mercoledì 20 aprile 2011

INTERVISTA A NAHIBA AKKARI, L’ATTRICE DI CHE BELLA GIORNATA CON CHECCO ZALONE “Noi siamo educati alla riservatezza, in Italia invece ho trovato generosità dovunque e nessuna differenza vera, a parte la sacrosanta fierezza dell’identità regionale”

Nahiba Akkari, è stata Fatah la protagonista femminile del film di Checco Zalone in “Che bella giornata”.

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“Sono fiera del mio popolo e degli intellettuali del Maghreb, repressi così a lungo. Ma la rivolta mi ha colto alla sprovvista , non ne avevo percepito la forza. Poco tempo fa ero al ristorante , con una mia zia, in Tunisia , vicino a Sousse , dove vivono i miei parenti. Stavo parlando normalmente, quando lei mi ferma “Che fai? Stai zitta , non si sa mai , ci possono ascoltare!”. E mi sono resa conto della cappa della dittatura , di quello schifo di sistema corrotto”

Ha partecipato alle manifestazioni di sostegno che si sono svolte a Parigi?

“Sì, con tutta la mia famiglia, eravamo in 8000 a sfilare. Rovesciare un regime così ha richiesto molto coraggio. Pensi che in Tunisia ho dei cugini laureati che, per trovare un impiego, avrebbe dovuto corrompere qualcuno”

Non succederà più?

“Lo spero. Aspetto. Per capire bisogna allargare la visuale ed è difficile farlo a caldo. Forse anche l’Europa avrebbe bisogno di un po’ di ribellione. Anche qui i giovani non trovano lavoro e passare da una classe sociale all’altra è sempre più difficile. A volte mi sento in colpa : mi sto occupando solo della mia carriera. Ma sto scrivendo un libro proprio su questo”

Di che parla?

“Si svolge nel futuro prossimo, 2012 , l’anno della fine del mondo, secondo i Maya. E’ la storia di una laureata costretta a un lavoro da catena di montaggio : pigia un testo per attivare le carte da credito. A un certo punto capisce che non può continuare così , lascia tutto e parte. In giro per il mondo , per capire la vita. Un viaggio iniziatico. Ho scritto solo una cinquantina di pagina , ma voglio andare avanti”

Le donne hanno più motivi di ribellarsi degli uomini?

“No, non credo. Neppure nei paesi arabi. Nella mia famiglia ho sempre visto donne molto forti, che in casa decidevano tutto. Lo fa mia madre , lo facevano la nonna e le zie. E gli uomini non erano deboli , mi rispettavano profondamente le scelte femminili”

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E del velo cosa pensa?

“Ho due cugine della mia età che recentemente hanno deciso di adottarlo”

Per una scelta di identità?

“No, solo per fede: dopo che hanno iniziato a frequentare la moschea e fare la preghiera. Ma non c’è né sottomissione , né rivolta nella loro decisione , è solo una scelta privata . E , se devo essere sincera, vedo meno rispetto per le donne in certi contesti occidentali , nella cronaca e anche nei media”

Il film di Checco Zalone l’ha catapultata in mezzo ai difetti degli italiani

“All’inizio non ci ho capito niente. Non sapevo nulla dell’Italia e Checco mi sembrava un Borat più gentile e meno volgare. Poi, poco a poco, mi sono fatta una mia idea. La questione del contrasto fra settentrionali e meridionali mi sembra inesistente. Gli italiani si parlano e si aiutano, al Nord come al Sud , e sono molto più calorosi e aperti di noi francesi , tutti un po’ arroganti. Noi siamo educati alla riservatezza, in Italia invece ho trovato generosità dovunque e nessuna differenza vera, a parte la sacrosanta fierezza dell’identità regionale”

A cosa le è servito girare così tanto il mondo?

“Quando l’hai fatto da sola, come me, impari a non stupirti e a non avere paura di niente”

Il primo viaggio?

“A 17 anni , in Turchia, con mia sorella . Abbiamo girato da sole tutto il Paese , senza incontrare una sola difficoltà : sono tornata a New York , con un’altra delle mie sorelle . E , a 20 anni , con una mia amica in Messico e in Guatemala. Siamo partite con pochissimi soldi , dormivamo sulle amache. Ho anche vissuto un anno a Valencia , per l’Erasmus”

E poi si è laureata?

“Ovvio. In scienze della comunicazione. Nel frattempo, lavoravo, perché i miei non sono ricchi. Ho fatto tutti i lavori degli studenti : cameriera, i call-center , le interviste per i sondaggi. E intanto continuavo sempre a viaggiare : sono andata in Thailandia , da sola, mi son girata la parte nord e il triangolo d’oro, al confine con la Birmania e ho seguito stage di yoga. Poi mi ha raggiunto un’amica , che studiava a Melbourne, e sono volata con lei in Australia”

Niente avventure sentimentali?

“A Sidney ho incontrato un ragazzo, mi sono follemente innamorata e un po’ abbiamo vissuto assieme , ci mantenevamo dandoci da fare in campagna. Raccoglievamo fragole. Si lavorava dalle 6 alle 13 e poi si andava a surfare. Una vita così semplice che mi sono detta : potrebbe essere per sempre”

Da come parla , sembra tutto così facile , ovvio e a portata di mano

“E invece no. Dopo aver viaggiato per tutta la costa est dell’Australia fino a Vanuatu , un arcipelago della Nuova Caledonia , l’amore è finito”

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Sofferenze?

“Non più di tanto. Era finita , sono tornata in Francia. Mentre studiavo , mi ero iscritta a un corso di recitazione e, dopo vari provini , ho recitato a teatro e poi in alcune serie televisive”

E poi, zac, Zalone

“Un genio. Fa finta di essere sprovveduto , invece è sveglio, intelligente , colto e sa di musica. Sul set aveva sempre la chitarra e improvvisava blues”

Non lo trova superficiale?

“Per niente. Serge Gainsbourg diceva “La connerie est la decontractation l’intelligence”, ovvero la stupidità è il lasciarsi andare all’intelligenza. E io sono d’accordo , anche se ho vissuto con un padre che odiava Gainsbourg da quando aveva bruciato un biglietto da 100 franchi. Lo trovava scandaloso , altro che Je t’aime. La considerava una totale di mancanza di rispetto per chi non aveva soldi , come lui, che faceva il garagista , come la mamma , che ancora adesso è baby sitter presso una famiglia cubana, a Belleville”

Lei non si scandalizzava?

“MI affascinava la sua capacità di provocare. Non me ne frega niente del potere e nemmeno di essere la più bella o di arrivare schiacciando gli altri. MI piace avere tempo , far felice mia madre, comprandole una gonna in un grande magazzino”

Oggi sta guadagnando parecchio

“Sì, è vero. Avere soldi è divertente , puoi fare shopping. Ma poi? Il denaro separa le persone , non le unisce. Mi domando continuamente :Nabi , sei cambiata? Perché è facile diventare stronza , stupida e cattiva. La mia famiglia e i miei amici sono la mia casa. Non voglio distruggerli”

Lo sa che è più complicato di così

“Lo so. Quando sei giovane e carina, tutti vogliono fare di te un prodotto finito , vieni macinata nel marketing. E invece devi ascoltare il tuo cuore , importi , essere esigente. Una volta ho posato per un servizio di moda e il fotografo mi ha corretto il mio naso arabo e me lo ha fatto all’insù: una follia!”

Come va con l’amore adesso?

“C’è Federico : un musicista che ho conosciuto sul set di Che bella giornata. Ha 25 anni come me , è bruno e con gli occhi scuri e , bizzarramente , un poco mi somiglia. Viviamo il nostro amore fra Roma e Parigi e non è per niente male. Sì, se riesci a chiamare la fortuna , capita che arrivi”

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