mercoledì 16 marzo 2011

INTERVISTA A GENNARO NUNZIANTE , REGISTA DEI FILM DI CHECCO ZALONE “Io direi che Checco è più vicino a Celentano o a Pozzetto , nella fisicità , nel suo non essere un attore”

Gennaro Nunziante con due sole pellicole ha consacrato il fenomeno Checco Zalone

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Lei era già uno sceneggiatore famoso , ma la svolta è arrivata alla regia del film di Checco Zalone..

“Se qualcuno mi avesse detto che avrei fatto 60 milioni di euro di incassi con due film , avrei risposto : “Ricoverati” . Certo, la mia carriera da sceneggiatore , soprattutto per i film di Alessandro D’Alatri , mi ha aiutato ad imparare come e cosa scrivere e a capire che amo la commedia pura. A un certo punto , quindi , ho sentito la necessità di un esordio alla regia. Ma il merito del successo è di Luca (Medici , in arte Checco Zalone ndb), che ha creato un personaggio molto amato”

Dietro un grande comico , c’è sempre un grande regista?

“Dietro , davanti, mah , non amo queste sottolineature. Tra me e Luca c’è una bella energia , abbiamo lo stesso modo di vivere , lo stesso umorismo. Spesso mi chiedono “Ma chi l’ha scritta questa battuta?”. Rispondo che è il frutto di una coppia che lavora all’unisono”

Zalone ha detto “Di cinema non capiamo niente , altrimenti non avremmo incassato”. Scherzi a parte , lei è tutto fuorché uno che non capisce di cinema..

“Il mio universo di riferimento , però, non è la commedia italiana in cui si ride poco perché molto riflessiva . Io amo la commedia americana , da Billy Wilder a Blake Edwards”

Hanno paragonato Zalone nel suo ultimo film a Borat, Mr Bean , Peter Sellers , Gian Burrasca , Alberto Sordi. Ritrova tutti questi confronti?

“Io direi che Luca è più vicino a Celentano o a Pozzetto , nella fisicità , nel suo non essere un attore. Perché i grandi comici non sono stati mai attori , sono stati loro stessi. La recitazione è finzione e la gente sgama subito ciò che è finto”

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Il successo di Zalone fa anche parte di una Puglia che va di moda..

“C’è sicuramente una Puglia che fa tendenza , che assurge al ruolo di una regione pulita per tanti motivi : politici sociali , turistici. Ma credo pure che piaccia questo linguaggio nuovo che viene dal Sud : un linguaggio più aperto , più libero , più disponibile a ridere di se stesso”

La critica ha scritto che il boom di Checco Zalone ha segnato la fine del cinepanettone: Christian De Sica ci è rimasto male..

“Il cinepanettone non è morto. Gli incassi di “Natale in Sudafrica” sarebbero stati più alti se ci fosse stato il fine settimana in più che quest’anno è mancato perché natale e capodanno sono coincisi con due weekend. La verità è che certa critica non vedeva l’ora di un inciampo della commedia di natale per dire che è finita. Non credo che De Sica si debba preoccupare , il giudizio del pubblico non è mai comparativo : andare a vedere un film di Checco Zalone non esclude che si voglia poi vedere un cinepanettone”

Quindi voi non siete il post-cinepanettone..

“Macchè!La critica italiana è pigra , sembra non voler comprendere le cose, ha la tendenza a omologare e semplificare. Se è vero, come dicono, che la commedia italiana di oggi non è quella degli anni 50-60, è vero pure che la critica non è quella di 60 anni fa”

Degli attori nati in tv , Carlo Verdone ha detto che piacciono perché sono rassicuranti , non mettono ansia…

“Un giornalista sull’Espresso scriveva pure che il nostro film non fa male a niente e nessuno, ma lo diceva in modo dispregiativo , Io mi chiedo : ma da quando la cattiveria è una qualità? Queste critiche dimostrano una maniera di vedere la vita datata , consumata. La commedia anni ‘60 era cinica e moralista perché diceva allo spettatore “sei un deficiente”per farlo migliorare. Oggi nessuno ha più voglia di essere indottrinato , la commedia è un prodotto di mercato: va bene se si propone più di una gag banalotta , ma alla fine bisogna spingere la gente a comprare il biglietto”

Progetti futuri?

“Uno show teatrale di Checco Zalone in autunno e un film , ma per quello è presto”

Lei e Zalone avete detto lo Star system è differente dalla vita che viviamo qui, non vogliamo far parte di queste fiere. Il successo non vi ha cambiato la vita?

“Ci è capitato di frequentare feste mondane , ma noi siamo cozzali dentro, tutto questo non ci appartiene. Il mondo del cinema è secolarizzato , c’è tutto un cerimoniale vetusto, è la provincia romana. Invece io e Luca ci manteniamo distanti perché a questa distanza ci divertiamo di più”

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