mercoledì 20 luglio 2011

INTERVISTA ALL’ATTRICE ROBIN WRIGHT “Più che proteggere i figli, proteggiamo noi stessi da ciò che non siamo in grado di accettare o capire delle loro scelte , del loro comportamento”

Gli impegni di Robin Wright si sono moltiplicati. Entro la fine dell’anno esce Millenium. L’adattamento a Uomini che odiano le donne e Moneyball con Brad Pitt. Inoltre è al cinema con The Conspirator dove ripercorre il processo agli assassini di Lincoln.

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Prima donna giustiziata nella storia degli Stati Uniti , Mary fu giudicata da una corte militare , ma restano molti dubbi sulla sua colpevolezza. Una specie di peccato originale nella storia americana?

“E’ una vicenda poco conosciuta , ma la cosa interessante è che offre molti spunti di riflessione su ciò che accade ancora adesso , nel ventunesimo secolo. Mary ( il suo personaggio ndb) non ebbe diritto a un vero processo , come garantisce la Costituzione, perché qualcuno pensava che il Paese , per restare unito, avesse bisogno di una condanna esemplare”

Che cosa sapeva di lei?

“Niente, non avevo mai sentito il suo nome. Ma io non faccio testo , dormivo sempre durante le ore di storia. Devo dire, però, che quando Redford mi ha chiesto di accettare la parte, non me l’ha presentato come un film politico. Al telefono mi ha detto solo “Robin , questa è una storia che parla di umanità, di rapporti tra le persone”

Riesce difficile non scorgervi anche riferimenti a emergenze recenti, come Guantanamo

“Il film mostra quanto è facile corrompere il corso della legge , violando la Costituzione e le libertà civili , ma questo purtroppo avviene in molti paesi , non solo nel mio. L’altra cosa interessante è che nel corso della storia non si capisce mai quanto il mio personaggio sia realmente coinvolto nel complotto , né quanto sappia della consapevolezza del figlio , che è il maggior indiziato e paradossalmente alla fine sarà amnistiato. E’ stato questo dubbio , questa ambiguità , che Redford ha deciso di non sciogliere , che mi ha convinto ad accettare , perché assomiglia molto alla realtà. Per quanto ne sappiamo, Mary è solo una madre che cerca di difendere e proteggere il proprio figlio. E questi sentimenti sono relativamente condivisibili , non mi è stato difficile comprenderli e interpretarli : mi ci ritrovo , è un atteggiamento istintivo”

Vuol dire che, da madre, rinuncia a giudicare con lucidità la condotta dei suoi figli?

“Voglio dire che spesso siamo noi genitori che non vogliamo vedere e che, più che proteggere i figli, proteggiamo noi stessi da ciò che non siamo in grado di accettare o capire delle loro scelte , del loro comportamento. Se solo penso a quello che facevo io all’età loro , mio dio! Ma questo è un po’ troppo freudiano”

Per stare coi bambini ha rifiutato molti film: anche questo , più che per loro , l’ha fatto per proteggere se stessa?

“Diciamo che nemmeno questo l’ho inteso come sacrificio . Per me è stata una scelta normale. Anzi inevitabile: non sarei mai stata capace di stare ore sul set coi figli e la baby sitter dietro. Non sarei stata in grado di girare dalla mattina alla sera scene, magari pesanti , col pancione. Oppure di rientrare a casa coi bambini piccoli che ti chiedono : mi aiuti a fare la casetta? Mi prendi in braccio? Mi racconti una storia? Semplicemente per me era una cosa impossibile”

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Come è andata con Redford ? Era la prima volta che lavorava con lui?

“Nel 2001 abbiamo girato un film assieme: era mio padre nel Castello, di Rod Laurie. Ma non è questo che conta …come faccio a spiegarglielo? Per una della mia generazione , Robert Redford è un punto fermo.. Se è della mia generazione capirà. Robert Redford ha le spalle larghe . Oltre ad essere un bravissimo narratore e un grande regista , ha una grande umanità. E poi è onesto e sempre molto lucido , con lui ti senti in buone mani, non è quel tipo di maschio cialtrone”

In The conspirator è sofferente e anziana: che effetto le ha fatto vedersi sciupata?

“Accettare di invecchiare è una specie di disciplina , bisogna pure impararla. Ma quello, grazie al cielo, era solo un trucco”

Ho letto che questa fase della sua vita rappresenta un nuovo inizio. Di che cosa?

“Davvero l’ha letto? Mah! Io all’orizzonte di nuovo, vedo soltanto film: due pronti , altri quattro in cantiere. E ora che ci penso , in effetti mi sento piuttosto stanca”

Non ci va in vacanza?

“Ah sì, e sa che le dico? Verrò in Europa, anzi in Italia”

In Italia dove?

“Sulla costa”

E’ praticamente tutta coste , più di 7 mila Km…

“Portofino, Capri, mi sa”

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E sì che la dipingono come una donna decisa , determinata

“Ok”

In che senso?

“Dico ok. A quella definizione di me rispondo che è ok, mi sta bene”

C’è qualcosa che si augura?

“Quello che veramente mi auguro adesso è di diventare grande in fretta. Mi sono stancata di aspettare”

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