venerdì 20 maggio 2011

INTERVISTA AD EUGENIO FINARDI “La classe politica di oggi non ha eroi e quindi non merita canzoni”

Il primo libro di Eugenio Finardi , Spostare l’orizzonte – Come sopravvivere a quarant’anni di vita rock , è la risposta alla domanda di come un uomo privo di filtri e incapace di calcoli è riuscito a cavarsela per un tempo così lungo, a continuare ad avere successo continuando a suonare il rock blues , il fado portoghese , la musica sacra , salendo anche sulla Scala.

La sua carriera è proceduta da sempre in direzione contraria a qualunque legge di marketing. Padre italiano e madre cantante lirica americana.

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“Da piccolo ho subito un’esclusione spaventosa. Mamma mi vestiva con le tutine a righe all’epoca in cui andavano i calzoni corti, per cui mi chiamavano “il benzinaio”

Sua madre le avrà insegnato anche ad amare la musica

“Sì , e a non aver paura di piangere. Insegnava canto : la casa era piena di allieve disperate, mamma le consolava dalle pene d’amore e dalle delusioni professionali, era un continuo strepito”

Che cosa la fa piangere oggi?

“pensare ad un amico scomparso di recente. Gli dedicai Katia , e oggi sua figlia, 11 anni come la mia terzogenita , mi scrive : grazie per aver messo papà in quella canzone”

Lei ha una figlia grande , Elettra, nata con la sindrome di Down

“Elettra è la grande domanda che mi pongo. E’ nata nel 1982 : in quel periodo sognavo di diventare una rockstar internazionale , ero sopraffatto dal successo , ma poi è arrivata lei”

E ha sparigliato le carte

“Quando è nata sono arrivato in ospedale di notte, ho visto facce meste , ho capito. La bambina era nella sua culletta. Aveva la pelle cianotica , un piccolo problema cardiaco. La mattina dopo l’hanno portata a mia moglie , io ero lì con lei e le ho detto “patrizia , qualcosa non va”. “Che cosa?” ha chiesto, e si è girata verso la piccola. “E’ Down”. “Che vuol dire?”. “E’ mongoloide”. “Oh no”, ha sussurrato con dispiacere, e l’ha abbracciata . Io ho abbracciato lei e la bimba , che si è sentita accolta. E in quell’esatto momento , da cianotica che era , è diventata rosa”

E dopo?

“In quel periodo ho vissuto l’arrivo di Elettra una condanna e una conferma della mia diversità: nemmeno un figlio come tutti gli altri , era riuscito a fare. Sono precipitato un baratro di dolore e solitudine”

Poi avete avuto un altro figlio

“Bello, biondo , perfetto. Con lui mia moglie è uscita dall’incubo: si è sentita riscattata , rinata come donna. Ed è come se mi avesse detto “Basta , questa storia è chiusa , ora voglio essere libera”. Strano come la libertà in questi casi non sia mai un viaggio o un lavoro, ma quasi sempre un amore molto più giovane. Per mia moglie il nuovo amore era questo bambino… e così ci siamo separati”

Lei non voleva?

“No. Ed è orrendo per un uomo essere espulso dalla sua famiglia. Mi sono sentito derubato dell’amore dei figli , come tanti altri che in più sono stati scippati dei propri beni, ridotti letteralmente in povertà. L’altro giorno in strada mi battono sulla spalla “Eugenio, puoi aiutarmi?”. Era un ex discografico : ha divorziato, ha perso tutto, ora è un homeless”

Alle donne separate va meglio?

“Sanno fare network più degli uomini , non si vergognano a chiedere aiuto. Ma il dolore delle persone sensibili non conosce differenze di genere”

Qual è stato il momento più difficile nel rapporto con sua figlia?

“Quando ho capito che cos’era : è Down, non scema. Un tempo quelli come lei venivano accolti in modo acritico , non ci si aspettava nulla da loro. Oggi si cerca di farli crescere intellettivamente. Ma mi sono spesso chiesto : cos’è davvero importante nella vita? Saper scrivere , leggere , andare in metrò o essere felici?”

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Elettra sarebbe stata più felice se fosse stata meno consapevole?

“Certo. Mi ha spesso rimproverato di averla fatta diversa. “Non voglio chiamarmi Elettra , non voglio questi occhi”. E io “Ma sono bellissimi ed Elettra è un nome bellissimo”. Lei “Voglio essere come tutti . Perché non sono come tutti?”. “Nessuno è come tutti , siamo tutti diversi. Tu sei un po’ più diversa”. “Perché?”

Oggi si è un po’ pacificata?

“Bè, da adolescente era peggio. Al bar chiedeva caffè e brioche , poi diceva “Sono mongolide, non pago”, e usciva. Nessuno aveva il coraggio di fermarla”

Una ribelle. Avrà preso da lei?

“Credo di sì”

Di che cosa ha paura e cosa spera , per Elettra e gli altri suoi figli?

“Temo, e aspetto, un vero cambiamento. Le cose avvengono tutte assieme: Fontana lacerava la tela mentre John Cage definiva il silenzio. E oggi la società va in pezzi da ogni punto di vista: una ragazza muore schiacciata dalla calca a Duisburg , nelle stanze del potere accade quel che accade. In Italia la ricchezza è nelle mani di persone anziane che non vogliono investire nei giovani. E abbiamo delegato il senso delle cose ai luoghi comuni”

In società più dinamiche ed economicamente oneste questo non accade?

“In America oltre un certo reddito sei obbligato a fare donazioni, che finiscono all’università e a istituzioni simili”

Il sogno americano che ritorna?

“No, ma questa vita scomoda mi stanca”

Cosa conta per Finardi nella vita?

“Gli amici che ti fai , fin da ragazzo, e il compagno o compagna che ti scegli”

I soldi?

“Quel che mi piace è gratis. Certo, i diritti di mia figlia vengono progressivamente messi in discussione , e dopo Bellinzona non sono nessuno , perciò devo continuare a lavorare”

Ammetta che la cosa le procura qualche soddisfazione. La Scala, un tour in partenza, nuovi pezzi da scrivere…non le torna voglia di fare rock politico?

“La classe politica di oggi non ha eroi e quindi non merita canzoni”

I suoi eroi quali sono?

“L’unico che non ha tradito , che davvero ha spinto l’orizzonte più in là, è Nelson Mandela. Ci ha insegnato che è possibile liberarsi dello schiavismo senza violenza “

E poi?

“E poi Keith Richards , che ha avuto l’onestà di farsi i fattacci suoi”

A 40 anni dall’inizio , un bilancio del mestiere di cantautore

“E’ un mestiere difficile . Se non sei già matto, ti fa uscire di testa”

Nessuna eccezione

“Morandi, Jovanotti, Ligabue”

Tra le donne?

“Carmen Consoli : nel definirsi mediamente isterica è acuta, affilata, esatta”

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E la Nannini?

“La donna più rock d’Italia. E dice che sono stato io a insegnarle il mestiere!”

E’ sana la Nannini?

“Se essere sani è accettare ciò che si è, allora sì”

E lei Finardi , è sano?

“Quelli che ho citato hanno i piedi per terra, io invece sono atterrato in mezzo all’oceano, su una zattera. E ho preso pure tanta acqua”

1 commento:

rossella ruzzi ha detto...

Caro Eugenio sei il più grande ti voglio bene ho fatto sentire il tuo album musica ribelle a mio figlio Mattia che ha 12 anni ora lo cantiamo assieme conosce tutti i testi è sorprendente come la musica quando è autentica, emoziona tutte le generazioni,ti voglio ringraziare per come sei sempre stato mi ricordo di te giovanissimo e ti stimo anche ora che sei un uomo di 59 anni.
non hai rinnegato il tuo passato sei vero!!!! condivido cio' che esprimi sulla classe politica ma ho fiducia nelle persone che stanno fuori dalla " CASTA " dobbiamo risvegliarci solo cosi' si può rinascere.
rossella ruzzi