mercoledì 16 novembre 2011

INTERVISTA ALLA FIGLIA DI OLIVIERO TOSCANI, OLIVIA “ Ho superato il rapporto con mio padre con la famiglia, l’amore e la psicoterapia”

Olivia Toscani è figlia del celebre “fotografo” dissacratore Oliviero. Oggi gestisce un azienda agricola a Poggibonsi. Fino al 1991 gestiva un minuscolo spazio di esplosiva creatività milanese: stava dietro piazza San Babila e si chiamava Megalopoli , come la mostra che ha inaugurato in luglio gli ambienti di OTTO, luogo dell’arte, la nuova galleria che Olivia Toscani Rucellai ha aperto con l’architetto Mauro Lovi pochi passi da Palazzo Pitti
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Perché tutto questo non è arrivato prima?
“So solo che Megalopoli mi ha aspettato per più di vent’anni. Con questa mostra prendo finalmente di gallerista delle mani di mia madre”
Come ha capito che era il momento giusto?
“Otto mesi fa sono salita in soffitta a Poggibonsi e ho trovato questi pezzi straordinari , ricoperti di polvere e di ragnatele. Poco dopo ho partecipato al vernissage di una mostra di sculture a pochi metri da dove siamo ora : ho ritrovato la stessa atmosfera della mia giovinezza milanese, e mi sono detta “perché non aprire a Firenze un nuovo spazio creativo? E perché non cominciare con una mostra sull’avventura di Megalopoli?”. Mia madre mi guardava perplessa , era sicura che alla fine avrei lasciato perdere. Ma ora che ce l’ho fatta non mi fermo”
Perché il suo luogo dell’arte si chiama OTTO?
“Adoro l’8 perché sono nata l’8 maggio, perché è un numero affidabile che ripete lo stesso movimento all’infinito , perché l’8 dicembre è l’Immacolata Concezione. E poi O.T.T.O. è Olivia Toscani Toscani Olivia. Ma a parte il nome , mi piacerebbe che fosse un centro di libera progettazione”
Perché aprire uno spazio di design a Firenze?
“Sono milanese, ma vivo a Firenze con mio marito e i miei tre figli. Questa è una città stretta attorno a poche grandi famiglie , refrattaria alle novità, ma con un disperato bisogno di contemporaneità: in giro è pieno di antiquari che chiudono perché non stanno ai tempi , non vanno alle fiere, non si aggiornano. Invece bisogna aprirsi: in questo piccolo spazio creativo puntiamo a mettere assieme artisti internazionali e artigiani locali”
Dopo Megalopoli , dal 22 settembre al 12 novembre ha presentato OH!Nirica
“Era una mostra di trenta artisti impegnati sul tema del sogno e del sonno. Ci saranno italiani , tedeschi, serbi , inglesi, coreani alle prese con cuscini , arazzi, specchiere…. Tutti esporranno un prototipo , che in un secondo momento potrà anche entrare in produzione”
E’ affascinata dalla creatività perché c’è cascata dentro da piccola?
“Oh sì, con mia sorella mi sono fatta di inaugurazioni d’arte. Negli anni Settanta non c’era l’esercito di baby sitter che c’è oggi , e poi mia mamma aera una giovane scandinava , non si faceva certo problemi a portare le figlie sul lavoro”
Cosa ha preso da sua madre, e cosa da suo padre?
“Da mia madre la solidità dei valori, il senso dell’umiltà , la fedeltà, l’amicizia. Da mio padre la forza indomita , la potenza, nonostante tutto. Sono molto diversi , ma si assomigliano per il narcisismo , cioè il bisogno e la capacità di esporsi sempre in prima persona”
Che padre è stato Oliviero Toscani?
“Difficile”
In che senso?
“Ha avuto sei figli da tre donne diverse , io sono la seconda , è stato difficile , difficilissimo”
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Scusi se insisto : in che senso?
“Mio padre non sa cosa sia l’empatia per i suoi simili. Cinque anni fa ho avuto il cancro e , nel 2009, ho fatto con lui la campagna pubblicitaria per la prevenzione del tumore al seno. Da allora non mi ha più cercata”
Vive in attesa di una chiamata?
“Non più, ho tre figli e un marito che mi ama, sono una donna matura, guardo solo avanti”
Come si supera il dolore per un padre che non c’è?
“Con la famiglia, l’amore e la psicoterapia”

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