venerdì 4 novembre 2011

INTERVISTA A DIANA BRACCO, CAPO DELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA, HA RISTRUTTURATO UNA SALA DEL QUIRINALE “Se devi fare una cosa , o sei portata e la fai bene, o lasci perdere”

Diana Bracco, è capo del gruppo Bracco , che fa diagnostica e farmaceutica e fattura oltre un miliardo di euro, un colosso internazionale diventato grazie alle sue capacità. E’ a capo della Fondazione Bracco a cui si deve la rinascita della Sala degli Ambasciatori al Quirinale.  Non è la prima volta che il pubblico si affida al privato , Della Valle con Tod’s al Colosseo.
DIANA-BRACCO
Diana è anche presidente di Expo 2015 e siede nei direttivi di Confindustria , Assolombarda e Federchimica , ha tre lauree e un curriculum vitae denso di incursioni nel mondo dell’arte e musica.
Cos’è il mecenatismo per lei?
“Un modo per trasmettere i valori dell’azienda anche alle migliaia di dipendenti all’estero. Abbiamo portato “Canaletto e i suoi rivali” alla National Gallery di New York”
Anche i suoi genitori avevano la sua stessa passione?
“Ero piccolissima quando mi portarono alla Scala la prima volta. Le scene di folla e la musica rossiniana di Cenerentola mi impressionarono. Mia madre ci teneva che noi figlie ci appassionassimo alla musica. Ci martellava con lezioni di pianoforte , con signorine di piano sempre più pignole. Ma io mi rifiutati di dare l’esame di quinta”
Strana ribellione la sua , che oggi è nel consiglio di amministrazione della Filarmonica della Scala
“Se devi fare una cosa , o sei portata e la fai bene, o lasci perdere. Però imparai a comprendere la musica”
Primogenita di tre femmine , da ragazzina pensava di occuparsi dell’azienda di famiglia?
“Accarezzavo lo studio dei classici greci. Al liceo il professor Canesi ci apriva la testa alla bellezza e all’espressione dell’emozione personale, ma ho sempre visto papà arrivare il sabato sera con il borsone delle sue carte e lavorare tutta la domenica : avevo l’imprinting del lavoro senza sosta”
L’espressione dell’emozione ha spazio in una sua vita da donna d’affari?
“L’altro giorno , la ragazza di 22 anni che mi pettina mi ha detto “Voglio tornare a Firenze : quando guardo il David di Michelangelo rimango a bocca aperta e non riescono a portarmi via”. Ecco : a me emoziona la bellezza, anche vista dagli altri”
E il lavoro?
“Quando abbiamo comprato la Squibb in America e ho fatto la cena con tutti i nuovi, è stata un’emozione enorme”
Piangono le donne d’affari?
“Nel dolore noi donne arriviamo a profondità di emozioni anche devastanti. Un mio amico medico mi dice “Tu non puoi pretendere che gli uomini vi capiscano , noi siamo diversi”
Quando ha compreso che toccava a lei dirigere l’azienda?
“Verso i 33, 34 anni , quando non solo ho visto che mi piaceva proprio, ma che mi riusciva”
Non come il piano?
“Esatto e comunque per noi il lavoro era da sempre la cosa più importante. Io lavoravo dodici ore al giorno e mio padre – perfidamente – metteva sempre la prima riunione alle otto e un quarto”
Che pensa della legge che impone quote rosa nei consigli d’amministrazione?
“Che è tristissimo imporre per legge le donne, ma che senza queste leggi non cambia niente”
Lei è sposata da sempre con il manager Roberto de Silva
“Alle nipoti dico “I matrimoni devono e possono reggere, serve pazienza”
Solo pazienza
“Anche intelligenza e fede nelle cose che si fanno”
Il fotografo Bob Krieger narra di averle detto che ha uno sguardo alla Moana Pozzi
“Finalmente uno che mi capisce! Gli risposi “Mi raccomando, lo dica a mio marito”
A Marzo ha scelto come successore suo nipote Fulvio Renoldi. Pensa alla pensione?
“Credo che Fulvio abbia già dimostrato di saper fare bene , ma io con la mia esperienza posso essere ancora utile”
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Come sarà l’Expo 2015, figlio della crisi?
“Immagino molte installazioni virtuali e multimediali e meno cose fisse che sono poi maggiori costi da abbattere”
Sulla crisi è ottimista o pessimista?
“Ottimista. All’estero c’è ancora voglia di Made in Italy”
Dopo le dimissioni di Giulio Scajola , si diceva che Silvio Berlusconi pensasse a lei come Ministro dello Sviluppo economico
“Avrei visto un  conflitto d’interesse non superabile , nonostante fare il ministro sia un grandissimo onore”
Si fece anche il nome della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Se mai glielo chiedesse un nuovo governo, che cosa le consiglierebbe?
“Avrebbe lo stesso problema di conflitto d’interesse, poverina! Io credo che oggi al governo servirebbero piccoli gruppi di lavoro che si danno dei tempi , perché le imprese hanno bisogno di sapere quale via possono percorrere”
E’ sicura che non siano fuori tempo massimo?
“Siamo qui che parliamo di cultura e di arte… Finché è così , non lo siamo”

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