lunedì 13 giugno 2011

INTERVISTA A CAPAREZZA “Ho conosciuto il successo a 30 anni. Avevo molte cose da dire e quando finalmente o trovato la formula , ho urlato. Mi sono fatto ascoltare”

Michele Salvemini , di Molfetta , è più noto come Caparezza.

Cenni biografici?

“Famiglia semplice , di intensa elasticità mentale. Mamma , figlia di contadini , insegnava alle elementari. Papà avrebbe voluto cantare e invece, disilluso , finì in fabbrica alla Meridionale cavi di Giovinazzo”

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L’ha riscattato lei

“Infatti mi ha sempre appoggiato. Sono lontano dal suo ideale ma rappresento il sogno realizzato per interposta persona . Accade raramente”

Inizi?

“In un garage , con gli amici. Ero timido , quasi autistico. Alle elementari e alle medie , non parlavo con nessuno. Sempre con le cuffie sulle orecchie, isolato”

A vederla sembra impossibile

“Sul palco vendico la parte di me che ha spesso taciuto. Ho conosciuto il successo a 30 anni. Avevo molte cose da dire e quando finalmente o trovato la formula , ho urlato. Mi sono fatto ascoltare”

Con le ragazze come va?

“Meglio che in passato. Sull’aspetto fisico non potevo contare. Usavo l’artificio della creatività Spedivo cassette autoprodotte , ma non sono servite a niente”

Perché?

“In mezzo alle canzoni d’amore , a tradimento, c’erano monologhi. Quelle ascoltavano e poi scappavano”

Ai suoi concerti l’età anagrafica oscilla dall’infanzia alla pensione

“Mi avvertono come un saltimbanco , un cantastorie , un interprete della farsa in musica. I bambini si riconoscono , i grandi regrediscono alla fanciullezza”

Ricorda Rino Gaetano?

“Lui e Alberto Camerini erano due modelli. Performer capaci di trasformarsi , travestirsi , scatenarsi con il pubblico”

Si riconosce?

“Io sono così. Un uomo tranquillo che in scena attraversa una metamorfosi”

Cosa pensa dei cantautori?

“Metafore , poesie , immagini. La buona scrittura mi è sempre piaciuta. La canzone perfetta comunque esiste”

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Titolo?

“Più di uno. “Bocca di Rosa” di De André , “Maraja” di Capossela o “La storia siamo noi” di De Gregori. A Roma gliel’ho detto , mi è parso sorpreso”

Lei collabora , partecipa, firma libri , canzoni e prefazioni. Non si nasconde

“Perché dovrei ? Intervengo , discuto, sono curioso. Dissacrare è la cosa più sacra che ci sia e io vengo dalla Puglia. Una terra di mezzo , un posto che sotto il cielo ospita Padre Pio e Patrizia D’Addario”

Ha preferenze?

“Sono agnostico e amo gli eretici che ai dogmi , hanno opposto l’intelletto. Galilei, Giordano Bruno, Danton. Alla giustizia divina preferisco quella terrena”

Il primo libro letto?

“Neanche gli dei” di Isac Asimov. La fantascienza e il mistero , nelle fughe da fermo , aiutavano molto”

La folgorazione?

“Gandhi. Mi ha cambiato la vita. Ha presente quel concetto “Se non rispondono al tuo appello cammina da solo?”. Ecco , quello è il mio manifesto”

Non le sarà più possibile?

“Ma io non voglio unire o convincere nessuno. L’approvazione unanime mi spaventerebbe. Penso che piacerò a tutti solo quando sarò morto. L’arte , in fondo , è un affare da necrofili”

Torniamo alla sua esistenza precedente . I fan la conoscevano con un altro nome

“Ero Mikimix, conducevo un programma in tv e andavo a Sanremo”

1997 “E la notte se ne va” . Testo di grana grossa “Il giorno è rude/ come una palude/ e io ne vedo di cotte e di crude”

“Stiamo parlando di quasi vent’anni fa. Ero giovane , ingenuo, discretamente ignorante e incline a fidarmi di chiunque. Un ragazzo di Molfetta che arriva a Milano , scrive su commissione e interpreta un ruolo. Se quella vita mi avesse entusiasmato , comunque, sarei ancora lì”

Invece?

“Sono scappato e ho scoperto che dopo il compromesso esiste solo il compromesso. Ho tagliato i ponti con il passato e ho ricominciato da zero. E’ la mia storia , non me ne vergogno”

Zalone le ha chiesto un’involontaria autoparodia di quegli anni

“Nel suo film, in mezzo a un matrimonio, mi ha fatto cantare le canzoni dei Ricchi e poveri. Non sono un attore e voglio rassicurare tutti. Mi fermo qui”

Va al cinema?

“Se cerca una collezione completa dei Monty Phyton , sono la persona giusta”

Parliamo di politica?

“Se proprio vuole”

Ai suoi spettatori Berlusconi non piace

“Io non so se gli italiani siano un prodotto di Berlusconi o viceversa, ma lui della logica dell’incidente stradale è maestro”

Ce la spiega?

“Quando c’è un tamponamento , il traffico è rallentato da chi ne osserva le conseguenze. La tv di Berlusconi mostra immagini che colpiscono i sensi e che l’Italia, per 30 anni , si è fermata a guardare. Competere sul suo terreno è perdente , imitarlo è vano. Prenda la satira”

Non la convince?

“La adoro, ma quella su Berlusconi non funziona più, è superata dalla realtà”

Soluzioni? Monicelli parlava di rivoluzione

“Credo al valore della diversità. L’ultima rivoluzione riuscita , la Resistenza , muoveva altri sentimenti in un contesto troppo diverso da quello di oggi. Per me il 25 aprile è il giorno più importante dell’anno , ma il bipolarismo odierno h distrutto le ideologie lasciandoci solo il rumore del bar sport e derby tra tifoserie. Il Parlamento non dovrebbe essere una curva”

Lei vota?

“Certo, però non mi considero un seguace né un adepto. Non indosso magliette , non partecipo a campagne e a capo di un movimento , non sarei contento”

E Nichi Vendola?

“Una tessera non l’ho mai avuta. Rimango un passo indietro. In passato l’ho appoggiato ma ora, più che esprimere un pensiero col rischio che venga strumentalizzato , chiedo che le mie idee abbiano asilo politico”

Le idee di Caparezza?

“Vivo per l’arte e penso che la luce dell’Italia sia anche la sua contradditoria debolezza”

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Non sia criptico

“Si annuncia sempre con allarme il barcone degli immigrati, ma si tace sugli italiani che emigrano perché non esistono merito , lavoro o prospettive. I laureati che espatriano li ho incontrati, è gente incredula. Davanti a un’ipotesi d’onestà sgranano gli occhi”

Che morale ricaviamo

“Diffido delle morali però consolarsi è necessario. Così sono tornato a casa . Amici e bar sono gli stessi dell’infanzia”

Le radici

“Sono importanti , ma si possono tagliare. Se fai musica , crei quelle di domani”

In Vieni a ballare in Puglia , il suo ritratto della terra d’origine non è apologetico

“C’è la bellezza e ci sono altre cose. I veleni dell’Ilva , il lavoro nero, la disoccupazione. Il mio rapporto con la Puglia somiglia a quello tra padre e figlio. Il secondo ascolta e impara , ma ha il diritto di contestare e alla fine , appartiene solo a se stesso”

Che cos’è il denaro per Caparezza

“L’unità di misura economica per valutare il tempo. Una cosa che non mi affascina ma preserva dallo sfruttamento”

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