mercoledì 7 settembre 2011

INTERVISTA A ILARIA D’AMICO “Dobbiamo smettere di pensare che se hai un lavoro importante e una carriera fai una vita maschile. Non mi sono mai sentita una donna diventata uomo”

Ilaria D’amico è in attesa di riprendere le sue trasmissioni sportive , dopo lo sciopero dei calciatori. Nono anno della sua conduzione del Sky Calcio Show (quest’anno con Costacurta , Massimo Mauro e Federico Buffa).

Sky l’ha voluta tutta per sé. Sorpresa?

“Direi di no. Abbiamo sempre agito con una concessione in deroga : avevo il permesso di fare Exit anche se ogni volta mi dicevano “Questa è l’ultima”. Finché è arrivato “Ilaria, fai una scelta”.

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Le hanno messo l’anello al dito?

“Mettiamola così. Io e Sky ci siamo sposati definitivamente”

Abbandona Exit . La sua creatura

“Con una certa sofferenza, ammetto. Ma sono già pronta a concentrarmi sui nuovi progetti Sky”

Il matrimonio non la relega agli studi di Sky Sport?

“E’ un accordo a tutto tondo. Ma ora ho bisogno di un periodo di decompressione per farmi venire nuove idee. Non avrebbe senso un Exit targato Sky”

Aldo Grasso ha detto che per passare dalle discussioni sul calcio a quelle sulla politica bisogna saper variare tono e argomenti e che chiedere questo a lei era troppo “Di fianco a Mauro fa la figura del genio, ma quando il gioco si fa duro tende ad appartarsi”

“Non ha detto che chiedermi questo era troppo , Grasso ha scritto più volte cose bellissime su Exit. In questo caso era una critica riferita a quella stagione , era la prima dopo la maternità. Ed è vero, ero più morbida”

La maternità l’ha cambiata sul serio?

“Certo. Essere madre è qualcosa che ti assorbe totalmente : avrebbe bisogno di un tempo di decantazione e invece io ho continuati a lavorare nei primi mesi di Pietro , anche se la mia priorità era lui. Ho capito perché il legislatore prevede cinque mesi di maternità : c’è un fisiologico bisogno di essere altro”

Lei invece stava in trincea

“Io facevo i Mondiali , mi divertivo , e intanto allattavo. Non volevo dire di no all’editore. Poi è tornato Exit e ancora affanno. Per i primi sei mesi della mia maternità mi sembrava sempre di togliere qualcosa a qualcuno. Che fosse Pietro o la redazione. Mi sembrava di non essere entrata e non lo ero. Aveva ragione Grasso”

Morale?

“Ho capito che ci sono momenti in cui il lavoro non è una priorità”

Una scoperta?

“Sì. Pensavo di poter conciliare tutto, invece ho capito che devi dosare”

Ora ci riesce?

“Sto imparando. Piano piano. La vita è bella perché scopri le tue risorse attraverso le tue debolezze. Quando scopri che se cadi ti puoi rialzare diventi più forte. Ma intanto sei caduta . Ecco, io ho imparato a tranquillizzarmi nelle mie cadute: sono meno a disagio quando mi sento fragile e questo è il grande dono della maternità che ti fa sentire fortissima e fragilissima insieme”

Parto naturale?

“Sì, senza epidurale. Ma aiutata da Pietro. Ho fatto un corso preparto , il sabato pomeriggio prima di andare in studio. Ha rotto le acque e ha iniziato a darmi contrazioni ogni trenta secondi ed è uscito”

Massimo Mauro ha dato l’annuncio in diretta tivù durante una partita

“Quel buontempone sciagurato ha ricevuto il mio messaggio mentre era in diretta , e l’ha letto. Mi si è intasato il telefono”

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Pietro è nato l’anno dei Mondiali. Non un grande tempismo

“Al Mondiale del 2006 facevo dodici ore di diretta. A quello del 2010 facevo la sera . I miei capi sono stati comprensivi. Sono stata fortunata. Così come ci sono lavori di serie A , serie B e serie C, ci sono anche maternità di serie A,B e C. Ed è mostruoso. Succede nonostante le tutele. Finché non si capirà in Italia che fare figli è un’esigenza di questo paese , diventeremo vecchi e sterili. Scegli di fare figli quando sei matura perché hai paura di perdere l’abbrivio della donna in carriera”

Parla per esperienza?

“Il primo figlio l’ho fatto a 35 anni”

Detta così sembra che ne arriveranno altri

“Sicuramente. Mia nonna direbbe “se Dio vorrà ne aspetterò altri”. Ma non ora perché non sono ancora uscita dal tunnel delle nottate con Pietro”

Rocco non partecipa al turno di notte?

“Mi supporta in tutto , è un padre da clonare. Ma di notte vuole me”

Che cos’è l’uomo per una crescita in famiglia di sole donne come lei?

“Una grande scoperta. Di sicuro lo è stato il mio compagno per me . Io ero abituata a pensare in autonomia. A fidarmi delle donne , appoggiarmi alle donne. In famiglia e in amicizia. Con Rocco ho scoperto la bellezza della condivisione , degli scontri e delle difficoltà insanabili tra sessi diversi. Ho capito che si può di camminare per mano, insieme. Seguendo le stesse orme. Ecco, per una come me, questo non è scontato”

Maschio anche il figlio

“Pietro mi ha fatto capire il mondo semplice degli uomini : è ipercurioso di tutto , ma poi si diverte con la palla , moto e macchina. E lo sa una cosa? Ho scoperto con grande commozione verso il mondo maschile che prima non avevo. E anche una tolleranza diversa”

Dicono che la donna in carriera si sia mascolinizzata

“Dobbiamo smettere di pensare che se hai un lavoro importante e una carriera fai una vita maschile. Non mi sono mai sentita una donna diventata uomo. Anzi, la caparbietà che ho avuto nel perseguire i miei obiettivi è femminile”

Quali obiettivi aveva?

“Nella carriera , per esempio: avere una considerazione paritaria e basata sul merito. E nella vita trovare un compagno con cui avere un confronto profondo , non un comodo cuscinetto o uno che chiedesse a me di fare la geisha”

Ha fama di una che ha spezzato molti cuori in questa caparbia ricerca dell’uomo giusto

“E viceversa. Diffido molto di chi parla dall’alto delle poche esperienze. Non puoi vivere storie d’amore senza farti spezzare il cuore e, a volte , spezzare quello degli altri. Ti butti nella vita ed esci pieno di strappi e gagliardetti. E’ doloroso , ma gli strappi ci vogliono”

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Poi un giorno arriva Rocco . Non facile essere il compagno di Ilaria D’amico , lo ammetterà

“Non è facile essere compagni . Comunque Rocco è un uomo solido e sicuro di sé. E questo aiuta”

Calciofilo appassionato? Tifoso?

“Sì, ma non mi chieda per chi. Altrimenti dicono che mi faccio influenzare”

Sarà mica di quelle fidanzate che tifano la squadra del fidanzato?

“Al limite tifo contro, sono un bastian contrario”

Immagino di non doverle neppure chiedere per chi tifa lei

“Qualsiasi cosa tu dica , ci sarà sempre qualcuno che la userà contro di te per dire che sei di parte. Ma l’ha insegnato Gianfranco De Laurentiis”

Insomma Rocco non patisce la sua fama

“No. La mia carriera non è un tema tra di noi, ne abbiamo altri più profondi da affrontare. Per esempio , trovare una sintesi tra le nostre personalità forti. Ci siamo dati dei codici: cercare di vivere una vita privata non particolarmente esposta è uno di questi”

Accettare la carriera della compagna senza mugugni non è da tutti

“Non accettarla è l’età della pietra”

L’età della pietra è ancora tra noi

“I nostri genitori hanno fatto tutti il ‘68. Veniamo da famiglie , se non progressiste , almeno lontane dal sessismo”

A proposito di questo: donne e calcio

“Un’evoluzione naturale . A Sky siamo cinquanta e cinquanta”

In studio però c’è solo lei

“Solo perché di talent femmina non se ne trovano, a parte Carolina Morace. In redazione invece c’è parità di diritti : abbiamo bordocampiste bravissime che parlano di calcio e seguono le partite sotto l’acqua come gli uomini”

Però non giocano a pallone

“Neppure molti maschi , se è per questo. Il mondo cambia , e cambia anche il nostro mestiere. Pensi agli scoop che Exit ha fatto grazie alle nuove tecnologie”

Avete combinato anche qualche casino. Raccogliete l’outing di un prete omosessuale e dopo qualche giorno la Chiesa lo sospende

“Non è assolutamente andata così. Il nostro intento era far cadere dei veli, abbiamo rispettato la privacy degli intervistati, ma non siamo riusciti a evitare lo scontro all’interno dell’istituzione ecclesiastica”

Lei crede?

“Sì. Ho ricevuto un’educazione cattolica”

Nonna cattocomunista, si racconta

“Vero. E’ lei la causa di tutto. Un’influenza fondamentale”

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Su entrambi i fronti , religioso e politico?

“Mia nonna era del ‘14. Ai tempi della sua maturità o eri democristiano o eri comunista. Ed entrambi avevano punti di contatto. Ora c’è più scelta”

Per il tifo politico vale lo stesso principio del tifo calcistico?

“No. Ma in questo periodo non riesco a scegliere dove stare. Vedo sprazzi di lucidità. Attorno populismo , politica degli annunci , omertà , difesa dello status quo. Cose che non ci potremo più permettere”

Berlusconi dovrebbe rendere conto come Murdoch?

“Credo che a modo suo lo farà”

E’ il presidente del Consiglio , proprietario del Milan, suo editore concorrente. Insomma , la riguarda

“Mica solo me. E’ impossibile non avere a che fare con lui”

In quale ruolo lo preferisce?

“Quella dell’imprenditore che ha portato le televisioni private a essere quelle che sono. Avrei lavorato con lui tutta la vita. Un visionario , uno che sapeva scegliere le persone giovani e farle crescere. La sua spinta è durata decenni. Altre figure così made in Italy non le abbiamo”

A Exit però non l’ha trattato bene. Gira voce che abbia detto a Tremonti “Giulio stiamo attenti , non possiamo permetterci un altro attacco di quella”

“Me l’hanno detto. Ma non saprò mai se è una leggenda o è accaduto davvero”

Il calcio in Italia è la metafora del Paese ?

“No… Penso che il calcio sia meglio. Lì ognuno si prende la sua responsabilità. Un allenatore fallisce e viene esonerato , un giocatore fa una pessima stagione e perde la Nazionale. La Juventus addirittura è andata in serie B”

Vuol dire che Calciopoli ha migliorato il calcio?

“Sì. Non vedo tutte le trame che vedevo prima”

Che cosa intende per trame?

“Calciopoli ha fatto sì che ci potesse essere un esito non scontato del campionato e ha cambiato gli interpreti. E’ ovvio che poi nel calcio ci sono tavoli di potere. Ma l’accesso a quel potere è più libero”

Insomma il calcio è più pulito?

“Io lo sento migliore. Decisamente migliore. Sento anche che non è più possibile creare le cupole che c’erano in passato . Mi sembra di respirare un’aria nuova”

La donna in tivù è sotto osservazione

“Sempre”

A lei piace quello che vede?

“Uomini e donne sono quello che vogliono essere”

Niente strumentalizzazioni?

“Sì che ci sono. C’è un centro di potere che cerca di fare il burattinaio , ma penso anche che molte donne si cucinano i fili addosso ben volentieri”

Il Financial Times , chiamandoci il Paese che ha dimenticato il femminismo , nel 2007 diceva “Anche la D’Amico , che pure non si può dire che non conosca il calcio , in televisione ci va con il tubino nero”

“Dovrei mettermi i jeans?Finché si banalizzerà tutto contrapponendo la femminilità alla capacità di penetrare le cose , resteremo dove siamo”

Come se ne esce?

“Io lavoro in una tivù in cui la strumentalizzazione dei corpi non la vedi. Non è permesso. Più volte ho sentito richiami alla sobrietà. Ma non sono una bacchettona che si sconvolge se una donna si presenta in tivù scollata. Non è questo il punto. La Carrà aveva personalità da vendere , mica era una sciacquetta perché faceva il Tuca Tuca con l’ombelico di fuori. Ben vengano le veline. Il problema è quando si vuol ridurre tutte a Veline”

Lei non lo è?

“Ho cercato di far ricordare che non ero solo una donna mediamente carina”

Ci è riuscita?

”Credo di sì, ma lo sdoganamento non sarà mai completo. Noi donne diremo sempre “Sono donna , però…”. E per me è stato più difficile con Exit che con il calcio perché in più dovevo farmi perdonare di arrivare dallo sport”

Lei che voto si dà?

“Non so. Io non mi so giudicare, non mi guardo perché sono troppo autocritica e dunque conservo infatti alcuni difetti. Ma sento rispetto attorno a me. E’ una vita normale all’interno di un mondo maschile. E’ stata una strada di salita , ma ora cammino serena”

2 commenti:

Anonimo ha detto...

bella intervista...grande Ilaria!!!

tonia ha detto...

Cara Ilaria, hai detto cose giuste..oltre che bella,sei anche molto intelligente!!!