scena muta vengo lasciato sola con Leone, il fratello puro che non sta bene, sono stizzita e accendo la musica a tutto volume, finché scoppia un rock , e allora mi scateno in un ballo violento e grottesco. Quella liberazione mi rappresenta benissimo , fare qualcosa di tuo , di impellente , in cui gli altri non ti guardino. Lì mi batte il cuore”

ambraangiolini

Lei è a suo agio da tempo , con la regista de I pugni in tasca ….

“Stefania De Santis è stata la mia apripista , quella che mi ripulì dal romano e dal non sapere fin dall’epoca di Non è la Rai, la mia insegnante di dizione e di recitazione , quella che m’ha fatto scoprire il diaframma… senza dove andare dal ginecologo , aggiustando voce alta e bassa , timbri , accenti e zeta dolce , quella che m’ha introdotto a Shakespeare e all’Antigone di Sofocle”

In realtà lei ha già fatto teatro..

“Come no. Ho lavorato un po’ nell’off romano, hop preso parte a una Duchessa d’Amalfi , di Webster con la regia di Nuccio Siano, e poi al Menecmi portati in scena a Segesta , al musical su Battisti su Emozioni. Ma lo sforzo nuovo l’ho messo a punto da un anno nel monologo La misteriosa Scomparsa di W di Stefano Benni con la regia di Giorgio Gallione , che poi riprenderò dall’autunno 2011 cambiando ritmo”

1 commento:

Francesco ha detto...

sei e resterai sempre una delle più grandi scoperte..non so concludere.. quindi concludo una delle più grandi scoperte e basta.
C'è un qualcosa di particolare,difficile da ben definire,che il tuo essere trasmette..
Va avanti per la tua strada e soprattutto per la splendida famiglia che hai.
-Francesco-