lunedì 12 settembre 2011

INTERVISTA ALLA NUOVA SOPRINTENDENTE ARCHEOLOGICA DI NAPOLI E POMPEI, TERESA CINQUANTAQUATTRO “Per scaramanzia non vorrei fare previsioni : ma penso che entro cinque anni i visitatori avranno di fronte una nuova Pompei”

Pompei è pulita . I stranieri e gli italiani che girano nella città trovano cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti, toilette in ordine e nessun mozzicone in giro per la città. Artefice del nuovo corso, ancora non terminato, è Teresa Cinquantaquattro , capo della Soprintendenza Archeologica di Pompei. Finalmente una guida stabile dopo tre soprintendenti veloci e due commissari.

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Non deve essere stato facile per lei insediarsi nel dicembre 2010, un mese dopo il clamoroso crollo della Schola Armatumarum…

“No, è vero, non mi sono scoraggiata. Sapevo che la nuova responsabilità non sarebbe stata una passeggiata : ma non mi sono trovata di fronte un sito così disastrato come si vuol far credere. Dalla fine degli Anni Novanta , Pompei è stata protagonista di grandi interventi di salvaguardia : sono stati parti nuovi ingressi, è stato messo in sicurezza il 30% dei 44 ettari scavati, il perimetro e le domus più importanti sono state protette da un sistema di videosorveglianza ed è aumentato il coinvolgimento scientifico di università italiane e straniere. Certo tutto questo non basta : ci sarebbe ancora molto da fare sia per la manutenzione che per permettere al pubblico di visitare il sito nel migliore dei modi”

E Intanto Pompei è sempre nell’occhio del ciclone. Prima il sequestro del Teatro Grande , poi le critiche dell’Unesco che accusa un eccesso di progetti virtuali..

“Per quanto riguarda il teatro , ad essere stato posto sotto sequestro non è la struttura , che tutti possono tranquillamente visitare , ma solo gli allestimenti che erano stati usati nella stagione estiva precedente. Le ispezioni sono in corso , ma non è vero che siano stati annullati spettacoli , dal momento che quest’anno non ne era stato programmato nessuno. Il rapporto dell’Unesco e dell’Icomos , poi, non era rimasto nascosto come è stato detto dai giornali : sia io che gli uffici centrali del Ministero lo conoscevamo bene. E’ vero, contiene critiche sullo stato di conservazione in generale , ma soprattutto sugli decidi negli ultimi due anni dai commissari , che sono sembrati rivolti più alla promozione che alla tutela del sito. E comunque , non c’è stat nessuna bocciatura”

Ma perché a Pompei è così difficile gestire le necessità ordinarie e insieme riuscire a realizzare innovazioni?

“La colpa è prima di tutto della estensioni degli scavi: che sono un primato, ma anche un tallone di Achille. Gli edifici e le pitture mostrano l’usura di 260 anni di esposizione a cielo aperto. Al trauma provocato dall’eruzione si sono aggiunti nel corso dei secoli il deperimento dei materiali , metodologie di restauro ormai superate , fino ad arrivare ai bombardamenti del 1943. Oggi la nostra attività deve affrontare l’emergenza , eliminare prima di tutto i rischi più gravi . Anche perché le risorse a disposizione non sono sufficienti : sistemare una sola abitazione di un certo rilievo, tra strutture e affreschi , costa circa due milioni di euro”

Grazie all’autonomia amministrativa , però, di milioni ne arrivano 20

“Sembra un paradosso che con questi introiti la soprintendenza debba battere cassa , ma è così. Anche perché l’istituzione di cui sono a capo comprende anche Napoli col suo Museo nazionale, Ercolano, Stabiae, Oplontis e l’area flegrea. Abbiamo mille dipendenti , ma pochi tecnici e, ahimè, un solo direttore di scavo per Pompei. Metà di quei 20 milioni servono per la gestione quotidiana , e solo l’altra metà può essere destinata agli interventi ordinari e straordinari”

Poche risorse economiche , personale tecnico insufficiente : eppure i punti deboli di Pompei non sembrano colpire Ercolano , finanziata dall’industriale americano David Packard

“E’ vero: Ercolano dista pochi chilometri , ma quando si pensa alle lungaggini burocratiche per provvedere ai restauri e alle difficoltà per finanziare le ricerche a Pompei , sembrano appartenere a due mondi diversi. Da dieci anni, grazie alla passione e ai finanziamenti di Packard, l’Herculaneum Conservation Project agisce in modo esemplare. Finora sono stati spesi circa 16 milioni , gestiti dalla British School. Questi fondi finanziano un’equipe di archeologi , architetti e restauratori che lavorano a pieno ritmo su programmi stabiliti in accordo con la soprintendenza , e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per Pompei purtroppo da parte dei privati non c’è ancora nulla di concreto: solo avances di sponsor francesi e nobili intenti da parte di imprenditori napoletani”

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Però a marzo il ministero dei Beni culturali ha deciso uno stanziamento extra, per misure straordinarie

“Sì, sono 105 milioni di euro, ma non tutti per Pompei. Pochi giorni è stato approvato il programma degli interventi , che riguarda diversi aspetti del sito: l’accoglienza dei visitatori , ma anche l’avvio di uno screening che permetta di stabilire quali edifici hanno più urgente bisogno di restauri. Anche la zona di Pompei non ancora affrontata dagli scavi sarà messa in sicurezza , e sarà assunto nuovo personale. E’ proprio grazie a questi fondi speciali stanziati dal governo e ai piani che noi avevamo stabilito , che l’Unesco ha deciso di mantenere nella lista del Patrimonio mondiale Pompei , che rischiava di essere declassata. Ora aspettiamo fiduciosi che i fondi promessi arrivino davvero”

Intanto, però, le domus aperte al pubblico sono poche

“Ce ne sono dieci aperte su prenotazione , oltre a una trentina di edifici pubblici e privati visitabili. Con le risorse attuali non è possibile garantire sicurezza e custodia a un numero maggiore di edifici. E ho deciso di stabilire un’apertura a rotazione che avrà due effetti : differenziare l’offerta per i turisti e mantenere in buone condizioni le domus. Non dimentichiamo che sono luoghi delicatissimi , specialmente per la conservazione degli affreschi”

Quali altre iniziative ha in mente per migliorare Pompei?

“E’ stata appena bandita la gara per potenziare e razionalizzare l’accoglienza e le visite: dal restyling degli ingressi ai percorsi tematici. Riprenderemo inoltre il monitoraggio degli scavi , avviato da Pietro Giovanni Guzzo che è stato soprintendente dal 1994 al 2009 . Un altro progetto importante è la sistemazione dell’aspetto idro-geologico : vogliamo rimettere in funzione il Canale del Conte Sarno , costruito alla Fine del Cinquecento”

E quando vedremo realizzato questi progetti?

“Per scaramanzia non vorrei fare previsioni : ma penso che entro cinque anni i visitatori avranno di fronte una nuova Pompei”

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