venerdì 18 febbraio 2011

INTERVISTA A COLIN FIRTH “I momenti di sano umorismo, specie all’interno di una coppia , sono tra i migliori della vita”

Il Re del Golden Globe sorrideva soddisfatto. La statuetta dorata del miglior attore drammatico. Il 16 gennaio Coli Firth è stato premiato dall’Associazione della Stampa estera per il ruolo di Giorgio VI , nel film Il discorso del Re. Il monarca in questione era il padre i Elisabetta II: il bisnonno del promosso sposo William.

“Sono orgoglioso di aver potuto interpretare re Giorgio VI , tra l’altro sposato a una donna che tutti noi anglosassoni abbiamo amato, la Regina Madre. Questo è un film in cui ho creduto sin dalla prima lettura del copione : la storia di un uomo tranquillo come me, condannato dalla scelta del fratello a diventare re e, soprattutto, afflitto da balbuzie. Perché negli anni Trenta della radio e dei discorsi in diretta a milioni di ascoltatori , il fatto che il re fosse balbuziente aveva in sé qualcosa di struggente. Spero che il film in Italia piaccia. Non parlo da inglese monarchico, ma da innamorato del vostro Paese. Dell’Umbria in particolare , dove io e Livia ( Livia Giuggioli, sua moglie ndb) abbiamo una casa : siete la mia seconda patria. Dovrebbe sentire come i nostri amici mi prendono in giro, non appena mi butto e inizio a pasticciare parole in italiano… E’ che la vostra lingua è musicalità pura”.

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Aristocratico nei tratti e nei modi. Colin è magari , politicamente conservatore?

“No. Sono un liberal molto battagliero. Sogno un mondo senza divisioni di classi. Egualitario. Tollerante. Livia e io supportiamo l’associazione Oxfam Amnesty Survival International. Ma non sono antiamericano : ho vissuto in America , apprezzo la loro tendenza al cambiamento , confido nel coraggio di Obama. Condivido le sue scelte , soprattutto quelle per la difesa dell’ambiente”.

Parliamo di donne.

“Detesto la chiave di lettura del Botox. Ha qualcosa di barbarico, quest’ossessione per l’eterna giovinezza che altera i volti , l’umanità e genera danni irreparabili alla recitazione , togliendo ogni mobilità. I miei miti sono le colleghe che non temono di mostrare le loro rughe: Meryl Streep , Emma Thompson . Sono coraggiose come lo fu Giorgio VI”

Cosa l’ha colpita del personaggio e della sua storia?

“Il microfono per lui era il nemico… Eppure seppe conquistarlo. Mi piacciono gli uomini coraggiosi. Il film racconta il rapporto tra Giorgio e il logopedista , l’australiano Lionel Logue , che era anche psicologo. Prima gli esercizi e le sedute, in segreto . Poi le registrazioni dei messaggi , con il medico a ritmargli le pause e i respiri e le parole. Un rapporto che durò fino alla morte del re, nel 1952. E’ una storia di uomini coraggiosi. Il coraggio rende forti : per questo voglio insegnarlo ai miei figli”

Ha detto che essere inglesi è . anche, uno stato d’animo : le manca Londra , quando è negli Usa?

“Mi manca la mia casa di Chiswich, West London. Mi mancano la routine quotidiana con Livia e i ragazzi, Luca e Matteo. Tornando al film , Il discorso del re è anche una grande storia d’amore. Quella tra Giorgio e sua moglie Elisabetta. La mia amica Helena Bonham Carter , che la interpreta, è d’accordo con me”

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Altro ingrediente del film è l’umorismo..

“Certo. Tra l’altro , a causa del linguaggio colorito , sia in Usa che in Gran Bretagna la censura voleva vietare il film ai minori. Ho combattuto e ho vinto. Mi correggo : abbiamo vinto in Inghilterra e perso negli Usa. Trovo un crimine aver vietato una storia come questa solo per alcune battute provocatorie che, nelle loro sedute , si scambiano i due protagonisti. Andrebbero rivisti i criteri di censura: negli Usa è in corso un dibattito”

Come si è preparato al ruolo?

“Studiando ogni aspetto privato e pubblico del mio personaggio . Ho guardato centinaia di fotografie d’epoca. Ho cercato di entrare nella mente e nella sensibilità di un sovrano che non voleva esserlo , che si ritrovò tale per l’abdicazione del fratello David (Edoardo VIII) , innamorato di Wallis Simpson. E c’è una nota personale…”

Quale?

“Mia sorella Katie è psicologa e terapista della voce e mi ha aiutato moltissimo. E’ vero che la Regina Madre aveva chiesto che il film non fosse realizzato: la balbuzie, poi vinta, del marito era per lei un fatto molto privato. Ma sono certo che, se avesse potuto vederlo, avrebbe amato il nostro Discorso del re. Helena ne fa un ritratto perfetto, prima di tutto come moglie e madre affettuosissima”

Lei come si diverte con i suoi figli?

“Parlando con loro. E poi io adoro Dumbo, il cartone non so quante volte li ho costretti a rivederlo. Lo ammetto: sono rimasto un po’ infantile , non voglio rinunciare alla fantasia. Ai sogni . Penso sia una cosa buona , non solo per gli attori. Invece non ho mai fatto leggere ai miei figli , la storia della monarchia inglese. Del resto anch’io sapevo tutto della storia del rock e nulla dei Windsor”

L’umorismo è parte del suo carattere?

“Certo. I momenti di sano umorismo, specie all’interno di una coppia , sono tra i migliori della vita”

Quando ha compiuto cinquant’anni , cosa si è augurato?

Ho pensato “Finalmente sono abbastanza vecchio da non rientrare più negli elenchi dei più belli”

Invece People la smentisce tutti gli anni…. Con sua moglie Livia , come è andata? Vi siete incontrati sul set di Nostromo

“Ci siamo semplicemente incontrati e trovati.Niente corteggiamenti e cose del genere . Anzi sfrutto l’occasione per dire “Grazie Italia per avermi regalato Livia”

E’ vero che da ragazzo era affascinato da Doris Day?

“Certo. Quando avevo 15 anni era la mia attrice e donna preferita. Per la sua gioia di vivere”

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E’ vero anche che è un fan sfegatato di Mad Men?

“Non ne perdo una puntata. Credo faccia bene a uomini e donne : è ricca di spunti , di osservazioni di costume”

Chi sono i suoi migliori amici?

“Ho amici fidato che condivido con Livia. Su tutti c’è Nick Hornby : un grande scrittore , una mente aperta , curiosa , appassionata di musica , cinema e letteratura”

E la sua partner preferita?

“Odio le classifiche. Stimo tutte le attrici con cui ho lavorato. Meryl Streep ha un’energia e una bravura che ti caricano. Julianne Moore è una donna vibrante. E poi il mio motto è mai complicarti la vita. Voglio andare d’accordo con tutti”

Il cinema è ancora un’avventura?

“Più che mai. A 50 anni , ho avuto la mia prima nomination all’Oscar ( per A Single Man, l’anno scorso) e rischio di replicare. Meglio di prima, direi”

Cosa le rende un uomo felice?

“L’Arte. L’Italia è il mio Paradiso. Con i ragazzi sono sempre in giro per musei: Caravaggio, Piero Della Francesca , Michelangelo. Nella musica spazio dall’opera a Ludovico Einaudi”

E poi ci sono le sue battaglie per la difesa dell’ambiente , la situazione politica in Congo, la malasanità..

“Mai tacere quando c’è in ballo il benessere proprio e degli altri. Bisogna essere grandi e umili: esattamente come mi ha insegnato il mio re Giorgio VI”

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