lunedì 30 maggio 2011

INTERVISTA AD ELISABETTA CANALIS “Non bisogna dire che occorre prima aiutare le persone e poi gli animali”

Elisabetta Canalis racconta perché ha deciso di posare per Peta , organizzazione no-profit a sostegno dei diritti degli animali.

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“Questa campagna è molto importante per me, è forse il motivo più nobile per cui io mi sia mai spogliata per lavoro, qualcosa di veramente utile , in cui credo fermamente. Conosco Peta da quando , ancora piccola in Sardegna , ammiravo le sue campagne con modelle famosissime come Christy Turlington , immortalate senza veli in scatti scioccanti per una giusta causa. Da allora non sogno altro”.

E’ quindi la prima volta che fa una campagna per Peta?

“Sì. Però mi sono sempre rifiutata di indossare pellicce. Quand’ero bambina mi capitò di guardare in Tv un documentario molto cruento sul business delle pellicce : animali uccisi con degli elettrodi, affogati e persino scuoiati vivi. Ne rimasi talmente scioccata da cambiare per sempre il mio atteggiamento verso gli animali”

Questa decisione le ha creato problemi professionali?

“Anni fa , Roberto Cavalli rilasciò un’intervista in cui disse “Voglio molto bene a Elisabetta , siamo ottimi amici ma l’unica cosa per cui litighiamo sono le pellicce perché lei non vuole che io le inserisca nella mia collezione” Oggi lavoriamo insieme , ma io continuo a rifiutarmi di indossarle”

Come le è nato quest’amore sfrenato nei confronti degli animali?

“E’ un sentimento innato. Quand’ero piccola, mio padre andava a caccia e ricordo che piangevo quando tornavo a casa con gli animali uccisi che grondavano sangue. Prendevo questi uccellini, li abbracciavo e lo pregavo in lacrime di smettere. Purtroppo questa è la caccia : una vergogna. Con il tempo sono riuscita a farlo capire anche a lui e ne sono orgogliosa”

Sua madre invece è come lei?

“Negli anni ‘80 , uno degli status symbol , oltre all’orologione , era la pelliccia e se un marito o un fidanzato aveva la possibilità, ne regalava una, magari di volpe , alla propria donna . Così quando mia madre ne ricevette una da mio padre io non potei farci niente. Un giorno puntai i piedi e le dissi “Non esco con te se non te la togli. Avevo nove o dieci anni”

Che cosa le rispose sua madre?

“Alla fine fu costretta a togliersela e non credo che da allora l’abbia più indossata . Se lo fa , è di nascosto da me. Ho anche amiche che ancora oggi portano le pellicce e , ogni volta che ci incontriamo, faccio loro il lavaggio del cervello per convincerle a farla finita. “Le pellicce invecchiano”, spiega loro “rendendo volgare la donna che la indossa”. Oggi abbiamo bravi stilisti c he realizzano capi invernali stupendi usando materiali nuovi e caldissimi , che non c’è bisogno di far ricorso alle pellicce”

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Nel numero di Cosmopolitan di febbraio ha dichiarato di non volere figli perché le bastano i cani

“Quella frase era per dire che io sto bene e che l’amore incondizionato dei miei cani mi basta. Nella vita tutto può succedere e i bambini dopotutto sono un dono di Dio ma avere un figlio non è mai stato né è uno dei miei obiettivi”

Secondo alcuni in Italia c’è più attenzione per gli animali che per i bambini

“Macché : la verità è ben diversa. Io stessa che mi batto per i diritti degli animali , se tiro le somme , alla fine aiuto di più le persone. Secondo me una cosa non dovrebbe escludere l’altra. Non bisogna dire che occorre prima aiutare le persone e poi gli animali. Ognuno deve fare quello che si sente”

Ha mai pensato di trasferire la sua carriera negli Stati Uniti?

“Se un giorno avessi la possibilità di fare qui ciò che faccio nel mio Paese sarei al settimo cielo. Sono molto soddisfatta della mia carriera in Italia ma, poiché trascorro molto tempo in America , devo fare qualche aggiustamento. Per esempio , non posso condurre un programma di tre mesi in Italia considerando che la mia vita personale è negli Usa. Cerco di trovare un equilibrio: finora ci sono riuscita e sono felice”

La critica americana non è stata molto clemente nel recensire il suo debutto nei panni di una 007 italiana nella serie Laverage con Timothy Hutton

“Non leggo i blog. In America in realtà sono tutti molto carini con me e mi piacerebbe sempre così ovunque. Ringrazio il pubblico statunitense perché per quel poco che ho fatto, mi ha accolto a braccia aperte. Negli Stati Uniti , poi, danno modo di dimostrare quello che si sa fare e quindi vedremo cosa mi riserva il futuro”

E’ cresciuta con il mito dell’America?

“La mia generazione è figlia di questo Paese. Siamo cresciuti con il mio yankee , dai film alle bevande. Per noi è sempre stato un sogno. Io però mi sento italiana, amo l’Italia e sono molto legata al mio Paese anche se sono felice di poter passare tanto tempo qui negli Stati Uniti”

Quali sono stati i suoi miti americani?

“La mia America sono gli attori americani del passato , Frank Sinatra , Elizabeth Taylor , Marilyn Monroe. Il mio mito americano in questo momento è sicuramente il Presidente Obama , una persona estremamente positiva sono tutti i punti di vista, un grande uomo che dovrebbe servire da esempio per le giovani generazioni anche da noi in Italia”

venerdì 27 maggio 2011

INTERVISTA AD ALLEGRA HUSTON , LA FIGLIASTRA DEL GRANDE REGISTA JOHN HUSTON “Alla fine ho capito di essere fortunata : per come è andato il mio destino , e per i miei due padri . Sono partita da tanti frammenti , li ho rimessi insieme e ho dato un senso alle cose”

Allegra Huston è della ballerina Ricki Soma. Sua madre separata dal marito , il grande regista John Huston,  ma ancora legalmente sua moglie , si era innamorata di un uomo sposato , John Julius Norwich aveva avuto una relazione con lui e concepito lei. Ma poi era morta lasciandola semi-orfana , affidata all’uomo di cui portava il cognome : John Huston appunto.

Visse con John fino a 12 anni, fino a quando il vero padre bussò alla porta. “I legami della mia famiglia erano già fili tesi attorno alla superficie curva della terra , che mi sembravano sempre sul punto di rompersi : John Julius era un affanno in più , un altro uncino nella mia carne”. Ha scritto un libro “Love Child . a memoir of family lost and found “. Dad è sempre stato John, mentre father è stato l’altro.

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Perché ha deciso di scrivere questo libro?

“Alla fine ho capito di essere fortunata : per come è andato il mio destino , e per i miei due padri . Sono partita da tanti frammenti , li ho rimessi insieme e ho dato un senso alle cose. Volevo dimostrare che oltre ai frammenti degli affetti ci può essere ricchezza e unità”

Quando l’ha capito?

“La vera dimostrazione l’ho avuta il giorno in cui ho battezzato mio figlio Rafa sul fiume Rio Grande nel New Mexico (Il compagno di Allegra , Cisco Guevara , campione di rafting ndb) . Io e Cisco non siamo sposati e quindi non mi era capitato di riunire i diversi rami della mia famiglia per festeggiare qualcosa, così ho pensato di invitarli lì”

Risultato?

“Tutti presenti. I miei fratelli e le mie sorelle (tre da parte di Huston : Anjelica e Tony, figli di Ricki Soma , e Danny , figlio dell’attrice Zoe Sallis ; e due da parte di Norwich ndb), e il mio padre biologico, mentre papà non c’era già più , come mamma. Tutti i pezzi sparsi della mia famiglia erano lì, insieme, sulla riva del fiume . Un momento si assoluta perfezione”

Che padre è stato John Huston?

“L’ho incontrato per la prima volta quando avevo quattro anni. Faceva paura. Era Imponente e divino. All’inizio era così. Poi, mano a mano che invecchiava e io crescevo, ci siamo avvicinati: io ero meno intimidita e lui più tenero”

Prima non lo era?

“Era un uomo riservato e tranquillo, ma aveva bisogno di avere il controllo , il potere, e di sentirsi il centro del mondo. E lo era davvero , il centro. Erano sempre preoccupati di fare qualcosa per compiacerlo , interessarlo e colpire la sua attenzione”

Anche lei?

“Sì, anche se non lo vedevo spesso. Cambiavo casa ogni due anni, e ogni volta le persone che avevo attorno diventavano la mia famiglia”

Non il massimo , per crescere

“Non è che non mi sia mai sentita amata. Piuttosto mi sono sempre sentita un problema per qualcuno. Dove avrei dovuto vivere? Chi avrebbe dovuto occuparsi di me? Dove sarei andata a scuola? Ho sempre avuto l’impressione di non appartenere fino in fondo al posto in cui ero. Questo mi disorientava parecchio e mi ha reso molto difficile trovare la mia strada”

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Che parte ha avuto sua sorella Anjelica in tutto questo?

“Importantissima. Il legame tra noi è servito a entrambe, per sopravvivere senza nostra madre. Non avevamo più lei, ma c’eravamo noi , una per l’altra”

Come si regge il confronto con un padre e una sorella che sono dei mostri sacri?

“Non lo reggi. Finisci per sentirti una comparsa sulla tua stessa vita. Quando le persone che hai vicino sono talmente più importanti di te non hai scampo. La mia sfida più grande è stato capire che, in realtà, io ero protagonista della mia vita. Ma non servono parenti come i miei per sentirti così”

No?

“Tanta gente vive esperienze simili : chi ha il padre sindaco o la sorella cheerleader . Reclami comunque il tuo diritto di esistere”

Ai genitori con famiglie complicate che consiglio dà?

“Da assicurarsi che i figli sappiano di essere amati. Non è necessario che si amino loro : basta che sappiano comunicare civilmente e non usino i bambini come armi”

Oggi la metà dei bambini vive con genitori separati o in famiglie con un solo genitore

“Non importa , non è una tragedia. Bisogna guardare avanti. Puoi avere quattro genitori invece che due: non è un male avere più persone da amare. Può essere un dono. Per formare una famiglia non sono richiesti certificati di matrimonio o test del dna. Io ne sono la prova”

mercoledì 25 maggio 2011

INTERVISTA A SANDRA BULLOCK “ Dopo il divorzio un giorno mi svegliavo pensando di essere spazzatura , un altro di essere stratosferica”

Sandra Bullock non poteva prevedere, quando si è sposata, che in futuro non poteva liberarsi del marito. Nemmeno dopo il divorzio. Il marito ha dato al mondo un libro autobiografico, “American Outlaw” (Fuorilegge americano) e racconta tutto della vita coniugale. Giustifica le varie corna con pornostar pluritatuata.

Dopo il suo anno orribile, lei sembra tornata a essere una donna solida e forte.

“Bè , non sono Wonderwoman. Avrei voluto saper gestire meglio le paure , anche da ragazza. Temevo di essere un fallimento, di non divertirmi, di essere una codarda. Ero terrorizzata all’idea di morire in un’incidente stradale senza avere il tempo di incontrare l’anima gemella. Oggi, ogni anno che passa, penso: “Di che cosa avevo paura l’anno scorso?”. Si dimentica si va avanti”

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Si dimentica anche il divorzio? E’ stata dura?

“Certe volte mi alzavo la mattina con un senso di depressione e per farmelo passare guardavo repliche in Tv. Avrei dovuto accettare di essere umana, anziché preoccuparmi costantemente di essere una superdonna. Un giorno mi svegliavo pensando di essere spazzatura , un altro di essere stratosferica. Se fossi finita sul lettino di una terapeuta , gli avrei dato filo da torcere : sempre a mille, pressoché incapace di rilassarmi. Credevo, che se avessi abbassato la guardia, se mi fossi concessa anche solo un minuto per godermi la vita , sarebbero rimaste indietro troppe cose. E anche se qualcuno mi avesse detto che potevo permettermi un po’ di tempo libero , non l’avrei ascoltato”

Anche Sandra adolescente era così?

“A diciotto anni , non vedevo l’ora di andarmene di casa, ero certa di saperla più lunga di chiunque altro. Ai miei non piacevano mai i ragazzi con cui stavo. Mi ricordo di uno in particolare , al college : lo trovavano semplicemente orribile e non mi rivolsero la parola per un anno. Mio padre ricordava solo il nome dei pochi che non gli piacevano … Di solito erano quelli di cui ero convinta io: tipi supermacho. Gli altri li chiamava nerd”

Cosa rimpiange?

“Vorrei aver trovato qualcuno giusto per me molto prima. Le mie relazioni duravano tre o quattro anni, quindi erano un po’ come matrimoni in miniatura. Troppi fallimenti. Ma ho imparato a gestire quelle umiliazioni emotive, mentre era all’epoca era impossibile. E’ incredibile come un cuore spezzato possa metterti al tappeto. Non riesci a dormire e continui ad arrovellarti : lui che cosa starà facendo? E’ innamorato di un altra? Vorresti solo comporre il numero e sentire la sua voce”

E Adesso?

“So che l’unica cosa sensata è dirsi: uno di questi giorni starai bene. Cerco la forza di andare avanti, raccogliere cocci. Non m’innamoro spesso e ormai sono in grado di distinguere cos’è amore e cosa non lo è. Quando si è giovani , è una cosa impossibile. Vorrei non avere avuto tanta paura di legarmi . Ero terrorizzata all’idea del matrimonio. Ricordo un partner con cui rimandavo di continuo. Lui diceva “Ma ho comprato l’anello” e io “Fatti ridare i soldi”

Molte donne, invece , dipendono ancora dagli uomini..

“Mia madre mi ha insegnato a non dipendere in nulla da un uomo. Così, quando conosci qualcuno , puoi mettere qualcosa in tavola anche tu , diceva. Lei era una grande cantante lirica tedesca e ho passato i primi dodici anni di vita a fare la spola tra America e Germania al suo seguito. Quando sono arrivata alla trentina , ho cominciato a dirmi “Okay , ora potresti anche sposarti e farmi quei famosi nipotini”

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Invece lei si è data allo show business : attrice da Oscar e produttrice

“Mi mantiene giovane. E non mi riferisco alla chirurgia estetica, ma alla capacità di restare un po’ bambini, e liberi. Se fai vita mondana te lo si legge in faccia. Ma si capisce anche se hai la fortuna di esprimere te stesso e di fare il lavoro che ami . E quando mi sento giù , mi sforzo di pensare alle cose splendide che ho”

Tanti suoi colleghi hanno fatto i camerieri, i falegnami , i commessi per mantenersi a Los Angeles. Lei?

“A New York, più di vent’anni fa , ho lavorato in un fast food. Era un posto fantastico chiamato Diane’s Uptown, a due passi dal mio appartamento. Mi piaceva servire ai tavoli , odiavo stare al guardaroba , chiusa in uno spazio ristretto , con la gente che ti passava pellicce fradice in una giornata d’inverno”

lunedì 23 maggio 2011

INTERVISTA A CECILE MOREL , MOGLIE DEL PRSIDENTE CILENO PINERA “ Con la dittatura Pinochet ci sono state luci e ombre”

Cecilia Morel , è la moglie del presidente cileno Sebastian Pinera, chiamato anche il Berlusconi cileno : uno degli uomini più ricchi del paese. Lei ha 57 anni. Famiglia importante , molto religiosa, studi nelle migliori scuole. A 19 anni s’innamora di Pinera.

“Durante il golpe del paese ero ancora in Cile , Sebastian invece era già negli Stati Uniti . Quel giorno non riusciva a mettersi a contatto con me. La telefonata arrivò a notte fonda. “Vuoi sposarmi?” chiese. Nelle situazioni più difficili , ci si stringe ai legami che contano”

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Aveva paura?

“Non per me , eravamo attoniti , anche se ce l’aspettavamo , il colpo di Stato. Siamo stati ingenui , speravamo che i militari sarebbero andati via presto”

E durante gli anni del regime?

“Sebastian non ha mai approvato il governo di Pinochet per quanto riguardava i diritti umani. Ma ci sono state luci e ombre”

Restano ferire aperte in Cile per questo passato?

“C’è un gruppo minoritario per cui la parola riconciliazione non è ancora realtà. Ai giovani diciamo : questo governo è impegnato per i diritti umani. I nostri pilastri sono l’educazione e l’occupazione”

E la questione femminile?

“Abbiamo avuto un presidente donna, la leadership femminile sta crescendo. Abbiamo proposto una legge al Parlamento sul prolungamento del congedo dopo il parto , coinvolgendo anche gli uomini : è stata una mia battaglia , ne sono fiera”

Come ci sente a essere first lady di un Paese emergente?

“E’ una grande opportunità . Ho lavorato con i più deboli e il mio impegno ha avuto ottimi risultati da quando siamo al governo”

Il suo primo anno è stato pesante?

“Poco lavoro di ufficio e molto sul campo. Eravamo presenti anche nella coalizione precedente , ma quando siamo arrivati al governo non sapevamo neppure dov’era il telefono. Poi il terremoto , la ricostruzione. C’erano più di 4 mila scuole da rimettere in piedi , 74 ospedali danneggiati, 17 distrutti, 210 mila famiglie senza casa , strade, ponti, aeroporti a pezzi. Ma bisogna lavorare di più per riparare i danni psicologici , emotivi , perché è questo che provoca più dolore”

C’è stato anche il miracolo dei minatori di Copiapò. Dopo il salvataggio sono andati in Terra Santa…

“Sono uomini di grande fede. Sanno fare affidamento su se stessi, ma prima di tutto vogliopno affidarsi a Dio”

Anche per lei la fede è importante?

“Sono cattolica, praticante”

Per questo è presente in tante opere di assistenza?

“Non ho mai mescolato il lavoro con la religione. No facciamo assistenzialismo, l’attenzione al sociale è parte del programma politico. In Cile c’è grande rispetto per la religione, non a caso siamo uno dei pochi Paesi dell’America Latina che non ha una legge sull’aborto. La Chiesa, le Chiese , sono vicine ai poveri , alle persone delle…come si chiamano? Ah sì , favelas”

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Lei è sempre d’accordo con le scelte di suo marito?

“I valori e il modo di intendere la vita è lo stesso. Siamo insieme da 37 anni , è quasi una simbiosi. Ma non voglio dare un’immagine idilliaca : dicono che siamo una coppia italiana perché litighiamo con passione”

E’ la persona che ha segnato di più la sua vita?

“Mi ha insegnato a pormi un obiettivo e far di tutto per raggiungerlo , con tanto, tanto lavoro. Ma devo molto anche a mia nonna. La mia vocazione al sociale viene da lei, che si prendeva cura dei detenuti , aiutava le donne a creare piccole attività commerciali”

Vede la stessa tempra nei suoi figli?

“Sono determinati e uniti. Nella campagna politica hanno organizzato il movimento giovanile. Migliaia di ragazzi indossavano una T-Shirt con la scritta “Bagnati la maglietta!”, voleva dire suda , mettiti in gioco. E’ stata un’idea di mio figlio. La primogenita è appassionata di politica , a suo padre ha fatto da braccio destro; la più giovane è pediatra , durante il periodo elettorale era incinta , eppure andava a visitare i bambini poveri delle periferie”

venerdì 20 maggio 2011

INTERVISTA AD EUGENIO FINARDI “La classe politica di oggi non ha eroi e quindi non merita canzoni”

Il primo libro di Eugenio Finardi , Spostare l’orizzonte – Come sopravvivere a quarant’anni di vita rock , è la risposta alla domanda di come un uomo privo di filtri e incapace di calcoli è riuscito a cavarsela per un tempo così lungo, a continuare ad avere successo continuando a suonare il rock blues , il fado portoghese , la musica sacra , salendo anche sulla Scala.

La sua carriera è proceduta da sempre in direzione contraria a qualunque legge di marketing. Padre italiano e madre cantante lirica americana.

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“Da piccolo ho subito un’esclusione spaventosa. Mamma mi vestiva con le tutine a righe all’epoca in cui andavano i calzoni corti, per cui mi chiamavano “il benzinaio”

Sua madre le avrà insegnato anche ad amare la musica

“Sì , e a non aver paura di piangere. Insegnava canto : la casa era piena di allieve disperate, mamma le consolava dalle pene d’amore e dalle delusioni professionali, era un continuo strepito”

Che cosa la fa piangere oggi?

“pensare ad un amico scomparso di recente. Gli dedicai Katia , e oggi sua figlia, 11 anni come la mia terzogenita , mi scrive : grazie per aver messo papà in quella canzone”

Lei ha una figlia grande , Elettra, nata con la sindrome di Down

“Elettra è la grande domanda che mi pongo. E’ nata nel 1982 : in quel periodo sognavo di diventare una rockstar internazionale , ero sopraffatto dal successo , ma poi è arrivata lei”

E ha sparigliato le carte

“Quando è nata sono arrivato in ospedale di notte, ho visto facce meste , ho capito. La bambina era nella sua culletta. Aveva la pelle cianotica , un piccolo problema cardiaco. La mattina dopo l’hanno portata a mia moglie , io ero lì con lei e le ho detto “patrizia , qualcosa non va”. “Che cosa?” ha chiesto, e si è girata verso la piccola. “E’ Down”. “Che vuol dire?”. “E’ mongoloide”. “Oh no”, ha sussurrato con dispiacere, e l’ha abbracciata . Io ho abbracciato lei e la bimba , che si è sentita accolta. E in quell’esatto momento , da cianotica che era , è diventata rosa”

E dopo?

“In quel periodo ho vissuto l’arrivo di Elettra una condanna e una conferma della mia diversità: nemmeno un figlio come tutti gli altri , era riuscito a fare. Sono precipitato un baratro di dolore e solitudine”

Poi avete avuto un altro figlio

“Bello, biondo , perfetto. Con lui mia moglie è uscita dall’incubo: si è sentita riscattata , rinata come donna. Ed è come se mi avesse detto “Basta , questa storia è chiusa , ora voglio essere libera”. Strano come la libertà in questi casi non sia mai un viaggio o un lavoro, ma quasi sempre un amore molto più giovane. Per mia moglie il nuovo amore era questo bambino… e così ci siamo separati”

Lei non voleva?

“No. Ed è orrendo per un uomo essere espulso dalla sua famiglia. Mi sono sentito derubato dell’amore dei figli , come tanti altri che in più sono stati scippati dei propri beni, ridotti letteralmente in povertà. L’altro giorno in strada mi battono sulla spalla “Eugenio, puoi aiutarmi?”. Era un ex discografico : ha divorziato, ha perso tutto, ora è un homeless”

Alle donne separate va meglio?

“Sanno fare network più degli uomini , non si vergognano a chiedere aiuto. Ma il dolore delle persone sensibili non conosce differenze di genere”

Qual è stato il momento più difficile nel rapporto con sua figlia?

“Quando ho capito che cos’era : è Down, non scema. Un tempo quelli come lei venivano accolti in modo acritico , non ci si aspettava nulla da loro. Oggi si cerca di farli crescere intellettivamente. Ma mi sono spesso chiesto : cos’è davvero importante nella vita? Saper scrivere , leggere , andare in metrò o essere felici?”

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Elettra sarebbe stata più felice se fosse stata meno consapevole?

“Certo. Mi ha spesso rimproverato di averla fatta diversa. “Non voglio chiamarmi Elettra , non voglio questi occhi”. E io “Ma sono bellissimi ed Elettra è un nome bellissimo”. Lei “Voglio essere come tutti . Perché non sono come tutti?”. “Nessuno è come tutti , siamo tutti diversi. Tu sei un po’ più diversa”. “Perché?”

Oggi si è un po’ pacificata?

“Bè, da adolescente era peggio. Al bar chiedeva caffè e brioche , poi diceva “Sono mongolide, non pago”, e usciva. Nessuno aveva il coraggio di fermarla”

Una ribelle. Avrà preso da lei?

“Credo di sì”

Di che cosa ha paura e cosa spera , per Elettra e gli altri suoi figli?

“Temo, e aspetto, un vero cambiamento. Le cose avvengono tutte assieme: Fontana lacerava la tela mentre John Cage definiva il silenzio. E oggi la società va in pezzi da ogni punto di vista: una ragazza muore schiacciata dalla calca a Duisburg , nelle stanze del potere accade quel che accade. In Italia la ricchezza è nelle mani di persone anziane che non vogliono investire nei giovani. E abbiamo delegato il senso delle cose ai luoghi comuni”

In società più dinamiche ed economicamente oneste questo non accade?

“In America oltre un certo reddito sei obbligato a fare donazioni, che finiscono all’università e a istituzioni simili”

Il sogno americano che ritorna?

“No, ma questa vita scomoda mi stanca”

Cosa conta per Finardi nella vita?

“Gli amici che ti fai , fin da ragazzo, e il compagno o compagna che ti scegli”

I soldi?

“Quel che mi piace è gratis. Certo, i diritti di mia figlia vengono progressivamente messi in discussione , e dopo Bellinzona non sono nessuno , perciò devo continuare a lavorare”

Ammetta che la cosa le procura qualche soddisfazione. La Scala, un tour in partenza, nuovi pezzi da scrivere…non le torna voglia di fare rock politico?

“La classe politica di oggi non ha eroi e quindi non merita canzoni”

I suoi eroi quali sono?

“L’unico che non ha tradito , che davvero ha spinto l’orizzonte più in là, è Nelson Mandela. Ci ha insegnato che è possibile liberarsi dello schiavismo senza violenza “

E poi?

“E poi Keith Richards , che ha avuto l’onestà di farsi i fattacci suoi”

A 40 anni dall’inizio , un bilancio del mestiere di cantautore

“E’ un mestiere difficile . Se non sei già matto, ti fa uscire di testa”

Nessuna eccezione

“Morandi, Jovanotti, Ligabue”

Tra le donne?

“Carmen Consoli : nel definirsi mediamente isterica è acuta, affilata, esatta”

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E la Nannini?

“La donna più rock d’Italia. E dice che sono stato io a insegnarle il mestiere!”

E’ sana la Nannini?

“Se essere sani è accettare ciò che si è, allora sì”

E lei Finardi , è sano?

“Quelli che ho citato hanno i piedi per terra, io invece sono atterrato in mezzo all’oceano, su una zattera. E ho preso pure tanta acqua”

mercoledì 18 maggio 2011

INTERVISTA A RAFFAELLA FICO “Credo che un po’ tutte abbiano usato il corpo nello spettacolo, ma tengo a precisare che il concetto di usare il corpo ha limiti ben precisi e dignitosi”

Raffaella Fico ha appena finito di partecipare all’Isola dei Famosi 2011 vinta dalla Palmas

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Si è appena conclusa l’Isola. Chi pensavi vincesse?

“Pensavo e speravo Roberta Allegretti , persona vera, una genuina “voce del popolo”

Invece ha vinto la Palmas…

“Mi va bene comunque . Con lei ho un buon rapporto , sono contenta che abbia vinto”

Che cosa pensi di chi ha detto che è insipida e ha vinto per non aver mai preso posizione?

“Insipida magari è troppo. Pero è vero che è stata sempre sulle sue, senza esporsi più di tanto e senza mettersi totalmente in gioco. Spesso non interveniva nemmeno in discussioni che la riguardavano direttamente”

E della tua esperienza sull’Isola , che cosa ci dici?

“Sono stata me stessa a tutti gli effetti , proprio per vivere un reality . Spero che le persone da casa abbiano percepito chi sono, mi sono impegnata nel farlo e mi sono lasciata andare. Per me, quella era vita vera”

E’ stata dura?

“Durissima. All’inizio quando non avevamo il fuoco , siamo stati ben quattro giorni senza mangiare. Quando poi andava maglio e si riusciva comunque a mettere qualcosa nello stomaco , il nostro corpo aveva bisogno di molto altro. Comunque, l’Isola alla fine mi ha rafforzato”

In che cosa?

“Nella personalità. E mi ha aperto gli occhi su come vivono le persone che non hanno nulla. Noi l’abbiamo fatto per scelta , ma nel mondo c’è chi vive di niente. Provarlo sulla propria pelle fa capire molte cose”

Che cosa ti aspettavi dall’Isola?

“Una bella sfida , che io ho accettato per mettermi in gioco. So che dà anche molta visibilità , che porta nuove proposte di lavoro. Ne ho ricevute diverse , ma non dico niente : sono napoletana e scaramantica!”

Qualcuno , dopo averti visto in costume, ha insinuato che tu ti sia rifatta il seno…

“Capisco i dubbi. Di solito, quando si dimagrisce, si perde il seno. Il mio, dopo l’Isola, è rimasto tale e quale. Ma è una terza, non ho bisogno di rifarmelo. Magari più in là , quando comincerà a scendere”

Qualche opinionista ha detto che con Giorgia Palmas hanno vinto le donne normali..

“Noi donne siamo tutte normali. Se questa provocazione fosse rivolta a me, la vivrei in modo sereno. Sono una ragazza molto umile, che è sempre rimasta quella di prima. Mi scivola , non mi sento chiamata in causa. Sono come tante ragazze che ci sono in giro: normalissima”

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Qualche differenza da parte delle altre colleghe dell’Isola?

“Non l’ho notata . Cerco di non vedere cattiveria in chi mi sta vicino . Credo nel fatto che chi si comporta bene , nel corso della vita viene ricambiato”

Con chi hai legato?

“Con Luca Dirisio e Thyago Alves che si confidava molto con me. Poi con Laerte e Nina”

Con Thyago, con cui hai avuto una mancata liason , hai potuto confrontarti?

“Non ancora: alla finale se n’è andato con la famiglia. Mi spiace che sembrava che fossi io a provarci , ma non era così. Essendo molto riservato , mi faceva battute in privato , non si esponeva davanti alle telecamere. Mi diceva “Mi piacerebbe vederti fuori”. Nulla da chiarire , non è successo niente tra di noi. Comunque siamo amici : è un bravo ragazzo che stimo e apprezzo”

Hai detto che usare il proprio corpo non è negativo..

“Ho detto che quando sei giovane ti vengono proposti ruoli e non sempre puoi scegliere . E’ gavetta , fa parte di un percorso. Credo che un po’ tutte abbiano usato il corpo nello spettacolo, ma tengo a precisare che il concetto di usare il corpo ha limiti ben precisi e dignitosi”

Che prospettive hai?

“Studio dizione , recitazione e canto: il mio sogno è il cinema. Amo recitare , fa emergere il mio modo di essere , la mia solarità napoletana . Cerco di formarmi in più modi. In futuro vorrei partecipare a programmi dove posso mettermi in gioco ballando , cantando , presentando. Sul genere Scherzi a Parte , che è stato un trampolino per molte”

Hai un ideale di uomo?

“No. Una persona mi può colpire in molte maniere , l’importante è che sia se stessa e che sia umile , non esaltata . Non sono legata , per ora, e non sono in cerca. Ma se c’è, ben venga!”

Che cosa ci racconti di Cristiano Ronaldo?

“E’ durata undici mesi , gli ho voluto molto bene. Quando stavamo insieme era una persona umile. Magari con gli altri può comportarsi diversamente , fare il duro per difesa. Ma ripeto : con me è stato una buona persona”

Vi vedevate spesso?

“Ero io a spostarmi per raggiungerlo a Madrid. Tre o quattro volte volte al mese riuscivo ad andare e rimanevo qualche giorno con lui. Quando si è infortunato sono rimasta dieci giorni a casa , per stargli accanto”

Quindi è una storia vera?

“Sì. Non ne ho parlato più di tanto perché a me non piace vivere di luce riflessa, non credo di averne bisogno e l’ho fatto anche per rispetto nei suoi confronti. All’inizio del suo trasferimento a Madrid era un momento delicato e lui mi chiedeva esplicitamente di non rilasciare interviste. In Spagna il gossip è molto sentito , ma cercavo di rispettare il silenzio che voleva”

Sei stata molto richiesta dalle riviste, in quel periodo?

“Certo. Calendari, interviste esclusive in Spagna , Inghilterra. Volevano parlassi di lui. Se avessi voluto sfruttarlo , avrei accettato senza pensarci”

Perché è finita?

“Troppo lontani : per il lavoro non ci incastravamo mai. Quando ero libero lui , non era libera io . Le relazioni a distanza non hanno quasi mai una vita lunga. Io mi sarei dovuta trasferire lì, ma essendo all’inizio della carriera ho voluto concentrarmi sul mio lavoro : la realizzazione professionale viene prima di tutto. Voglio essere indipendente. Se mi fossi trasferita da lui , avrei dovuto stare in casa alla sue dipendenze , ma io non amo farmi gestire da nessuno”

Coi calciatori ha chiuso?

“Ogni calciatore e ogni persona sono a sé. Dovesse capitare , non mi precluderei la cosa”

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Parliamo del suo presunto coinvolgimento nel processo al premier. Su un settimanale hai lasciato intendere che personaggi televisivi coinvolti in scandali giudiziari stanno vivendo carriere luminose , senza essere penalizzate..

“Quell’intervista è stata totalmente travisata. Mi è stato chiesto “Dopo questo scandalo pensi che ti faranno lavorare in Rai?” e io ho risposto che in Rai hanno lavorato professioniste che sono state coinvolte in problemi giudiziari come questi. Non ho fatto nomi : non amo sparare sulle colleghe. Per quanto riguarda il processo al premier , non sono coinvolta: non sono mai stata intercettata , né convocata in tribunale , né contattata dai magistrati.Alcune ragazze hanno parlato di me al telefono dicendo menzogne. Non credo che verrò penalizzata sul lavoro. Ciò che ho fatto finora, l’ho fatto solo con le mie forze”

Ma il tuo nome è uscito in alcune intercettazioni..

“Certo, si parlava di me. Io non ho mai negato di essere andata a casa di Berlusconi, ma invitata come altre persone e solo per parlare di lavoro”

Ci torneresti?

“Certo, è stata una cena bellissima, si parlava di tutto. E a me piace imparare nuove cose. Quindi anche sentire una persona che ti parla di politica è interessante”

Come ti senti?

“All’inizio ero dispiaciuta quando sentivo persone che parlavano male dime per mettermi in cattiva luce. Anche perché io non lo farei mai”

lunedì 16 maggio 2011

INTERVISTA A MIETTA “IL Trombamico E’ uno di quei personaggi reali con cui sempre più donne hanno a che fare. Sono quelli che prima dicono “Usciamo”. Poi passano al “Be frequentiamoci”. Alla fine approvano al “proviamo a conoscersi meglio”

Mietta , 42 anni , ha compagno da un anno e un figlio di sei mesi. Ha deciso di diventare scrittrice “L’albero delle giuggiole”.

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Mietta, ma l’albero delle giuggiole , che nel suo romanzo dispensa frutti e felicità , esiste veramente ? Ci dice dov’è?

“Sì, esiste sul serio. Me ne ha parlato un amico che viveva in un palazzo circondato da alberi di giuggiole : fiorivano solo quando la casa era abitata da persone felici. La storia mi ha colpito al punto da ispirarmi il romanzo”

La protagonista è l’inquieta Chiara che, dopo una serie di avventure , fidanzati e , come li chiama lei, trombamici , trova l’amore della vita. E lo fa a Salvador de Bahia. Chiara è lei?

“No. Io e la mia protagonista in comune abbiamo il desiderio , e la forza, di riprendere in mano la nostra vita anche dopo momenti di grande sofferenza : però non ho voluto fare dell’autobiografismo”

Si direbbe che Chiara e le sue amiche risentano molto della lezione di Sex & The city

“Assolutamente sì. All’epoca non mi perdevo una puntata del telefilm. Certo che, rispetto al serial con Sarah Jessica Parker, la complicità fra Chiara , Claudia , Simona e Federica è molto meno artefatta. Però le situazioni di leggerezza sono le stesse . Comunque non c’è solo questo”

Infatti. La protagonista soffre di attacchi di panico, descritti con molta perizia. Lei ne soffre?

“Li conosco bene perché ne ho avuto per anni. Anche se eliminarli del tutto è impossibile , si può imparare a conviverci, come ho fatto io. In questo senso , scriverne diventa terapeutico”.

Quasi tutti gli uomini del libro non fanno una gran figura : dopo i trent’anni sono tutti impegnati , o inaffidabili, o indisponibili in quanto si scoprono gay…

“Mi sono limitata a riportare quanto ho visto con i miei occhi in tutti i miei anni da single”

C’è anche la figura del trombamico , ormai una vera e propria categoria sociale

“E’ uno di quei personaggi reali con cui sempre più donne hanno a che fare. Sono quelli che prima dicono “Usciamo”. Poi passano al “Be frequentiamoci”. Alla fine approvano al “proviamo a conoscersi meglio”. Se gli vai dietro , ti ritrovi a cinquant’anni single e piena di nevrosi”

Sa che tutti le chiederanno se la scena dello scambio di coppie nel locale a luci rosse , così ben descritta , è autobiografica?

“Lo so, lo so. Ma devo deludervi : è solo frutto della mia fantasia”

Il suo compagno che dice?

“Non vuole leggere il libro”

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Perché non ha firmato il romanzo con il suo vero nome, Daniella Miglietta?

“Ci ho pensato molto. La gente ormai mi conosce come Mietta”

Si direbbe che il suo nome d’arte non le piaccia

“Non l’ho mai amato perché lo trovavo banale , sciocchino , striminzito. Però , dopo tutti questi anni , mi ci sono affezionata”

Con tutte le cose che ha fatto , dagli 8 Festival di Sanremo alla Piovra 8 , non le secca che la gente la ricordi sempre per il Trottolino amoroso della canzone con Minghi?

“No, appunto perché ho la consapevolezza di aver fatto molto altro , come cantante e come attrice. E’ un brano che fa parte della mia vita , però ne ho portati al successo molti altri, scritti per me da Biagio Antonacci , Riccardo Cocciante , Mango , Mariella Nava , Gatto Panceri..”

Lei ha debuttato con un concorso che sembra l’antesignano degli attuali reality e talent: un tagliando su un giornale , un concorso, un radiodramma in 240 puntate che mischiava finzione vita vera , con tanto di partecipazione a Sanremo come premio…

“Tutto vero. Tra l’altro devo ringraziare mio zio: fu lui a insistere perché ritagliassi il tagliandino per partecipare . Era il 1987”

Mietta lei canta da quasi un quarto di secolo ; però sembra ancora una ragazzina..

“Perché non mi sono ancora rifatta, e non ho alcuna intenzione di farlo. A meno che le tette non mi arrivino alle ginocchia , ama al momento sono ancora al loro posto”

venerdì 13 maggio 2011

INTERVISTA A JENNIFER ANISTON “Non mi strappo i capelli perché non sono madre”

Jennifer Aniston 42 anni è la magnifica preda per i giornali di gossip. Speculano sul divorzio , sui suoi flirt , e sul suo desiderio di voler un bambino.

Il suo ultimo film , Mia moglie per finta è una commedia romantica che tocca u tema delicato : le bugie. Jen è brava a distinguere tra menzogna e verità.

“A questo punto , dovrebbe averlo capito anche da sola. Il film racconta di Patrick , chirurgo plastico che per anni ha finto di essere sposato per non impegnarsi con le donne. Un giorno finalmente incontra la ragazza ideale , si toglie la fede ma lei nota il segno dell’abbronzatura sul dito. Allora vuole incontrare l’ex moglie. Tocca alla sua assistente Katherine , cioè ame, impersonare quel ruolo”

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C’è un cameo di Nicole Kidman. Che tipo è? Il suo lato comico è stata una sorpresa per lei?

“La conoscevo già, perciò sapevo che donna fantastica sia , ed è stata strabiliante fin dal primo incontro., L’ho anche intervistata per Harpers Bazaar e mi ha fatto fare bella figura…. Avevo avuto modo in precedenza di scoprire quanto sia divertente , perché in Da morire è straordinariamente comica , mentre in Rabbit Hole , dove è una madre che ha perso un figlio piccolo , straordinariamente drammatica. La verità è che può fare qualunque cosa”

Lei oggi ci ha messo a prepararsi per l’intervista ? Cinque minuti?

“Facciamo dieci-quindici”

E’ sempre così sicura di sé quando entra in una stanza oppure stava recitando?

“Ero io . Che recitavo”

Quindi è lo stesso sul red carpet , anzi, è ancora peggio…

“Farfalle nello stomaco, agitazione , me è un tipo di eccezione , divertente. E’ un po’ come salire sul palcoscenico, le gambe tremano, i nervi a fior di pelle e un senso di novità , come fosse sempre la prima volta. Spero che questa paura così salutare non finisca mai”

Questo è un film sull’amore. Lei crede nell’amore per sempre?

“Qual è la prossima domanda? Mi scusi, spero di non essere scortese , ma me l’ha servita su un piatto d’argento”

Allora , può dirci cosa fa per mantenersi in forma, insieme allo yoga?

“Dipende da quanto tempo ho a disposizione . Se riesco a fare venti minuti di corsa al giorno è già un’ottima cosa. Se arrivo a un’ora , meglio. Finché si hanno buone condizioni cardiocircolatorie e una buona traspirazione , correre è la ginnastica migliore : ti sveglia, ti tiene attiva per tutto il giorno , ti predispone un bel sonno la notte , evitando quell’odiosa sonnolenza diurna. Come Adama Sandler : mai visto nessuno ere tanti caffè in vita mia”

Il film parla anche di chirurgia estetica . E un po’ la critica. Lei cosa ne pensa?

“No, è piuttosto una visione ironica: prendiamo in giro una cosa che succede e cioè che a volte il risultato non è esattamente quello che speravamo. Credo che donne e uomini siano sottoposti a un’immensa pressione. Siamo bersagliati dall’ideale di eterna giovinezza che si è proposto incessantemente sulle riviste, su internet…Purtroppo nessuno capisce quanto sia bello invecchiare con eleganza . La cosa veramente triste è che spesso le donne esagerano con i ritocchi , finendo per sembrare più vecchie di prime. Ma me lo chieda di nuovo tra una decina d’anni”

Ha mai spezzato il cuore di qualcuno?

“Sì”

Recita la parte di una mamma single . Lei vorrebbe avere figli?

“Ma certo. Vorrei tanto uscire di qui e imbattermi nell’uomo dei miei sogni… Ma essere single non è poi tanto male , ce ne sono un sacco di strafelici. E un sacco di persone sposate non esattamente entusiaste. Il punto è cercare la persona con cui si è pronti a condividere la vita e non accontentarsi di niente di meno”

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Tornando ai figli..

“Mi piacerebbe , ma non mi strappo i capelli perché non sono madre. Non credo che seguirei l’esempio di Kassie , il mio personaggio in Due cuori e una provetta , e tuttavia non mi sento di escludere niente. Credo sia importante che le donne non mi sentano stigmatizzate o limitate nelle proprie scelte. Oggi sono molto più aperte all’idea di non aver bisogno di un uomo accanto per diventare madri. Molte decidono di non sposarsi prima dei trent’anni e formano una famiglia nell’età in cui sono più competitive professionalmente . Anche se la possibilità di ricorrere ad un donatore di sperma esiste ormai da tempo , questa opzione non è ancora del tutto accettata dalla società. Perciò, forse , quel film contribuiva a sfatare alcuni di questi tabù”

Crede che il matrimonio tradizionale ne sia minacciato?

“No. La maggior parte delle donne e gli uomini vuole ancora trovare la felicità a due e crescere i figli in maniera tradizionale. Ma non siamo più così vincolanti dall’idea convenzionale di famiglia. L’amore è amore e la famiglia è la sfera delle nostre più intime relazioni affettive , tutto ciò che ci è più vicino”

Oggi che cosa rende i rapporti di coppia così difficili?

“Siamo tutti più complicati. Anche più diffidenti ed esigenti, forse abbiamo grandi aspettative e a volte questo è fonte di stress emotivo, perché il partner non è sempre esattamente come lo vorremmo. Dobbiamo imparare ad apprezzare le reciproche diffidenze e ogni tanto è naturale che la coppia debba riassestarsi . Se si è disposti ad accettare questo , allora può essere interessante e possibile compiere un tratto di strada insieme. I rapporti non sono statici. Io penso di essere stata fortunata. Ho avuto alcune storie davvero splendide e ho ben pochi rimpianti”

E’ possibile restare amici con un ex?

“Sì , è possibile”

Essere felice per lei vuol dire…

“Evitare ogni forma di negatività e i litigi. Amo gli amici , godermi vino, formaggio, chiacchiere in compagnia. E potrà sembrare banale, ma mi rende felice anche un bellissimo tramonto”

mercoledì 11 maggio 2011

INTERVISTA A LUCA E PAOLO , PRESENTATORI DELLE IENE “NON SIAMO ARRIVATI. DOBBIAMO ANCORA VINCERE UN OSCAR”

Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu sono due opposti che si attraggono. C’è un feeling che va oltre le battute, l’umorismo e la simpatia che suscitano. Sono stati i trionfatori di Sanremo a febbraio , ora sono i protagonisti, come sempre, delle Iene insieme a Ilary Blasi.

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Come va ragazzi?

Paolo “Dopo Sanremo avevamo bisogno di rilassarci un attimo , e dico un attimo perché di quello si è trattato. Dal palco dell’Ariston siamo scivolati direttamente qui a Cologno, dove registriamo le nuove puntate di Camera Cafè e Iene

Luca “Io invece vorrei quasi quasi dimenticarlo, il Festival. E’ stato un incubo all’inizio, poi è stato piacevole , diventando un bel sogno. Ma c’era una tensione altissima. Ho cominciato a piangere appena si è spenta la luce del palco e ho smesso il giorno dopo (Anche Paolo però ha pianto) . Mi sono sentito una grande responsabilità addosso , perché se fosse andata male per me, sarebbe andata male per lui. Ed ero io che lo avevo convinto ad accettare. E poi nessuno ci incoraggiava , tutti ci dicevano che avevano visto gente rovinarsi la carriera dopo Sanremo”

Paura , in una parola

Paolo “Paura? Quando ci è stato proposto ho pensato davvero che dovevo trovare qualcosa di intelligente per dire di no, sapevo che Luca avrebbe detto subito sì. Io temevo soprattutto di non riuscire a capire cosa fosse giusto fare. Dietro le quinte, durante il festival ci sono 60 persone che lavorano e io credevo di non riuscire a rimanere lucido . Non sono uno che nella confusione dà il meglio”

Siete stati bravi, è ufficiale

Luca “Siamo stati bravissimi soprattutto a uscire vivi di lì. Eravamo bravi anche prima , è che la gente non lo sapeva. La cosa che mi fa più ridere , infatti è quel non me l’aspettavo che ci ripetono tutti”

Paolo ”Sanremo ha fatto capire che siamo capaci di fare anche quello, non che siamo capaci e basta. La gente infatti pensava “Luca e Paolo sono bravi a fare cose di nicchia”. La differenza sta nel fatto che ora la gente pensa. Luca e Paolo sono bravi anche a fare Sanremo”

Luca lei dei due sembra quello che si butta..

Luca “E’ vero , sono quello orgoglioso , quello che riflette meno. Ma in fondo non è importante chi dice sì o no di noi due , è importante che siamo complementari . Nei miei sì c’è la voglia di Paolo di dire sì , come nei suoi no la mia voglia di dire no”

Paolo , ha una moglie e una figlia ; quanto la condizionano nelle sue scelte?

Paolo “Sabrina mi ha sostenuto moltissimo nel mio lavoro , mi aiuta. Lei è sempre lucida , a differenza di me , anche se alla fine le scelte sono mie. Siamo sposati da 7 anni , anzi a giugno saranno 8 , e non mi sembra ci sia odor di crisi”

Luca lei è single per scelta?

Luca “Amore? Non sono menoso come si dice a Genova… Paolo ha una famiglia , io non ce l’ho. Semplicemente non è successo”

Magari non la vuole , una famiglia

Luca “Forse deve ancora succedere ; siamo in tanti senza figli , ma quando divento grande giuro che faccio bambini anch’io”

Siete capaci di…?

Paolo “Di recitare , fare ridere, suonare. Sono un attore. Per me è stato importante imparare facendo fatica. Quando sono salito sul palco dell’Ariston ho ringraziato il fatto di avere certe basi : conoscevo i tempi , quando dovevo star zitto e quando dovevo parlare. Ero a mio agio , un po’ come essere a casa , su un palco qualunque . Insomma , non cambio i miei valori per adeguarmi alla situazione , anche in famiglia. Le decisioni che prendo come padre , come marito , sono le stesse che prendo nel lavoro. Scelte coerenti con me stesso. Mia figlia va alla scuola steineriana , perché i ragazzi di chi vedo intorno a me sanno fare un sacco di cose – come andare a cavallo , in piscina, ballare – mentre io credo che i bambini non siano vasi da riempire , ma angeli da valorizzare , rispettando i loro tempi. La mia casa è ecocompatibile . E sono vegano. Insomma, non lascio nulla al caso”

Luca, lei come ricorda la sua infanzia?

Luca “Sono cresciuto da solo. Un’adolescenza decisamente complicata. Avevo le classiche cattive amicizie , ero un ragazzaccio che viveva e faceva di tutto per strada. Quando sono entrato all’Accademia di Genova la mia vita è cambiata. Ho scoperto di avere un talento perché c’era una cosa che non mi costava fatica e mi veniva bene : recitare. E’ stata la mia grande occasione e l’ho presa seriamente. Anzi , da lì sono diventato serio”

Paolo “Io ho fatto una scuola impegnativa , piena di regole. Sono sempre stato un ragazzo molto pigro, concentrato su quello che stavo facendo in quel preciso istante. Immediato, incapace di guardare oltre il mio naso”

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Come ha iniziato invece a fare l’attore ?

Paolo “Andai a vedere la Brocca rotta con mia madre e rimasi incantato dall’attore , perché quando muoveva il sopracciglio si spostava il teatro , se alzava una mano tutti applaudivano. Era così magnetico che sono tornato a casa e ho detto ai miei : voglio fare l’attore. La custode dell’Accademia di Genova conosceva bene mamma e sapendo che al liceo facevo parte della compagnia teatrale , le dava continuamente i bandi per entrare. Io non lo sapevo. Un giorno l’ho incontrata per caso , e mi ha dato i fogli per chiedere l’ammissione. Mancavano due settimane , mi preparai come un matto : feci il provino e mi presero. Pensavo seriamente di diventare il nuovo Lavia”

Il vostro primo incontro?

Luca “ Ci siamo incrociati proprio ai provini , ma ci siamo scelti solo dopo . Giorgio Gaber un giorno mi disse di non aspettare che arrivassero i registi a cercarmi , ma di cominciare a scrivere e a fare le cose da solo. Finita la scuola , misi in piedi uno spettacolo teatrale. Mi serviva una chitarrista e Paolo era il migliore che conoscessi. Ci siamo messi a scrivere dei monologhi tipo quelli di Gaber: anzi , a pensarci bene , abbiamo fatto un vero e proprio plagio di un suo spettacolo. Lavoriamo insieme da allora. Lui però suona sempre meno la chitarra”

Paolo , che cosa si rimprovera?

Paolo “Mi manca l’entusiasmo . Ho imparato solo ultimamente a vedere nelle nuove esperienze un’occasione positiva. E’ colpa della paura. Ma sto cominciando a chiamare le occasioni occasioni , non più a viverle come scocciature”

Su cosa non andate d’accordo?

Luca “Gli orari. Paolo alle 7 e mezzo è in piedi perché porta sua figlia a scuola. Io dormo. Discutiamo anche, speso , perché lui vorrebbe che frequentassi di più la sua famiglia”

Paolo “ Sì, mi piacerebbe che venisse di più a casa nostra. Credo che condividere sia importante. Lo crede anche lui , ma fa più fatica ad accettarlo”

Luca “Ma io penso sia rischioso mischiare il rapporto professionale e umano che c’è fra noi con i suoi legami personali. Io poi , lo ammetto , non sono tanto bravo a gestire le emozioni”

Paolo “E dai mischiamo!”

Luca “No e poi no. Anche se di Sanremo mi ricorderò sempre tre cose. Tre abbracci. Con mio fratello , con il nostro manager Beppe Caschetto e con Sabrina , la moglie di Paolo. Con lei per la prima volta c’è stato un abbraccio forte , grazie al quale la distanza fisica ed emotiva che di solito mi impongo se n’era andata al diavolo. Devo riconoscere che è stata una bella sensazione”

Il successo vi ha travolto, vi sentite arrivati?

Luca “Arrivato? Ma dove? No, dobbiamo fare parecchie cose ancora. Tipo vincere un Oscar::”

Cosa vi fa arrabbiare?

Luca “Quelli che dicono una cosa e ne pensano un’altra. Come dicono dalle mie parti , mi capita di essere una leggera , uno scavezzacollo , uno sbandato, ma non faccio mai nulla alla leggera. Sa invece qual è la cosa che mi piace di più? L’ammore , con due emme. Mi piace tanto”

lunedì 9 maggio 2011

INTERVISTA AL PIANISTA CINESE LANG LANG “Abbracciarli , tenerli per mano, suonare per loro e vedere come la musica può avvicinarsi al cuore dei bambini malati e dar loro speranza mi ha molto toccato”

Lang Lang è un famoso pianista , amato come una rockstar. Ha suonato alla Casa Bianca e alle Olimpiadi di Pechino. Il Time l’ha messo tra le cento persone più potenti del sistema. Lui quando ha voglia di dedicarsi a se stesso , si toglie l’abito luccicante e va nel cuore della Tanzania a suonare tra bambini che un piano non l’hanno mai visto.

Ha letto Il ruggito della mamma tigre , scritto dalla sua connazionale Amy Chua , insegnante a Yale?

“Ho letto un’intervista l’altra sera. Credo sia molto intelligente. Dedica molto tempo all’educazione dei suoi figli . oggi i bambini passano la maggior parte del loro tempo su internet : il faccia a faccia con la madre è fondamentale”

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Amy Chua negava alle figlie il poter giocare e le insultava se non prendevano il massimo dei voti . Crede che il metodo della Madri Tigre asiatiche sia efficace sui bambini che vogliono diventare pianisti?

“No , non lo è. Se hai talento , ma i tuoi genitori sono troppo duri con te puoi finire col detestare il piano. I genitori devono spingerti. Ma se oltrepassi i limiti i figli possono ribellarsi”

Suo padre le negava acqua e cibo per costringerla al pianoforte. Crede che abbia esagerato?

“Certe volte sì. Ma il mio amore per la musica mi ha fatto superare tutto”

Suo padre è il suo manager , sua madre viaggia sempre con lei. Le hanno mai detto “Sei uno straordinario investimento”?

No, mai. Sono sicuro che l’hanno pensato e non me l’hanno mai detto”

A soli 28 anni , vanta traguardi straordinari. Qual è quello che la rende più orgoglioso?

“La Lang Lang Production . Perché è il mio modo di restituire al mondo. Cerco di reinserire il programma di musica nei licei dai quali è stato tolto. E ogni due anni seleziono bambini che hanno molto talento , tra i 6 e 11 anni. Ora sono 8 , e 2 di loro sono ciechi. Con loro faccio concerti in giro per il mondo e cerco di dar lezioni ogni volta che mi trovo nel loro continente”

Suona anche negli ospedali per aiutare i bambini a guarire con la musica

“Sono stati in ospedali a Toronto e a Hong Kong . Abbracciarli , tenerli per mano, suonare per loro e vedere come la musica può avvicinarsi al cuore dei bambini malati e dar loro speranza mi ha molto toccato”

Qual è il luogo più bello dove abbia mai suonato?

“In un villaggio in Tanzania , su un terreno polveroso all’aperto, per bambini che non avevano mai visto un pianoforte. Vado spesso in Africa”

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Perché ci va?

“Per far sapere ai bambini che esiste un bellissimo strumento che si chiama pianoforte. E che forse qualcuno potrà diventare pianista e cambiare la sua vita attraverso la musica”

Considera quel che mi ha appena raccontato romantico?

“La maggior parte dei musicisti è romantica: deve sempre creare il mood e credo che questo sia una cosa piuttosto romantica”

Quando rappresenta la Cina agli eventi istituzionali , deve avere l’approvazione del suo Governo sui brani che sceglie?

“Sono completamente libero e indipendente nelle scelte”

Cosa dovremmo imparare della cultura cinese per essere pronti a vivere la sua imminente supremazia?

“La cosa più importante da sapere è che la Cina di oggi non è quella di cento anni fa. E’ connessa al mondo. Se vuoi essere una persona di successo oggi devi conoscere le altre culture : dovremmo imparare gli uni dagli altri i nostri lati migliori”

C’è qualcosa del suo paese del quale si vergogna ?

“Ora basta devo andare”

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venerdì 6 maggio 2011

INTERVISTA A EMILY BLUNT “Per fare l’attore devi indossare un elmetto : è dura , occorre perseverare e , al tempo stesso, prenderne le distanze perché altrimenti ti uccide”

Emily Blunt , attrice. Il suo ultimo film è I guardiani del destino , tratto dal libro di Philip K.Dick, con Matt Damon. Molti anni fa sembrava che delle forze oscure le avevano condannata a tartagliare.

“Da bambina ero angosciata perché non sapevo rappresentare fedelmente me stessa: sembravo nervosa, insicura. Altri in famiglia – mio nonno mio zio, mio cugino – hanno sofferto di balbuzie : la causa non è psicologica , bensì genetica , come dimostrano le ricerche più recenti ( ho imparato un sacco stando nel consiglio dell’Ais , un’organizzazione che aiuta chi ha questi problemi). Superarla è stata una rivelazione per me”

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Come ha fatto?

“A 12 anni , quando il balbettare era al culmine , un insegnante mi ha chiesto se volevo partecipare a una recita scolastica . Io, irritata “assolutamente no”. Ma lui ebbe un intuizione “Prova con una voce diversa”. Mi sono esercitata allo specchio con un accento dell’Inghilterra settentrionale ( noi siamo di Roehampton , a sudovest di Londra) e a scuola sono riuscita a parlare senza interrompermi : da quel momento è andata meglio. Già da bambina amavo imitare le persone perché in quel modo riuscivo a parlare più fluidamente…. Strano, ma è così”

No, non è tanto strano. Capita anche ad attori italiani , come Filippo Timi : se non devono essere se stessi , non si impappinano..

“Sa qual è il paradosso ? Ammetto di essere stata piena di rabbia . ma ora sono grata alle balbuzie, l’impostore che avevo in corpo. E che però mi ha permesso di trovare la strada”

In che momento ha capito di voler recitare?

“Abbastanza tardi rispetto a quello che avviene di solito, viste le mie difficoltà: verso i 16 anni , quando – alle superiori – ho cominciato ad essere coinvolta in spettacolini. A 17 ho recitato in una pièce che è andata al Festival teatrale di Edimburgo. Un agente mi ha avvicinata e mi ha domandato “Vuoi trasformarlo in una professione?”. Ricordo di aver avuto un attacco di panico : non so se era quello che mi interessava. Pare incredibile a ripensarci , oggi che amo così tanto il mio lavoro e trovo sia esattamente quel che desidero… Ma è stato meglio : avere un’ambizione bruciante porta solo alla delusione”

Adesso che sa cos’è il successo , ha ansie?

“No sono preoccupata come chiunque altro in questo campo perché c’è tanta incertezza. Per natura, però, tendo a non anticipare troppo, nel bene e nel male. Per fare l’attore devi indossare un elmetto : è dura , occorre perseverare e , al tempo stesso, prenderne le distanze perché altrimenti ti uccide. Specialmente se rappresenta tutto. Per me non è mai stato così”

E dire che ha pure sposato un attore (John Krasinski )… sono più vantaggi o svantaggi?

“I vantaggi . Possiamo condividere tutto perché ci capiamo al cento per cento anche per quanto riguarda il lavoro”

Certo non vi incrocerete spesso : oggi qui , domani là , sempre su set diversi…

“In effetti l’anno è stato impegnativo : prima i Guardiani del destini, poi un film di Lynn Shelton , Your Sister’s sister , basato sull’improvvisazione : c’era una trama di massimo , poi si andava a braccio…. Dopo mi sono divisa tra Inghilterra e Marocco per girare Pesca al salmone nello Yemen di Lasse Hallstrom , con Kristin Scott Thomas e Ewan McGregor : li ho adorati , e ho adorato il romanzo di Paul Torday da cui è tratto. Uno dei migliori libri che io abbia mai letto . Eh sì che ne leggo , di buoni…”

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Come? Non prende mai fregature?

“No, perché vado a colpo sicuro: mia sorella Felicity è agente letterario e me li manda a Londra! L’ultimo? Bambino 44 di Tom Rob Smith: diventerà presto un film”

E se non lavora ( e non legge) che cosa fa?

“Prendo lezioni di yoga. E cucino: è una sorta di meditazione. Mi piace tantissimo invitare a cena gli amici : mi sono specializzata in un piatto vegetariano , il thai green curry. Quando non sono sul set cerco di decomprimermi , quindi non riempio troppo le giornate. Vorrei viaggiare un po’ di più, questo sì: magari trascorrere qualche mese a Firenze. La trovo così bella , ancora meglio di Venezia"! Chissà , magari in futuro…. Amo l’Italia , è uno dei paesi che preferisco al mondo”

Ecco perché si è sposata a Villa Oleandra , la casa di Clooney sul lago di Como

“George è stato così gentile a offrircela! Mio marito è molto amico suo, mail gesto è stato davvero generoso”

Ogni tanto si diffonde la voce che è incinta..

“Non ancora: prima o poi succederà ! Voglio dei figli e sono sicura che riuscirò a conciliare la mia carriera con la maternità”

Già , lei sa come indirizzare il destino

“Non dico che sia facile – quando hai un bambino , ogni fibra del tuo essere ti dice di stare con lui – ma ci si può riuscire. Per la nostra generazione , forse, è più facile che in passato: mia madre aveva cominciato a recitare ma ha avuto 4 figlie e ha smesso. Con un marito parecchio impegnato ( papà è avvocato) doveva esserci una persona stabile a casa. Ha scelto noi , anche a costo di non veder realizzato il suo sogno”

E lei come sta a sogni da realizzare?

“Pr ora li ho realizzati tutti . Ma è importante continuare a sognare”

mercoledì 4 maggio 2011

INTERVISTA A NICOLAS CAGE “Ho fatto grossi errori , ma ho sempre imparato qualcosa. Checché ne dica qualche amico , o ex amico, che non so bene con quale diritto possa dare giudizi su di me”

Nicholas Cage esce con il nuovo film “Drive Angry 3d”.

“Non scelgo queste storie d’avventura per denaro , ma perché mi divertono e mi ricaricano. Fare film come Drive Angry e Kick Ass ( altro fantasy nel cinema ad aprile ndb) è comunque interessante. E poi , vuoi mettere il controllo sulla mente e sul corpo che questi film richiedono?”.

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Dicono che Sean Penn si sta svendendo…

“Perché non posso alternare World Trade Center di Oliver Stone , in cui interpreto uno dei pompier rimasti sotto le Torri Gemelle , a Drive Angry? Non mi sento sminuito , anzi. Non sono uno di quegli attori che, hanno vino un Oscar ( “Via da Las Vegas ndb) si sentono dei dell’Olimpo. Non ho mai fatto film per soldi. Anche se servono , e io ho famiglia”

Dicono che sia spendaccione..

“Frottole . Mi sono messo in cattive mani per alcuni investimenti. Oggi preferisco film d’evasione e per ragazzi, ma è sempre lavoro. Sarò libero di scegliere , giusto? E parlo anche di passioni”

Conti da saldare a parte , non le capita mai di essere stanco , di avere bisogno di una pausa? Gira un film dopo l’altro…

“No. Ho il cinema nel Dna”

Così, probabilmente , non ha tempo per lo shopping..

“Accetto la battuta. Ma io non ho mai truffato nessuno . E coi soldi non compero solo fumetti: produco e dirigo film. E pago le tasse”

Ha detto “la Mia vita e la mia carriera ondeggiano come un pendolo impazzito”. E’ ancora così?

“Oggi mio figlio mi ha dato stabilità. MI sono sempre preso cura anche del mio primogenito , Weston , nato nel 1990 dalla relazione con la modella Christina Fulton”

Cosa aggiungerebbe a tutto quello che hanno scritto di lei?

“Che sono un attore , un padre e un marito sereno. Da ragazzo sognavo di diventare come James Dean: cambiai nome per dimostrare che potevo e volevo contare su me stesso. Scelsi di chiamarmi come il mio adorato John Cage (compositore d’avanguardia ndb) e come Luke Cage , il personaggio dei fumetti, che considero una forma artistica contemporanea”

Le piace guardare avanti, ha detto

“Mi piace progettare . Mia moglie , che non c’entra nulla con Hollywood , mi appoggia in tutto : Alice si occupa della nostra famiglia , ha un ottimo rapporto con Weston , disegna gioielli. Faccio troppi film? Anche uno dei miei scrittori preferiti , H.G.Wells di La guerra dei mondi, ha scritto molti libri”

Come reagisce al gossip?

“Vado in barca , con la famiglia. Ho fatto grossi errori , ma ho sempre imparato qualcosa. Checché ne dica qualche amico , o ex amico, che non so bene con quale diritto possa dare giudizi su di me”

Continua a non volere controfigure?

“Sì. Devo sentire l’adrenalina. Sul set posso guidare oltre il limite di velocità , ma nella realtà non sono mai stato fermato o arrestato. I bilanci che contano , per me, non sono quelli finanziari , ma di altra natura”

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E’ vero che , con mogli e figli, va on the road per gli States?

“Verissimo. Amo il mio Paese : anche in questi tempi difficili, l’America continua a lottare per la democrazia”

E’ anche italiano, però..

“Italianità significa generosità d’animo: credo di essere stato nominato Ambasciatore di buona volontà dell’Onu proprio per questo. Scrivono sulle mie finanze, ma nessuno approfondisce il lavoro fatto con Amnesty International contro il lavoro minorile e i soldati bambini in Africa. Forse perché sono impegni che mi sono preso senza sbandierarli”

lunedì 2 maggio 2011

INTERVISTA A ROSSELLA SENSI “I successi che abbiamo ottenuto non sono banali. Soprattutto chi vive a Roma sa quanto sia difficile raggiungere quegli obiettivi in una città difficile e tanto passionale . Uno scudetto a Roma ne vale mille da un’altra parte”

Rossella Sensi lascia la guida della Roma , per consegnarla nelle mani dell’americano Thomas Di Benedetto.

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“Sono diventata presidente in un momento triste e cioè con la perdita del mio papà. Ma non ho mai avuto attimi di esitazione , sia per amore nei confronti della Roma sia per senso di responsabilità nei confronti di mio padre. Per lui ho voluto continuare a fare quello fino a quel momento aveva seguito lui. Papà avrebbe desiderato tantissimo un figlio maschio. Ma non è arrivato e alla terza femmina si è definitivamente arreso. Aveva un grande senso di protezione nei nostri confronti ma ci ha davvero preparate per affrontare la vita”.

Rossella Sensi non ha quasi mai assistito ad uno scontro diretto con la Lazio “Ma … proprio tutti no. Non sono ad esempio mancata in tribuna al derby di ritorno lo scorso anno. La Roma era in corsa per lo scudetto e aveva bisogno del sostegno di ogni tifoso e quindi anche del presidente . In realtà è una forma di scaramanzia , l’unica che ho conservato nel ruolo di massimo dirigente , peraltro con successo , visto che ha portato alla serie record di 5 derby vinti. Non è un atteggiamento distaccato , solo un diverso modo di partecipare. Sento troppo questa partita e preferisco non trasmettere agli altri una sensazione così forte. Quando ho dovuto farlo mi sono imposta un controllo esagerato, che vi assicuro mi è costato”

Rossella Sensi : da quasi tre anni unica donna a dirigere una società calcistica di Serie A. Mai avuto l’impressione di nuotare in un mare di squali?

“Ammetto che inizialmente è stata una sorpresa per tutti, a cominciare dalla sottoscritta. Oggi ho con alcuni colleghi dei rapporti ottimi, altri sono buoni. Ma credo che si siano abituati : tra presidenti e addetti ai lavori non c’è più questo stupore”

In che cosa è stato diverso il rapporto dei calciatori con un presidente donna?

“Sicuramente non sono mai entrata negli spogliatoi senza bussare…. Ho verificato che c’è un rapporto diverso, soprattutto quando arrivano nuovi ragazzi nella squadra, disabituati con un presidente donna. Generalmente ho avuto un rapporto buono, soprattutto con alcuni di loro con cui sono cresciuta. Credo che se si è capaci di esercitare il proprio ruolo nella giusta misura , non c’è grande differenza tra generi”

Come è invece il rapporto dell’allenatore con un presidente donna?

“Ho recepito quello che mi ha insegnato mio padre e cioè un grande rispetto delle responsabilità e delle professioni altrui. Lo dò e lo ricevo. Anche dagli allenatori”

Ma sei tu che hai fatto i cazziatoni alla squadra quando non giocava bene?

“Diciamo che ci sono dirigenti e allenatori preposti a questo, ma quando è stato necessario sono intervenuta direttamente. E mi hanno ascoltato , alcuni più degli altri”

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C’è un’altra giovane donna che ora lavora per la squadra di famiglia: Barbara Berlusconi con il Milan. Che consigli le daresti?

“Io difficilmente do consigli , preferisco ascoltarli. Credo che quando si è mossi dalla passione , se piace il lavoro che si fa , bisogna andare avanti per la propria strada con determinazione”

Che ricordi hai di tuo padre?

“Difficile parlare dei ricordi di un padre , ne ho mille. Era per me , così come per tante persone che lo hanno conosciuto , una persona speciale. Ho molta difficoltà a parlare di lui , potrei andare avanti per ore, ma la commozione è sempre tanta. Preferisco ricordarlo come lo ricordano tutti : un uomo di grande intelligenza , di spessore morale , di grande determinazione. Ha lasciato moltissimi esempi sia a me che alle mie due sorelle”

Qual è il tuo rapporto con loro, Silvia e Cristina?

Bellissimo , così come con tutti i rispettivi mariti, con mia madre e tutta la famiglia. Siamo molto uniti”

Due genitori presenti e uniti. Ma nella tua vita fondamentale è stato anche il rapporto con gli zii , Angela e Luciano. Ti sono sempre stati vicini

“Zio Luciano è stata la prima persona cara che ho perso ed è stato uno shock. I miei zii sono sempre stati presenti , ci hanno aiutate a crescere. Abbiamo sempre avuto con loro un legame molto forte . Cosa che abbiamo tuttora con mia zia : non il tipico rapporto che c’è tra zia e nipote ma molto più intenso e profondo”

Di tua madre Maria sono sempre piaciuti i gusti semplici : il ciondolo portafortuna con il lupacchiotto giallorosso , l’abilità ai fornelli , i vestiti sobri , la religiosità. Cosa hai preso da lei?

“Vorrei dire la dolcezza , la pazienza, la determinazione , ma non sarei sincera. Da lei ho preso l’esempio che una madre dà a un figlio , cioè tutto quello che è disponibile : un amore infinito”

Tu invece che mamma sei?

“Molto apprensiva. E felice: crescendo Livia , cresce il mio rapporto con lei. Ahimè non possiamo insieme moltissimo tempo e quindi tendo a concedere molto più di quello che dovrei”

Una volta si aspettava il weekend per svagarsi o stare con la famiglia. Quei giorni per te sono quelli di maggiore stress

“Confesso che non ricordo più , se non in estate, cosa sia un weekend. Per me sono sempre giornate di lavoro , anche i giorni che precedono la partita. A volte vorrei avere un lunedì libero ma nel calcio non è possibile. Tutta la settimana c’è sempre qualcosa da fare. Adesso recupererò qualcosa , ma sono sicura che la passione mi porterà comunque a vivere la domenica in un modo diverso”

Sempre stata – tra gli amici – la più riservata e la meno esposta. Meglio defilarsi che mostrarsi. Come ti ha cambiato il lavoro?

“Il fatto di essere riconosciuta non mi ha cambiato , in realtà l’ho un po’ subito. Se prima facevo poche cose , oggi ne faccio quasi nessuna perché preferisco non essere troppo notata , tu mi conosci , non mi piace stare troppo fuori , preferisco vivere il mio tempo in casa dove riesco ad essere me stessa”

Come ti senti quando devi licenziare qualcuno?

“E’ successo e sicuramente non fa piacere. Molto dipende da chi è da fronte”

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Dal giorno in cui ti ho visto arrivare con l’abito da sposa sono passati 4 anni. Che moglie sei?

“Credo che, dopo la mia famiglia d’origine, la mia grande fortuna sia stata conoscere mio marito che mi ha cambiato in senso positivo : mi ha resa molto più serena ed equilibrata e questa cosa fa crescere entrambi”

Amici fuori o dentro l’ambiente del pallone?

“Fuori , assolutamente. Ne ho anche di nuovi nell’ambiente in cui lavoro. Tendenzialmente , però, preferisco frequentare i vecchi amici, almeno non si finisce a parlare solo di pallone”

E nemici? Dentro o fuori?

“Nemici ci sono , sicuramente , magari a volte non me ne accorgo ma non mi interessa . Preferisco tenermi stretti gli amici”

Le tue debolezze : meglio vestito o un massaggio?

“Un paio di scarpe”

Meglio una fetta di Sacher o una carbonara?

“Una carbonara. Prediligo tutto ciò che è salato”

C’è qualcosa che ti rimproveri?

“Troppo. Tantissime cose che non mi piace dire perché sono orgogliosa. Tra cui l’orgoglio , appunto”

Rosella Sensi è felice quando..

“Quando le persone cui voglio bene sono felici”

Cosa significa essere romana?

“Premetto che sono orgogliosa di esserlo , ho un grande amore per questa città e la sua storia. Mi dispiace che Roma e i romani vengono spesso dipinti in maniera distorta perché c’è una cultura , non tanto della Roma antica , ma della storia di Roma che ha vissuto delle trasformazioni e che non sono conosciute. E il romano ha delle tradizioni e dei comportamenti che vanno rispettati”

Cosa ti piace e che cosa ti dispiace della città di oggi?

“Sarò banale , ma quel che mi piace di questa città è che si può vivere tutto l’anno e in maniera piena perché è bella tutta. Certo, ci sono delle zone critiche. Ma è sufficiente passeggiare sul lungotevere per scorgere meraviglie da una parte e l’altra del fiume”

Dalla Valle sponsor del Colosseo : una buona idea?

“Bisogna ringraziare il presidente Della Valle per quello che ha fatto. E sicuramente una buona idea mantenere e conservare un monumento che è un patrimonio mondiale e non solo romano. Spero che anche qualcun altro segua il suo esempio. Della Valle ha indicato una strada nuova e intelligente , è una persona di qualità”

In questi anni la tua famiglia ha investito molti soldi nella Roma. Ne valeva la pena?

“Premesso che a volte si può sbagliare, sono sicura che abbiamo fatto tanto e anche molto bene. I successi che abbiamo ottenuto non sono banali. Soprattutto chi vive a Roma sa quanto sia difficile raggiungere quegli obiettivi in una città difficile e tanto passionale . Uno scudetto a Roma ne vale mille da un’altra parte”

Pensi che ,in futuro, tu e la tua famiglia potreste sostenere la città in altri modi?

“Non so sinceramente come e non voglio fare progetti a lunga scadenza. Mi piacerebbe, ma adesso mi consola pensare che l’impegno di mio padre verso la Roma e la sua città , siano andati con successo in questa direzione. Voleva una grande squadra , ha regalato ai romani una società con un crescente numero di tifosi anche fuori dai suoi confini. La Roma è in tutta Italia e nel mondo e il suo valore tv è crescente. Manca solo lo stadio e sarà tra le top ten del calcio internazionale”

Se non avessi ereditato la Roma da tuo padre , cosa avresti fatto?

“Ho sempre detto che avrei voluto fare il vostro mestiere. Mi sarebbe piaciuto essere una giornalista e spero ci sia un momento in cui lo potrò fare. Magari non bene come lo fate voi. Ma solo per passione e curiosità vorrei provarci”

Giornalista sportiva?

“In questo momento la mia risposta sarebbe negativa. Ma perché no , dopo esser stata dall’altra parte , forse ci proverei”

Faresti il sindaco di Roma?

“Non è facile fare il sindaco di questa città ma permettetemi la presunzione di dire che è più difficile fare il presidente della Roma a Roma”

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Cosa ti senti di dire ai tifosi in questo momento?

“Di aiutare la nuova proprietà , di sostenere la squadra , di continuare ad avere la stessa passione di sempre o ancora più di sempre. All’ultimo derby ho visto la Tribuna Tevere semivuota. E’ vero che pioveva , c’era vento, il traffico nella zona dell’Olimpico era inibito alle auto e le restrizioni sull’accesso hanno inciso , ma non basta a spiegare. Il calcio deve meditare sui suoi problemi e sui ritardi”