mercoledì 11 maggio 2011

INTERVISTA A LUCA E PAOLO , PRESENTATORI DELLE IENE “NON SIAMO ARRIVATI. DOBBIAMO ANCORA VINCERE UN OSCAR”

Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu sono due opposti che si attraggono. C’è un feeling che va oltre le battute, l’umorismo e la simpatia che suscitano. Sono stati i trionfatori di Sanremo a febbraio , ora sono i protagonisti, come sempre, delle Iene insieme a Ilary Blasi.

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Come va ragazzi?

Paolo “Dopo Sanremo avevamo bisogno di rilassarci un attimo , e dico un attimo perché di quello si è trattato. Dal palco dell’Ariston siamo scivolati direttamente qui a Cologno, dove registriamo le nuove puntate di Camera Cafè e Iene

Luca “Io invece vorrei quasi quasi dimenticarlo, il Festival. E’ stato un incubo all’inizio, poi è stato piacevole , diventando un bel sogno. Ma c’era una tensione altissima. Ho cominciato a piangere appena si è spenta la luce del palco e ho smesso il giorno dopo (Anche Paolo però ha pianto) . Mi sono sentito una grande responsabilità addosso , perché se fosse andata male per me, sarebbe andata male per lui. Ed ero io che lo avevo convinto ad accettare. E poi nessuno ci incoraggiava , tutti ci dicevano che avevano visto gente rovinarsi la carriera dopo Sanremo”

Paura , in una parola

Paolo “Paura? Quando ci è stato proposto ho pensato davvero che dovevo trovare qualcosa di intelligente per dire di no, sapevo che Luca avrebbe detto subito sì. Io temevo soprattutto di non riuscire a capire cosa fosse giusto fare. Dietro le quinte, durante il festival ci sono 60 persone che lavorano e io credevo di non riuscire a rimanere lucido . Non sono uno che nella confusione dà il meglio”

Siete stati bravi, è ufficiale

Luca “Siamo stati bravissimi soprattutto a uscire vivi di lì. Eravamo bravi anche prima , è che la gente non lo sapeva. La cosa che mi fa più ridere , infatti è quel non me l’aspettavo che ci ripetono tutti”

Paolo ”Sanremo ha fatto capire che siamo capaci di fare anche quello, non che siamo capaci e basta. La gente infatti pensava “Luca e Paolo sono bravi a fare cose di nicchia”. La differenza sta nel fatto che ora la gente pensa. Luca e Paolo sono bravi anche a fare Sanremo”

Luca lei dei due sembra quello che si butta..

Luca “E’ vero , sono quello orgoglioso , quello che riflette meno. Ma in fondo non è importante chi dice sì o no di noi due , è importante che siamo complementari . Nei miei sì c’è la voglia di Paolo di dire sì , come nei suoi no la mia voglia di dire no”

Paolo , ha una moglie e una figlia ; quanto la condizionano nelle sue scelte?

Paolo “Sabrina mi ha sostenuto moltissimo nel mio lavoro , mi aiuta. Lei è sempre lucida , a differenza di me , anche se alla fine le scelte sono mie. Siamo sposati da 7 anni , anzi a giugno saranno 8 , e non mi sembra ci sia odor di crisi”

Luca lei è single per scelta?

Luca “Amore? Non sono menoso come si dice a Genova… Paolo ha una famiglia , io non ce l’ho. Semplicemente non è successo”

Magari non la vuole , una famiglia

Luca “Forse deve ancora succedere ; siamo in tanti senza figli , ma quando divento grande giuro che faccio bambini anch’io”

Siete capaci di…?

Paolo “Di recitare , fare ridere, suonare. Sono un attore. Per me è stato importante imparare facendo fatica. Quando sono salito sul palco dell’Ariston ho ringraziato il fatto di avere certe basi : conoscevo i tempi , quando dovevo star zitto e quando dovevo parlare. Ero a mio agio , un po’ come essere a casa , su un palco qualunque . Insomma , non cambio i miei valori per adeguarmi alla situazione , anche in famiglia. Le decisioni che prendo come padre , come marito , sono le stesse che prendo nel lavoro. Scelte coerenti con me stesso. Mia figlia va alla scuola steineriana , perché i ragazzi di chi vedo intorno a me sanno fare un sacco di cose – come andare a cavallo , in piscina, ballare – mentre io credo che i bambini non siano vasi da riempire , ma angeli da valorizzare , rispettando i loro tempi. La mia casa è ecocompatibile . E sono vegano. Insomma, non lascio nulla al caso”

Luca, lei come ricorda la sua infanzia?

Luca “Sono cresciuto da solo. Un’adolescenza decisamente complicata. Avevo le classiche cattive amicizie , ero un ragazzaccio che viveva e faceva di tutto per strada. Quando sono entrato all’Accademia di Genova la mia vita è cambiata. Ho scoperto di avere un talento perché c’era una cosa che non mi costava fatica e mi veniva bene : recitare. E’ stata la mia grande occasione e l’ho presa seriamente. Anzi , da lì sono diventato serio”

Paolo “Io ho fatto una scuola impegnativa , piena di regole. Sono sempre stato un ragazzo molto pigro, concentrato su quello che stavo facendo in quel preciso istante. Immediato, incapace di guardare oltre il mio naso”

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Come ha iniziato invece a fare l’attore ?

Paolo “Andai a vedere la Brocca rotta con mia madre e rimasi incantato dall’attore , perché quando muoveva il sopracciglio si spostava il teatro , se alzava una mano tutti applaudivano. Era così magnetico che sono tornato a casa e ho detto ai miei : voglio fare l’attore. La custode dell’Accademia di Genova conosceva bene mamma e sapendo che al liceo facevo parte della compagnia teatrale , le dava continuamente i bandi per entrare. Io non lo sapevo. Un giorno l’ho incontrata per caso , e mi ha dato i fogli per chiedere l’ammissione. Mancavano due settimane , mi preparai come un matto : feci il provino e mi presero. Pensavo seriamente di diventare il nuovo Lavia”

Il vostro primo incontro?

Luca “ Ci siamo incrociati proprio ai provini , ma ci siamo scelti solo dopo . Giorgio Gaber un giorno mi disse di non aspettare che arrivassero i registi a cercarmi , ma di cominciare a scrivere e a fare le cose da solo. Finita la scuola , misi in piedi uno spettacolo teatrale. Mi serviva una chitarrista e Paolo era il migliore che conoscessi. Ci siamo messi a scrivere dei monologhi tipo quelli di Gaber: anzi , a pensarci bene , abbiamo fatto un vero e proprio plagio di un suo spettacolo. Lavoriamo insieme da allora. Lui però suona sempre meno la chitarra”

Paolo , che cosa si rimprovera?

Paolo “Mi manca l’entusiasmo . Ho imparato solo ultimamente a vedere nelle nuove esperienze un’occasione positiva. E’ colpa della paura. Ma sto cominciando a chiamare le occasioni occasioni , non più a viverle come scocciature”

Su cosa non andate d’accordo?

Luca “Gli orari. Paolo alle 7 e mezzo è in piedi perché porta sua figlia a scuola. Io dormo. Discutiamo anche, speso , perché lui vorrebbe che frequentassi di più la sua famiglia”

Paolo “ Sì, mi piacerebbe che venisse di più a casa nostra. Credo che condividere sia importante. Lo crede anche lui , ma fa più fatica ad accettarlo”

Luca “Ma io penso sia rischioso mischiare il rapporto professionale e umano che c’è fra noi con i suoi legami personali. Io poi , lo ammetto , non sono tanto bravo a gestire le emozioni”

Paolo “E dai mischiamo!”

Luca “No e poi no. Anche se di Sanremo mi ricorderò sempre tre cose. Tre abbracci. Con mio fratello , con il nostro manager Beppe Caschetto e con Sabrina , la moglie di Paolo. Con lei per la prima volta c’è stato un abbraccio forte , grazie al quale la distanza fisica ed emotiva che di solito mi impongo se n’era andata al diavolo. Devo riconoscere che è stata una bella sensazione”

Il successo vi ha travolto, vi sentite arrivati?

Luca “Arrivato? Ma dove? No, dobbiamo fare parecchie cose ancora. Tipo vincere un Oscar::”

Cosa vi fa arrabbiare?

Luca “Quelli che dicono una cosa e ne pensano un’altra. Come dicono dalle mie parti , mi capita di essere una leggera , uno scavezzacollo , uno sbandato, ma non faccio mai nulla alla leggera. Sa invece qual è la cosa che mi piace di più? L’ammore , con due emme. Mi piace tanto”

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