lunedì 28 febbraio 2011

INTERVISTA A SILVANO VINCETI , HA SCOPERTO LETTERE E NUMERI SULLA GIOCONDA “Il Louvre non può che difendersi in una certa maniera : ha quel quadro e lo ha studiato per anni e non ha mai visto quello che è evidente”

Silvano Vinceti , appassionato d’arte, ha scoperto lettere e numeri mai visti sulla tela della Gioconda.

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Cosa intende esattamente quando parla di “testamento di Leonardo”?

“Testamento nel significato letterario: la Gioconda per Leonardo è molto più di un quadro. L’ha accompagnato per 20 anni quasi, la portava con sé e ci ha lavorato fino ai suoi ultimi giorni. E’ la summa finale non solo della sua rappresentazione pittorica, ma anche del suo pensiero esistenziale, filosofico , religioso. Tant’è che ci sono i simboli che ho scoperto”

Ecco, lei cosa ha visto di preciso nel quadro più famoso del mondo?

“Ci sono due lettere , una in ogni occhio , e il numero 72 – importantissimo – sull’arco del ponte sullo sfondo. Era impossibile da vedere a occhio nudo , a meno che non ci fosse qualcuno che sapesse guidare”

Cioè Lei?

“Il nostro gruppo del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici , culturali e ambientali ( di cui è il presidente ndb). All’inizio io ero scettico : come era possibile che nessuno avesse visto prima queste cose? Ma la domanda era mal posta : proprio perché erano sotto gli occhi di tutti , i ricercatori si erano concentrati su altro . E mi sono convinto ad andare avanti. Poi una notte , mentre rivedevo il quadro con una lente speciale , sono incappato nel 72. Era piccolissimo”

Che significato ha questo numero?

“Eh, è importantissimo. Ma prima devo fare una premessa”

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La faccia pure

“Per Leonardo la pittura era scienza e non solo arte come la intendiamo oggi: insieme alle scienze naturali serviva a conoscere la realtà. E la scienza era un concetto più vasto di quello di oggi: era anche magia naturale , filosofia, metafisica. C’erano confini i labili anche con la dimensione religiosa… Parliamo di 500 anni fa”

E il 72?

“Allora: nel Vecchio testamento e nella tradizione ebraica sono le lettere che compongono il nome di Dio. Ma 72 sono anche i Profeti del Vecchio Testamento o i 72 ultimi discepoli di Gesù nel Vangelo. Ma attenti : 7 e 2 rimandano anche all’Apocalisse di Giovanni . A diluvi, catastrofi naturali.. Leonardo , vedendo anche i suoi appunti e schizzi , fu il primo ecologista”

In che senso?

“Le sue furono profezie. In senso laico, ovviamente. Parla delle foreste che perderanno le foglie , dei mari in cui moriranno i pesci, i morti che uccideranno i vivi … Il richiamo è abbastanza chiaro , no? Vado avanti”

Prego

“Il 7 e il 2 hanno anche i significati della tradizione cabalista cristiana esoterica ermetica. E anche la somma di 7 e 2 : 9. Rimanda alla setta degli Illuminati , di cui Leonardo faceva parte. E’ l’elemento esoterico ed ermetico: per la Chiesa gli Illuminati erano eretici. Leonardo doveva nascondere questa appartenenza. Sette poi sono i giorni della creazione, 7 le virtù cardinali e teologali , è la fusione del principio materiale e del principio spirituale. Mentre il 2 è dualismo , ma pure fusione e armonia dei principi maschile e femminile”

La studiosa Carla Giori invece ricollega il 72 al 1472 , quando il ponte Bobbio a Piacenza fu distrutto da un’esondazione..

“Macché , lasciamo stare: non c’è alcun riferimento storico documentario . Quello della Gioconda è il Ponte Buriano, ad Arezzo. Torniamo alla contrapposizione fra opposti. Dicevamo, maschile e femminile. E arriviamo alla vita effettiva e sensuale di Leonardo : viso sorriso naso e occhi della Gioconda sono ispirato dal Sali come testimonia la somiglianza con l’Angelo Incarnato

Chi era il Salai?

“Gian Giacomo Caprotti , un 16 enne che nel 1490 andò a lavorare con Leonardo e divenne suo allievo , discepolo e modello. Nell’occhio destro della Gioconda c’è la lettera “S” , l’iniziale di Salai”

Quindi la Gioconda sarebbe un androgino, un po’ donna e un po’ uomo?

“Secondo noi sì. Nel senso della ricomposizione degli opposti. Nell’occhio destro , infatti, c’è la lettera “L”. Che sta sia per Leonardo che per Lisa Gherardini. Per anni si è pensato che fosse solo lei la modella del dipinto. Non è così: sono state tante le ispirazioni di Leonardo . La Gioconda , che non è un semplice ritratto dunque , è come la Bibbia : va letta a più livelli. E’ Chiaro?

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Chiaro. Pensa che dovrebbe tornare in Italia?

“Io oggi, dopo la nostra ricerca , mi sento di chiedere al Louvre e alla Francia che ce la diano – a Roma o a Firenze – almeno per un certo periodo. Leonardo è sempre italiano”

Il Louvre l’ha accusata di essere un ciarlatano…

“Il Louvre non può che difendersi così: ha quel quadro e lo ha studiato per anni e non ha mai visto quello che è evidente”

venerdì 25 febbraio 2011

INTERVISTA AD ALESSIA GAZZOLA , SCRITTRICE “Io preferisco comunque i cadaveri”

Alessia Gazzola ha scritto un libro “L’allieva” , e intanto fa la specializzanda al quarto anno di Anatomia patologica a Messina.

Da bambina faceva giornalini che rivendeva alle stesse persone che aveva intervistato. Allegava un biglietto da visita : Alessia Gazzola, scrittrice.

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Nel suo biglietto di ora c’è scritto anatomopatologa. Ha cambiato idea?

“Già: come mai una che ama scrivere è finita a studiare patologia? Non so, forse ho distinto tra professione e passione”

Partiamo dalla professione : patologa , roba forte

“La medicina mi è sempre piaciuta. Ma a un certo punto ho dovuto ammettere che non mi interessava molto curare le persone”

Un po’ paradossale per un medico

“Sì, forse, ma è così

Che cosa fa un medico legale?

“Medicina legale necroscopica ovviamente , ma si occupa anche dei vivi, mai con scopo terapeutico, però. Ma io preferisco comunque i cadaveri”

Com’è stata la sua prima autopsia?

“Un suicida : un ragazzo che si era impiccato. Non mi sono impressionata affatto, ma mi ha spiazzata l’idea che si fosse tolto la vita”

Non si impressiona proprio mai?

“Mai. Quella è una situazione che o tolleri o è meglio che cambi mestiere. Non esiste mi sono impressionato un po’” se uno non si impressiona a entrare in macelleria ce la può fare. Però una volta ho partecipato a un intervento di cataratta di mia nonna e stavo svenendo”

Torniamo alla passione , mi sento poco bene

“Scrivere è qualcosa che faccio e farei comunque. Ho sempre scritto e tenuto lì. Non questa volta , però”

Che cosa l’ha convinta a buttarsi in questo romanzo?

“L’ho letto e riletto e ho pensato che era proprio carino. L’idea mi è venuta dal fatto che dietro ogni cadavere c’è una storia. Ovviamente questa a un patologo non deve interessare , ma a volte succede anche a me che qualche dettaglio catturi l’attenzione : le cose che aveva in tasca , gli abiti, i suoi parenti. A me è capitato con qualche ragazzo giovane , morto in un incidente stradale. Alice si trova per le mani il cadavere di Giulia, una ragazza bellissima che solo qualche ora prima aveva conosciuto casualmente in un negozio. E si fa travolgere nell’inchiesta che riguarda la sua morte . Per niente deontologico , ma lei è fatta così”

Quanto il successo il altre illustri anatomopatologhe, Kay Scarpetta in testa, l’ha influenzata?

“Onestamente poco. Il mio modello , piuttosto, è Bridget Jones. Nella versione originale la professione di Alice era più in secondo piano. Solo dopo ho pensato di non fare di lei solo una romantica casinista”

Legge chick lit?

“Tantissimo. E sono davvero grata alle autrici di questo genere perché mi hanno fatto divertire. Intrattenere con leggerezza , di questi tempi, è molto più difficile che commuovere o intristire. Credo sia sempre degno di ammirazione chi riesce a farti ridere”

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Intorno ad Alice ruota un mondo di personaggi decisamente caratteristici. Si è ispirata a qualcuno che frequenta il suo stesso istituto?

“Assolutamente no: il bello dello scrivere è che puoi inventare. Tutto frutto della fantasia , quindi, con qualche tributo. La coinquilina di Alice , Yukino, è un omaggio al mio amore per il Giappone. Arthur, l’uomo con la u maiuscola di questa storia , è un incrocio tra il grande reporter Ryszard Kapuscinski e ciò che vorrei essere io se fossi uomo. Ma è biondo e con gli occhi azzurri come mio marito”

Scriverà il seguito?

“Vorrei farla crescere. Alice : deve imparare a essere meno goffa, pur conservando il suo entusiasmo. Devo essere onesta : ho già iniziato a scrivere. Sono come il Manzoni , con tutto il rispetto per Manzoni: anch’io non vedo l’ora di tornare a casa dai miei personaggi. Non potevo lasciarla lì, tutta sola”

Lo sa , vero, che Alice sembra fatta per finire in Tv o al cinema?

“Magari. Se dovesse diventare un film vorrei tanto che avesse la faccia di un’attrice che quando l’ho vista ho pensato: eccola , è lei. Zooey Deschanel nel film (500) giorni insieme

Scrittrice e medico legale . E con i primi di pesce, quindi , come la mettiamo?

“Pazienza. Tanto la mia specialità è il pollo tandoori”

mercoledì 23 febbraio 2011

INTERVISTA A FRANCESCO PANNOFINO “Invecchiando mi è venuta fuori questa faccia da fijo de ‘na mignotta , e allora ho iniziato a fare il cattivo in film e fiction”

Francesco Pannofino è stata una voce inconfondibile di tanti attori stranieri (George Clooney, Denzel Washington, Tom Hanks, Daniel Day Lewis, Antonio Banderas, Benicio Del Toro). Tre anni fa ha deciso di intraprendere anche la carriera d’attore con Boris, la serie cult di Fox. (era comunque il marito della sorella di Giacomo in Così è la vita)

Da allora non ha più smesso di recitare. Dal 14 gennaio è uno dei protagonisti della Nuova Squadra- Spaccanapoli su Rai Tre.

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Morandi l’ha chiamata a Sanremo?

“No, perché?”

C’è la Canalis e Clooney non si farà vedere : scommettiamo che la coinvolgeranno ( quest’intervista era prima di Sanremo ndb)?

“Non sarebbe la prima volta : l’anno scorso recitai per la Clerici una poesia. Anche due anni fa mi aveva contattato Bonolis perché facessi la voce fuori campo per presentare canzoni e cantanti. Ma non andai, stavo girando Boris

Come si è imbarcato nella Squadra?

“Ambra si è ammalata dopo due puntate, mi hanno visto nudo, ed eccomi qui. Scherzi a parte: me l’ha chiesto Lorenzo Mieli dopo che Ambra è stata costretta a rinunciare. Lorenzo è anche il produttore di Boris , è un amico, e ho subito accettato. Faccio un poliziotto dell’Intelligence”

Ma qualche anno fa , sempre per La squadra , non aveva interpretato un delinquente?

“Un mariuolo di puntata. Mi travestivo da poliziotto e finivo ammazzato in una rapina. Molto meglio adesso”

Sarà contento suo padre , maresciallo dei carabinieri in congedo

“E’ vero. Anche se io mi sento più adatto per la commedia”

Dopo anni di doppiatore di successo, ma attore sconosciuto , che cosa è accaduto?

“Non so. Io mi ero rassegnato . Provini per anni e non mi avevano mai scritturato. Non andavo mai bene: troppo brutto, troppo alto, basso, grasso, magro… Così mi sono messo a fare il doppiatore e ogni tanto qualcosa in teatro e in radio. Invecchiando mi è venuta fuori questa faccia da fijo de ‘na mignotta , e allora ho iniziato a fare il cattivo in film e fiction , finché è arrivato Boris. Da lì è cominciata , a 50 anni, un’altra carriera”

Il regista René Ferretti ( la parte interpretata in Boris ndb) le assomiglia?

“No, però mi viene facile . Letto il copione , ero sicuro che mi avrebbero preso”

Nella vita vera cos’ che fa, per dirla alla René, “alla cazzo di cane”?

“Sono mostruosamente ritardatario. Per fortuna, ora che faccio l’attore con tutto il corpo, mi mandano l’autista sotto casa”

La voce è sempre stata così profonda?

“No. Ma è sempre stata bella , come quella di mio padre. E’ cambiata in meglio con l’età. E poi, siccome con la voce ci lavoro, mi sono regolato. Ho solo due vizi: fumo e vino”

UN treno importante su cui non è salito?

“Prima di Boris i treni, dalle mie parti, non sono mai passati”

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Da doppiatore quanti cani ha salvato?

“Pochi. Gli americani sono tutti bravi, o quasi, e per principio mi sono sempre rifiutato di doppiare gli attori italiani”

Chi preferisce tra quelli a cui ha dato la voce?

“Come bravura, Denzel Washington . Come simpatia, George Clooney”

Li ha mai incontrati?

“No. Ma Clooney mi ha telefonato per dirmi che sono “a very good actor””

Continuerà a doppiarli?

“Solo loro due. Non ho più tempo”

Il doppiaggio è una scelta o un ripiego?

“Dipende. Alcuni attori, come Luca Ward, doppiano e recitano. Tanti non riescono a lavorare con la propria faccia , tanti non vogliono proprio apparire : si nascondono dietro il viso altrui e stanno bene così”

Clooney e Boris : con chi si guadagna di più?

“Con Clooney. Ma la casa dei miei sogni non me la posso ancora comprare”

Ho saputo che Travolta , quando vi siete incontrati per lo spot con la Hunziker , le ha consigliato di fare cinema

“Era convinto che fossi il suo doppiatore , cosa peraltro non vera , e dopo un po’ è andato da Michelle e le ha detto “Quello, con la faccia che ha, dovrebbe recitare””

Ho saputo anche che a 20 anni , nel 1978, è stato testimone della strage di via Fani?

“Sì, abitavo lì con i genitori, stavo andando all’università : studiavo matematica , che avrei mollato dopo poco. Ero alla fermata dell’autobus quando scattò il rapimento di Aldo Moro . Dopo i primi spari , scappai di corsa. E quando tornai vidi i cadaveri per terra. La polizia mi interrogò, ma non fui di grande aiuto: non avevo visto in faccia i terroristi”

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A quei tempi si occupava di politica?

“Ero moderatamente di sinistra, come adesso. In quegli anni era facile farsi sedurre dall’idea della lotta armata. Tanta gente che conoscevo fiancheggiava questo o quel gruppo. Li ricordo come anni brutti , molto violenti. Molto più cupi di adesso”

Va a votare?

“Certo , anche alle primarie. Mi piace Bersani. Mi sembra onesto, ma non buca. La gente preferisce le bugie di Berlusconi . Fingere come fa lui è un arte, e so quello che dico , perché io fingo per mestiere. Detto questo, Berlusconi mi è anche simpatico. Le donne, per esempio, non è che piacciono solo a lui. Non è che quelli di sinistra so’ froci”

Quanto ha finto, con le donne?

“Un po’ in passato … Ma se è questo che vuole sapere , da quando sono famoso non trombo più. Non me ne approfitto , e poi sono sposato”

Non era separato?

“Con Emanuela ( Rossi , doppiatrice ndb) ci siamo lasciati, separati e poi rimessi insieme. Abbiamo un figlio di 13 anni : Andrea”

Con Brignano , in Faccio un salto all’Avana, parlate di turismo sessuale: mai fatto quel tipo di esperienze?

“Per carità. Anzi a Cuba mi sono spesso vergognato di essere italiano. Ho sentito i discorsi penosi di certi coglioni che si vantavano di aver conquistato donne bellissime. Grazie al cazzo : le pagavano..”

Se non avesse fatto l’attore?

“Mi sarebbe piaciuto fare il giornalista. O il calciatore. Sono tifoso della Lazio”

Il suo peggior difetto?

“La panza. E il caratteraccio. Ma sto migliorando. un tempo litigavo per strada in mezzo al traffico , oggi sono più tollerante”

Lo farebbe un cinepanettone?

“Non ce la faccio a lavorare con chi non stimo”

Lo sfizio da togliersi?

“Cantare a Sanremo. Scrivo canzoni e mi piace cantare. Sarebbe bello”

E’ vero che farà Nero Wolfe per Rai Uno?

“Non ho firmato il contratto , non posso confermare. Ho già la parola del produttore , Luca Barbareschi , e il mio provino è stato visto da Masi e Del Noce , che hanno dato il loro assenso a tutto , anche ai soldi, ma manca la firma. E senza quella…”

Altri nomi nel cast?

“Dovrebbe esserci Pietro Sermonti nei panni di Archie Goodwin , l’assistente di nero Wolfe. Io e lui, di nuovo insieme. Come in Boris

lunedì 21 febbraio 2011

INTERVISTA AD ANNA MARCHESINI “Con Tullio e Massimo Siamo rimasti grandi amici , ci sentiamo, ci vogliamo bene. Non è nei nostri piani tornare insieme, ma..”

Anna Marchesini comica e famosa appartenete del Trio, insieme a Solenghi e Lopez, ha scritto un libro.

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Il titolo è magnifico: il terrazzino dei gerani timidi

“Il terrazzino è reale , esisteva , ci sono stata accucciata sopra. Ma quella bambina non sono io, ha solo i miei occhi, il mio sguardo”

E’ un libro con più sfumature : è dolce, struggente , in qualche caso esilarante.

“Ho raccontato cose viste e sentite e soprattutto provate. Nella provincia italiana degli Anni Cinquanta c’era scarsa attenzione allo stato d’animo dei bambini. Erano educati più al sacrificio che al divertimento. La loro sensibilità era praticamente ignorata. Invece i bambini hanno una capacità di sofferenza enorme , dovuta al fatto che sanno osservare la vita nelle piegoline più piccole : è per questo che poi riescono a essere felici per nulla”

Il suo libro ha una scrittura molto curata

“Vede, l’ho corretto e ricorretto e ricorretto ancora. E sa perché? Per due motivi. primo : perché a me la rilettura non fa fatica. Levigare, smussare , trovare il verbo più giusto mi diverte , non mi annoia. Secondo , bè , sai io con il lavoro di scrittura ho comunque familiarità . Per i miei lavori teatrali ho lavorato a lungo sui testi di Tommaso Landolfi , di Alan Bennett..

Molto teatro , e di qualità : mai quasi più niente televisione

“Vuol sapere se ho nostalgia ?No , non ho nostalgia della tv”

Come nacque il Trio?

“Fu decisivo il fatto che io stessi cambiando casa , e che in quei mesi…. credo fosse il 1980 , non sapessi dove andare a dormire. Una sera qua, l’altra là. Questa cosa divertiva Massimo Lopez , con il quale doppiavamo i cartoni animati giapponesi…”

Facevate quelle voci strane…

“Tracatrà! Achitomotooooo!.. Sì , esatto . Ogni tanto dovevamo sospendere , perché scoppiavamo a ridere..”

E Solenghi?

“Ah, ecco, no, le stavo dicendo : poi ,a un certo punto , mi offrirono di andare a Torino a fare un po’ di televisione per gli italiani in Svizzera . Ecco , è lì che incontrai Tullio. Il quale, poco dopo, quando ebbe la proposta di mettere su un varietà radiofonico del sabato , chiamò sia me sia Massimo”

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“Certo! Il programma si chiamava proprio così..”

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Tre anni dopo , nel 1985, sbarcate in televisione

“Prima facciamo Tasto matto , quindi Domenica in. Poi Fantastico 7, Sanremo..”

E I promessi sposi , ma qui siamo nel culto puro

“Sì, fu un trionfo. Era il 1990. Eravamo nel pieno delle nostra forza artistica”

Dicono che lei fosse la testa pensante del Trio

“Mah… può darsi forse fossi quella che cercava di non cedere alla fretta , pensavo che non dovevamo adagiarci , mi ostinavo perciò a curare tutto , dalla recitazione a ciò che scrivevamo”

Poi, all’improvviso , vi scioglieste

“Massimo espresse la volontà di sperimentarsi da solo. E noi accettammo la sua scelta , perché il nostro patto era chiaro : stiamo insieme finché ci va , e ci viene bene”

Il talento di Solenghi?

“L’estrema malleabilità di recitazione , perfetto nel ruolo della vittima”

E quello di Lopez?

“La sua capacità di sterzare , all’improvviso, sul surreale”

Parla di entrambi con affetto?

“Siamo rimasti grandi amici , ci sentiamo, ci vogliamo bene”

Tornerebbe a lavorare con loro?

“Non è nei piani … ma .. perché no? Sì certo”

Chi le piace dei comici di oggi?

“Mmhmm… Gigi Proietti”

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Intendevo della nuova generazione

“Sa, io penso che un comico debba innanzitutto essere un attore , e per essere attore debba perciò aver fatto teatro , e studiato. Oggi mi sembra che spesso si cominci direttamente in tv”

Le è servita l’ironia nella vita?

“No. Purtroppo, no”

Ha una figlia, Virginia

“E come Virginia Woolf scrive cose bellissime… No, scherzo: però è davvero molto brava nella scrittura”

Lei è separata . Suo marito fu tra i primi a chiedere gli alimenti e..

“E però sono anche passati così tanti anni … Le dispiace se evitiamo di parlarne”

Va bene. Chiudiamo sul libro , che è molto bello . L’avrà fatto leggere a qualche suo amico..

“Sa cosa mi hanno detto? Che si sono emozionati. Hanno sorriso , pianto , gioito, sperato. Hanno avuto la sensazione di fare una grande passeggiata con me”

venerdì 18 febbraio 2011

INTERVISTA A COLIN FIRTH “I momenti di sano umorismo, specie all’interno di una coppia , sono tra i migliori della vita”

Il Re del Golden Globe sorrideva soddisfatto. La statuetta dorata del miglior attore drammatico. Il 16 gennaio Coli Firth è stato premiato dall’Associazione della Stampa estera per il ruolo di Giorgio VI , nel film Il discorso del Re. Il monarca in questione era il padre i Elisabetta II: il bisnonno del promosso sposo William.

“Sono orgoglioso di aver potuto interpretare re Giorgio VI , tra l’altro sposato a una donna che tutti noi anglosassoni abbiamo amato, la Regina Madre. Questo è un film in cui ho creduto sin dalla prima lettura del copione : la storia di un uomo tranquillo come me, condannato dalla scelta del fratello a diventare re e, soprattutto, afflitto da balbuzie. Perché negli anni Trenta della radio e dei discorsi in diretta a milioni di ascoltatori , il fatto che il re fosse balbuziente aveva in sé qualcosa di struggente. Spero che il film in Italia piaccia. Non parlo da inglese monarchico, ma da innamorato del vostro Paese. Dell’Umbria in particolare , dove io e Livia ( Livia Giuggioli, sua moglie ndb) abbiamo una casa : siete la mia seconda patria. Dovrebbe sentire come i nostri amici mi prendono in giro, non appena mi butto e inizio a pasticciare parole in italiano… E’ che la vostra lingua è musicalità pura”.

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Aristocratico nei tratti e nei modi. Colin è magari , politicamente conservatore?

“No. Sono un liberal molto battagliero. Sogno un mondo senza divisioni di classi. Egualitario. Tollerante. Livia e io supportiamo l’associazione Oxfam Amnesty Survival International. Ma non sono antiamericano : ho vissuto in America , apprezzo la loro tendenza al cambiamento , confido nel coraggio di Obama. Condivido le sue scelte , soprattutto quelle per la difesa dell’ambiente”.

Parliamo di donne.

“Detesto la chiave di lettura del Botox. Ha qualcosa di barbarico, quest’ossessione per l’eterna giovinezza che altera i volti , l’umanità e genera danni irreparabili alla recitazione , togliendo ogni mobilità. I miei miti sono le colleghe che non temono di mostrare le loro rughe: Meryl Streep , Emma Thompson . Sono coraggiose come lo fu Giorgio VI”

Cosa l’ha colpita del personaggio e della sua storia?

“Il microfono per lui era il nemico… Eppure seppe conquistarlo. Mi piacciono gli uomini coraggiosi. Il film racconta il rapporto tra Giorgio e il logopedista , l’australiano Lionel Logue , che era anche psicologo. Prima gli esercizi e le sedute, in segreto . Poi le registrazioni dei messaggi , con il medico a ritmargli le pause e i respiri e le parole. Un rapporto che durò fino alla morte del re, nel 1952. E’ una storia di uomini coraggiosi. Il coraggio rende forti : per questo voglio insegnarlo ai miei figli”

Ha detto che essere inglesi è . anche, uno stato d’animo : le manca Londra , quando è negli Usa?

“Mi manca la mia casa di Chiswich, West London. Mi mancano la routine quotidiana con Livia e i ragazzi, Luca e Matteo. Tornando al film , Il discorso del re è anche una grande storia d’amore. Quella tra Giorgio e sua moglie Elisabetta. La mia amica Helena Bonham Carter , che la interpreta, è d’accordo con me”

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Altro ingrediente del film è l’umorismo..

“Certo. Tra l’altro , a causa del linguaggio colorito , sia in Usa che in Gran Bretagna la censura voleva vietare il film ai minori. Ho combattuto e ho vinto. Mi correggo : abbiamo vinto in Inghilterra e perso negli Usa. Trovo un crimine aver vietato una storia come questa solo per alcune battute provocatorie che, nelle loro sedute , si scambiano i due protagonisti. Andrebbero rivisti i criteri di censura: negli Usa è in corso un dibattito”

Come si è preparato al ruolo?

“Studiando ogni aspetto privato e pubblico del mio personaggio . Ho guardato centinaia di fotografie d’epoca. Ho cercato di entrare nella mente e nella sensibilità di un sovrano che non voleva esserlo , che si ritrovò tale per l’abdicazione del fratello David (Edoardo VIII) , innamorato di Wallis Simpson. E c’è una nota personale…”

Quale?

“Mia sorella Katie è psicologa e terapista della voce e mi ha aiutato moltissimo. E’ vero che la Regina Madre aveva chiesto che il film non fosse realizzato: la balbuzie, poi vinta, del marito era per lei un fatto molto privato. Ma sono certo che, se avesse potuto vederlo, avrebbe amato il nostro Discorso del re. Helena ne fa un ritratto perfetto, prima di tutto come moglie e madre affettuosissima”

Lei come si diverte con i suoi figli?

“Parlando con loro. E poi io adoro Dumbo, il cartone non so quante volte li ho costretti a rivederlo. Lo ammetto: sono rimasto un po’ infantile , non voglio rinunciare alla fantasia. Ai sogni . Penso sia una cosa buona , non solo per gli attori. Invece non ho mai fatto leggere ai miei figli , la storia della monarchia inglese. Del resto anch’io sapevo tutto della storia del rock e nulla dei Windsor”

L’umorismo è parte del suo carattere?

“Certo. I momenti di sano umorismo, specie all’interno di una coppia , sono tra i migliori della vita”

Quando ha compiuto cinquant’anni , cosa si è augurato?

Ho pensato “Finalmente sono abbastanza vecchio da non rientrare più negli elenchi dei più belli”

Invece People la smentisce tutti gli anni…. Con sua moglie Livia , come è andata? Vi siete incontrati sul set di Nostromo

“Ci siamo semplicemente incontrati e trovati.Niente corteggiamenti e cose del genere . Anzi sfrutto l’occasione per dire “Grazie Italia per avermi regalato Livia”

E’ vero che da ragazzo era affascinato da Doris Day?

“Certo. Quando avevo 15 anni era la mia attrice e donna preferita. Per la sua gioia di vivere”

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E’ vero anche che è un fan sfegatato di Mad Men?

“Non ne perdo una puntata. Credo faccia bene a uomini e donne : è ricca di spunti , di osservazioni di costume”

Chi sono i suoi migliori amici?

“Ho amici fidato che condivido con Livia. Su tutti c’è Nick Hornby : un grande scrittore , una mente aperta , curiosa , appassionata di musica , cinema e letteratura”

E la sua partner preferita?

“Odio le classifiche. Stimo tutte le attrici con cui ho lavorato. Meryl Streep ha un’energia e una bravura che ti caricano. Julianne Moore è una donna vibrante. E poi il mio motto è mai complicarti la vita. Voglio andare d’accordo con tutti”

Il cinema è ancora un’avventura?

“Più che mai. A 50 anni , ho avuto la mia prima nomination all’Oscar ( per A Single Man, l’anno scorso) e rischio di replicare. Meglio di prima, direi”

Cosa le rende un uomo felice?

“L’Arte. L’Italia è il mio Paradiso. Con i ragazzi sono sempre in giro per musei: Caravaggio, Piero Della Francesca , Michelangelo. Nella musica spazio dall’opera a Ludovico Einaudi”

E poi ci sono le sue battaglie per la difesa dell’ambiente , la situazione politica in Congo, la malasanità..

“Mai tacere quando c’è in ballo il benessere proprio e degli altri. Bisogna essere grandi e umili: esattamente come mi ha insegnato il mio re Giorgio VI”

mercoledì 16 febbraio 2011

INTERVISTA A BEPPE CARLETTI , DEI NOMADI “Ricordo Diliberto , che non ho mai votato , quando disse “Dobbiamo ritornare nelle fabbriche”. Vorrei sapere perché ne sono usciti

Beppe Carletti è ancora i Nomadi. Anche se qualcuno li associa ad un gruppo vecchio, dimentica che effettua 130 concerti all’anno e vende 100000 copie ad ogni disco.

Cinquant’anni fa Beppe Carletti fondò i Monelli , che dopo due anni – con l’ingresso di Augusto Daolio – diventarono i Nomadi.

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Dopo 50 anni, non s’è stufato?

“Per niente. Mi diverto come quando ero ragazzino. Iniziai a suonare la fisarmonica che avevo 9 anni , e a 15 , con altri ragazzi che studiavano musica dal maestro del paese, creai i Monelli. Diventammo Nomadi dopo aver incontrato Augusto in un localino vicino a Rovigo. Cantava Be Bop a Lula e il Blues del mandriano: bravissimo. Andammo a Riccione per la stagione estiva. Per 77 giorni facemmo due concerti al giorno : pomeriggio e sera. Per noi Riccione era come New York. C’erano gli stranieri , e chi li aveva mai visti?”

In tutti questi anni ha mai pensato di lasciare?

“Solo nel 1992 , dopo la morte di Augusto. Se n’è andato che aveva solo 45 anni. Vivevamo in simbiosi , lui frontman , io tutto il resto. Spesso mi diceva “Vorrei che i Nomadi vivessero anche senza di noi”

Senza di lui ci sono ancora: com’è andata?

“Io ero pessimista. Poi, le pressioni dei fratelli di Augusto , dei fan e della casa discografica mi fecero cambiare idea. Oggi posso dire di aver fatto bene ad andare avanti”

I Nomadi sopravvivranno anche a lei?

“No. L’avventura finirà con me. E’ molto difficile essere Nomadi”

Qual è la prima qualità che ci vuole?

“Lavorare tanto. Non fermarsi mai”

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E fregarsene di chi vi considera un gruppo del passato?

“Chi scrive e parla di noi troppo spesso non ci conosce. Chi si avvicina davvero a noi cambia subito idea. Non siamo nostalgici degli anni’60 , ma musicisti che vivono il presente pur avendo una grande storia alle spalle. I Nomadi negli ultimi vent’anni hanno venduto 7 milioni di dischi. Quanti possono dire altrettanto?”

Chi sono i vostri fan?

“Vecchi e giovani. Spesso i giovani vengono dagli oratori , perché le nostre canzoni parlano di fede e di speranza. Sono piene di valori”

Un comunista emiliano che crede in Dio?

“Da ragazzino ho fatto il chierichetto , e fino a dieci anni fa andavo a messa. Poi mi sono tornati i dubbi e ho mollato. Anche se , facendo tanta solidarietà in giro per il mondo, incontro spesso missionari fantastici”

Com’è l’Italia vista dal palco dei Nomadi?

“Bella. Non è vero , come ci raccontano , che i ragazzi pensano solo alle cazzate. Quelli che vengono a sentire , che partecipano alle nostre iniziative di beneficenza, sono onesti, seri , motivati. Sono una parte integrante della nostra realtà. E a volte ci contestano anche, come l’anno scorso, quando siamo andati a Sanremo con la figlia di Zucchero”

Essere Nomadi vuol dire essere contro?

“Sì, siamo sempre contro le cose brutte e ingiuste. I tagli alla scuola, per esempio”

Crede ancora nelle politica?

“Sì. E credo ancora nelle persone. Nonostante grandi delusioni , come D’Alema. Dopo la Bicamerale , lui per me non esiste più. E siamo in tanti a pensarla così”

Che ne pensa dell’avanzata dei leghisti in Emilia?

“Non mi spaventa. Quello che faceva la sinistra adesso lo fanno loro. Ricordo Diliberto , che non ho mai votato , quando disse “Dobbiamo ritornare nelle fabbriche”. Vorrei sapere perché ne sono usciti”

Voterebbe mai la Lega?

“Nella vita non si può mai dire , anche se mi piace essere coerente. Certo, se vedo che i miei fanno sempre più schifo, perché no? Matteo Salvini è un mio amico”

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E’ vero che nel 1968 il Partito comunista intervenne per farvi esibire in Tv al Cantagiro?

“Sì. Nella tappa di Ostia presentavamo Canzone per un’amica di Guccini, la storia di una ragazza morta in un incidente d’auto. Radaelli, il patron, ci disse che non saremmo mai andati in video con quel pezzo. Non ci spaventammo certo : venivamo dalle polemiche di Dio è morto… Poi da Roma arrivarono alcuni funzionari del Pci che ci chiesero di raggiungerli nella sede di via delle Botteghe Oscure. Là i dirigenti ci dissero che quella sera avremmo cantato la nostra canzone in Tv . E così fu. Tutto qui”

Perché di recente ha querelato Freak Antoni degli Skiantos?

“Passi che ci definisca una cover band. Ma ha dato degli zombie ai nostri fan. Chi è lui per dire queste cose? Quello che ha scritto le sbarbine? Andiamo..”

Perché il vostro cantante , Danilo Sacco, nel 2009 voleva uscire dal gruppo?

“Aveva avuto un infarto. Poi ci siamo confrontati e ha capito che sbagliava. Forse ha realizzato che, sceso dal palco dei Nomadi, per lui sarebbe stato tutto diverso”

I Nomadi hanno eredi?

“No, impossibile. Oggi è tutto diverso”

Se i suoi figli avessero fatto i musicisti?

“Mia moglie si sarebbe opposta : in famiglia ne basta uno. Mio figlio fa l’avvocato , mia figlia si occupa di politica: lavora nel Pd , ed è consigliere provinciale a Reggio Emilia”

Che cosa vuol dire invecchiare?

“Non lo so. Ho 64 anni , ma mi sento un ragazzino. Non si vede?”

lunedì 14 febbraio 2011

INTERVISTA A NINA SENICAR “Gli uomini sono un po’ come i bambini: bisogna mettere subito le cose in chiaro dall’inizio”

Nina Senicar diventa attrice girerà in Campania Napoletans.

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Napoletans: il titolo richiama Italians , il film con Carlo Verdone, diretto da Veronesi.

“Sì, l’ho visto e mi è piaciuto molto. C’è un parallelo: entrambi sono film divertenti , ma Napoletans è soprattutto una bellissima storia d’amore”

Lei che ruolo avrà?

“Sarò Angela , un’infermiera metà italiana e metà serba che insegna pilates fa messaggi. Arriverò in un paesino campano per lavorare nella gelateria di mia zia e mi innamorerò di un ragazzo del posto. Poi ci saranno tanti colpi di scena”

E’ un film che si ispira alla commedia sexy anni ‘70. Nina Senicar come Edwige Fenech e Gloria Guida? Sarà una nuova infermiera di notte?

“Pian piano li sto guardando tutti quei film. Ho iniziato proprio da L’infermiera di notte con Gloria Guida , ma mi hanno spiegato che il mio personaggio dovrà essere diverso. Una ragazza senza malizia. Sexy, ma non volontariamente; piuttosto con un po’ d’ingenuità. Non è il ruolo di una sex bomb: mi hanno detto di non essere mai maliziosa ed è una cosa importante, per me, da capire”

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Perché? Lei è maliziosa?

“Sono più maliziosa , più giocosa del mio personaggio . D’altra parte sono una Scorpione : dovrò tornare ad essere Nina di qualche anno fa..”

Come lo conquista , Nina Senicar, un uomo?

“Senza impegnarsi troppo né con strategie particolari. Anche se posso sembrare una che prende sempre l’iniziativa , non è così. Non sono come quelle donne che stanno in posa, fanno le mosse, gli sguardi sexy e i movimenti con la bocca. Volgari… MI piace più un uomo che sa corteggiare e che ti fa capire subito lui che gli piaci”

Il sottotitolo di Napoletans è “Pensano solo a quello”. Per lei i napoletani pensano solo a quello?

“Tutti gli uomini del mondo pensano solo a quello , non solo gli italiani. Non sono peggio di altri. Comunque adoro gli italiani e in Italia ormai mi sento a casa. Poi i napoletani , in particolare , sono simili ai serbi : anche noi cerchiamo sempre il modo di fare tutto con un po’ di furbizia”

Nel film il personaggio del padre di famiglia napoletano è un dentista , sempre pronto a corteggiare le pazienti. Nella vita lei ha mai avuto a che fare con uomini del genere, un po’ farfalloni?

“Sì, ma li prendo con leggerezza. Mi piace un uomo che scherza, fa battute. Ma non deve diventare troppo esplicito e volgare: quando ci prova troppo glielo faccio capire”

Ma se è il suo uomo a fare il farfallone?

“Non mi dà fastidio che il mio uomo piaccia anche altre donne , anzi ne sono orgogliosa. Lui può essere giocoso , basta che abbia rispetto per me e non mi tradisca. Ma gli uomini sono un po’ come i bambini: bisogna mettere subito le cose in chiaro dall’inizio ; spiegare che cosa è ammesso e che cosa no in un rapporto”

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Ha mai avuto proposte indecenti sul lavoro?

“No, quando ho iniziato a fare tv studiavo , andavo all’università e non avevo neppure il tempo per frequentare certa gente”

Fra poco inizierà la nuova edizione de L’Isola dei Famosi. Lei ripartirebbe?

“Certo , la rifarei almeno una volta all’anno : è come un trattamento di bellezza…. A parte gli scherzi , non passa un giorno senza che mi ricordi qualcosa di quell’esperienza : è come quando sei stata fidanzata a lungo con una persona la lasci; poi qualcosa cosa vedi la associ a quella persona. L’Isola ti lascia un segno: a livello professionale mi ha dato la popolarità e a livello personale lì ho trovato un equilibrio. Ho capito molte cose di me”

Qual è il modo giusto di vivere sull’Isola?

“Lasciarsi andare. E’ un’esperienza unica”

Dove ha trascorso le vacanze invernali?

“A Zanzibar con mia mamma. La vedo poco durante l’anno e non vorrei, un giorno, dovermi pentire di non averle dedicato abbastanza tempo”

Genitori medici; nonni accademici. Lei è laureata alla Bocconi , mi ha scelto comunque una carriera nello spettacolo. Mai una lite in famiglia?

“No, la mia famiglia mi ha sempre supportato in qualsiasi scelta. Fin da piccolo ero un po’ diversa: mi piaceva stare al centro dell’attenzione , ma ho un bellissimo rapporto con i miei genitori. Loro vivono in Serbia con mio fratello Mladen che ha 17 anni. Loro sono gli unici a sapere davvero tutto di me: dove sono, cosa faccio , con chi . Se sono innamorata..”

venerdì 11 febbraio 2011

INTERVISTA ALL’ATTRICE RAFFAELLA REA “Sono assolutamente femmina”

Raffaella Rea da Pomigliano d’arco ha 28 anni è un attrice con un fisico “interessante”. E’ protagonista su Rai Uno della serie Caccia al re – La narcotici , e in primavera sarà nel Generale Della Rovere.

Che cosa fa nella Narcotici?
Il commissario capo : una donna forte , abbastanza chiusa. Finché arriva alla sezione il nuovo capo, interpretato da Gedeon Burkhard, e , mentre diamo insieme la caccia all’ottavo Re di Roma , che gestisce il traffico di droga , inizio a lasciarmi andare e viene fuori la mia parte femminile”
Femminile: cioè sexy?
“Non proprio , nella serie ho dieci chili di muscoli in più di quello che vede oggi. Sono andata in palestra ad allenarmi , a fare pesi: già non sono piccoletta , ho messo su pantaloni e bicipiti. Poi per fortuna ho smesso , perché ero diventata un camionista , e sono tornata alle attività che preferisco, la danza e la corsa”
Erano proprio necessari tutti questi muscoli?
“Il fatto è che la pistola vera pesa , e io volevo essere credibile : troppo spesso le poliziotte delle fiction italiane sono improbabili. Poi, ho preso la patente per guidare la moto che usa il mio commissario , una bellissima XT500 degli anni ‘80”
Lei abita a Roma : non usa il motorino per spostarsi?
“Questa è la mia prima volta . Io guido uno scooter , he ho acquistato da poco . Ma soprattutto uso i mezzi pubblici”
Ha paura del traffico?
“No, è che essere portata mi riesce meglio che portare”
Anche in auto?
“Certo: io non ci penso proprio a guidare”
Come una vera signora?
“Sono assolutamente femmina . Nel senso più estetico del termine , è difficile che porti i tacchi o metta scollature profonde. Lo sono nella visione della vita , credo nella separazione dei ruoli”
Lei è nata a Pomigliano d’Arco: ha ricevuto un’educazione molto tradizionale?
“La mia famiglia è tradizionale , ma mia mamma ha sempre lavorato. E’ stato un mio percorso , ho capito che solo quello mi avrebbe resa felice”
Insomma non si delfinerebbe femminista
“Credo nella diversità fra uomo e donna , che secondo me andrebbe accentuata. Certo, il rispetto per l’essere umano non appartiene a nessun gruppo o movimento rivoluzionario, i diritti vanno al di là dei generi maschile o femminile”

In casa come si manifesta la differenza di genere?
“Io amo molto occuparmi della casa, e dell’altro”
L’altro è l’attore David Coco . Come vi siete conosciuti?
“Sul set dell’Ultimo dei Corleonesi : eravamo la coppia Provenzano”
Galeotta fu la coppia..
“Ma sono io che l’ho tampinato, corteggiato , perseguitato: mi trovava ovunque, in ascensore, nella hall, nella roulotte. Non perdevo occasione per fargli capire che mi piaceva , finché mi sono dichiarata”
Perché , lui non ci stava?
“E’ più grande , ha 40 anni, e forse è più riflessivo, razionale. Però, quando l’ho conosciuto, ho provato la sensazione di sentirmi a casa , un sentimento di familiarità e intimità particolare , lui mi ha sorriso e io ho sentito calore nello stomaco. A quel punto dovevo solo convincerlo che non sono infantile”
E c’è riuscita. Adesso, da quanto tempo state insieme?
“Quattro anni. Il fatto di essere entrambi attori facilita la comprensione fra noi, pesa solo perché spesso siamo separati. Lui adesso è in Sicilia che fa Cavalleria rusticana in teatro , per esempio. Vorrei tornare a fare una cosa insieme , sul palcoscenico”
Com’è la casa in cui abitate?
“Ha una grande cucina , con un tavolo enorme. Io cucino, pulisco , faccio i piatti , la spesa. E’ importante gestire queste cose, per essere davvero padrone della tua casa. E poi mi aiuta la materialità dell’azione, amo usare le mani , è una valvola di sfogo”
Fa bricolage?
“No. Per un periodo facevo sciarpe , però per i lavori di finezza non sono portata: non ho la manina adatta. Invece, la lavatrice l’ho montata io. La soddisfazione di quando monti qualcosa è impagabile. Noi attori facciamo un lavoro un po’ astratto : dar vita a un personaggio non è la stessa cosa che creare un oggetto vero, concreto”
Se non avesse fatti l’attrice , poteva diventare idraulico?
“Credo che avrei fatto il medico. Vengo da una famiglia di dottori : papà è medico di famiglia , mia sorella gastroenterologa , che per gli attori – fra ulcere e coliti – sembra essere la specialità più gettonata. Da piccola , assistevo spesso alle telefonate di mio padre , e mi sono fatta un’infarinatura”
Le è tornata utile?
“Sì: quando viaggio per lavoro sono una farmacia ambulante. Anche se poi non prendo niente , ho tutto : antinfiammatori, antibiotici , ciò che serve per la regolazione intestinale , poi i gastroprotettori perché con l’antibiotico è necessaria la copertura gastrica , l’aerosol , antibiotici per la gola, Aulin. Meglio in pillole , perché il sapore delle gocce mi dà fastidio. I miei colleghi mi prendono in giro per tutti questi farmaci , ma poi capita regolarmente che alle due di notte qualcuno mi bussi in camera e mi chieda una qualche medicina”
Vi scambiate le prescrizioni con Carlo Verdone?
“Non ci conosciamo. Io però sono figlia di medico , e per questo tendo a prendere medicine solo quando è strettamente necessario”

Se necessario , sa fare anche le iniezioni?
“Solo in caso di emergenza, altrimenti non le faccio: mi dà fastidio essere causa del dolore altrui”
Nella sua borsa ci sono anche tranquillanti o antidepressivi?
“No, quelli non li consiglio mai. Capisco che ci possano essere momenti di crisi acute , come il panico da aereo. Ma è molto meglio una terapia di un tranquillante”
In casa , quali sono i vostri punti delicati, quanto a salute?
“Per David la schiena. IO invece ho una salute di ferro”
Niente malattie e niente operazioni?
“Ho solto tolto dei fibroadenomi al seno. Non erano niente , ma mi sono un po’ spaventata. Dicono che chi ha un bel seno soffre di queste cose , in effetti io ho una terza abbondante…”

mercoledì 9 febbraio 2011

INTERVISTA A TONY SPERANDEO “Io sono apolitico. Non mi fido di nessuno e non ho mai chiesto favori a nessuno. Che poi, forse, ora me ne pento. Magari se avessi lisciato il pelo a qualcuno, ora lavorerei di più”

Tony Sperandeo fa parte di “La nuova Squadra – Spaccanapoli” che va in onda su Rai Tre.

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“Faccio un macello se mi fanno fuori. Perché , non so come mai, prima facevo un sacco di cose , tanti film, teatro. Ora mi chiamano solo per questa serie. Se mi tagliano che faccio? Eppure un sacco di gente in gamba mi stima. Fiorello è un mio grande fan. Ho dimostrato di poter fare il poliziotto, come il mafioso , persino il prete. In Tv ho fatto Distretto di polizia , Don Matteo , con il cinema ho preso il David per I cento passi. Non ho mai toppato un film , io. Lo sapete voi , allora, perché Sperandeo “un travagghia” ( non lavora). Se mi fanno morire in tv , io non posso più pagare l’affitto dell’appartamento dove vivo a Roma. E’ la volta che torno a Palermo”.

Tony non corra così?

“E’ che , a 57 anni e mezzo, sono davvero preoccupato per il mio futuro. Allora ho chiesto agli sceneggiatori. MI sono assicurato che no Sciacca non morirà. Anche perché se lo fanno morire , io quel giorno non ci vado a girare quella scena!”

Insomma , che Sciacca vedremo?

“Uno Sciacca che non può toccare manco la pistola , per via di questo tremolio. Però indaga a modo suo, risolve un sacco di casi difficili. Divento una specie di Hercule Poirot di Spaccanapoli. Certo che … con ‘sta faccia. Ma sono belle storie, sul serio. E’ la serie più bella che c’è in tv , e lo dice uno che ne ha fatte tante. Anche perché è girata su un palcoscenico vero, come Napoli”

Perché ci è voluto un anno e mezzo per ricominciare le riprese?

“A noi del Sud ci girano e ci rivoltano come vogliono loro. Ci sarà stato qualche stop politico… Chessò io”

Ora fa il poliziotto che indaga spesso sulla camorra. Molte volte ha interpretato ruoli di mafiosi…

“Perché sono bravo, sia che devo fare il buono o il cattivo”

E che idea ha della criminalità organizzata oggi?

“La mafia è la più potente, controlla appalti pubblici perché è collusa con la politica. Com’è , sennò , che i super latitanti come Riina e Provenzano hanno potuto vivere indisturbati per decenni vicino a casa? Poi, improvvisamente , hanno fatto saltare un’autostrada , quando non servivano più. li hanno presi”

Il patto tra Stato e mafia, di cui parla Ciancimino , figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito…

“Che suo padre fosse colluso con la mafia lo sapevano tutti. Che bisogno ha di lui di screditare così la sua famiglia? Non mi piace. Anche lì la cosa è politica , c’è qualcuno che spinge per attaccare i politici che, Ciancimino , hanno preso il posto dei vecchi poteri forti nei rapporti con la mafia. Un modo per attaccare chi è al potere oggi”

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Ma lei per chi vota oggi..

“E chi ha mai votato? Io sono apolitico. Non mi fido di nessuno e non ho mai chiesto favori a nessuno. Che poi, forse, ora me ne pento. Magari se avessi lisciato il pelo a qualcuno, ora lavorerei di più. Non trovo nemmeno un produttore per una sceneggiatura fortissima che ho pronta da anni , dove mi sdoppio, sono un avvocato penalista che perde moglie e figlia in un attentato mafioso. Allora rapisco un commissario di Polizia , e metto su una sorta di Processo allo Stato , che non difende i cittadini. Mi sdoppio, anzi di più, divento pubblico ministero , avvocato ma anche imputato. Un film che è un atto di accusa di un codice penale vecchio , che fa uscire dal carcere mafiosi pericolosi dopo che servitori fedeli dello Stato hanno rischiato la vita per Catturarli”

Oltre al cinema cosa sogna oggi?

“Io sono bravo in cucina, allora con un mio amico vorrei aprire un ristorantino a Roma. Lo chiamerei Spaghetti e provini : vi faccio mangiare per piccoli piccioli , e poi faccio anche recitare brevi copioni , davanti ad una macchina da presa. Se tornate dopo due giorni vedete se potreste avere o no un futuro del cinema. Poi, magari , il giorno che passa un produttore a pranzare da noi , scopre dei talenti. Insomma, lo fanno tutti, perché anche Sperandeo non può fare il talent-scout?”

lunedì 7 febbraio 2011

INTERVISTA A GIORGIO FORNONI , REPORTER E SINDACO IN UNA ROCCAFORTE LEGHISTA “La politica è un pozzo a cui tutti attingono , ma che nessuno riempie”

Giorgio Fornoni, commercialista, reporter e fino a qualche mesa sindaco in una roccaforte leghista.

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Cosa l’ha spinta a candidarsi?

“I giovani del mio paese. Avevano formato la lista civica “Ardesio unita” per battere la Lega Nord, che governava da 15 anni. Stavo preparando un’inchiesta , quando ho ricevuto una loro telefonata: volevano che mi candidassi sindaco. Ho accettato perché amo il mio paese e perché sono convinto che ai giovani debba essere data fiducia. Il 7 giugno 2009 ho vinto con quasi il 60% delle preferenze”

Ma alla fine la giunta comunale di Ardesio (Bg) si è rivelata più pericolosa dei talebani o dei guerriglieri africani incontrati nei suoi viaggi..

“Alla fine sì. Nell’ottobre del 2010 sono stato costretto a dimettermi. Avevo abolito la vecchia commissione edilizia, fatta solo da professionisti locali, con in più i figli in consiglio comunale. Era troppo, gli ho sostituiti con dei tecnici. Mi sono inimicato cinque dei miei consiglieri , esponenti di Pd e Udc, che si sono coalizzati con i leghisti , e così ho perso la maggioranza”

Cosa ha imparato nei suoi 14 mesi da sindaco?

“Che governare è molto difficile: bisogna dare senza aspettarsi nulla in cambio. La politica è un pozzo a cui tutti attingono , ma che nessuno riempie. Io ho rinunciato allo stipendio da sindaco e a Report, sono stato ripagato dall’entusiasmo dei ragazzi”

Cosa ha lasciato ad Ardesio?

“Innanzitutto ho interrotto lo strapotere leghista. Non ho niente contro il partito , anche se ho opinioni diverse su alcuni temi, come l’immigrazione , ma non è giusto che la coalizione governi per 15 anni. Poi ho fermato le cementificazioni e ho fondato un’associazione culturale che ha ospitato personaggi come lo scrittore Valerio Manfredi e i sopravvissuti del Terremoto di Haiti. Ho portato storie e persone lontane anni luce della dimensione , un po’ chiusa, del paese di montagna. Per stare bene bisogna aprirsi agli altri e alle loro esperienze”

La sua visione del mondo così internazionale è stata vincente contro le chiusure leghiste?

“Sì, viaggiare mi ha reso libero da tanti condizionamenti. Ho imparato ad andare oltre certi dettagli su cui si perde chi ha sempre vissuto in una piccola realtà. Ho uno sguardo globale e non particolare , al contrario di molti amministratori locali. Non ho bisogno del potere politico , per me quello che conta è poter esprimere il mio pensiero”

Qualche cosa che non è riuscito a fare?

“Avrei voluto creare nuovi spazi di ritrovo e far chiudere due cave che facevano gli interessi di pochi e non della comunità”

Cos’è per lei la politica?

“E’ il potere. se lo tieni per te può dare alla testa e fare del male , va messo a disposizione degli altri. Governare vuol dire mettersi al completo servizio della comunità”

E il giornalismo?

“E’ passione , voglia di conoscere , di andare sul posto. E’ il lavoro più bello del mondo , si basa sull’evoluzione , ti spinge ad oltrepassare il confine, reale e metaforico, per arrivare alla verità. Ti dà la possibilità di incontrare buoni e i cattivi”

Da 30 anni gira il mondo , qual è stato il suo reportage più bello?

“Forse quello sullo sfruttamento del petrolio nel Delta del Niger. Ci ho lavorato per anni ed è stato trasmesso la sera in cui ho vinto le elezioni , senza la mia firma , per rispettare la par condicio”.

Il personaggio che più la colpita?

“Il Dalai Lama , che promette di lasciare il potere temporale per dedicarsi ai diritti umani, ma anche il sopravvissuto ai gulag staliniani Grigorij Pomeranc. Un grande intellettuale che ha saputo affrontare il dolore con dignità e non si è mai venduto al Cremlino”

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Quello che invece vorrebbe incontrare?

“Nelson Mandela , e Fidel Castro : gli ho mancati per un soffio”

La storia che vorrebbe raccontare?

“Sto preparando un lavoro su monaci e eremiti. Voglio capire come riescono , in quest’epoca materialistica , a rinunciare alle cose terrene per dedicarsi solo a quelle spirituali. Vorrei sempre raccontare queste storie : uomini che sanno dominare l’istinto animale del possesso per dedicarsi agli altri. Sto pensando anche a un’inchiesta sui giornalisti russi uccisi e a un reportage sugli armeni”

Gira il mondo , ma torna sempre ad Ardesio. E’ il suo rifugio?

“E’ un porto sicuro in cui tornare , ma da cui poi devo ripartire. Per questo non voglio ricandidarmi , ma continuerò ad aiutare i ragazzi. Il momento più bello per me , però, è quello del viaggio , tra un punto di partenza e uno di arrivo. Alla fine sono un viandante”

venerdì 4 febbraio 2011

INTERVISTA ALL’ATTORE PAUL GIAMATTI “Quelli come me hanno il diritto e la libertà di invecchiare sullo schermo, per i Tom Cruise è più complicato. Nessuno vuole vederli invecchiare”

Tutti abbiamo visto un film con Paul Giamatti: era in Salvate il Soldato Ryan , Il matrimonio del mio migliore amico, The Truman Show e in due film di Woody Allen. Sono di quegli attori di cui ricordiamo la faccia, ma mai il nome.

Paul Giamatti è sposato con la stessa donna dal ‘97 e un figlio di 9 anni. Paul Giamatti ha interpretato , con numerose critiche positive, la versione di Barney. Un film tratto dal romanzo di Mordecai Richler.

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La pancia non c’è più

“Era finta. Un trucco di gommapiuma. No, guardi, già tendo ad ingrassare di mio, mi mancava di farlo apposta per Barney”

Aveva letto il romanzo prima che le proponessero di farlo?

“Ne avevo vagamente sentito parlare, non l’avevo letto. Scusi, le faccio una domanda io: ma è vero che in Italia è stato un best-seller , un fenomeno di costume”

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“Ma mi spiega perché? Perché io non lo capisco. Non è un libro così facile da vendere”

Non so risponderle. Marketing intelligente dell’editore , immagino. Ed è piaciuto molto a persone che sono opinion leader , finché è diventato di moda.

“Capisco. Gliel’ho chiesto perché in America non è stato nemmeno un successo di media classifica. Comunque, scusi, continuiamo”

Ma a lei piace Barney?

“Sì, perché ha una voce sarcastica e tagliente , il tipo di umorismo che mi diverte. Io sono uno che non ride mai per le barzellette e non guarda i programmi comici. L’altro motivo per cui mi piace Barney è quel rapporto complicato , di odio-amore, con il padre”

Che , nel film, è interpretato da Dustin Hoffman. Che effetto le ha fatto essere scelto come protagonista di un film in cui Hoffman è comprimario?

“Ho pensato che forse, trent’anni fa, Barney l’avrebbe fatto Dustin. Deve essere una questione anagrafica che hanno scelto me”

Vi conoscevate già?

“No, anche se avevamo fatto un film insieme. Però, appunto , lui era il protagonista mentre io avevo una piccola parte, quindi non ci siamo mai incontrati , nemmeno un ciak in comune”

Che film era?

“Confidence- La truffa perfetta. Un brutto film, non l’ha visto quasi nessuno”

Che parte faceva lei?

“Un poliziotto”

Ne ha fatto molti di poliziotti?

“Non molti , in realtà. Ho fatto più che altro il delinquente , il barista, il piccolo personaggio ambiguo. Si vede che la mia faccia ispira questo. Pensi che alle elementari , recitai nel Pifferaio di Hamelin e mi diedero la parte dell’odioso Borgomastro. Quello che promette i soldi al Pifferaio perché porti via i topi dalla città e poi non glieli vuole più dare”

Lei ha avuto successo tardi, sui quarant’anni . Sarebbe stato tutto più facile se fosse nato con una faccia alla Tom Cruise?

“No. Perché tra i belli c’è molta concorrenza e la parte da protagonista in un film è una sola. Invece, c’è sempre un gran bisogno di quelli come me: l’amico sfigato , il compagno di cella , il marito antipatico. Inoltre , quelli come me hanno il diritto e la libertà di invecchiare sullo schermo, per i Tom Cruise è più complicato. Nessuno vuole vederli invecchiare”

Lei è di origine italiana . Come è la storia della sua famiglia?

“Il bisnonno arrivò da Napoli a New Haven, Connecticut. Era un orologiaio. Il nonno, nato già in America, aprì un negozio di alimentari ma era un pessimo uomo d’affari e perse tutto. Andò a lavorare all’Università di Yale: era l’operaio che si occupava della manutenzione dei campi sportivi. Ma si mise a studiare: vinse una borsa di studio e finì a insegnare Letteratura italiana in quella stessa, prestigiosa università. Mio padre ha seguito le sue orme : è stato professore anche lui”

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E lei , com’è che ha interrotto questa tradizione?

“Non ero abbastanza studioso. E poi, la vita che ha fatto mio padre , così tranquilla e comoda, mi è sempre sembrata noiosissima. E ho scelto il teatro. Mi sono trasferito a Seattle e ho cominciato lì, nei teatrini off”

Vitaccia. E a Seattle piove sempre

“Non mi dà fastidio la pioggia. Ho sofferto molto di più a Roma, dove abbiamo girato una parte della versione di Barney, in piena estate. Faceva un caldo spaventoso . E io, con la parrucca in testa e quella pancia finta”

mercoledì 2 febbraio 2011

INTERVISTA A PAOLA CORTELLESI “Cambio continuamente pelle. Passo dalla comicità al dramma e viceversa”

E’ la nuova conduttrice di Zelig. Un passato anche da attrice ( Montessori – una vita per i bambini).

“Ma non aspettatevi che io faccia la conduttrice. Porterò i miei personaggi , i miei sketch. Non amo improvvisare. Ho bisogno di una traccia, anche sottilissima, da seguire. E poi c’è Bisio : è lui il re dell’improvvisazione. Conto su di lui”

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Dalla psicologa Nora di Le cose che restano alla conduzione di un programma comico. Come gestisce questi cambiamenti?

“Bè, questo è il bello del mio mestiere. Cambio continuamente pelle , registro , ruolo. Passo dalla comicità al dramma e viceversa..”

E’ giusto parlare di comicità femminile?

“Se, per comicità femminile , intendiamo che il comico è donna. Anzi, femmina. Per il resto, la risata , di per sé , non ha sesso. Si ride e basta”

Si considera una femminista?

“Il termine femminismo ha perduto oggi ogni forza , temo. Se essere femminista significa lottare ogni giorno, anche nelle piccole cose, per i propri diritti di essere umano femminile, lo sono. Ma io , nata nel 1973, non ho partecipato al movimento femminista , quello vero, né sono mai scesa in corteo: faccio tesoro dell’eredità lasciatami dalle donne ( e dagli uomini) che mi hanno preceduto”

Lei , in molte interpretazioni e in teatro, in particolare nel bellissimo spettacolo Gli ultimi saranno ultimi, ha spesso denunciato le differenze di trattamento sociale tra uomini e donne …

“Vero. penso alle lavoratrici silurate dopo la maternità, ai diversi stipendi a parità di mansioni , alla difficoltà di essere madri e donne allo stesso tempo… A noi donne si chiede tutto , e di essere il meglio di tutto. Siamo il pilastro della famiglia e della società . Ma nessuno ci aiuta, anzi”

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E lei ha voglia di far famiglia?

“Bè, ci vuole molta pazienza per costruirla. E poi, qual è la famiglia? Qual è il modello da scardinare? Sono tutte domande che mi sono posta sul set de Le cose che restano

E la maternità ? Immagino che abbia riflettuto anche su questo

“Non sono una madre , so che però è difficile esserlo. Lo era una volta e forse lo è ancora di più oggi. Sono una figlia , e lo sarò sempre, fino a che ci saranno i miei genitori, e anche dopo…Lo so , vuol sapere se ho voglia di diventare mamma . Per ora , è solo un’idea. L’ho pensato. Ma non ho permesso a questo pensiero di entrare nella mia vita privata”

Per ora , si ride , insomma…

“Si ride, si piange, si vive!”