lunedì 6 giugno 2011

INTERVISTA A MASSIMO LOPEZ “Mi sembra che in televisione ci siano troppi mordi e fuggi , mi piacerebbe che si ritornasse ad avere una cura maggiore da parte di tutti : autori, attori, registi”

Sta passando un momento privato non bello, con la mamma ricoverata in ospedale. Ma ogni sera sale sul palco per far ridere. Ora Massimo Lopez è in tournée con Ciao Frankie , uno spettacolo nato cinque anni fa dalla passione per Frank Sinatra, un metà concerto e un metà show.

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La tua passione per Frank Sinatra quando nasce?

“Praticamente da quando sono nato. I miei genitori avevano tutti i suoi album e spesso in casa arieggiava la sua voce. Mi ricordo che appena lo sentii mi innamorai subito di lui. Conosco tutto il suo repertorio. Con l’andare del tempo la passione è rimasta ed è stata affiancata dal mio lavoro , quello di attore. Quindi ho cominciato a studiare canto a studiare canto e a propormi anche in veste di cantante , come ho sperimentato qualche volta a Buona Domenica. Unendo passione e lavoro , ho voluto rendere omaggio con questo spettacolo a un grande artista”

Hai portato lo spettacolo anche nella terra di Sinatra , in America. Come è stato?

“Un’emozione unica , l’attesa era tanta, ma alla fine è andato tutto per il meglio. Le persone , soprattutto quelle italoamericane , mi hanno fatto molti complimenti apprezzando le canzoni e le qualità dello spettacolo”

Sinatra , come ci insegna il tuo show , ha fatto molta gavetta. Che cosa ne pensi invece di ciò che accade oggi nel mondo dello spettacolo con le carriere facili?

“E’ davvero un peccato che accada tutto ciò . Io sono abituato con il teatro ad avere una disciplina , ad apprendere un po’ per volta tutto. Bisognerebbe ripartire dai classici come Pirandello, Shakespeare o Goldoni. Gli inizi sono fondamentali soprattutto per rubare l’arte dagli attori più affermati. Io ho imparato molto grazie ad Alberto Lionello, Giorgio Albertazzi, che mi hanno fatto scuola. Al giorno d’oggi manca questa voglia di studiare e di capire le cose più tecniche di questo lavoro. Ci vuole tempo per fare questo mestiere”

Quindi i bunga bunga esistono veramente?

“Se lo intendiamo come un’abitudine di fare le cose in maniera improvvisata , avendo solo la voglia di arrivare, sì. Mi sembra che in televisione ci siano troppi mordi e fuggi , mi piacerebbe che si ritornasse ad avere una cura maggiore da parte di tutti : autori, attori, registi. Noi avevamo dei grandi punti di riferimento a cui si ispiravamo e si dovrebbe ritornare a insegnare proprio questo”

A differenza di Sinatra , tu hai avuto una vita privata molto tranquilla

“Assolutamente. Avere una vita privata tranquilla è fondamentale. L’unico rifugio è quello. Tutto sommato devo ammettere che sono in contrasto con i personaggi c he vanno per la maggiore. Oggi per essere sulla cresta dell’onda devi far parlare di te ed è facile farlo , basta un nulla: se volessi potrei organizzare qualcosa per far parlare di me in un attimo. Per assurdo si sta vivendo un periodo in cui c’è un ritorno d’immagine anche per le cose negative che uno fa , è una tendenza che si è radicata specialmente nel mondo televisivo”

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Tu però non ti sei formato una famiglia. Pentito?

“A fasi alterne ci rimugino, non lo nego. Alcune volte penso che al termine di una giornata mi sarebbe piaciuto molto poter dire “Adesso mi faccio un giro con i miei figli”, altre penso che sia un peccato non averli avuti , ma anche che è stata una casualità. Non sono triste per questo, insomma”

Quindi immagino che non capirai chi arriva a un certo punto della carriera , a un età avanzata , e voglia diventare genitore , vedi la Nannini..

“Penso che a una certa età si vogliano avere dei figli perché ci si senta soli , è un fatto più egoistico che altro. Secondo me si può avere qualcuno al proprio fianco o ci si può dedicare a qualcuno senza diventare a ogni costo genitori a 60 anni”

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