mercoledì 26 gennaio 2011

INTERVISTA AD ANJELICA HUSTON “Fare un film è come vestirsi: quando ti prepari devi immaginare che cosa succederà , come sarà il tempo, che effetto vuoi ottenere”

Anjelica Huston è la figlia del grande regista John Huston , morto nel 1987.

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Che padre era John Huston?

“Era molti padri diversi. Quando ero piccola , era spesso assente. Poi, quando riappariva, io ero la sua principessa e lui il mio Babbo Natale : tornava dai set con fantastici regali e storie meravigliose. Mio padre aveva la voce più bella che abbia mai sentito , amavo ascoltarlo. Ma era anche un uomo con un debole per gli hobby pericolosi , amava cacciare e aveva un’ottima mira. Poteva essere un gran giocherellone ed estremamente serio. E gli piaceva sfidarmi: mi spingeva a recitarmi”

A lei piaceva recitare?

“Da piccola lo facevo volentieri: io ballavo e mio fratello Tony cantava, davanti ad amici e parenti. Papà era fiero di noi. Solo più tardi , quando a 18 anni ( in Di pari passo con l’amore e la morte ndb) mi ha fatto recitare sul serio , ho iniziato a provare imbarazzo”

Il film non ha avuto successo, vero?

“Sì, infatti dopo sono andata per quattro anni a fare la modella a New York. Allora stavo con un fotografo e, quando ci lasciammo, andai a stare con mio padre a Los Angeles: erano i tempi in cui girava L’uomo che volle farsi re , e si era appena risposato”

Come la convinse a tronare al cinema?

“Fui io a decidere di ritrovarci , ma non volevo più lavorare con lui. Però papà venne da me con un libro , L’onore dei Prizzi. Mi disse “Leggi e dimmi che pensi di questo personaggio, Maerose”. Mi piacque da morire. Allora , lui mi chiese “Che ne dici se lo dirigo io e Jack Nicholson fa il protagonista?”. Non ero per niente contenta: mi toccava recitare ed essere giudicata contemporaneamente da mio padre e dal mio fidanzato ( la Huston e Nicholson ebbero una storia di 16 anni ndb) . L’idea di lavorare con entrambi mi deprimeva , ma ovviamente era una grande occasione”

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Per quel film lei vinse l’Oscar : che cosa disse John Huston?

“Niente, ma si capiva che era molto orgoglioso”

Tempo fa ha detto di avere un debole per gli uomini forti , che dominano è vero?

“Sì, ma soprattutto all’inizio. Poi ne ho fatto una overdose e ho smesso”

Come si comportava?

“Ero sottomessa , sì, ma non ho mai fatto la donna zerbino, che se ne sta muta. Ho sempre lottato , perché amo la sfida”

E’ per sfida che ha deciso di fare anche la regista , e ha diretto tre film?

“Per la mia prima regia, mi hanno chiamata all’ultimo , per sostituire un altro, e ho avuto pochissimi giorni per prepararmi. Allora mi sono messa a leggere l’autobiografia di mio padre, dove c’è un capitolo dedicato alle tecniche di ripresa. Quel libro è come se mi avesse voluto seguire e, quando sono arrivata nella casa dove avrei vissuto durante le riprese, mi sono trovata una stanza con un solo letto e un leggio. Ho posato il libro sul leggio e si è aperto su una bellissima foto di papà: aveva occhi dolcissimi e uno sguardo di sfida. E’ quello che mi ha guidato. Per tutta la durata del set parlavo con lui , gli chiedevo che cosa dovevo fare, come potevo risolvere un problema. Attraverso quella foto lui era lì, presente, e mi sfidava a far bene”

Che cosa ha imparato da lui?

“Che fare un film è come vestirsi: quando ti prepari devi immaginare che cosa succederà , come sarà il tempo, che effetto vuoi ottenere . In base a questo , metti in ordine tutti i pezzi. Che nel caso del film sono prima la storia , poi gli allori, poi le scenografie e il resto”

Come sceglie gli attori?

“E’ sempre più difficile : i produttori oggi vogliono importanti nomi di cassetta , perché pensano solo a far soldi, e questo rende il cinema solo business e avidità”

Era diverso ai tempi di John Huston?

“Allora si poteva sperimentare , c’era un’industria più sana, più possibilità di scelta. E anche più divertimento, un’atmosfera migliore”

Lei che cosa fa in questo periodo?

“Non dirigo da anni. Adesso faccio solo l’attrice. Nell’ultimo anno ho girato un paio di film in Canada. Uno drammatico, dove sono la madre di Joseph Gordon-Levitt, un ragazzo malato di cancro. E una commedia , The Big Year, su un gruppo di birdwatchers. Adesso parto per l’Inghilterra per fare un film per bambini , Horrid Henry

Un ritorno all’Europa delle origini . Come ricorda l’Irlanda della sua infanzia?

“Era come vivere nelle fiabe, con genitori fantastici. Poi, quando si sono separati, sono stata mandata a scuola a Londra, dove mia madre si era trasferita. Io e mia madre eravamo molto legate , la adoravo. Quando rimase uccisa , nel ‘69, il mio mondo cadde a pezzi”

Suo padre aveva molte donne : lei ne era gelosa?

“Credo sia stato difficile per mia madre. Anche se pure lei deve aver avuto diversi boyfriend. Erano scelte loro. Certo il fatto che non si amassero più mi rendeva triste. Ma con gli anni ho capito alcune cose. Danny, per esempio : credevo fosse il fratellino minore che i miei genitori avevano fatto in un periodo in cui erano lontani, mentre papà girava La Bibbia. In realtà , Danny è solo per metà mio fratello. Sono passati diversi anni prima che scoprissi come stavano le cose, che era figlio solo di mio padre. Però adesso Danny per me è anche più di un fratello , ci amiamo moltissimo. Ci sono cose che pensi ti uccideranno , e invece poi si rivelano meravigliose e ti danno la massima felicità”

Sua madre ha avuto anche una bambina , Allegra, da un altro uomo. In che rapporti siete?

“Abbiamo un legame strettissimo: papà ha preso con noi anche Allegra, dopo la morte di mia madre”

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Qual è il film di suo padre cui è più affezionata?

“E’ come chiedere se vuoi più bene al papà o alla mamma : come scegliere? Diciamo che ogni film ha una sua musica . Giungla d’asfalto è quella classica , la Regina d’Africa , che mescola dramma e azione , a il suono del fiume del film : un lento scorrere , e improvvisamente una rapida ; è musica moderna. Gli spostati è jazz, e probabilmente era più avanti ai tempi dei tempi. The Dead- Gente di Dublino , infine, è musica da camera, riflette mio padre alla fine della vita”

Era il 1987 e The Dead , da James Joyce, sarebbe stata l’ultima volta sul set di John Huston: lei, che del film è protagonista lo sapeva?

“Non lo sai mai. Mio padre non stava bene, era malato da tempo. Anzi , aveva anche accettato di girare , diretto da mio fratello Danny , Mr North, e io ne ero felice , pensavo che, finché avesse avuto un progetto, non sarebbe morto. The Dead comunque è stato un set magico: eravamo tutti chiusi in un magazzino in mezzo al nulla del deserto californiano e miracolosamente lui ricreò lì l’Irlanda di Joyce , un mondo che era il suo, dove c’erano le sue radici. Diceva che Dio aveva fatto l’Irlanda per lui. D’altra parte , papà amava l’Europa , mentre lo disgustava la vita di Beverly Hills”

A proposito di radici: anche suo nonno Walter Huston , figlio di padre irlandese, era attore. E vinse a sua volta un Oscar, nel 1949, come non protagonista del Tesoro della Sierra madre , diretto da John..

“Mio padre lo adorava, diceva che era l’attore migliore che avesse conosciuto. A quello che mi diceva , il nonno aveva una personalità più gentile , meno complicata di quella di mio padre , si godeva la vita. Ho ritrovato un suo diario dove raccontava di aver incontrato il presidente Roosevelt : sembrava così eccitato di quella sera alla Casa Bianca , così felice… Sono parole di una dolcezza, un’innocenza che oggi abbiamo perso”

E la sua, di personalità? E’ semplice o complicata?

“Più complicata anche di quella di mio padre: sono una donna , e questo rende tutto più difficile”

Non migliora andando avanti con gli anni?

“No. L’unico vantaggio è che non sono mai stata fissata con il fisico, preferisco quello che ho dentro la testa di quello che c’è intorno. Forse perché non mi sono mai piaciuta fisicamente , ho sempre avuto difficoltà con il mio naso”

Da piccola, suo padre non le diceva che era bella?

“Sì, ma non significava niente. Da parte sua non era un complimento , era più un modo per criticarmi , mi diceva sempre “Togliti quel trucco , sei bella così, non ti serve a niente”. Insomma, non mi gratificava molto”

E i suoi uomini?

“Jack Nicholson non me l’ha detto molto, ma immagino che qualcosa di me lo abbia colpito, visto che siamo stati insieme tanto tempo. Mio marito Robert invece mi diceva “Ho sposato la donna più bella del mondo”. Come puoi non seguire per sempre un uomo che ti dice questo? Per qualche momento , riesce persino a convincerti”

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