venerdì 11 marzo 2011

INTERVISTA ALLA BAND PEARL JAM “Per noi è fondamentale trasformare ogni show in un evento memorabile”

Sono passati vent’anni dal primo album d’esordio dei Pearl Jam, Ten. Saranno festeggiati con un disco che ripercorre la loro intera carriera Live on Ten Legs “Era un altro mondo quando abbiamo incominciato”dice Mike McCready , il chitarrista della band “ma guardare indietro è entusiasmante”

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Agli anniversari non si sfugge . E allora tanto vale dirlo subito: il momento migliore e il peggiore..

“Il migliore, il giorno che il nostro primo disco ha venduto il primo milione di copie . Il momento più basso , il più buio, invece, è stato sicuramente nel 2000, l’incidente di Roskilde in Danimarca, 9 persone schiacciate dalla folla mentre suonavamo. Ancora oggi non trovo parole. Non sapevamo come ricominciare. Poi incontrammo le famiglie di quei ragazzi morti. Ci dissero loro di andare avanti , che i figli ci amavamo”

Com’eravate prima del successo?

“Seattle era una scena piccola. Tutti avevano una band perché nessuno veniva fin là a suonare. E’ nato così quel sound così specifico , così northwest e grunge. Ma non c’erano locali , dovevi inventarti le situazioni . Io suonavo metal con gli Shadow , Stone Gossard e Jeff Ament erano con i Green River. Ci incrociavamo alle feste , parlavamo di musica. Quando mi chiesero di suonare con loro mi emozionai: erano già star , anche se di provincia. Avevamo un seguito di liceali e ragazzine: chi se lo immaginava che quella scena così piccola esplodesse in una cosa tanto grande?”

Con il successo iniziarono le polemiche. Le altre band, Kurt Cobain con i Nirvana in testa, vi accusarono di esservi venduti..

“E’ vero , all’inizio, e non ricordo nemmeno perché , fummo band contro band. Ma le cose cambiarono presto. Kurt aveva i suoi problemi esistenziali e straparlava. Però, prima della sua morte , siamo stati molto vicini. Di lui sono state dette milioni di cose: ma anche noi che lo conoscevamo , quanto lo abbiamo capito?”

Declinaste subito il successo a modo vostro. Rifiutando di girare video , all’epoca tanto alla moda. Dichiarando guerra al colosso Usa dei biglietti , Ticketmaster.

“La faccenda del video fu un’idea di Eddie Vedder , il nostro cantante. Eravamo diventati famosi troppo in fretta e lui pensava che fosse importante tenere i piedi per terra facendo altri concerti. La casa discografica , invece, voleva spremerci , tirare fuori da noi quello che poteva. Eravamo sfibrati. Pronti a scioglierci. E’ accaduto a tante and dell’epoca. Così decidemmo di stare un passo indietro. E fu la decisione giusta. Ci diede respiro , permettendoci di creare il nostro metodo di lavoro. Con Ticketmaster invece fu una battaglia di giustizia. Volevamo tenere i biglietti bassi senza che qualcuno speculasse sul nostro successo”

E come considerate l’escalation dei prezzi di biglietti che c’è stata negli ultimi anni?

“La situazione è tragica. L’economia è crollata e i prezzi dei concerti sono aumentati. La gente non può permettersi cose essenziali , figuriamoci se spende per un concerto. Non facciamo la nostra parte continuando a tenere bassi i prezzi”

Qual è la canzone dei Pearl Jam che preferisce?

In Hiding , ma forse è solo quello quella che preferisco suonare dal vivo”

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Il suono live è sempre stato importante per voi. Tanto da celebrare i vostri vent’anni solo con brani live

“Diamo il meglio dal vivo. Eddie sa come appassionare la folla . Per noi è fondamentale trasformare ogni show in un evento memorabile. Così nel disco abbiamo voluto tener dentro i fan , la vita reale, la carica che ti dà la gente”

Avete sostenuto Barack Obama fin dall’inizio. Dopo due anni , molti sostenitori si sono fatti critici . Voi siete ancora con lui?

“Assolutamente sì , ci ha tirato fuori da 8 anni di oscurantismo. Grazie a lui oggi l’America è tornata ad essere un Paese progressista. Molti lo giudicano severamente , ma non puoi fare cambiamenti profondi in così poco tempo. Non sono mai stato ottimista su questo Paese, ma so che adesso alla Casa Bianca c’è uno sveglio , non un idiota. Sono fiero di lui”

Lo avete mai incontrato?

“No. Ma io sono stato a sue suoi comizi , quando era ancora senatore. All’inizi ero per Hillary , ma qualcuno che mi convincesse davvero. Barack mi convinse”

Ora che potete finalmente dirvi adulti cosa farete?

“Punteremo tutti i nostri guadagni su un cavallo…. Scherzo. Stiamo per registrare un nuovo album, è una notizia che non dovrei rivelare a un giornalista. Entreremo in sala ad aprile. Ed è quasi pronto un film che celebra la nostra storia, Project 20. Perché il miglior modo di guardare al futuro è tenere d’occhio il passato, ed essere ben saldi sul presente. Lasciando che le cose si muovano. L’abbiamo fatto per vent’anni, no?”

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