venerdì 29 aprile 2011

INTERVISTA ALL’ATTRICE MIA WASIKOWSKA “Devo prendere continue decisioni nel lavoro , e a volte è molto difficile. Quando ti trovi di fronte a situazioni che non conosci , quando non sai che cosa decidere, devi fidarti della tua prima reazione”

A 21 anni Mia Wasikowska è l’attrice più richiesta della sua generazione, ma il grande pubblico a volte non sa chi sia. E’ stata la protagonista dell’Alice nel paese delle Meraviglie di Tim Burton. In questi giorni è negli schermi americani nel ruolo di Jane Eyre , l’eroina del romanzo di Charles Bronte. L’attrice australiana è stata protagonista anche di I ragazzi stanno bene , dove i critici la paragonarono a Isabelle Huppert.

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Questo è un anno straordinario per lei. Era quello che voleva?

“Sì. Tutto è successo così in fretta… Ho cominciato con In Treatment ( una serie tv ndb) a 16 anni e improvvisamente mi sono aperte tutte le porte. Sono proprio fortunata”

E anche ambiziosa, suppongo

“Beh, sì. Nel senso che voglio continuare a mettermi alla prova e a scegliere progetti che, ecco, mi intimidiscano , mi facciano un po’ paura. E, soprattutto, che siano diversi uno dall’altro”

Ha mantenuto la promessa : con Jane Eyre si è persino trasformata in una convincente eroina della letteratura ottocentesca britannica

“E’ tutto merito di Cary ( il regista Fukunaga ndb) : aveva una visione precisa nel film e sapeva ciò che voleva da me. Io, da parte mia, mi sono riletta con attenzione , e sottolineavo ciò che mi sembrava essenziale per capire il personaggio. Alla fine mi sono resa conto che stavo sottolineando quasi tutto. Mi sono concentrata sul linguaggio e ho collezionato tantissime immagini dell’epoca , per capire quale fosse il portamento corretto”

I corsetti non le hanno dato una mano?

“Quelli sono tremendi , peggio di quanto mi aspettassi . Fanno male, impediscono i movimenti, schiacciano il petto, pesano sulle spalle e stampano sulla pelle quella stessa repressione che le donne di quei tempi subivano ogni giorno. Non mi sono mai sentita così felice di essere nata ai nostri giorni”

Ha girato cinque film uno dietro all’altro. Cosa fa per rilassarsi?

“Appena ho un attimo di tempo mi butto a fare fotografie. Scatto foto ovunque, senza sosta. Se mi rimane qualche ora libera mi chiudo nella camera oscura e le stampo”

Ha avuto un’infanzia perfetta e una vita felice: com’è riuscita a identificarsi con un personaggio così tormentato come Jane Eyre?

“Non mi è stato difficile entrare in quel suo mondo di perenne isolamento. Con il mio lavoro viaggio molto e anch’io, in qualche modo , mi ci ritrovo: è un isolamento diverso , ma pur sempre solitudine . Jane cerca di avere relazioni in un mondo che non ne ha e non ne offre , che è sconnesso”

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Michael Fassbinder è un Rochester pericoloso e affascinante. Una vera tentazione per una teenager come Jane. Lei , in una relazione , vuole la passione o l’amicizia?

“Spero di poter avere entrambe, no? Comunque gli amici , quelli sì , sono per sempre. I veri amici sono rari. E importanti”

Che cosa cerca in un partner?

“Dev’essere qualcuno di cui potermi fidare, su cui poter contare. E divertente”

Sta diventando famosa : la eccita o la spaventa questa prospettiva?

“Mi dà ansia l’idea di essere esposta. Non è il mondo che conosco e da cui provengo. Dovrò affrontare situazioni imprevedibili e che non potrò controllare. Certo di prenderla come viene , spero solo di essere in grado di fare le scelte giuste”

A chi si rivolge per avere consigli?

“Ai miei genitori. Parliamo attraverso Skype ogni giorno , non so cosa farei senza di loro”

Attraverso il personaggio Jane Eyre ha sofferto abusi e violenze psicologiche, l’arroganza e le umiliazioni di chi era socialmente superiore. Che cosa le è stato di aiuto?

“Fidarmi del mio istinto. Devo prendere continue decisioni nel lavoro , e a volte è molto difficile. Quando ti trovi di fronte a situazioni che non conosci , quando non sai che cosa decidere, devi fidarti della tua prima reazione”

Insomma : si chiede che cosa farebbe Jane Eyre nella stessa occasione?

“Guardi , potrebbe essere un’idea : anzi, d’ora in avanti farò proprio così”

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