lunedì 30 maggio 2011

INTERVISTA AD ELISABETTA CANALIS “Non bisogna dire che occorre prima aiutare le persone e poi gli animali”

Elisabetta Canalis racconta perché ha deciso di posare per Peta , organizzazione no-profit a sostegno dei diritti degli animali.

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“Questa campagna è molto importante per me, è forse il motivo più nobile per cui io mi sia mai spogliata per lavoro, qualcosa di veramente utile , in cui credo fermamente. Conosco Peta da quando , ancora piccola in Sardegna , ammiravo le sue campagne con modelle famosissime come Christy Turlington , immortalate senza veli in scatti scioccanti per una giusta causa. Da allora non sogno altro”.

E’ quindi la prima volta che fa una campagna per Peta?

“Sì. Però mi sono sempre rifiutata di indossare pellicce. Quand’ero bambina mi capitò di guardare in Tv un documentario molto cruento sul business delle pellicce : animali uccisi con degli elettrodi, affogati e persino scuoiati vivi. Ne rimasi talmente scioccata da cambiare per sempre il mio atteggiamento verso gli animali”

Questa decisione le ha creato problemi professionali?

“Anni fa , Roberto Cavalli rilasciò un’intervista in cui disse “Voglio molto bene a Elisabetta , siamo ottimi amici ma l’unica cosa per cui litighiamo sono le pellicce perché lei non vuole che io le inserisca nella mia collezione” Oggi lavoriamo insieme , ma io continuo a rifiutarmi di indossarle”

Come le è nato quest’amore sfrenato nei confronti degli animali?

“E’ un sentimento innato. Quand’ero piccola, mio padre andava a caccia e ricordo che piangevo quando tornavo a casa con gli animali uccisi che grondavano sangue. Prendevo questi uccellini, li abbracciavo e lo pregavo in lacrime di smettere. Purtroppo questa è la caccia : una vergogna. Con il tempo sono riuscita a farlo capire anche a lui e ne sono orgogliosa”

Sua madre invece è come lei?

“Negli anni ‘80 , uno degli status symbol , oltre all’orologione , era la pelliccia e se un marito o un fidanzato aveva la possibilità, ne regalava una, magari di volpe , alla propria donna . Così quando mia madre ne ricevette una da mio padre io non potei farci niente. Un giorno puntai i piedi e le dissi “Non esco con te se non te la togli. Avevo nove o dieci anni”

Che cosa le rispose sua madre?

“Alla fine fu costretta a togliersela e non credo che da allora l’abbia più indossata . Se lo fa , è di nascosto da me. Ho anche amiche che ancora oggi portano le pellicce e , ogni volta che ci incontriamo, faccio loro il lavaggio del cervello per convincerle a farla finita. “Le pellicce invecchiano”, spiega loro “rendendo volgare la donna che la indossa”. Oggi abbiamo bravi stilisti c he realizzano capi invernali stupendi usando materiali nuovi e caldissimi , che non c’è bisogno di far ricorso alle pellicce”

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Nel numero di Cosmopolitan di febbraio ha dichiarato di non volere figli perché le bastano i cani

“Quella frase era per dire che io sto bene e che l’amore incondizionato dei miei cani mi basta. Nella vita tutto può succedere e i bambini dopotutto sono un dono di Dio ma avere un figlio non è mai stato né è uno dei miei obiettivi”

Secondo alcuni in Italia c’è più attenzione per gli animali che per i bambini

“Macché : la verità è ben diversa. Io stessa che mi batto per i diritti degli animali , se tiro le somme , alla fine aiuto di più le persone. Secondo me una cosa non dovrebbe escludere l’altra. Non bisogna dire che occorre prima aiutare le persone e poi gli animali. Ognuno deve fare quello che si sente”

Ha mai pensato di trasferire la sua carriera negli Stati Uniti?

“Se un giorno avessi la possibilità di fare qui ciò che faccio nel mio Paese sarei al settimo cielo. Sono molto soddisfatta della mia carriera in Italia ma, poiché trascorro molto tempo in America , devo fare qualche aggiustamento. Per esempio , non posso condurre un programma di tre mesi in Italia considerando che la mia vita personale è negli Usa. Cerco di trovare un equilibrio: finora ci sono riuscita e sono felice”

La critica americana non è stata molto clemente nel recensire il suo debutto nei panni di una 007 italiana nella serie Laverage con Timothy Hutton

“Non leggo i blog. In America in realtà sono tutti molto carini con me e mi piacerebbe sempre così ovunque. Ringrazio il pubblico statunitense perché per quel poco che ho fatto, mi ha accolto a braccia aperte. Negli Stati Uniti , poi, danno modo di dimostrare quello che si sa fare e quindi vedremo cosa mi riserva il futuro”

E’ cresciuta con il mito dell’America?

“La mia generazione è figlia di questo Paese. Siamo cresciuti con il mio yankee , dai film alle bevande. Per noi è sempre stato un sogno. Io però mi sento italiana, amo l’Italia e sono molto legata al mio Paese anche se sono felice di poter passare tanto tempo qui negli Stati Uniti”

Quali sono stati i suoi miti americani?

“La mia America sono gli attori americani del passato , Frank Sinatra , Elizabeth Taylor , Marilyn Monroe. Il mio mito americano in questo momento è sicuramente il Presidente Obama , una persona estremamente positiva sono tutti i punti di vista, un grande uomo che dovrebbe servire da esempio per le giovani generazioni anche da noi in Italia”

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