venerdì 8 aprile 2011

INTERVISTA A NICOLA CONENNA, PRESIDENTE DELL’H2U “Il nostro vero obiettivo è quello di alimentare le automobili con idrogeno . Tra dieci anni o poco più vorrei che tutte le vetture si muovessero grazie all’idrogeno”

Nicola Conenna Presidente dell’H2U, l’Università dell’Idrogeno di Monopoli (Bari) sta curando un progetto per vetture alimentate con questo gas.

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Professor Conenna , come si sposta ogni giorno , per andare da casa al suo ufficio?

“Mi muovo con l’automobile. Ne ho due: la prima via va a idrometano , l’altra è interamente alimentata a idrogeno”

Ci spiega il programma che sta curando in collaborazione con la Regione Puglia e il Politecnico di Bari?

“Stiamo lavorando ad un progetto che nel giro di qualche anno potrebbe permettere a tutte le auto in circolazione in Italia di alimentarsi con idrometano oppure con idrogeno”

Chi potrebbe farlo e su quali automobili?

“In sostanza, quasi tutti gli automobilisti . Per alimentare la propria automobile con idrometano è necessario possedere un modello nuovo , con alimentazione a metano o con un impianto Bi-power , senza neppure le modifiche. Le auto a metano , già molto comuni , possono andare a idrometano , una miscela mista composta in gran parte da metano da idrogeno. Per l’idrogeno serve invece che l’automobile abbia un motore opportunamente predisposto. In Germania , per fare un esempio , la Mercedes produce già vetture che possono rifornirsi di idrogeno. ne circolano già un centinaio”

Ma quali sarebbero i vantaggi per l’ambiente?

“Andiamo con ordine : l’idrometano è un nuovo combustibile ecologico costituito da una miscela al 70% di metano e al 30% idrogeno. Nel metano non c’è benzene , non c’è monossido di carbonio e le polveri sottili prodotte sono ridottissime. Già il metano , dal punto di vista dell’inquinamento , riduce il danno sanitario dell’80%. Con l’aggiunta dell’idrogeno , che non presenta affatto carbonio e ossido di azoto, possiamo arrivare ad una riduzione del danno sanitario pari al 90%.

E per le tasche degli automobilisti , quali sarebbero i vantaggi economici?

“Qui c’è da fare un discorso più complesso. Il metano, che ci giunge principalmente attraverso il mercato, dalla Russia o dall’Algeria , è soggetto ai rincari dovuti al costo del petrolio , così come la benzina o il gasolio , al quale è strettamente legato. L’idrogeno invece si può produrre in loco , cioè qui da noi. E si produce con la corrente elettrica. Ma se proviamo a immaginare di produrre energia elettrica dal sole, come in molti casi avviene in Puglia con gli impianti fotovoltaici per alimentare aziende e strutture pubbliche e private , allora possiamo facilmente comprendere quanto questo ci farebbe risparmiare. Il presidente della Regione Puglia , Nichi Vendola , presentando il progetto , ha detto di puntare proprio su una nuova economia dell’idrogeno”

Possiamo immaginare che un giorno tutti gli italiani viaggino su auto a idrometano o a idrogeno?

“Intanto va sottolineato che la miscela metano-idrogeno è di transizione. La prendiamo in esame adesso per i motori esistenti. Ma il nostro vero obiettivo , per il futuro , è quello di alimentare le automobili con idrogeno prodotto da fonti rinnovabili : sole , vento. Tra dieci anni o poco più vorrei che tutte le vetture si muovessero grazie all’idrogeno”

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Le lobby del petrolio di certo non guarderanno con favore a questo progetto. O no?

“Guardi , tra venti o trent’anni il petrolio non servirà più. Non possiamo dire se sarà esaurito, ma di certo sarà troppo costoso o comunque inadatto all’uso che ne facciamo attualmente. Per questo è necessario trovare forme alternative . Le lobby del petrolio? La transizione verso l’idrogeno e le energie alternative è ormai un processo inarrestabile. I sostenitori del petrolio possono soltanto tentare di rinviare il più possibile questo passaggio, spostandolo in avanti di vent’anni o più. Ma stia certo che quel giorno arriverà”

Lei, intanto , continuerà ad andare in giro con la sua auto ad idrogeno. Giusto?

“Sì, ma purtroppo continuo a girare con la targa prova, perché in Italia non mi è ancora consentito immatricolare un’automobile alimentata a idrogeno. In Germania, per tornare all’esempio di prima , si può invece già fare da tempo”

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grande Nicola spero di vedere al più presto realizzato questo progetto affascinante ed entusiasmante . Creato poi da un meridionale è ancora più entusiasmante ...
Peppe Parteno Riminese

Saverio di cagno ha detto...

Caro dott. Nicola Conenna io mi chiamo Saverio Di Cagno e sono un ingegnere dell'Ilva di Taranto. Ingegnere anziano (25 anni in Ilva e non so' come ho fatto...).
Anche io segue le tematiche tecnologiche e scientifiche dell'energia; l'idrogeno ha un problema: pesa poco e le bombole ad idrogeno compresso sono pericolose...ad idrogeno liquido pure... la nasa negli anni 70 (scienze americane che io leggevo) sviluppo un bus con una bombola ad idruro di titanio spugnoso...io ho tanti progetti su eolico e solare sentiamoci saverio.dicagno@gmail.com
Ciao