lunedì 14 marzo 2011

INTERVISTA A WOODY ALLEN “Ho avuto un lungo love affair con Parigi , così come ce l’ho con Roma”

Woody Allen vorrebbe girare un film in Italia. Intanto con la sua nuova band New Orleans Jazz Band suonerà all’Auditorium della Conciliazione di Roma.

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Allen , di solito , sulla scena , lei si rivolge al pubblico segnalando che il suo livello musicale è molto inferiore a quello dei suoi compagni … Si considera davvero condannato a un confronto masochistico ? Vuole mettersi alla prova? E’ una sfida?

“L’unico motivo per cui sono il jazz di New Orleans è che mi diverto moltissimo a farlo. Sono come un giocatore di tennis della domenica , uno che si allena nel weekend e che però gioca con i professionisti spassandosela un mondo. Sono una frana, un amateur, un mediocre che manca di orecchio e talento . Morirei di fame se dovessi lavorare com musicista non avendo acquisito una certa celebrità come regista di cinema. Non mi vorrebbe nessuno”

Forse le piace suonare in questi tour anche per avere un contatto diretto con il pubblico?

“Per molti anni ho fatto cabaret dal vivo e ho avuto un’enorme quantità di esperienze di contatto con il pubblico. Perciò non è una cosa di cui oggi sento il bisogno. Anzi, sono un solitario : per questo mi piace tanto scrivere. Ottengo buoni risultati in tutto ciò che richiede isolamento. La verità è che mi piace suonare il jazz, non importa dove. Lo faccio molto volentieri anche in salotto. Le dico di più: l’ho fatto a lungo in salotto , con estrema soddisfazione . Poi certi bravissimi amici musicisti mi hanno detto :Woody, suonare in salotto è stupido. Facciamolo da qualche parte davanti a un pubblico”

Quanto veramente conta la musica nella sua vita?

“Molto più di quanto possa riuscire a comunicarle. E’ una delle poche cose per cui vale la pena di stare al mondo. Come il cibo e fare l’amore : piaceri irrinunciabili. Penetra nelle orecchie , invade il corpo, fa sentire la bellezza. Per questo è così importante nei miei film. Molte scene che altrimenti sarebbero state spente o prive d’interesse , grazie alla musica sono diventate tollerabili o persino belle”

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Cosa le piace , in particolare?

“Tutto: la lirica , la classica, gli standard americani come George Gershwin , Cole Porter e Rogers & Hart, e ancora Jerome Kern e i vari tipi di jazz : moderno, be – bop , swing …Ma quella che preferisco è la musica originale di New Orleans , il jazz più primitivo”

Midnight in Paris , il suo ultimo film , aprirà il Festival a Cannes l’11 maggio . Ha scelto una capitale romantica per una commedia romantica?

“Ho avuto un lungo love affair con Parigi , così come ce l’ho con Roma. E questo film mi ha permesso di dimostrarle tutta la mia passione. E’ la storia dello sconvolgimento che produce l’impatto con Parigi in una coppia di americani : l’intreccio dei loro destini con quelli di una coppia francese provoca turbamenti , fantasie, dubbi , crisi..”

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Nel cast , con Owen Wilson , Rachel McAdams , Marion Cotillard e Adrien Brody , c’è Carla Bruni-Sarkozy , una partecipazione della quale si è parlato tanto

“Ho conosciuto Carla a Parigi qualche anno fa e l’ho trovata una donna incantevole e di grande naturalezza. Così le ho chiesto di fare una piccola parte nel film, promettendole che non l’avrei impegnate per più di tre giorni. Non puoi pretendere di avere su un set per mesi la moglie di un Presidente : non è realistico. Ha accettato dicendomi che un giorno le sarebbe piaciuto , quando sarebbe diventata nonna, mostrare al suo nipotino il film dicendo: guarda , quella sono io!”

Che personaggio interpreta la Bruni?

“E’ una guida raffinata e colta del Museo Rodin , e lei è assolutamente credibile perché irradia intelligenza e cultura. Non volevo un’attrice qualsiasi , che si limitasse a recitare una parte. Avevo bisogno di qualcuno che, spiegando le opere di Rodin, desse davvero l’impressione di sapere di che cosa stava parlando. Carla riesce a comunicare questo feeling alla perfezione”

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