venerdì 15 luglio 2011

INTERVISTA A FRANCESCA INAUDI “Tatuare è imprimere una ferita su un corpo. Ma il tatuaggio , quello che esprime qualcosa di profondo di te , sta dentro il corpo , si incide all’interno : chi lo fa maneggia aspetti molto delicati di una persona”

L’attrice Francesca Inaudi sarà l’interprete nel Il Richiamo di Stefano Pasetto , girato due anni fa in Argentina, insieme a Sandra Ceccarelli. “Non speravamo neanche più che il film uscisse in Italia. Ha vinto il Festival di Villerupt , è stato accolto molto bene a Toronto , ma da noi non c’era la distribuzione. Ho amato quel set e la Patagonia: era la prima volta che ci andavo, non sapevo una parola di spagnolo, ma lì l’ho imparato e ho smesso di parlare italiano anche perché cast e troupe erano quasi tutti spagnoli”.

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E’ invece italiana la donna con cui lei ha una storia : conosceva Sandra Ceccarelli?

“No, e non è stato un amore. E’ stato amore-odio , non un rapporto facile”

Che cosa l’ha reso difficile?

“Siamo completamente diverse, ea abbiamo due modi di lavorare agli antipodi : io sono pratica, veloce. Lei ha bisogno di costruire sovrastrutture, scrive quaderni interi sul personaggio, non la smette mai”

Una donna respingente , come il personaggio che interpreta?

“Entrambe lo eravamo. Io non un carattere facile, lei neppure. Ma alla fine le voglio anche bene , mi ha insegnato tante cose di me , delle mie intransigenze. Quando sono in difficoltà divento aggressiva : sul set ero come un magma incandescente pronto ad esplodere”

Visto il rapporto , come avete fatto a fare sesso?

“Siamo attrici professioniste. E una boccia di champagne argentino ha aiutato”

Era la sua prima volta lesbo?

“No, era già successo in 4-4-2, con Alba Rohrwacher debuttante : io facevo la calciatrice e la circuivo. Non c’è differenza fra baciare un attore che non conosci e baciare un’attrice , è lo steso imbarazzo. Certo , Alba era molto più imbarazzata , perché è più timida di me. L’aspetto problematico delle scene di sesso è però un altro: quando percepisci morbosità in chi ti sta intorno , quando tecnici o altri presenti anziché lavorare guardano stai facendo”

Ma non succederà mai

“invece capita , e in quel momento ti si smonta il personaggio . esci dalla parte e diventi solo tu, donna, davanti a loro”

Nel caso del Richiamo com’è andata?

“Bene, è stata una sola scena e uno dei giorni in cui ci siamo divertite di più. Il rapporto fra i nostri personaggi non è costruito sul sesso, ma sul bisogno di contatto in un momento particolare della vita , tanto è vero che ala fine entrambe tornano a esser etero”

Nel film, lei ha infatti un fidanzato , che per lavoro fa tatuaggi. Un punto di contatto con la vera Francesca , che di tatuaggi è piena…

“Tatuare è imprimere una ferita su un corpo. Ma il tatuaggio , quello che esprime qualcosa di profondo di te , sta dentro il corpo , si incide all’interno : chi lo fa maneggia aspetti molto delicati di una persona. Ti devi fidare del fatto che sappia rendere ciò che gli chiedi , qualcosa che sta nella tua anima e che tu vuoi portare sulla tua pelle”

A proposito di riportare in superficie ciò che sta nascosto dentro : lei va dall’analista?

“Da due anni . E’ un percorso che dovrebbero fare tutti. Il delirio di onnipotenza a un certo punto si deve arrestare , a questo serve l’analisi : a fermare il trionfo del narcisismo , a confrontarti con qualcuno che esamini in maniera oggettiva quello che accade. Io sto imparando molto”

Questa esperienza sta cambiando i suoi comportamenti?

“No, io ho una corazza da bucare. Sono una che controlla tutto , deve essere sempre perfetta perché gli altri non abbiano nulla da eccepire, ho un autostima molto bassa. Il mio lavoro è andare a ritrovare l’emozione intrappolata dalla razionalità , e che finora veniva fuori soprattutto con esplosioni di rabbia , accessi di emozioni violente. Da quando sono in analisi , magari piango più spesso, ma non in maniera aggressiva”

Al lavoro di attrice l’analisi è utile?

“Sì. Ho girato un film a dicembre mi sono accorta che adesso ho meno pudore a utilizzare qualcosa di me dandolo al personaggio , a contattare le mie emozioni profonde e lasciarle andare , senza volerle filtrare , mentre in passato ho sempre cercato di controllarle”

A quale film si riferisce?

Il segreto del web di Marco Pontecorvo, per Rai Uno: sono 4 film , in onda in autunno , sulla violenza alle donne. Con Carolina Crescentini siamo due studentesse che fanno le webcam girls , io per sganciarmi dai genitori altoborghesi , lei per mantenersi all’Università. E’ sconvolgente quante ragazze facciano questo , lo abbiamo scoperto preparandoci”

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Tutte nudi davanti alle webcam?

“No, il trucco è tirarla il più lungo possibile in modo da far pagare di più il cliente. D’altronde, in un paese dove non c’è prospettiva di lavoro e di futuro , dove è considerato normale rendere la donna un oggetto , puoi veramente rimproverare una perché decide di fare soldi facili così? Certo, il passo successivo è la escort. D’altra parte , se quello che conta è solo apparire, non importa saper fare…”

Ha solo 33 anni e fa questi discorsi?

“Nei miei anni ‘80 , noi volevamo i prodotti di marca, perché così ci sentivamo più fighi. Adesso invece si desidera un oggetto non per quello che è ma perché ce l’ha qualcun altro. Oggi non sai perché fai le cose. Mentre se io ho posato nuda per un giornale, so perché l’ho fatto”

Perché?

“Perché amo l’idea di rivedere un giorno il mio corpo, un corpo che mi piace e mi piace che si veda.Un po’ come hanno fatto in passato anche Marilyn e Loren”

Però a volte anche lei ci ripensa: tempo fa diceva che non avrebbe mai fatto la terza serie di Tutti pazzi per amore , e invece adesso la sta girando..

“Stiamo lavorando e andremo in onda in autunno. Non ero convinta , ci ho ripensato anche perché c’era proprio poco lavoro in giro. Ma ho chiesto alcuni aggiustamenti , che sono stati fatti”

Quali?

“Di tornare alla malizia di Maya, alla sua ninfomania adolescenziale che si era un po’ persa nei trip borghesi. Però, i capelli sono più ciclamino che mai , anche se con un nuovo taglio”

La mancanza di Pietro Taricone si sente sul set?

“Sempre. Io poi vado tutti i giorni a cavallo , sulla stessa strada che Pietro faceva quotidianamente per tornare a casa , non potrei non pensarci. E’ stata una brutta cosa, stupida, per la quale a lungo siamo tutte state arrabbiate con lui: gli volevamo un bene gigantesco. Era buono, generoso, sembrava che si dedicasse solo a te e costruiva rapporti unici con ognuno. Educatissimo: ogni mattina arrivava salutando tutti, dando la mano. Sempre disponibile , anche se ogni tanto si annoiava sul set”

Torniamo al cavallo: da quand’è che ne possiede uno?

“L’estate scorsa ho girato Come trovare nel modo giusto l’uomo sbagliato e facevo l’amazzone. Mi sono talmente innamorata che ho comprato Sultano e adesso faccio già gli ostacoli e salto un metri e eventi. E’ un cavallo italiano figlio di un super stallone e di mamma ignota”

Ma il film è uscito?

“Non ancora. Siamo tre protagoniste : Giulia Bevilacqua in versione bionda un po’ ninfomane. Giorgia Surina che fa la reporter. E io , che avendo difficoltà con gli uomini , mi butto sul cavallo che non tradisce mai”

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Fedele come un cane?

“Di più. Da un cane te lo aspetti e poi è una bestia più debole , dipende da te. Il cavallo è lui che decide di darti fiducia, gratuitamente”

Insegna qualcosa sugli uomini?

“Che tutto è basato sull’abbandono all’altro e sulle fiducia: se non ci riesci , il rapporto non funziona”

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