mercoledì 5 ottobre 2011

INTERVISTA A PETRA RESKI , GIORNALISTA TEDESCA CHE PARLA DI MAFIA “Per gli imprenditori onesti è impossibile competere con quelli mafiosi, e non è rassicurante avere parlamentari condannati per concorso esterno in associazione mafiosa”

Petra Reski , giornalista tedesca , denuncia da anni intrighi mafiosi a costo di vivere con le minacce. L’ultimo suo libro racconta di Rita Atria, diciasettenne che ha scelto di testimoniare per la giustizia, affrontando lo stigma sociale e l’abbandono – perfino quello di sua madre – , e che ai giudici ha raccontato nomi, fatti, episodi. E dopo la morte di Paolo Borsellino si è gettata dal settimo piano del palazzo romano doveva viveva sotto protezione. La Reski ha scritto vent’anni di reportage per il settimanale Die Zelt , libri pluripremiati, riconoscimenti dalle associazioni che combattono la mafia.

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Perché parlare di Rita Atria a distanza di tanti anni? Cosa pensa di lei e della sua scelta di vita – e di morte?

“La storia di Ria Atria è stato il primo libro che ho scritto , ma rileggendolo anni e anni dopo temevo che non reggesse il confronto con la realtà contemporanea . E’ successo il contrario : sono rimasta turbata dalla sua attualità. Vorrei poter dire che oggi è tutto diverso. Che la vicenda di Rita fa ormai parte della storia e un numero sempre maggiore di testimoni di giustizia è riuscito a lacerare la rete del crimine organizzato che strangola l’Italia. Non è così. Il coraggio di persone come Rita e la sua cognata Piera Aiello , che hanno denunciato delitti mafiosi, non viene ricompensato . Credere nella giustizia sembra una colpa : mentre i pentiti vengono premiati con sconti di pena , c’è scarsa considerazione per i testimoni di giustizia che, come hanno fatto loro , devono lasciare la famiglia , sono costretti a vivere sotto falso nome e spesso non ricevono una protezione adeguata. Il Ministero degli Interni si serve delle loro dichiarazioni e poi li lascia in balia di se stessi C’è una frase del diario di Rita che non dimenticherò mai : “Prima di combattere la mafia devi farti un esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te , puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici : la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato ci comportarci”

Perché una tedesca vive in Italia e scrive di mafia?

“Ho fatto il mio primo viaggio nel 1979 , su una vecchia Renault 4 , perché avevo letto Il padrino. Già all’epoca ero affascinata dalla mafia . La consideravo una specie di storia di famiglia , anche se di famiglia perversa. Sono tornata nell’89 come inviata per un reportage sulla Primavera di Palermo. E ci sono rimasta”

Cos’è cambiato da allora?

“Dopo un periodo di grande attenzione, Cosa Nostra è tornata invisibile. E penetrata profondamente nel Nord , e di questo non si parla abbastanza. In questi anni la sua presenza ha cambiato il corso della vita economica e democratica. Per gli imprenditori onesti è impossibile competere con quelli mafiosi, e non è rassicurante avere parlamentari condannati per concorso esterno in associazione mafiosa”

E’ un cancro esclusivamente italiano?

“Le associazioni di stampo mafioso sono in tutta Europa già da decenni. In Germania, per esempio, è approdata quarant’anni fa nelle regioni più industrializzate , Monaco, Stoccarda , la Ruhr, ma oggi è ovunque , perfino nella città universitaria di Munster o nella regione del lago di Costanza, dove l’anno scorso inquirenti calabresi hanno scoperto clan della ‘ndrangheta”

Lei ha scritto che il suo paese è l’Eldorado della mafia, ma la politica ne nega l’esistenza. Può spiegarci?

“La lotta alle organizzazioni criminali non è nell’agenda della politica tedesca né di questo governo né di quelli precedenti . E la mafia continua a espandersi indisturbata ; poliziotti e magistrati tedeschi non hanno leggi adeguate per indagare. L’associazione mafiosa , per esempio, non è un reato previsto dal codice ; le intercettazioni sono vietate e riciclare denaro sporco è un gioco da ragazzi. In Italia chi investe deve dimostrare che i soldi provengono da fonti pulite , in Germania è un poliziotto a dover dimostrare il contrario. Le infiltrazioni mafiose sono del tutto sottovalutate dai mass-media tedeschi . Quando se ne parla , si cita l’Italia : a parte la strage di Duisburg , considerata dai mafiosi stessi un incidente di percorso, non fa morti. E senza morti è più facile pensare di essere immuni”

Lei è stata minacciata. Vive protetta?

“Sono sostenuta sia dalla polizia tedesca sia da quella italiana. Oltre che dal movimento antimafia italiano. Nel mio paese sono sta minacciata più volte ; immagino fosse un avvertimento per tutti i giornalisti tedeschi che tentano di sollevare questi temi in Germania”

Alcuni suoi libri sono stati censurati. E’ successo anche con l’ultimo su Rita Atria?

“E’ significativo che la censura del mio libro Santa Mafia abbia destato più clamore all’estero che nel mio paese. Ancora oggi rabbrividisco quanto lo apro e vedo le pagine annerite. Per fortuna al libro su Rita Atria non è successo niente di simile. Per la traduzione italiana ho però dovuto cambiare i nomi dei mafiosi : oggi sono già tutti a piede libero”

Lei scrive che i pilastri della mafia sono le donne…

“Sono loro che trasmettono ai figli i valori della mafia , per questo il loro ruolo è fondamentale. Un tempo venivano considerate vittime innocenti. Oggi si sa che sostituiscono i mariti latitanti o in carcere. Senza il loro sostegno la mafia non esisterebbe”

Nel suo libro Santa Mafia ha sostenuto che i comandamenti della Chiesa sono quelli della mafia. Cosa intendeva?

“E’ singolare che tutti i mafiosi affermino di credere nel giudizio di Dio e non in quello degli uomini. La mafia ha capito di non poter esistere se non finge di sostenere la Chiesa. E ha interpretato in modo perverso i valori cattolici. “Onora il padre e la madre” vuol dire mantieni la cosca mafiosa ; “Non dire falsa testimonianza” è una necessita perché un mafioso deve poter fidarsi dell’altro. Persino “Non commettere adulterio” ha un significato : una donna tradita potrebbe vendicarsi e sbilanciare l’equilibrio di una cosca”

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I suoi sono saggi per scuotere la coscienza di tutti . Crede di esserci riuscita?

“Anche un libro sulla mafia dev’essere una lettura avvincente… E’ bello che in Italia contro la mafia venga vissuta come una forma di resistenza di tanti giovani e da tanti bravi giornalisti. Ma la ribellione dei cittadini non basta. Anche la politica deve ribellarsi. E serve una ribellione europea. Perché la mafia è già da tempo globalizzata”

Se dovesse spiegare ad un bambino che cos’è la mafia , che parole userebbe?

“Uccide tutto ciò che ami: la vita , la libertà, la gioia di vivere. Ti toglie l’aria. Avvelena la terra e il mare. Ti tiene prigioniero costringendoti a vivere in un eterno buio”

Le organizzazioni criminali si possono davvero sconfiggere? O sono già troppo ramificate nel tessuto economico , sociale e culturale?

“Rispondo a questa domanda come ha già fatto Giovanni Falcone “La mafia è un fattore umano. E come tutti i fatti umani ha un inizio. E avrà anche una fine”

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