venerdì 25 febbraio 2011

INTERVISTA AD ALESSIA GAZZOLA , SCRITTRICE “Io preferisco comunque i cadaveri”

Alessia Gazzola ha scritto un libro “L’allieva” , e intanto fa la specializzanda al quarto anno di Anatomia patologica a Messina.

Da bambina faceva giornalini che rivendeva alle stesse persone che aveva intervistato. Allegava un biglietto da visita : Alessia Gazzola, scrittrice.

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Nel suo biglietto di ora c’è scritto anatomopatologa. Ha cambiato idea?

“Già: come mai una che ama scrivere è finita a studiare patologia? Non so, forse ho distinto tra professione e passione”

Partiamo dalla professione : patologa , roba forte

“La medicina mi è sempre piaciuta. Ma a un certo punto ho dovuto ammettere che non mi interessava molto curare le persone”

Un po’ paradossale per un medico

“Sì, forse, ma è così

Che cosa fa un medico legale?

“Medicina legale necroscopica ovviamente , ma si occupa anche dei vivi, mai con scopo terapeutico, però. Ma io preferisco comunque i cadaveri”

Com’è stata la sua prima autopsia?

“Un suicida : un ragazzo che si era impiccato. Non mi sono impressionata affatto, ma mi ha spiazzata l’idea che si fosse tolto la vita”

Non si impressiona proprio mai?

“Mai. Quella è una situazione che o tolleri o è meglio che cambi mestiere. Non esiste mi sono impressionato un po’” se uno non si impressiona a entrare in macelleria ce la può fare. Però una volta ho partecipato a un intervento di cataratta di mia nonna e stavo svenendo”

Torniamo alla passione , mi sento poco bene

“Scrivere è qualcosa che faccio e farei comunque. Ho sempre scritto e tenuto lì. Non questa volta , però”

Che cosa l’ha convinta a buttarsi in questo romanzo?

“L’ho letto e riletto e ho pensato che era proprio carino. L’idea mi è venuta dal fatto che dietro ogni cadavere c’è una storia. Ovviamente questa a un patologo non deve interessare , ma a volte succede anche a me che qualche dettaglio catturi l’attenzione : le cose che aveva in tasca , gli abiti, i suoi parenti. A me è capitato con qualche ragazzo giovane , morto in un incidente stradale. Alice si trova per le mani il cadavere di Giulia, una ragazza bellissima che solo qualche ora prima aveva conosciuto casualmente in un negozio. E si fa travolgere nell’inchiesta che riguarda la sua morte . Per niente deontologico , ma lei è fatta così”

Quanto il successo il altre illustri anatomopatologhe, Kay Scarpetta in testa, l’ha influenzata?

“Onestamente poco. Il mio modello , piuttosto, è Bridget Jones. Nella versione originale la professione di Alice era più in secondo piano. Solo dopo ho pensato di non fare di lei solo una romantica casinista”

Legge chick lit?

“Tantissimo. E sono davvero grata alle autrici di questo genere perché mi hanno fatto divertire. Intrattenere con leggerezza , di questi tempi, è molto più difficile che commuovere o intristire. Credo sia sempre degno di ammirazione chi riesce a farti ridere”

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Intorno ad Alice ruota un mondo di personaggi decisamente caratteristici. Si è ispirata a qualcuno che frequenta il suo stesso istituto?

“Assolutamente no: il bello dello scrivere è che puoi inventare. Tutto frutto della fantasia , quindi, con qualche tributo. La coinquilina di Alice , Yukino, è un omaggio al mio amore per il Giappone. Arthur, l’uomo con la u maiuscola di questa storia , è un incrocio tra il grande reporter Ryszard Kapuscinski e ciò che vorrei essere io se fossi uomo. Ma è biondo e con gli occhi azzurri come mio marito”

Scriverà il seguito?

“Vorrei farla crescere. Alice : deve imparare a essere meno goffa, pur conservando il suo entusiasmo. Devo essere onesta : ho già iniziato a scrivere. Sono come il Manzoni , con tutto il rispetto per Manzoni: anch’io non vedo l’ora di tornare a casa dai miei personaggi. Non potevo lasciarla lì, tutta sola”

Lo sa , vero, che Alice sembra fatta per finire in Tv o al cinema?

“Magari. Se dovesse diventare un film vorrei tanto che avesse la faccia di un’attrice che quando l’ho vista ho pensato: eccola , è lei. Zooey Deschanel nel film (500) giorni insieme

Scrittrice e medico legale . E con i primi di pesce, quindi , come la mettiamo?

“Pazienza. Tanto la mia specialità è il pollo tandoori”

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