mercoledì 26 ottobre 2011

INTERVISTA A KATHRYN STOCKETT, AUTRICE DEL LIBRO THE HELP “Quando scrivevo la storia davvero non avevo voglia di pensare agli uomini. Volevo scrivere di donne , e di cosa parlano le donne quando non ci sono uomini attorno”

Dopo 60 volte che ha tentato di far pubblicare il suo libro , finalmente c’è riuscita : The Help è in libreria. Kathryn Stockett , una signora dai modi gentili , confida di essere “Una donna tenace”. La storia di un gruppo di cameriere di colore e di un loro rapporto con alcune famiglie bianche del Mississippi  negli anni Sessanta sembrava non piacesse a nessuno. Ma il libro è stato pubblicato in 40 Paesi e ha venduto più di 5 milioni di copie. E’ stato rieditato al cinema e il film è in odore di nomination. Stockett sta già lavorando a un nuovo romanzo sulle donne americane ne periodo della Grande Depressione.
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Perché ha scritto The Help?
“E’ cominciato tutto l’11 settembre 2001. Mi trovavo lì , a Manhattan : pensai  subito alla mia famiglia , e soprattutto a Demetrie , la mia tata di colore, morta già da anni. Iniziai così a scrivere con la sua voce. Volevo entrare nella sua testa e nei suoi pensieri , tornano agli anni della mia infanzia. Sapevo veramente poco quando cominciai a scrivere , nulla delle leggi segregazioniste di allora , né dei movimenti di liberazione che seguirono. Che ingenuità! Cominciai a fare ricerche e capii quanto doveva essere stato difficile per Demetrie lavorare in una casa di bianchi negli anni Sessanta : cucinare , occuparsi dei bambini. E vedersi negato il diritto di usare lo stesso gabinetto”
C’è chi dice che il Sud non sia cambiato molto, da allora
“Certo dipenda da dove lavori: se la signora è la stessa di quarant’anni fa, sì, non è cambiato granché”
Lei è cresciuta in Mississippi. Che cosa ricorda della sua infanzia?
“Il Mississippi è davvero caldo. Il calore cambia la percezione di tutto, permea ogni cosa. I miei nonni avevano una stalla coi cavalli e quello era il mio mondo. E poi c’era Demetrie che cucinava ogni pasto. Mi ricordo questa atmosfera d’amore che aleggiava introno alla tavola”
E di sua madre, cosa ricorda?
“I miei erano divorziati. Mia madre lavorava durante il giorno e la sera usciva per i suoi appuntamenti galanti”
Demetrie aveva preso il posto della mamma?
“A quei tempi ero confusa. Frequentavo una scuola cristiana molto austera e secondo i loro insegnamenti mia madre sarebbe finita tra le fiamme dell’inferno. Mamma, in realtà, è una donna molto spirituale ma anche sensuale. E sentivo che a scuola si sbagliavano”
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Perché secondo lei, questo romanzo ha avuto tanto successo?
“Forse perché mostra una prospettiva diversa , o forse è l’ultimo tassello del movimento dei diritti civili”
In The Help , gli uomini sembrano irrilevanti , figurine sullo sfondo
“Guardi , ho divorziato da poco , a luglio, e quando scrivevo la storia davvero non avevo voglia di pensare agli uomini. Volevo scrivere di donne , e di cosa parlano le donne quando non ci sono uomini attorno”
Insomma The Help l’ha aiutata a riprendersi la sua libertà?
“L’opportunità di viaggiare e di passare lunghi periodi fuori casa è stata un’esperienza illuminante: io ho capito di non avere bisogno di un marito e lui di una moglie. Con The Help abbiamo trovato tutti e due la felicità”

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