mercoledì 25 maggio 2011

INTERVISTA A SANDRA BULLOCK “ Dopo il divorzio un giorno mi svegliavo pensando di essere spazzatura , un altro di essere stratosferica”

Sandra Bullock non poteva prevedere, quando si è sposata, che in futuro non poteva liberarsi del marito. Nemmeno dopo il divorzio. Il marito ha dato al mondo un libro autobiografico, “American Outlaw” (Fuorilegge americano) e racconta tutto della vita coniugale. Giustifica le varie corna con pornostar pluritatuata.

Dopo il suo anno orribile, lei sembra tornata a essere una donna solida e forte.

“Bè , non sono Wonderwoman. Avrei voluto saper gestire meglio le paure , anche da ragazza. Temevo di essere un fallimento, di non divertirmi, di essere una codarda. Ero terrorizzata all’idea di morire in un’incidente stradale senza avere il tempo di incontrare l’anima gemella. Oggi, ogni anno che passa, penso: “Di che cosa avevo paura l’anno scorso?”. Si dimentica si va avanti”

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Si dimentica anche il divorzio? E’ stata dura?

“Certe volte mi alzavo la mattina con un senso di depressione e per farmelo passare guardavo repliche in Tv. Avrei dovuto accettare di essere umana, anziché preoccuparmi costantemente di essere una superdonna. Un giorno mi svegliavo pensando di essere spazzatura , un altro di essere stratosferica. Se fossi finita sul lettino di una terapeuta , gli avrei dato filo da torcere : sempre a mille, pressoché incapace di rilassarmi. Credevo, che se avessi abbassato la guardia, se mi fossi concessa anche solo un minuto per godermi la vita , sarebbero rimaste indietro troppe cose. E anche se qualcuno mi avesse detto che potevo permettermi un po’ di tempo libero , non l’avrei ascoltato”

Anche Sandra adolescente era così?

“A diciotto anni , non vedevo l’ora di andarmene di casa, ero certa di saperla più lunga di chiunque altro. Ai miei non piacevano mai i ragazzi con cui stavo. Mi ricordo di uno in particolare , al college : lo trovavano semplicemente orribile e non mi rivolsero la parola per un anno. Mio padre ricordava solo il nome dei pochi che non gli piacevano … Di solito erano quelli di cui ero convinta io: tipi supermacho. Gli altri li chiamava nerd”

Cosa rimpiange?

“Vorrei aver trovato qualcuno giusto per me molto prima. Le mie relazioni duravano tre o quattro anni, quindi erano un po’ come matrimoni in miniatura. Troppi fallimenti. Ma ho imparato a gestire quelle umiliazioni emotive, mentre era all’epoca era impossibile. E’ incredibile come un cuore spezzato possa metterti al tappeto. Non riesci a dormire e continui ad arrovellarti : lui che cosa starà facendo? E’ innamorato di un altra? Vorresti solo comporre il numero e sentire la sua voce”

E Adesso?

“So che l’unica cosa sensata è dirsi: uno di questi giorni starai bene. Cerco la forza di andare avanti, raccogliere cocci. Non m’innamoro spesso e ormai sono in grado di distinguere cos’è amore e cosa non lo è. Quando si è giovani , è una cosa impossibile. Vorrei non avere avuto tanta paura di legarmi . Ero terrorizzata all’idea del matrimonio. Ricordo un partner con cui rimandavo di continuo. Lui diceva “Ma ho comprato l’anello” e io “Fatti ridare i soldi”

Molte donne, invece , dipendono ancora dagli uomini..

“Mia madre mi ha insegnato a non dipendere in nulla da un uomo. Così, quando conosci qualcuno , puoi mettere qualcosa in tavola anche tu , diceva. Lei era una grande cantante lirica tedesca e ho passato i primi dodici anni di vita a fare la spola tra America e Germania al suo seguito. Quando sono arrivata alla trentina , ho cominciato a dirmi “Okay , ora potresti anche sposarti e farmi quei famosi nipotini”

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Invece lei si è data allo show business : attrice da Oscar e produttrice

“Mi mantiene giovane. E non mi riferisco alla chirurgia estetica, ma alla capacità di restare un po’ bambini, e liberi. Se fai vita mondana te lo si legge in faccia. Ma si capisce anche se hai la fortuna di esprimere te stesso e di fare il lavoro che ami . E quando mi sento giù , mi sforzo di pensare alle cose splendide che ho”

Tanti suoi colleghi hanno fatto i camerieri, i falegnami , i commessi per mantenersi a Los Angeles. Lei?

“A New York, più di vent’anni fa , ho lavorato in un fast food. Era un posto fantastico chiamato Diane’s Uptown, a due passi dal mio appartamento. Mi piaceva servire ai tavoli , odiavo stare al guardaroba , chiusa in uno spazio ristretto , con la gente che ti passava pellicce fradice in una giornata d’inverno”

1 commento:

gio71 ha detto...

Penso che la persona con qui stava fosse un debole, non è riuscito a stare con una donna forte era troppo pesante ,anche per la sua notorietà, ma soprattutto per il suo carattere nei film sembra avvolte fragile e determinata ,ma i suoi occhi quando recitano sono forti,la vita qualche volta ci vuol far credere che le persone siano diverse ,ma le nostre sensazioni non sbagliano, in fondo penso che lei lo sapesse ,ma non ha voluto essere sincera con se stessa qualcosa aveva intuito.