lunedì 16 maggio 2011

INTERVISTA A MIETTA “IL Trombamico E’ uno di quei personaggi reali con cui sempre più donne hanno a che fare. Sono quelli che prima dicono “Usciamo”. Poi passano al “Be frequentiamoci”. Alla fine approvano al “proviamo a conoscersi meglio”

Mietta , 42 anni , ha compagno da un anno e un figlio di sei mesi. Ha deciso di diventare scrittrice “L’albero delle giuggiole”.

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Mietta, ma l’albero delle giuggiole , che nel suo romanzo dispensa frutti e felicità , esiste veramente ? Ci dice dov’è?

“Sì, esiste sul serio. Me ne ha parlato un amico che viveva in un palazzo circondato da alberi di giuggiole : fiorivano solo quando la casa era abitata da persone felici. La storia mi ha colpito al punto da ispirarmi il romanzo”

La protagonista è l’inquieta Chiara che, dopo una serie di avventure , fidanzati e , come li chiama lei, trombamici , trova l’amore della vita. E lo fa a Salvador de Bahia. Chiara è lei?

“No. Io e la mia protagonista in comune abbiamo il desiderio , e la forza, di riprendere in mano la nostra vita anche dopo momenti di grande sofferenza : però non ho voluto fare dell’autobiografismo”

Si direbbe che Chiara e le sue amiche risentano molto della lezione di Sex & The city

“Assolutamente sì. All’epoca non mi perdevo una puntata del telefilm. Certo che, rispetto al serial con Sarah Jessica Parker, la complicità fra Chiara , Claudia , Simona e Federica è molto meno artefatta. Però le situazioni di leggerezza sono le stesse . Comunque non c’è solo questo”

Infatti. La protagonista soffre di attacchi di panico, descritti con molta perizia. Lei ne soffre?

“Li conosco bene perché ne ho avuto per anni. Anche se eliminarli del tutto è impossibile , si può imparare a conviverci, come ho fatto io. In questo senso , scriverne diventa terapeutico”.

Quasi tutti gli uomini del libro non fanno una gran figura : dopo i trent’anni sono tutti impegnati , o inaffidabili, o indisponibili in quanto si scoprono gay…

“Mi sono limitata a riportare quanto ho visto con i miei occhi in tutti i miei anni da single”

C’è anche la figura del trombamico , ormai una vera e propria categoria sociale

“E’ uno di quei personaggi reali con cui sempre più donne hanno a che fare. Sono quelli che prima dicono “Usciamo”. Poi passano al “Be frequentiamoci”. Alla fine approvano al “proviamo a conoscersi meglio”. Se gli vai dietro , ti ritrovi a cinquant’anni single e piena di nevrosi”

Sa che tutti le chiederanno se la scena dello scambio di coppie nel locale a luci rosse , così ben descritta , è autobiografica?

“Lo so, lo so. Ma devo deludervi : è solo frutto della mia fantasia”

Il suo compagno che dice?

“Non vuole leggere il libro”

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Perché non ha firmato il romanzo con il suo vero nome, Daniella Miglietta?

“Ci ho pensato molto. La gente ormai mi conosce come Mietta”

Si direbbe che il suo nome d’arte non le piaccia

“Non l’ho mai amato perché lo trovavo banale , sciocchino , striminzito. Però , dopo tutti questi anni , mi ci sono affezionata”

Con tutte le cose che ha fatto , dagli 8 Festival di Sanremo alla Piovra 8 , non le secca che la gente la ricordi sempre per il Trottolino amoroso della canzone con Minghi?

“No, appunto perché ho la consapevolezza di aver fatto molto altro , come cantante e come attrice. E’ un brano che fa parte della mia vita , però ne ho portati al successo molti altri, scritti per me da Biagio Antonacci , Riccardo Cocciante , Mango , Mariella Nava , Gatto Panceri..”

Lei ha debuttato con un concorso che sembra l’antesignano degli attuali reality e talent: un tagliando su un giornale , un concorso, un radiodramma in 240 puntate che mischiava finzione vita vera , con tanto di partecipazione a Sanremo come premio…

“Tutto vero. Tra l’altro devo ringraziare mio zio: fu lui a insistere perché ritagliassi il tagliandino per partecipare . Era il 1987”

Mietta lei canta da quasi un quarto di secolo ; però sembra ancora una ragazzina..

“Perché non mi sono ancora rifatta, e non ho alcuna intenzione di farlo. A meno che le tette non mi arrivino alle ginocchia , ama al momento sono ancora al loro posto”

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