lunedì 31 ottobre 2011

INTERVISTA A MICAELA RAMAZZOTTI “Paolo (Paolo Virzì ndb) è una persona meravigliosa , io sono fortunata. La nostra è una famiglia bella , con un bimbo che ci riempie la vita”

L’attrice Micaela Ramazzotti è la protagonista di Il cuore grande delle ragazze degli Avati. Un romanzo familiare come avviene con i fratelli del cinema italiano.
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“Perdonare? sì sento di poterlo fare. La sento dentro questa capacità. Mi riconosco in Francesca, il personaggio che interpreto , nella sua forza, nella sua determinazione. Certe cose però bisogna viverle per poterle affrontare , quindi non lo so davvero fino in fondo : io credo solo che l’amore , se è tale, superi qualsiasi cosa. E le donne hanno davvero un cuore grande che le aiuta”
Belle parole, ma poi c’è il dolore a togliere il fiato , quando si è traditi da chi si ama
“Il mio personaggio è così ostinato , disposto a tutto pur di stare col suo Carlino che, sebbene lui sia un infingardo e un ignorante, combatte e una scappatella diventa un attimo nella storia di una vita. Il punto è durare , la vera scommessa nella vita insieme. Ma anche fare ciò che una donna sente”
Il suo modello familiare femminile è stato paziente e tollerante come quello raccontato dagli Avati?
“Mia nonna, mia madre, le mie zie… Sono tutte donne che hanno avuto sempre lo stesso marito , creature materne dedite a dare. Non saprei dirle se hanno dovuto subire , ho preferito non saperlo”
Lei che moglie è?
“A casa nostra si ride molto , ci si prende parecchio in giro. Paolo (Paolo Virzì ndb) è una persona meravigliosa , io sono fortunata. La nostra è una famiglia bella , con un bimbo che ci riempie la vita. Non saprei davvero descrivermi come compagna, bisognerebbe chiederlo a lui. So che sono felice dell’esistenza che abbiamo, posso dirlo senza esitazione e questa è la risposta alla sua domanda”
Scommetto che se le chiedo che madre è , riuscirà a dirmelo tutto d’un fiato
“E’ più facile . Sono come una leonessa. Vigile, caparbia, provo un sentimento selvaggio nei confronti di Jacopo. La maternità mi ha trasformata , non vivo per me stessa , vengo dopo e questo mi piace tantissimo. Attraverso di lui sono paradossalmente tornata ad essere figlia , perché quando sono un set me lo porto dietro , come per questo film in cui i miei genitori si occupavano di lui mentre lavoravo e la sera stavamo insieme tutti quanti. Dico sempre che infatti si è trattato di una coproduzione familiare , oltre che di cinema”
Già , lei è mamma attrice . Ruolo poco convenzionale , di fatto
“Ho sempre vissuto la mia professione come un’impiegata. Faccio quello che devo e poi torno a casa.
Come descriverebbe casa sua?
“Una casa molto Virzì. In un quartiere accogliente , poco conosciuto, che sembra nascosto in una Roma di altri tempi. Una casa piena : ci sono ciotole per cani , oggetti ovunque e parecchio profumo di cucina. Adoro cucinare , mi faccio consegnare prodotti biologici a domicilio e appena arrivano comincio a rovistare nella cassettina per scegliere cosa preparare. Poi mi metto ai fornelli a creare. E mangio con chi amo. Mangio tantissimo per essere onesta
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Una casalinga disperata ha un altro aspetto
“Ormai ritaglio anche i punti sulla scatola del latte , mi sento persino patetica , ma mi diverte un mondo. Ho il potere di essere poco multitasking come richiesto alle donne oggi , ma mi sto attrezzando. Faccio una cosa per volta , altrimenti non riesco a concentrarmi, questa è l’unica regola. Ma ottimizzo”
Suo marito è al secondo giro , ha già una figlia. Come matrigna come se la cava?
“Ottavia ha 22 anni, la considero una supersorella e l’adoro. Studia storia dell’arte e mi dà lezioni straordinarie. E’ coltissima , mi descrive i monumenti e la loro storia come una tale passione che potrei ascoltarla per ore. Io in cambio cucino per lei e le regalo la mia autenticità. Non è male come soluzione. Anche perché viene assolutamente naturale”
Vivere accanto a un regista tanto eclettico cosa riserva nel quotidiano?
“Può capitare di svegliarsi al mattino con la puzza di vernice , andare sul terrazzo e trovarlo dipinto in stile Mondrian. Nulla di peccaminoso, direi”

venerdì 28 ottobre 2011

INTERVISTA A GLENN CLOSE “Mi confondono spesso con Meryl Streep , è capitato che a lei facessero i complimenti per Attrazione fatale , a me per I ponti di Madison County”

Glenn Close a 64 anni gioca ancora con la sua androginia. Una attrice meravigliosa.
“Partorii mia figlia a sei settimane prima delle Relazioni pericolose. Conservo ancora gelosamente le foto del set: è stato l’unico periodo della mia vita in cui abbia avuto un po’ di seno”.
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L’ultima parte dell’attrice è Albert Nobbs, già interpretata a Broadway. E’ una donna che nell’Irlanda di inizio Novecento , si finge uomo per essere accettata come maggiordomo in una casa vacanza e mettere così da parte i soldi per aprire una tabaccheria. Gli anni passano e lei quasi dimentica di essere una donna.
“E’ la storia di una persona invisibile , purtroppo ce ne sono tante nella nostra società” sintetizza Close  che ha prodotto il film con il suo terzo marito David Shaw. “Mi sono sposata quando ormai pensavo di aver chiuso. Poi però mi sono innamorata. David sarà il mio ultimo uomo , non penso che mi potrò mai stancare di lui né della nostra famiglia. Io con mia figlia , lui con i suoi tre di un precedente matrimonio , abbiamo trovato il nostro felice equilibrio”
E’ stato David a convincerla a donare , tra le prime donne al mondo , il suo genoma al Jackson Laboratory per una mappatura sperimentale del Dna?
“Ne abbiamo parlato , ma lo avrei fatto comunque. Se sarà possibile curare malattie come il disordine bipolare che ha affetto tanti miei familiari,sentirò di aver fatto qualcosa di positivo”
Anche Albert Nobbs era un progetto in comune?
“Per mettere insieme il budget necessario io e David abbiamo venduto la nostra casa di New York. Se vuoi chiedere a estranei di investire soldi in un progetto , devi dimostrare che il primo a crederci sei tu. Nessuno dei finanziatori aveva mai prodotto un film , tutta gente lontanissima da Hollywood. Li ho contattato uno a uno. Quando finalmente ho incontrato quello che poi sarebbe diventato il primo produttore del film ero così contenta che, per ringraziarlo, ho improvvisato una delle canzoni con cui mi esibivo a Broadway quando interpretavo Viale del tramonto!”
Una celebrità, la sua, legata soprattutto a ruoli da cattiva. Difficile dimenticare che ha bollito il coniglio della figlia di Michael Douglas in Attrazione Fatale
“C’è della fragilità in quel personaggio. E anche nella Marchesa manipolatrice di Le relazioni pericolose. L’unica vera cattiva che io abbia mai interpretato è Crudelia De Mon, e non a caso è un cartone animato”
La sua non è stata un’infanzia comune. E’ figlia di un medico impegnato in Zaire a combattere il virus di Ebola. Che ricordi ha di quel periodo?
“In realtà mio padre ha cominciato a viaggiare in Africa quando io ormai ero maggiorenne , a metà degli anni Sessanta. All’epoca io stavo per staccarmi dai miei genitori , in partenza per il college. Loro poi facevano parte di un gruppo cristiano (il Moral Re-Armament ndb) di cui, a posteriori, non posso dirmi entusiasta. Di mio padre ho sempre apprezzato l’umanità, credeva davvero in ciò che faceva e fu molto autocritico quando capì che Mobutu non lavorava per il benessere del suo popolo. La mia infanzia è stata quella di una bambina serena: tante favole, passeggiate, giochi nei parchi, pomeriggi passati a vedere film sui cowboy e a improvvisare canzoni. Molto convenzionale”
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Nonostante i tre matrimoni , il gossip non l’ha mai sfiorata. Come fa?
“Sono arrivata tardi al cinema , a 34 anni, quando alcune stupidaggini le avevo già commesse e forse ero matura per affrontare il successo. Ancora ricordo il mio primo giorno sul set, il film era Il mondo secondo Garp. Robin Williams era una star e il set era sempre circondato da fan acclamanti. Lui sorrideva , ringraziava e , nelle pause, firmava autografi , mentre io pensavo a che vita d’inferno facesse. Quando poco dopo arrivò la popolarità anche per me , cercai di essere coerente : Non sono mai andata a vivere a Hollywood e sono sempre rimasta lontano dai riflettori”
Dopo cinque nomination , pensa che arriverà il momento dell’Oscar?
“Mah… Mi confondono spesso con Meryl Streep , è capitato che a lei facessero i complimenti per Attrazione fatale , a me per I ponti di Madison County. La cosa non mi da fastidio, anzi mi diverte. E giuro , non sono invidiosa dei Tre Oscar”

mercoledì 26 ottobre 2011

INTERVISTA A KATHRYN STOCKETT, AUTRICE DEL LIBRO THE HELP “Quando scrivevo la storia davvero non avevo voglia di pensare agli uomini. Volevo scrivere di donne , e di cosa parlano le donne quando non ci sono uomini attorno”

Dopo 60 volte che ha tentato di far pubblicare il suo libro , finalmente c’è riuscita : The Help è in libreria. Kathryn Stockett , una signora dai modi gentili , confida di essere “Una donna tenace”. La storia di un gruppo di cameriere di colore e di un loro rapporto con alcune famiglie bianche del Mississippi  negli anni Sessanta sembrava non piacesse a nessuno. Ma il libro è stato pubblicato in 40 Paesi e ha venduto più di 5 milioni di copie. E’ stato rieditato al cinema e il film è in odore di nomination. Stockett sta già lavorando a un nuovo romanzo sulle donne americane ne periodo della Grande Depressione.
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Perché ha scritto The Help?
“E’ cominciato tutto l’11 settembre 2001. Mi trovavo lì , a Manhattan : pensai  subito alla mia famiglia , e soprattutto a Demetrie , la mia tata di colore, morta già da anni. Iniziai così a scrivere con la sua voce. Volevo entrare nella sua testa e nei suoi pensieri , tornano agli anni della mia infanzia. Sapevo veramente poco quando cominciai a scrivere , nulla delle leggi segregazioniste di allora , né dei movimenti di liberazione che seguirono. Che ingenuità! Cominciai a fare ricerche e capii quanto doveva essere stato difficile per Demetrie lavorare in una casa di bianchi negli anni Sessanta : cucinare , occuparsi dei bambini. E vedersi negato il diritto di usare lo stesso gabinetto”
C’è chi dice che il Sud non sia cambiato molto, da allora
“Certo dipenda da dove lavori: se la signora è la stessa di quarant’anni fa, sì, non è cambiato granché”
Lei è cresciuta in Mississippi. Che cosa ricorda della sua infanzia?
“Il Mississippi è davvero caldo. Il calore cambia la percezione di tutto, permea ogni cosa. I miei nonni avevano una stalla coi cavalli e quello era il mio mondo. E poi c’era Demetrie che cucinava ogni pasto. Mi ricordo questa atmosfera d’amore che aleggiava introno alla tavola”
E di sua madre, cosa ricorda?
“I miei erano divorziati. Mia madre lavorava durante il giorno e la sera usciva per i suoi appuntamenti galanti”
Demetrie aveva preso il posto della mamma?
“A quei tempi ero confusa. Frequentavo una scuola cristiana molto austera e secondo i loro insegnamenti mia madre sarebbe finita tra le fiamme dell’inferno. Mamma, in realtà, è una donna molto spirituale ma anche sensuale. E sentivo che a scuola si sbagliavano”
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Perché secondo lei, questo romanzo ha avuto tanto successo?
“Forse perché mostra una prospettiva diversa , o forse è l’ultimo tassello del movimento dei diritti civili”
In The Help , gli uomini sembrano irrilevanti , figurine sullo sfondo
“Guardi , ho divorziato da poco , a luglio, e quando scrivevo la storia davvero non avevo voglia di pensare agli uomini. Volevo scrivere di donne , e di cosa parlano le donne quando non ci sono uomini attorno”
Insomma The Help l’ha aiutata a riprendersi la sua libertà?
“L’opportunità di viaggiare e di passare lunghi periodi fuori casa è stata un’esperienza illuminante: io ho capito di non avere bisogno di un marito e lui di una moglie. Con The Help abbiamo trovato tutti e due la felicità”

lunedì 24 ottobre 2011

INTERVISTA A INES SASTRE “Non si può chiedere a una giovane donna di saper fare già tutto , ma alcune di loro lasciano pensare che impareranno molto”

Ines Sastre vive a Parigi ed è rimasta bellissima e con un volto da bambina, anche a 38 anni.
“Anche se in Italia non ho fatto più niente , non ho smesso di lavorare. E sinceramente non mi sono mai sentita lontana. Qui siete bravi a non classificare la gente : arrivavo dalla moda , ma ho potuto lavorare con grandi registi e ho fatto l’esperienza del Festival di Sanremo. E in ogni occasione ho sentito il calore del pubblico , non i pregiudizi”
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Che cos’ha fatto in questi cinque anni?
“Per il cinema niente. Più che altro pubblicità ( da 15 anni è testimonial di Lancôme). E poi, soprattutto , la mamma. Oltre a vari impegni in associazioni per l’infanzia . Una che mi sta molto a cuore è Prem Up, fondazione che si occupa della protezione della maternità e di bambini prematuri. Avendo avuto un figlio nato in anticipo sono molto coinvolta”
Il nome di suo figlio, Diego, l’ha scelto per Abatantuono (con cui ha anche girato Il testimone dello sposo, nel 1998)?
“No, in verità suo padre e io volevamo un nome che andasse bene sia in italiano sia in spagnolo. Di certo non potevamo chiamarlo Scott!”
Che bambino è?
“Il più bello del mondo. Allegro, socievole, sereno, sportivo, educato , mangia bene… Un bambino facile , devo ammetterlo. Vorrei dire per merito mio, ma è la natura. Ora vedremo con la scuola : ho scelto di farlo iniziare un anno in anticipo..”
Lei com’è come  madre?
“Molto affettuosa , ma rigida sulle regole fondamentali, come gli orari. Credo che i bambini ne abbiano bisogno per il loro equilibrio. Ne avrebbero bisogno anche gli adulti”
Quando è nato ha posato con lui sui giornali e i fotografi vi ritraggono spesso in vacanza (quest’estate a Ibiza). Le dà fastidio? La sua amica Carla Bruni Sarkozy ha già dichiarato che non mostrerà mai il figlio in arrivo ai media…
“Ognuno fa come crede. Per quanto riguarda me, Diego fa parte della mia vita : non ci tengo a sovraesporlo , ma non voglio neppure nasconderlo”
Aveva dichiarato “Non credo che mio figlio crescerà solo…”. Il progetto di un altro figlio è ancora valido?
“Mio padre viene da una famiglia di 11 fratelli , mia madre di 9. Le famiglie grandi mi sono sempre piaciute, i bambini anche. Quindi sì, sogno ancora di dargli un fratellino”
Ha già scelto il papà ( è separato dal primo marito  ndb)?
“Diciamo che dal punto di vista sentimentale è un momento felice… Altra domanda?”
Lei parla spagnolo, francese, inglese e italiano: la lingua migliore per parlare d’amore?
“Vanno tutte bene. Volendo anche il silenzio”
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Con il suo ex marito è in buoni rapporti?
“Sì, per forza, per il bene di nostro figlio”
Nell’89 partecipò a The Look of The Year e vinse; da poco  l’esperienza di madrina a Miss Italia. Che cosa fa la differenza tra due belle ragazze?
“Il fascino , il carisma, il magnetismo, la potenzialità. Non si può chiedere a una giovane donna di saper fare già tutto , ma alcune di loro lasciano pensare che impareranno molto”
Lei , da ragazzina, che potenzialità aveva?
“Dicevano che ero speciale. Io non lo prendevo come un complimento , a quell’età avrei voluto essere come tutti. Poi ho scoperto che ogni diversità può diventare un punto di forza”
Che cosa consiglierebbe alla neoreginetta?
“Di diffidare delle scelte troppo facili”
A proposito : lei che ha iniziato a lavorare a 13 anni , pensa mai di non aver scelto la sua strada, ma di essersi fatta trascinare dagli eventi?
“Sono cresciuta lavorando , ma non ho smesso di crescere e di scegliere. Ho voluto fare l’università ( è laureata alle lettere alla Sorbona ndb) e l’ho fatta. Sono stata sempre molto selettiva e spesso mi sono presa dalle pause proprio per ricostruirmi e per vivere la vita vera. E ogni volta tornavo al cinema. E’ il mio destino. E ci tornerò ancora”

venerdì 21 ottobre 2011

INTERVISTA AD ELENA SANTARELLI “Mi sono sempre chiesta che effetto si prova a pronunciare la frase “Sì, lo voglio”. Magari mi scappa un “Sì, ti voglio”. Sa in amore io sono una geisha..”

Elena Santarelli sa fare la bomba sexy con abitini attillati , e la teenager con un bikini nero.  Compagna del giocatore Bernardo Corradi.
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Come si rompe la routine di una coppia?
“Con la passione: Io anche quando faccio un cappuccino per il mio uomo ci metto passione. Oppure, quando non dispongo della tata , succede che Berni mi veda fare pulizie in reggiseno e slip a a quel punto..”
Scoppia la passione?
“Andiamo avanti. Ma la base di tutto è l’amore. Sempre”
Ma lei sogna le nozze , vero? Pochi giorni fa è stata ospite al matrimonio di Federica Ridolfi , sua amica, ma la più emozionata sembrava lei..
“Sì, le sogno. Mi piacerebbe. Dirò una frase banale, ma io ero, sono e rimarrò una ragazza all’antica. Non c’è fretta. I miei due uomini sono sempre accanto a me. Il resto verrà, ne sono certa. Mi sono sempre chiesta che effetto si prova a pronunciare la frase “Sì, lo voglio”. Magari mi scappa un “Sì, ti voglio”. Sa in amore io sono una geisha…”
Beh, si è presa Corradi , le arriverà anche la proposta di matrimonio..
“Bernardo sono riuscita ad agguantarlo io in un periodo negativo della mia vita. Il mio ex mi aveva riempito di corna; Corradi mi corteggiava a distanza e mi sono detta “Elena, reagisci. Lui è un figo”. E ora siamo felici. Aspetti un attimo che tocco ferro, non si sa mai”
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E se tra vent’anni lui farà dei commenti sulle showgirl più giovani di lei? Lei che cosa farà?
“Gli tiro un destro. E poi, chi mi dice che quando lui smetterà di giocare la sua tartaruga sull’addome si girerà dalla parte del guscio? Il mio fisico reggerà ancora a lungo”
Perché lei è una donna … baciata dalla fortuna?
“Non ho problemi di salute e ho una famiglia fantastica. Se posso sognare: vedo le scalinate di Sanremo”
E’ una scena del suo matrimonio?
“Ma no! Del Festival di Sanremo. Un piccolo sogno che resta custodito nel mio cassetto”

mercoledì 19 ottobre 2011

INTERVISTA AL GRANDE ROCKER DAVID CROSBY “Scrivere una canzone è un processo creativo”

Il rocker David Crosby  , che è in tournée in Italia, ha compiuto settant’anni e le sua voce e chitarra hanno segnato il rock nella seconda parte del secolo scorso. E’ stato per due volte nella R&R Hall of Fame  e protagonista a Woodstock nel 1969. Crosby , purtroppo, aveva flirtato con le droghe ed è stato anche arrestato per possesso di droga e una pistola. Nel 1995 ha subito un trapianto di fegato e nel 2000 è tornato nelle scene con il suo compagno di sempre, Graham Nash.
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“A Nash mi uniscono molte cose. Ma è soprattutto l’amore per la musica , una profonda passione per scrivere , cantare e suonare la nostra musica. Ci capiamo al volo , come due amici davvero uniti prima che come due artisti. Davvero, la musica è la cosa più importante per noi , a parte le nostre famiglie, ovvio”
Cosa dobbiamo aspettarci? Cosa può esserci di diverso in una vostra canzone come Marrakech Express dopo tanti anni e tante esecuzioni?
“Io e Nash cerchiamo volontariamente di cantarla sempre in modo diverso, di renderla ogni volta fresca come se fosse nuova di zecca , è quasi una gara tra noi due per vedere cosa riusciamo a combinare di diverso e poi se gli altri ragazzi del gruppo riescono a seguirci o no”
Lei dice che ci sono almeno un paio di canzoni che l’hanno impegnata a lungo nella scrittura. Può dirci quali?
“Quella che ha avuto più bisogno di tempo è senz’altro Rusty and blue: avevo la musica pronta da tre anni ma non c’era verso di scriverne il testo. Poi un giorno stavo andando in barca con mia figlia e al momento di calare l’ancora mi sono venute le parole dell’attacco : in un’ora la canzone era scritta. Le canzoni vengono come vogliono, prima le parole e musica insieme, oppure vengono a pezzi e certe volte ti trovi con due pezzi distinti ma capisci che si tratta di una canzone sola. Se resti aperto alla creazione , le canzoni vengono come possono”
C’è chi sostiene che una canzone esiste già prima che qualcuno la scriva
“Non credo, scrivere una canzone è un processo creativo”
Con il quartetto CSN&Y (Crosby, Nash Still e Young ndb) siete tornati assieme per un album live contro la guerra , e in un brano parlavate del possibile nuovo presidente dicendo che stavolta avrebbe potuto essere una donna o un nero. Poi è stato eletto Obama. Siete felici per quanto sta facendo?
“Non nel modo in cui speravamo : Obama è pur sempre un politico. Siamo stati davvero felici quando è stato eletto e orgogliosi che l’America avesse scelto un nero per la presidenza , un uomo davvero intelligente e un risultato enorme per la minoranza afroamericana. Ma allo stesso tempo ci sono cose che lui ha fatto che non ci hanno trovato d’accordo , ad esempio le misure economiche dopo il furto degli hedge fund. In particolare , dovevamo lasciare in fretta il Medio Oriente e invece siamo ancora lì, tra l’altro nessuno è mai uscito vincitore da una guerra da quelle parti, da Alessandro il Grande agli inglesi , ai russi. Non ci sono ragioni per restare in Afghanistan. Obama invece ci ha mandato altri 35 mila soldati. Un grande dispiacere per chi lo ha appoggiato e ha creduto in lui”
Che tipo di storia è stata quella del gruppo CSN&Y?
“E’ stata una storia di liti , un grande viaggio sul piano artistico ma un risultato povero sul piano umano. Insieme abbiamo fatto una musica meravigliosa ma tutti noi abbiamo un carattere forte , normale che non andassimo d’accordo , o almeno questo è quanto è successo a noi. Sono però enormemente orgoglioso della musica che abbiamo creato insieme. E’ stato ciò che è stato , del resto non mi aspetto dagli altri che siano perfetti”
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Tra tanti incontri artistici , qual è stato il più fertile per lei?
“Il più forte è stato quello con Graham Nash e con mio figlio James Raymond. In Particolare , ritrovarmi a fare musica con mio figlio ha avuto un effetto fortissimo sul mio modo di creare. Ho scoperto un nuovo modo di scrivere , il gusto di lavorare insieme a lungo, e molto divertimento nell’andare in tour”
Lei appartiene al mondo del vinile e degli album, oggi i giovani hanno un modo completamente diverso di ascoltare la musica
“Mi piacciono ancora gli album perché puoi costruirli come vuoi e te li immagini. Mi piace moltissimo come si sentono i vinili , la loro resa acustica. Anche i cd hanno una buona qualità , sono soddisfatto di come si sentono. Odio invece gli mp3, sono davvero una robaccia immonda, si sentono malissimo. Del resto Internet è fatto per i giovani , ma non ucciderà la musica. Credo che tutto continuerà a cambiare , ma la musica resterà sempre viva e interessante. E c’è gente che fa musica meravigliosa anche di questi tempi”
La morte di Amy Winehouse  ha riportato all’attenzione il tema della droga nella musica e nell’arte : secondo lei la droga aiuta o distrugge un artista?
“Non solo penso che la droga ti distrugge ma mi sono convinto che ti tiene anche lontano dalla creazione artistica”

lunedì 17 ottobre 2011

INTERVISTA AD EMMA STONE “Mia madre ha accettato di accompagnarmi a Los Angeles quando avevo solo 15 anni , perché provassi a realizzare i miei sogni”

Emma Stone è stata testarda già da bambina , a 11 fa parte già di una compagnia di teatro locale. La mamma lascia Scottsdale e sbarca a Hollywood. Solo , però , nel 2007 si riesce a vedere Emma protagonista in un film (Suxbad , che in America andò benissimo). Dopo tre anni arrivò Easy Girl , la quale arriva una nomination a Golden Globe. Oggi è protagonista di The Help , una storia ambientata nel profondo Sud degli Stati Uniti negli Anni Sessanta.Un trionfo in patria e per Emma , il primo ruolo drammatico.
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Dalla teenager di Easy Girl , che finge di fare sesso per aiutare i compagni di scuola più sfigati , all’aspirante scrittrice di The Help che combatte per i diritti dei neri. Emma, lei è una vera missionaria
“Sì, ma questa volta è sta un’esperienza più impegnativa. Io sono cresciuta in una città piuttosto grande in Arizona , e immergermi nella realtà di Greenwood , Mississippi , dei primi anni Sessanta , è stato davvero formativo”
In che senso?
“Ho passato quattro mesi in una cittadina di 18 mila abitanti dove tutti sanno tutto di tutti , con un caldo umido che non ti lascia respirare e ti mette alla prova ogni minuto. Davvero , una missionaria…”
La madre di Skeeter ( Emma nel film ) , nel film inorridisce all’idea che la figlia voglia diventare giornalista invece di cercarsi un buon partito e mettere al mondo una nidiata di bambini. E sua madre , come l’ha presa quandop le ha rivelato le sue aspirazioni professionali?
“Sono stata molto, molto fortunata ad avere due genitori che mi hanno sempre incoraggiata. Loro, oltretutto, non hanno proprio nulla a che fare con Hollywood e in fondo non hanno mai neppure capito la ragione di questa mia scelta”
E come l’hanno aiutata?
“Sostenendomi sia psicologicamente sia finanziariamente. Hanno sempre avuto un’idea molto realistica della situazione , eppure mia madre ha accettato di accompagnarmi a Los Angeles quando avevo solo 15 anni , perché provassi a realizzare i miei sogni”
Che cosa l’ha spinta a tentare questa avventura?
“Ero in prima elementare  quando mi ha preso questa ossessione di recitare, soprattutto di far ridere la gente: volevo essere uno di quei giullari medievali che intrattenevano le corti. Anche da ragazzina non mi perdevo mai una commedia alla tv, da Cameron Crowe a Woody Allen. E ce l’ho fatta! Mi sento così fortunata”
People l’ha messa al decimo posto tra le cento donne più belle del mondo e i paparazzi cominciano a inseguirla. La ragazzina di Scottsdale ormai è diventata una star di Hollywood. E’ incominciato per lei l’incubo della fama?
“No, guardi, io cammino tranquilla per strada e vado ovunque senza nessuno mi disturbi. Non riesco neppure a immaginare di perdere la mia privacy: come potrei continuare a fare il mio lavoro? Solo al pensiero ho dei veri attacchi di panico”
Crazy, Stupid, Love è appena uscito in Italia: il titolo già dice tutto. E lei cosa ci dice a proposito dell’amore?
“Mmm… Che sto crescendo , maturando e con l’esperienza cambia anche l’atteggiamento nei confronti della vita e dei fatti del cuore”
Può essere più precisa?
“Voglio dire che sto meglio nella mia pelle , ho più fiducia in me stessa e nelle mie idee, sono più capace di difendermi : è una sensazione piacevole, rassicurante. Questo mi aiuta anche in amore”
I giornali di gossip e internet stanno gioiosamente annunciando la sua love story con un collega (Andrew Garfield , il nuovo Spider man ndb). Lei conferma?
“Non risponderò mai a questo tipo di domande , mi scusi”
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Adesso che ha scoperto di poter fare il giullare e anche l’attrice drammatica come si orienta nelle scelte, nella vita?
“Non so veramente cosa mi piaccia di più, forse l’idea di divertirmi. Vorrei citare Ryan Gosling con cui ho lavorato in Crazy, Stupid, Love – e non credo gli piacerà. A Cannes gli hanno rivolto la stessa domanda e lui “Quando alla radio ascolti una canzonetta e poi un’altra , finalmente  ne arriva una che ti fa venire una gran voglia di ballare. Ecco io voglio un film che mi faccia ballare”. E io pure con Spiderman , come con Crazy, Stupid, Love non mi riusciva di star ferma”
Lei ha solo 23 anni e lavora ininterrottamente. Che regalo si è fatta con il primo assegno?
“Non ho mai comprato nulla di folle, vediamo, forse un paio di scarpe. Non sono una shopaholic, non vorrei finire sul lastrico e sentirmi costretta a fare un film solo perché ho bisogno di denaro. Lavorare sodo per soldi, che tristezza?”

venerdì 14 ottobre 2011

INTERVISTA A CARINE ROITFIELD, EX DIRETTRICE DI VOGUE FRANCE “Ho fatto molte immagini sexy. Tutto è possibile : puoi usare transessuali e donne vecchie , ma non mandare messaggi negativi. Non ho mai fatto cose contrarie alla mia etica di madre”

Carine Roitfield è stata direttrice di Vogue France fino a gennaio 2011. Bellissima donna anche a 57 anni compiuti.
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Ha mandato un sms ad Emanuelle Alt, la sua ex collaboratrice che l’ha sostituita alla direzione di Vogue France ?
“Con lei non ci parliamo più”
Come mai?
“Non ci parliamo più e basta. Se qualcuno ti tradisce tu smetti di parlargli , no?”
Pochi mesi fa , la Alt ha dichiarato “Carine Roitfield sarà più contenta così, perché è un tipo che ha bisogno di libertà: è la ribelle della classe e odia l’autorità”. E’ davvero così?
“Non è chic parlare di chi ti ha tradito. E’ una lezione che ho imparato da mio padre. Per dieci anni sono stata molto felice e abbiamo fatto un grande lavoro. All’inizio nessuno voleva lavorare per Vogue. Non aveva prestigio , né firme importanti , né modelle e fotografi di primo piano. C’eravamo solo io e Mario Testino. Ora spero che si mantenga lo stesso livello. Per me era tempo di partire con una nuova avventura”
E’ arrabbiata anche con Jonathan Newhouse , il presidente della Condè Nast International che nel 2001 l’aveva assunta a Vogue?
“No, lui è un amico. MI ha lasciato fare tutto , anche le cose più impopolari e irriverenti. Crede che io porti fortuna. Mi ha fatto fare Vogue China e ha avuto successo. E’ stato il miglior partner possibile , e lo ringrazio”
Ma allora com’è andata, chi l’ha licenziata o perché lei si è dimessa? E’ stato davvero per quelle foto del numero di dicembre, con le bambine troppo provocanti , truccate o coi tacchi?
“Non c’è stato un motivo. Dieci anni sono tanti. Volevo smettere , e il momento giusto sarebbe stato nell’ottobre 2010 , dopo l’anniversario dei novant’anni di Vogue France. Ma poi mi hanno chiesto di restare anche un po’ , e l’ho fatto. Solo sei mesi dopo che avevo deciso di andarmene, hanno cominciato a dire che ero stata licenziata per il servizio fotografico con le bambine. Ma in America si fanno gare e show con bambini vestiti e truccati da adulti. E’ stata un’interpretazione cattiva. Si vede quello che si vuole vedere. Diciamo che Vogue France degli anni Settanta era molto provocatorio e pieno di grandi firme trasgressive , da Jean Cocteau a Francoise Segan. Io ho provato a tornare a quella qualità e a quella libertà. Ma ora sono cose non più possibili”
Qual è il limite oltre cui non bisogna spingersi nel promuovere la moda?
“Ho fatto bondage , ho giocato sull’ambiguità , ho fatto molte immagini sexy. Tutto è possibile : puoi usare transessuali e donne vecchie , ma non mandare messaggi negativi. Non ho mai fatto cose contrarie alla mia etica di madre. I ragazzi sono come spugne , assorbono tutto. Evito immagini che possano evocare temi come droga , suicidio, anoressia , violenza. Facevo foto con sigarette, ora non più”
Ho visto anche foto di modelle macellaie , con carne sanguinolenta e coltelli
“Erano ironiche. Per me le foto sono il luogo delle fantasie , dei desideri e delle ossessioni. Altrimenti sono noiose. Poi la vita è un’altra cosa. Dicono che ho inventato il prono-chic, ma preferisco dire l’erotico-chic”
Il libro dedicato a suo marito, Christian Retoin setto Sisley – anzi, al suo non marito , dato che non siete sposati da più di trent’anni..
“Non mi sono sposata perché il mio cuore appartiene a mio padre. Nella vita della moda non hai un weekend libero ed è difficile avere una famiglia. Ma io e Sisley e i nostri figli siamo un clan , e la cosa mi rende più forte. Tra di noi c’è tenerezza e fiducia”
Che lavora fa suo marito?
“Quando sono diventata direttrice di Vogue , lui ha venduto l’azienda di abbigliamento che aveva fondato, Equipment. Ora incassa le royalties e soprattutto si occupa della cucina, della casa e del business familiare. Io ho la parte divertente del lavoro, lui sta nell’ombra. E’ il mio suggeritore. L’idea di dedicare un numero di Natale a Sofia Coppola è stata sua : il miglior Christmas issue che abbia mai fatto”
Cosa pensa di Anna Wintour?
“Ho lavorato con lei e mi è piaciuto. E’ molto decisa e molto onesta. Se non le piace una cosa , alza il telefono e lo dice . Vogue Usa è 20 volte più grande di Vogue France. Lei non è una stylist come me : è un politico e una persona di potere. Dirige il giornale in maniera più normale di come facevo io. Quando sono andata in America mi ha dedicato 8 pagine di Vogue per presentarmi. Quando si è saputo che lasciavo Vogue è stata la prima a chiamarmi. Tenuto conto del fuso orario , vuol dire che era in ufficoio molto presto”
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Ma è vero che lei aspirava al posto della Wintour ? Anche nel film Il diavolo veste Prada tra voi due c’è rivalità
“Sono molto francese, quindi non avrei mai potuto dirigere Vogue Usa. In America non sono ancora pronti a mostrare neanche l’ombra di un capezzolo in una foto”
E Carla Bruni? La trova elegante?
“Non è il mio tipo. Troppo uniforme da first lady. Però ha charme ed è particolarmente sveglia. E’ sempre la stessa che ho incontrato vent’anni fa. Colta , alla mano, parla con tutti. La preferivo prima , quando vestiva in jeans e cashmere. Con quel corpo , non ha bisogno di altro. E’ una seduttrice. Può sedurre chi vuole. Uomini e donne”
E’ vero che a Vogue aveva un contratto di un milione di euro all’anno?
“A Vogue si lavora molto ma non si guadagna molto Però sei trattata come una principessa. Non ti arricchisci ma hai un sacco di gente che si occupa di te. C’è persino chi ti cambia la batteria del BlackBerry”
Che dieta segue? Caviale e champagne come si è detto?
“Non mi piace lo champagne. Preferisco la vodka. E il caviale sì, mi piace molto. Ma Karl mi ha detto..”
Karl Lagerfeld?
“Sì. Mi ha detto che fa gonfiare le occhiaie , perché pieno di sale. Per il resto mangio tutto , meno i dolci, che non mi piacciono”
Cosa ha nel frigorifero?
“Non lo so. Se ne occupa mio marito. Cucina lui. Del resto, se dovesse aspettarmi per mangiare morirebbe di fame”

mercoledì 12 ottobre 2011

INTERVISTA AL FIGLIO DI SALVADOR DALì, JOSè VAN ROY “Ho cominciato a dipingere a sette anni , ma tenevo i miei quadri nascosti: avevo paura di essere considerato “il figlio di Dalì”

Josè Van Roy Dalì è il figlio di Salvadaor Dalì. Ha una lapide del padre in casa.
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Una lapide in casa non è troppo lugubre?
“Rappresenta il mio amore per la vita. E’ una goliardata che ho voluto fare per rendere omaggio a mio padre”
Com’è stato il rapporto con un genitore tanto importante e altrettanto imprevedibile?
“Durante l’infanzia è stato conflittuale. Ho cominciato a dipingere a sette anni , ma tenevo i miei quadri nascosti: avevo paura di essere considerato “il figlio di Dalì”. Lui, poi, mi scoraggiava e non mi permetteva nemmeno di entrare nel suo studio : temeva che rovinassi i suoi lavori!”
Dev’essere stata dura..
“Ho reagito male , ma in fondo era solo la mia personale ribellione alla figura paterna. Avevo una visione negativa del mondo. Adesso sta rimediando”
Come?
“Con un libro che uscirà a fine anno. Sarà intitolato Nel nome del padre..e della madre e sarà una denuncia di tutte le persone che hanno infangato la memoria dei miei genitori (sua mamma Gala fu modella di Dalì ndb) pur di avere visibilità. Gente che , dopo aver goduto della fiducia dei miei, li ha traditi scrivendo infamie sul loro conto”
Però suo padre non era tenero con lei: è vero che era spesso vittima dei suoi scherzi?
“Sì , ed erano terribili. Mi svegliava di notte travestito da diavolo e minacciava di portarmi via. Oppure mi metteva vicino al letto un grosso orso impagliato, facendomi credere che l’animale l’avesse divorato e chiedeva a me di liberarlo. All’inizio ero terrorizzato, poi, una volta capito che era uno scherzo , reagivo e gli guastavo la sorpresa . Papà ci rimaneva male”
Gli ha mai chiesto il perché di questi agguati?
“Voleva mettere alla prova il mio carattere e la mia intelligenza. Diceva che , nella vita , bisogna coltivare la menzogna perché la verità è piatta. Spesso , all’improvviso, cominciava a parlare in latino solo per ridere del mio stupore. Poi, una volta, dissi “Un giorno , quando non ci sari più , mi vendicherò di te”
Lo ha fatto?
“No , alla fine mi sono appassionato anch’io agli scherzi. Al punto di mostrarmi a una mostra disteso in una bara portata a spalla da alcuni complici. E’ diventata una mania, al punto che nessuno mi vuole più in tv come ospite: hanno paura di quello che psso inventarmi”
Lei , Josè, che lavoro fa?
“Mio padre non voleva che facessi l’artista. Diceva “Lascia stare, dopo di me è troppo impegnativo “. Aveva ragione : gli artisti hanno cessato di esistere dopo la sua morte. Io sono un viaggiatore del tempo. Oggi in troppi credono che l’arte sia un mix di bravura e stravaganze. Ma non basta…”
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E come vive un viaggiatore del tempo?
“Ho scelto di anteporre la mia vita privata a quelle professionale. Alcuni, forse, mi considerano uno stupido, ma io non sono pentito. Abito in una casa museo da 32 anni e da 38 sono sposato con la stessa donna , Barbara. Mai un tradimento , neppure col pensiero”
Sembra una favola. Come l’ha conosciuta?
“Mi sono innamorato di lei prima di incontrarla. Temo fa avevo dipinto in un quadro il mio ideale di donna. E un giorno, in un caffè, un mio conoscente mi presentò un’indossatrice: rimasi folgorato. L’unica differenza con la donna che avevo dipinto erano i capelli. I suoi erano biondi , ma poi mi rivelò che era una parrucca”
La conquistò subito?
“No, Barbara mi snobbava. Io le dissi “Tu ti innamorerai di me”. E lei rispose con una smorfia di disprezzo. Alla fine, però, ce l’ho fatta: a lei ho dedicato tutta la mia vita , sacrificando anche il desiderio di paternità. Di comune accordo abbiamo deciso di non aver figli . Per me è come un incantesimo : ho bisogno di lei quando dipingo”
Il maggior rimprovero che muove a suo padre?
“Di essere stato dalla parte dei toreri e non dei tori. Non sopporto la violenza sugli animali”
Solo questo?
“Una volta gli rimproveravo anche di non essere stato stato abbastanza vicino”
In questo momento sta lavorando ad una mostra . Di che cosa si tratta?
“Sto preparando ad un’esposizione a Venezia : 50 quadri senza mai aver visitato la città”

lunedì 10 ottobre 2011

INTERVISTA A FEDERICA PANICUCCI “Non c’è momento che la mia testa non sia rivolta ai bimbi o a mio marito”

Conduce sulla rete ammiraglia di Mediaset due programmi ben voluti dal pubblico : Mattino 5 e Domenica Cinque. A casa ha sempre due figli che l’aspettano (Sofia e Mattia) e il marito Mario Fargetta , famoso deejay e producer.
“Sono la mia ancora di salvataggio . Non c’è momento che la mia testa non sia rivolta ai bimbi o a mio marito. Nelle pause pubblicitarie, nelle riunioni o durante le prove accendo il telefono e li chiamo per sapere se va tutto bene . Il mio iPad e il mio iPhone sono colmi di foto e di video che guardo di continuo e mi commuovo come un’ingenua. Loro sono la mia vita. Poi viene tutto il resto”
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Allora Federica che annata sarà questa?
“Con Mattino Cinque abbiamo già scaldato i motori insieme con Paolo Del Debbio . Domenica Cinque, invece, cambierà linguaggio. Non ci saranno più il corpo di ballo e la band. Daremo più spazio alla parola , ai talk, al pubblico in casa e in studio e punteremo sui grandi nomi come ospiti. Posso anche annunciare la presenza in studio dell’astrologo Mauro Perfetti , ex volto di Quelli che il calcio con Simona Ventura , sosia di Harry Potter. Con lui faremo dei siparietti e giocheremo con gli ospiti”
Non ha nominato il Grande Fratello , che, lo scorso anno, si è dimostrato lo zoccolo duro di Canale 5
“Il GF avrà un ruolo fondamentale all’interno del programma. Ma inizia a fine ottobre, quindi, nell’attesa , sapremo, almeno spero, come conquistare il pubblico con altri argomenti”
Anche lei si lascerà travolgere da grandi casi di cronaca nera trattati come docusoap?
“A chi ci accusa di strumentalizzare queste storie rispondo che noi facciamo informazione, siamo sotto una testata giornalistica , è impossibile non parlarne. La prima parte di Domenica Cinque , come lo scorso anno , sarà curata dal direttore di Videonews Claudio Brachino , che dedicherà molto spazio alla cronaca. Anch’io mi occuperò dei grandi casi, in modo diverso. Tutti si chiedono se Salvatore Parolisi sia l’assassino di Melania Rea . Io voglio andare più in profondità e interrogarmi sull’uomo Parolisi, sulle ferite da donna offesa e tradita di Melania”
La sua concorrente Lorella Cuccarini su Rai Uno avrà una squadra curata da Daniel Toaff , vicedirettore Rai , da sempre molto attento alla cronaca..
“Lorella è una stimata professionista e le faccio un sincero bocca al lupo”
Su Raidue ci sarà anche Victoria Cabello a Quelli che il calcio. Chi teme di più?
“Credo che si debba avere paura per le cose serie e gravi , non per le guerre di ascolti. Un sincero bocca al lupo anche a Victoria , che ha debuttato per prima”
Che cosa vorrebbe evitare quest’anno in tv?
“Io non amo quando si urla, quando le parole chiassose prendono il sopravvento sui contenuti. Mi metto nei panni dei telespettatori da casa e interrompo subito qualunque rissa o discussione alterata”
Federica Panicucci ai bagni Twiga in compagnia dei figli Mattia e Sofia e di Mario Fargetta
Federica, lei che importanza dà alla parola fiducia?
“La fiducia è tutto. Io sono contenta che Videonews e Mediaset non abbiamo messo mai in dubbio la mia riconferma. Spero che chi mi vuole davvero bene sia felice e gioisca con me per questa grande opportunità. I nemici? Non li considero. Lì lascio chiacchierare. E mentre fantasticano e  chiacchierano, sognando di prendere il mio posto…il vento si porta via le loro parole. Ma non mi faccia fare nomi. Io penso solo a lavorare , e quando, torno a casa, mi godo la famiglia”
A proposito , quando è svenuta in studio , si era pensato che fosse incinta
“Ma no! Era solo un po’ di stanchezza. Però devo ammettere che mi sarebbe piaciuto . E non è detto che…”

venerdì 7 ottobre 2011

INTERVISTA A FELICITY HUFFMAN, LYNETTE SCAVO DELLA SERIE DESPERATE HOUSEWIVES “Quante donne possono andare a lavorare senza doversi preoccuparsi se la maglia è sporca di sugo? E’ un lusso , mi creda”

Felicity Huffman è una gran bella donna , è Lynette Scavo di Desperate Housewives. Il suo talento era stato evidenziato in Transamerica , dove si calava nei panni di un travestito e che le è valso una nomination all’Oscar nel 2005. Ora la serial tv dopo otto anni chiude. Suo marito è l’attore William Macy.
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Desperate Housewives è stato il primo serial Tv ad affrontare le problematiche delle donne al di sopra dei 40 anni. C’è qualche tema che non è stato ancora trattato che le piacerebbe prendere in considerazione?
“La menopausa ? a parte gli scherzi , non saprei.- Mio marito mi prende sempre in giro , dice che Desperate Housewives è l’unico show in cui le protagoniste , invece di invecchiare , sembrano essere più giovani con il passare del tempo”
Senza offesa , però lei in effetti sembra molto più bella e sexy adesso di quando è cominciata la serie, nel 2004. Come fa?
“Non ne ho idea. Forse quando finiremo di girare l’ultima scena farò la fine di Dorian Grey , andrò immediatamente in decomposizione. Credo che sia tutto merito dei truccatori e di chi mi aggiusta i capelli. Comunque, sa che non è il primo a dirmelo? Pensi che proprio ieri in aeroporto , una signora si è fatta avanti e mi ha detto “Ma lei è Lynetta Scavo ! Incredibile , in tv è così grassa e vecchia”
In effetti tra tutte le protagoniste il suo personaggio è quello più sciatto e meno glam. Non le dispiace non poter indossare bei vestiti e trucco sofisticato sul set ?
“In realtà no: quante donne possono andare a lavorare senza doversi preoccuparsi se la maglia è sporca di sugo? E’ un lusso , mi creda”
E’ questo che ha in comune con Lynette Scavo ? O dell’altro?
“Tutt’e due troviamo la maternità molto stimolante e impegnativa. La famiglia è importante per entrambe , anche se a volte ci sentiamo soffocate dal ruolo di madre. Lynette , poi, ha molte più ragioni di me per sentirsi così, visto che ha più figli”
E di diverso cosa avete?
“Siamo entrambe ambiziose , ma credo che Lynette sia molto più assertiva di me nei confronti del marito “
Lynette è iperattiva . Anche lei? Che cosa fa quando non lavora?
“Oh no, fosse per me passerei le giornate a leggere a letto. E quando non lavoro , faccio tutto quello che fanno le mamme : porto i bambini a scuola, sbrigo le faccende domestiche , faccio jogging , un po’ di giardinaggio. Noioso , vero? Mi piacerebbe poter dire che salvo il mondo , ma non è così”
E che cosa legge?
“Di tutto, dai saggi di storia ai libri per bambini”
Sette anni sempre con ascolti clamorosi . Che cos’è che la rende più orgogliosa del successo di Desperate Housewives”
“La serie ha davvero cambiato il modo in cui le donne non più giovanissime vengono percepite : prima sarebbe stato impensabile uno show televisivo con protagoniste così adulte. Abbiamo iniziato parlando dei problemi delle 40enni e adesso ci stiamo spostando sempre più in avanti, verso i 50. Le assicuro che è un traguardo straordinario”
Se non interpretasse Lynette, quale altro personaggio le piacerebbe essere nella serie?
“Quella di Eva Longoria , alias Gabrielle, perché mi divertirebbe essere per una volta una madre latina. In realtà il ruolo che avrei davvero voluto è quello di Bree Van de Kamo perché è fantastico. Anzi, a dire tutta la verità, io feci la mia prima audizione proprio per quel ruolo. Ricordo che trascorsi il pomeriggio dal parrucchiere , mi vestii bene , mi truccai , cercai insomma , di presentarmi al mio meglio. Finita l’audizione , uno dei produttori venne da me e mi disse di aver capito subito che io ero perfetta per la parte di Lynette . Gli chiesi come mai e lui rispose “Santo cielo, ma ti sei vista? Eri un disastro, tutta sporca e spettinata”
Come si sente ora che la produzione ha annunciato la fine della serie?
“Bè, io speravo che il serial non finisse mai , o almeno che andasse avanti il più a lungo possibile . Ma in tv tutto dipende dagli ascolti. E’ stato bello finché è durato”
E’ preoccupata di quello che succederà adesso nella sua carriera?
“Un po' sì. Ad Hollywood c’è un detto: quando le serie finiscono , anche gli attori della tv finiscono… in galera. Scherzi a parte , è vero che precipitiamo spesso nel dimenticatoio una volta che la serie non è più in onda. Forse è tempo che io prenda la licenza da agente immobiliare , oppure potrei aprire un salone di bellezza o darmi alla ceramica. Vedremo…”
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Le sue figlie ( 11 e 9 ndb) guardano le Desperate ? Che cosa ne pensano?
“In realtà no. Sono venute qualche volta sul set quando erano molto piccole , ma ora che sono cresciute io e mio marito cerchiamo di tenerle il più lontano possibile dalla televisione e dai riflettori. La verità è che io stessa non so ancora bene come gestire tutta la questione della fama per me , figurarsi per le mie figlie … Quindi cerco di tenerle alla larga. Non so se è la cosa giusta da fare , ma per ora è così”
Che cosa le ha insegnato “Desperate Housewives” come attrice?
“L’arte della comicità , che cerco di perfezionare ogni giorno , anche con l’aiuto di mio marito”
E come donna?
“E’ stata una palestra importante: ho imparato che per essere forte e farsi ascoltare non bisogna necessariamente assumere caratteristiche maschili. Lo si può fare benissimo mantenendo la propria femminilità”

mercoledì 5 ottobre 2011

INTERVISTA A PETRA RESKI , GIORNALISTA TEDESCA CHE PARLA DI MAFIA “Per gli imprenditori onesti è impossibile competere con quelli mafiosi, e non è rassicurante avere parlamentari condannati per concorso esterno in associazione mafiosa”

Petra Reski , giornalista tedesca , denuncia da anni intrighi mafiosi a costo di vivere con le minacce. L’ultimo suo libro racconta di Rita Atria, diciasettenne che ha scelto di testimoniare per la giustizia, affrontando lo stigma sociale e l’abbandono – perfino quello di sua madre – , e che ai giudici ha raccontato nomi, fatti, episodi. E dopo la morte di Paolo Borsellino si è gettata dal settimo piano del palazzo romano doveva viveva sotto protezione. La Reski ha scritto vent’anni di reportage per il settimanale Die Zelt , libri pluripremiati, riconoscimenti dalle associazioni che combattono la mafia.

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Perché parlare di Rita Atria a distanza di tanti anni? Cosa pensa di lei e della sua scelta di vita – e di morte?

“La storia di Ria Atria è stato il primo libro che ho scritto , ma rileggendolo anni e anni dopo temevo che non reggesse il confronto con la realtà contemporanea . E’ successo il contrario : sono rimasta turbata dalla sua attualità. Vorrei poter dire che oggi è tutto diverso. Che la vicenda di Rita fa ormai parte della storia e un numero sempre maggiore di testimoni di giustizia è riuscito a lacerare la rete del crimine organizzato che strangola l’Italia. Non è così. Il coraggio di persone come Rita e la sua cognata Piera Aiello , che hanno denunciato delitti mafiosi, non viene ricompensato . Credere nella giustizia sembra una colpa : mentre i pentiti vengono premiati con sconti di pena , c’è scarsa considerazione per i testimoni di giustizia che, come hanno fatto loro , devono lasciare la famiglia , sono costretti a vivere sotto falso nome e spesso non ricevono una protezione adeguata. Il Ministero degli Interni si serve delle loro dichiarazioni e poi li lascia in balia di se stessi C’è una frase del diario di Rita che non dimenticherò mai : “Prima di combattere la mafia devi farti un esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te , puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici : la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato ci comportarci”

Perché una tedesca vive in Italia e scrive di mafia?

“Ho fatto il mio primo viaggio nel 1979 , su una vecchia Renault 4 , perché avevo letto Il padrino. Già all’epoca ero affascinata dalla mafia . La consideravo una specie di storia di famiglia , anche se di famiglia perversa. Sono tornata nell’89 come inviata per un reportage sulla Primavera di Palermo. E ci sono rimasta”

Cos’è cambiato da allora?

“Dopo un periodo di grande attenzione, Cosa Nostra è tornata invisibile. E penetrata profondamente nel Nord , e di questo non si parla abbastanza. In questi anni la sua presenza ha cambiato il corso della vita economica e democratica. Per gli imprenditori onesti è impossibile competere con quelli mafiosi, e non è rassicurante avere parlamentari condannati per concorso esterno in associazione mafiosa”

E’ un cancro esclusivamente italiano?

“Le associazioni di stampo mafioso sono in tutta Europa già da decenni. In Germania, per esempio, è approdata quarant’anni fa nelle regioni più industrializzate , Monaco, Stoccarda , la Ruhr, ma oggi è ovunque , perfino nella città universitaria di Munster o nella regione del lago di Costanza, dove l’anno scorso inquirenti calabresi hanno scoperto clan della ‘ndrangheta”

Lei ha scritto che il suo paese è l’Eldorado della mafia, ma la politica ne nega l’esistenza. Può spiegarci?

“La lotta alle organizzazioni criminali non è nell’agenda della politica tedesca né di questo governo né di quelli precedenti . E la mafia continua a espandersi indisturbata ; poliziotti e magistrati tedeschi non hanno leggi adeguate per indagare. L’associazione mafiosa , per esempio, non è un reato previsto dal codice ; le intercettazioni sono vietate e riciclare denaro sporco è un gioco da ragazzi. In Italia chi investe deve dimostrare che i soldi provengono da fonti pulite , in Germania è un poliziotto a dover dimostrare il contrario. Le infiltrazioni mafiose sono del tutto sottovalutate dai mass-media tedeschi . Quando se ne parla , si cita l’Italia : a parte la strage di Duisburg , considerata dai mafiosi stessi un incidente di percorso, non fa morti. E senza morti è più facile pensare di essere immuni”

Lei è stata minacciata. Vive protetta?

“Sono sostenuta sia dalla polizia tedesca sia da quella italiana. Oltre che dal movimento antimafia italiano. Nel mio paese sono sta minacciata più volte ; immagino fosse un avvertimento per tutti i giornalisti tedeschi che tentano di sollevare questi temi in Germania”

Alcuni suoi libri sono stati censurati. E’ successo anche con l’ultimo su Rita Atria?

“E’ significativo che la censura del mio libro Santa Mafia abbia destato più clamore all’estero che nel mio paese. Ancora oggi rabbrividisco quanto lo apro e vedo le pagine annerite. Per fortuna al libro su Rita Atria non è successo niente di simile. Per la traduzione italiana ho però dovuto cambiare i nomi dei mafiosi : oggi sono già tutti a piede libero”

Lei scrive che i pilastri della mafia sono le donne…

“Sono loro che trasmettono ai figli i valori della mafia , per questo il loro ruolo è fondamentale. Un tempo venivano considerate vittime innocenti. Oggi si sa che sostituiscono i mariti latitanti o in carcere. Senza il loro sostegno la mafia non esisterebbe”

Nel suo libro Santa Mafia ha sostenuto che i comandamenti della Chiesa sono quelli della mafia. Cosa intendeva?

“E’ singolare che tutti i mafiosi affermino di credere nel giudizio di Dio e non in quello degli uomini. La mafia ha capito di non poter esistere se non finge di sostenere la Chiesa. E ha interpretato in modo perverso i valori cattolici. “Onora il padre e la madre” vuol dire mantieni la cosca mafiosa ; “Non dire falsa testimonianza” è una necessita perché un mafioso deve poter fidarsi dell’altro. Persino “Non commettere adulterio” ha un significato : una donna tradita potrebbe vendicarsi e sbilanciare l’equilibrio di una cosca”

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I suoi sono saggi per scuotere la coscienza di tutti . Crede di esserci riuscita?

“Anche un libro sulla mafia dev’essere una lettura avvincente… E’ bello che in Italia contro la mafia venga vissuta come una forma di resistenza di tanti giovani e da tanti bravi giornalisti. Ma la ribellione dei cittadini non basta. Anche la politica deve ribellarsi. E serve una ribellione europea. Perché la mafia è già da tempo globalizzata”

Se dovesse spiegare ad un bambino che cos’è la mafia , che parole userebbe?

“Uccide tutto ciò che ami: la vita , la libertà, la gioia di vivere. Ti toglie l’aria. Avvelena la terra e il mare. Ti tiene prigioniero costringendoti a vivere in un eterno buio”

Le organizzazioni criminali si possono davvero sconfiggere? O sono già troppo ramificate nel tessuto economico , sociale e culturale?

“Rispondo a questa domanda come ha già fatto Giovanni Falcone “La mafia è un fattore umano. E come tutti i fatti umani ha un inizio. E avrà anche una fine”

lunedì 3 ottobre 2011

INTERVISTA A JADE JAGGER , LA FIGLIA DEL CANTANTE MICK “, tutto quello che ho fatto è stato fare la moglie e la madre. E , venendo appunto dalla mia famiglia , forse questa è stata la più grande forma di ribellione”

Jade Jagger è figlia del grande Mick Jagger e di Bianca Morena de Macias. E’ nata a Parigi e cresciuta a New York dove la mamma si è trasferita dopo il divorzio da Mick. Jade ha iniziato a creare gioielli , diventando nel 2001 direttore creativo di Garrad , importante casa di gioielli inglese. Ha due figlie (Assisi Lola, nata nel 1992 e Amba Isis nel 1996) e ha case a Londra e ad Ibiza. E’ amica di Kate Moss. Nel 2010 ha firmato una collaborazione con l’italiana Morellato.

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Anche in questa seconda collezione per Morellato la natura è la sua principale fonte di ispirazione

“Quella e le ali, che infatti ricorrono sempre nei miei disegni. Hanno a che fare con gli angeli , qualcosa di romantico e di magico insieme”

Ormai sono tanti anni che lei disegna gioielli , quando ha iniziato era solo venticinquenne . Come è cambiato, nel tempo, il suo gusto?

“All’inizio mi sentivo molto pittrice , dipingevo da sola i miei disegni e come materiali usavo tanto oro e foglie d’argento. Poi ho iniziato a introdurre le pietre e ho scoperto il piacere di lavorare con i colori , oltra che con i materiali”

Lei viaggia molto , qual è il luogo al quale è più legata , anche in termini di ispirazione creativa?

“Direi l’India. Ho iniziato a frequentarla 20 anni fa, lì ho aperto un negozio mio e ho disegnato gli interni di alcuni edifici. E’ un luogo interessante , perché l’architettura e il design sono incorporati in ogni aspetto della vita. Fra l’altro , proprio guardando i colibrì nel giardino di casa mi è venuta l’idea di qualche ciondolo”

Fa parte della sua giovinezza lei ha vissuto a New York , con sua madre. Che rapporto ha con gli Stati Uniti ? Sono ancora il posto eccitante che erano?

“Sì, anche se in termini di creatività ultimamente tutto si sta spostando verso Est”

E il posto che chiama casa qual è?

“Negli ultimi cinque anni ho vissuto a Londra con le mie figlie , e siccome per loro Londra è casa , direi che ormai lo è anche per me”

E’ anche lei una fan di Kate Middleton?

“Certo. Incarna il sogno di ogni ragazza di diventare principessa , la sua storia è molto dolce e toccante”

Quando era bambina sognavo di diventare principessa?

“Oh, ma io ero convinta di esserlo”

E da principessa cosa sognava?

“Di possedere molta terra , di avere una casa meravigliosa e di incontrare gente interessante e creativa. In fondo non mi posso lamentare, parte dei miei sogni sono diventati il mio lavoro”

Lei ha lavorato nella moda . Che cosa pensa dell’ossessione per la magrezza?

“E’ ridicola. Il look androgino , o un po’ acerbo, è sempre stato di moda , ma adesso forse si esagera. Si rischia di alienare le donne normali. Per entrare in certi abiti bisognerebbe rinunciare a molte, troppe, delle cose piacevoli della vita. I sacrifici per essere una taglia 38 sono immensi. Ogni donna dovrebbe chiedersi se ne vale la pena”

Perché allora molte sono disposte a farli?

“Non so, ma sono sicura che lo facciano per sé , non certo per gli uomini. La maggior parte di quelli che conosco io non vorrebbero mai una donna scheletrica”

Lei è considerata un’icona fashion . Che cosa significa?

“Assolutamente nulla. Non mi sveglio certo al mattino pensando di essere un’icona”

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E da ragazzina quali erano le icone che ammirava?

“Me lo chiedono sempre , ma non so mai cosa rispondere. So solo che sono cresciuta circondata da persone così creative e interessanti che, in qualche modo, per tutta la mia vita mi sono sentita quasi in dovere di non tradire le loro aspettative e tutto quello che mi avevano trasmesso”

Bè, un’icona fashion non doveva cercarla lontano , ce l’aveva come madre

“Diciamo che nella mia famiglia le icone sono parecchie”

Ha mai pensato a una vita diversa? Venendo da una famiglia come la sua , ha mai pensato di ribellarsi al destino artistico e diventare, che ne so, una veterinaria?

“Ho avuto la mia prima figlia a 21 anni e , per tanti tempo, nonostante l’idea che poteva avere la gente del mio stile di vita , tutto quello che ho fatto è stato fare la moglie e la madre. E , venendo appunto dalla mia famiglia , forse questa è stata la più grande forma di ribellione”

Vuole dire che la sua vita è molto meno feste e divertimento di come ce la immaginiamo?

“Divertirmi mi piace , fa bene e lo faccio ancora”

Tornando alla sua collezione di gioielli per Morellato , se dovesse definirla con una sola parola , cosa direbbe?

“Più che una parola direi una sensazione : sa quando si è innamorati e si sentono le farfalle nello stomaco? Ecco”