lunedì 2 maggio 2011

INTERVISTA A ROSSELLA SENSI “I successi che abbiamo ottenuto non sono banali. Soprattutto chi vive a Roma sa quanto sia difficile raggiungere quegli obiettivi in una città difficile e tanto passionale . Uno scudetto a Roma ne vale mille da un’altra parte”

Rossella Sensi lascia la guida della Roma , per consegnarla nelle mani dell’americano Thomas Di Benedetto.

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“Sono diventata presidente in un momento triste e cioè con la perdita del mio papà. Ma non ho mai avuto attimi di esitazione , sia per amore nei confronti della Roma sia per senso di responsabilità nei confronti di mio padre. Per lui ho voluto continuare a fare quello fino a quel momento aveva seguito lui. Papà avrebbe desiderato tantissimo un figlio maschio. Ma non è arrivato e alla terza femmina si è definitivamente arreso. Aveva un grande senso di protezione nei nostri confronti ma ci ha davvero preparate per affrontare la vita”.

Rossella Sensi non ha quasi mai assistito ad uno scontro diretto con la Lazio “Ma … proprio tutti no. Non sono ad esempio mancata in tribuna al derby di ritorno lo scorso anno. La Roma era in corsa per lo scudetto e aveva bisogno del sostegno di ogni tifoso e quindi anche del presidente . In realtà è una forma di scaramanzia , l’unica che ho conservato nel ruolo di massimo dirigente , peraltro con successo , visto che ha portato alla serie record di 5 derby vinti. Non è un atteggiamento distaccato , solo un diverso modo di partecipare. Sento troppo questa partita e preferisco non trasmettere agli altri una sensazione così forte. Quando ho dovuto farlo mi sono imposta un controllo esagerato, che vi assicuro mi è costato”

Rossella Sensi : da quasi tre anni unica donna a dirigere una società calcistica di Serie A. Mai avuto l’impressione di nuotare in un mare di squali?

“Ammetto che inizialmente è stata una sorpresa per tutti, a cominciare dalla sottoscritta. Oggi ho con alcuni colleghi dei rapporti ottimi, altri sono buoni. Ma credo che si siano abituati : tra presidenti e addetti ai lavori non c’è più questo stupore”

In che cosa è stato diverso il rapporto dei calciatori con un presidente donna?

“Sicuramente non sono mai entrata negli spogliatoi senza bussare…. Ho verificato che c’è un rapporto diverso, soprattutto quando arrivano nuovi ragazzi nella squadra, disabituati con un presidente donna. Generalmente ho avuto un rapporto buono, soprattutto con alcuni di loro con cui sono cresciuta. Credo che se si è capaci di esercitare il proprio ruolo nella giusta misura , non c’è grande differenza tra generi”

Come è invece il rapporto dell’allenatore con un presidente donna?

“Ho recepito quello che mi ha insegnato mio padre e cioè un grande rispetto delle responsabilità e delle professioni altrui. Lo dò e lo ricevo. Anche dagli allenatori”

Ma sei tu che hai fatto i cazziatoni alla squadra quando non giocava bene?

“Diciamo che ci sono dirigenti e allenatori preposti a questo, ma quando è stato necessario sono intervenuta direttamente. E mi hanno ascoltato , alcuni più degli altri”

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C’è un’altra giovane donna che ora lavora per la squadra di famiglia: Barbara Berlusconi con il Milan. Che consigli le daresti?

“Io difficilmente do consigli , preferisco ascoltarli. Credo che quando si è mossi dalla passione , se piace il lavoro che si fa , bisogna andare avanti per la propria strada con determinazione”

Che ricordi hai di tuo padre?

“Difficile parlare dei ricordi di un padre , ne ho mille. Era per me , così come per tante persone che lo hanno conosciuto , una persona speciale. Ho molta difficoltà a parlare di lui , potrei andare avanti per ore, ma la commozione è sempre tanta. Preferisco ricordarlo come lo ricordano tutti : un uomo di grande intelligenza , di spessore morale , di grande determinazione. Ha lasciato moltissimi esempi sia a me che alle mie due sorelle”

Qual è il tuo rapporto con loro, Silvia e Cristina?

Bellissimo , così come con tutti i rispettivi mariti, con mia madre e tutta la famiglia. Siamo molto uniti”

Due genitori presenti e uniti. Ma nella tua vita fondamentale è stato anche il rapporto con gli zii , Angela e Luciano. Ti sono sempre stati vicini

“Zio Luciano è stata la prima persona cara che ho perso ed è stato uno shock. I miei zii sono sempre stati presenti , ci hanno aiutate a crescere. Abbiamo sempre avuto con loro un legame molto forte . Cosa che abbiamo tuttora con mia zia : non il tipico rapporto che c’è tra zia e nipote ma molto più intenso e profondo”

Di tua madre Maria sono sempre piaciuti i gusti semplici : il ciondolo portafortuna con il lupacchiotto giallorosso , l’abilità ai fornelli , i vestiti sobri , la religiosità. Cosa hai preso da lei?

“Vorrei dire la dolcezza , la pazienza, la determinazione , ma non sarei sincera. Da lei ho preso l’esempio che una madre dà a un figlio , cioè tutto quello che è disponibile : un amore infinito”

Tu invece che mamma sei?

“Molto apprensiva. E felice: crescendo Livia , cresce il mio rapporto con lei. Ahimè non possiamo insieme moltissimo tempo e quindi tendo a concedere molto più di quello che dovrei”

Una volta si aspettava il weekend per svagarsi o stare con la famiglia. Quei giorni per te sono quelli di maggiore stress

“Confesso che non ricordo più , se non in estate, cosa sia un weekend. Per me sono sempre giornate di lavoro , anche i giorni che precedono la partita. A volte vorrei avere un lunedì libero ma nel calcio non è possibile. Tutta la settimana c’è sempre qualcosa da fare. Adesso recupererò qualcosa , ma sono sicura che la passione mi porterà comunque a vivere la domenica in un modo diverso”

Sempre stata – tra gli amici – la più riservata e la meno esposta. Meglio defilarsi che mostrarsi. Come ti ha cambiato il lavoro?

“Il fatto di essere riconosciuta non mi ha cambiato , in realtà l’ho un po’ subito. Se prima facevo poche cose , oggi ne faccio quasi nessuna perché preferisco non essere troppo notata , tu mi conosci , non mi piace stare troppo fuori , preferisco vivere il mio tempo in casa dove riesco ad essere me stessa”

Come ti senti quando devi licenziare qualcuno?

“E’ successo e sicuramente non fa piacere. Molto dipende da chi è da fronte”

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Dal giorno in cui ti ho visto arrivare con l’abito da sposa sono passati 4 anni. Che moglie sei?

“Credo che, dopo la mia famiglia d’origine, la mia grande fortuna sia stata conoscere mio marito che mi ha cambiato in senso positivo : mi ha resa molto più serena ed equilibrata e questa cosa fa crescere entrambi”

Amici fuori o dentro l’ambiente del pallone?

“Fuori , assolutamente. Ne ho anche di nuovi nell’ambiente in cui lavoro. Tendenzialmente , però, preferisco frequentare i vecchi amici, almeno non si finisce a parlare solo di pallone”

E nemici? Dentro o fuori?

“Nemici ci sono , sicuramente , magari a volte non me ne accorgo ma non mi interessa . Preferisco tenermi stretti gli amici”

Le tue debolezze : meglio vestito o un massaggio?

“Un paio di scarpe”

Meglio una fetta di Sacher o una carbonara?

“Una carbonara. Prediligo tutto ciò che è salato”

C’è qualcosa che ti rimproveri?

“Troppo. Tantissime cose che non mi piace dire perché sono orgogliosa. Tra cui l’orgoglio , appunto”

Rosella Sensi è felice quando..

“Quando le persone cui voglio bene sono felici”

Cosa significa essere romana?

“Premetto che sono orgogliosa di esserlo , ho un grande amore per questa città e la sua storia. Mi dispiace che Roma e i romani vengono spesso dipinti in maniera distorta perché c’è una cultura , non tanto della Roma antica , ma della storia di Roma che ha vissuto delle trasformazioni e che non sono conosciute. E il romano ha delle tradizioni e dei comportamenti che vanno rispettati”

Cosa ti piace e che cosa ti dispiace della città di oggi?

“Sarò banale , ma quel che mi piace di questa città è che si può vivere tutto l’anno e in maniera piena perché è bella tutta. Certo, ci sono delle zone critiche. Ma è sufficiente passeggiare sul lungotevere per scorgere meraviglie da una parte e l’altra del fiume”

Dalla Valle sponsor del Colosseo : una buona idea?

“Bisogna ringraziare il presidente Della Valle per quello che ha fatto. E sicuramente una buona idea mantenere e conservare un monumento che è un patrimonio mondiale e non solo romano. Spero che anche qualcun altro segua il suo esempio. Della Valle ha indicato una strada nuova e intelligente , è una persona di qualità”

In questi anni la tua famiglia ha investito molti soldi nella Roma. Ne valeva la pena?

“Premesso che a volte si può sbagliare, sono sicura che abbiamo fatto tanto e anche molto bene. I successi che abbiamo ottenuto non sono banali. Soprattutto chi vive a Roma sa quanto sia difficile raggiungere quegli obiettivi in una città difficile e tanto passionale . Uno scudetto a Roma ne vale mille da un’altra parte”

Pensi che ,in futuro, tu e la tua famiglia potreste sostenere la città in altri modi?

“Non so sinceramente come e non voglio fare progetti a lunga scadenza. Mi piacerebbe, ma adesso mi consola pensare che l’impegno di mio padre verso la Roma e la sua città , siano andati con successo in questa direzione. Voleva una grande squadra , ha regalato ai romani una società con un crescente numero di tifosi anche fuori dai suoi confini. La Roma è in tutta Italia e nel mondo e il suo valore tv è crescente. Manca solo lo stadio e sarà tra le top ten del calcio internazionale”

Se non avessi ereditato la Roma da tuo padre , cosa avresti fatto?

“Ho sempre detto che avrei voluto fare il vostro mestiere. Mi sarebbe piaciuto essere una giornalista e spero ci sia un momento in cui lo potrò fare. Magari non bene come lo fate voi. Ma solo per passione e curiosità vorrei provarci”

Giornalista sportiva?

“In questo momento la mia risposta sarebbe negativa. Ma perché no , dopo esser stata dall’altra parte , forse ci proverei”

Faresti il sindaco di Roma?

“Non è facile fare il sindaco di questa città ma permettetemi la presunzione di dire che è più difficile fare il presidente della Roma a Roma”

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Cosa ti senti di dire ai tifosi in questo momento?

“Di aiutare la nuova proprietà , di sostenere la squadra , di continuare ad avere la stessa passione di sempre o ancora più di sempre. All’ultimo derby ho visto la Tribuna Tevere semivuota. E’ vero che pioveva , c’era vento, il traffico nella zona dell’Olimpico era inibito alle auto e le restrizioni sull’accesso hanno inciso , ma non basta a spiegare. Il calcio deve meditare sui suoi problemi e sui ritardi”

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