sabato 20 agosto 2011

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE GIOCONDA BELLI “Le donne partono svantaggiate , perché la maternità si è trasformata da risorsa in ostacolo. Molte, nei Paesi sviluppati, scelgono di non avere figli , perché dopo una maternità la possibilità di fare carriera si dimezzano”

Nel nuovo romanzo della scrittrice nicaraguense Gioconda Belli , Nel paese delle donne, tutte le belle presenza femminili hanno scippato il potere ai maschi. Le madri non sono costrette a scegliere lavoro o famiglia, perché ogni ufficio ha un nido per bimbi , pause e spazi per allattarli. Nel paese del romanzo (Faguas)  le donne sono guidate dal partito di sole donne chiamato Sinistra Erotica e una presidentessa bella e sensuale.
“La sinistra erotica esiste è un movimento (sito www.partidoizquierdaerotica.com). Il suo simbolo, come nel libro , sono due piedi con le unghie laccate di rosso , perché ci muoviamo un passo dopo l’altro, noialtre”
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S’ispira a un’esperienza reale?
“Era l’epoca in cui lavoravo per il governo sandinista , eravamo un gruppo di donne provenienti da diversi ambienti , alcune impegnate in politica , altre nella comunicazione, altre ancora nell’amministrazione. Cominciammo a incontrarci quasi di nascosto , per discutere delle rivendicazioni di genere , in particolare la conciliazione del lavoro , che ci impegnava molto, con la maternità. A un certo punto, non ricordo a chi, venne l’idea di presentarsi alle elezioni. Ecco: la storia parte da qui , nella finzione del romanzo le donne vincono le elezioni”
Aiutate dall’esplosione di un vulcano che neutralizza l’aggressività maschile , riducendo il tasso di testosterone. Come a dire : non c’è altra soluzione.
“Anche voi ne avreste bisogno, da quello che si legge sui giornali, il vostro presidente dispone di un vulcano artificiale”
Torniamo a Faguas … Perché le sue ragazze non credono nel dialogo coi maschi?
“Hanno bisogno di lasciar fluire la creatività , pensare a come esercitare il potere senza essere disturbate dalle obiezioni maschili. Ma non se ne sbarazzano mica , li mandano a casa a riposare, solo per un po’. In fondo è secoli che lavorano”
Conciliare maternità e lavoro: una delle riforme più invocate e meno realizzate a ogni latitudine
“Le donne partono svantaggiate , perché la maternità si è trasformata da risorsa in ostacolo. Molte, nei Paesi sviluppati, scelgono di non avere figli , perché dopo una maternità la possibilità di fare carriera si dimezzano , nel migliore dei casi, e si dà per scontato che per fare bene la madre ci si debba occupare anche di bucato, spesa e tutto il resto. Ho letto da qualche parte che il 95% dei maschi italiani non ha mai caricato una lavatrice in vita sua. E’ vero?”
A quanto pare siamo sulla sua lista nera…
“Ma no, accade in quasi tutti i Paesi, a parte quelli scandinavi , che sono un buon termine di paragone. Là le donne lavorano di più, ci sono asili per tutti, con orari e costi accettabili , ogni aiuto per le madri lavoratrici. Lì è anche possibile che una giovane donna diventi premier”
Finlandia come Faguas?
“Accade perché gli uomini partecipano in maniera rilevante all’accudimento dei piccoli”
Nella sua storia , il governo istituisce lezioni di cure materne a scuola
“Se anche i maschi sono educati fin da piccoli all’idea che saranno madri , imparando a cambiare i pannolini, preparare le pappe, curare le coliche , tutto avverrà in modo naturale e gli uomini non si sentiranno sminuiti quando dovranno chiedere un congedo di paternità”
Ne conosce molti che lo fanno?
“No. Fare figli è il lavoro più importante al mondo, com’è che non ci prepariamo come si deve? Come mai gli uomini , così ambiziosi, accettano di essere tagliati fuori da questa responsabilità cruciale per il futuro? Studiamo per diventare avvocati, dottori e ingegneri. E non sappiamo niente di come si diventa genitori”
Lei ha quattro figli , eppure è una scrittrice famosa, ha avuto importanti incarichi istituzionali?
“Sono stata fortunata : in Nicaragua ho sempre avuto intorno gente che mi aiutava. Ma anche così, non smetti mai di pensare ai bambini, resti raggiungibile 24 ore al giorno. Ho attraversato anch’io momenti difficili. Sono stata sola a lungo , mi sono separata e poi, durante la dittatura di Somoza, sono stata costretta all’esilio, lasciando i bambini ai nonni”
Poi c’è stata la rivoluzione
“Allora si dava per scontato che noi donne avremmo sacrificato la maternità alla lotta. i nostri compagni pretendevano un impegno incondizionato : quando prendi le armi non c’è sabato , non c’è domenica. Fu allora che cominciammo a rivendicare tempo per noi e i bambini : volevamo lavorare perché eravamo innamorate della rivoluzione , ma non potevamo più permettere di lasciare i figli a loro stessi. Non aveva senso”
GiocondaBelli
“Dio benedica il mio sesso”, recita una delle sue poesie più note, che esalta il potere della sensualità femminile. Cosa crede che ne pensino le ragazze di oggi?
“Non lo so , mi sembra più difficile condividere quella fierezza , c’è questo obbligo a mostrare il corpo delle donne , a farne uno strumento di seduzione. Oggetto, non soggetto di piacere. L’erotismo femminile nasce dalla consapevolezza. L’unica forma di amore che gli uomini contemplano è l’affetto che provano per le loro madri , l’amore coniugale è simile a quel sentimento. Ma necessariamente separata dall’erotismo”
Noi invece?
“Per una donna l’amore è una miccia, siamo portate a mescolare sentimenti e pulsioni intense. Abbiamo interazioni molto fisiche: pensi solo a quanto la luna, il clima influenzano i nostri cicli. Credo che le giovani donne debbano ricominciare a pensarci. Per questo motivo sono così curiosa di vedere che reazione avrà il libro”
Che cosa si aspetta?
“Un passo avanti rispetto agli Anni Sessanta. Dopo le fasi più accese , dopo l’aspro confronto con l’altro sesso, siamo in stallo. Dobbiamo cambiare il modo di pensare ai maschi: loro sono qui per restare e l cosa non ci dispiace affatto dalla nostra vita. Ma dobbiamo portare a termine la nostra lotta per la parità. Le italiane hanno cominciato bene: prima delle elezioni amministrative, prima del referendum, c’è stata una grande manifestazione delle donne. Il 13 febbraio, vero?”
Brava
“Brave voi, ora devono chiedere di governare l’Italia”
Nel mare delle rivendicazioni politiche il filo rosso del femminismo rischia di perdersi
“Leggete il libro. Contiene spunti per considerare il potere in un modo diverso”
La donna abitata era una storia autobiografica. La sua protagonista aderiva alla rivoluzione anche per vendicare le sopraffazioni subite da un’antenata. Ora chi ci abita lì dentro?
“Non è cambiato niente : ho una rivoluzione dentro, la lotta delle donne. Dopo averne vissuto una armata , che non ha prodotto niente, ora so che la vera rivoluzione sta chiusa nelle nostre teste, nei cuori e nel modo in cui pensiamo alla vita. Io chiamo felicismo, il modo femminile di considerare la felicità che, come diceva Kennedy , non ha niente a che vedere con il prodotto interno lordo”

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