lunedì 31 dicembre 2012

INTERVISTA A LELLA COSTA “Ho pagato anche io, come cittadina lombarda , lo stipendio da consigliere regionale a Nicole MInetti. Le olgettine mi fanno una grandissima rabbia , oltre che pena”

Lella Costa è un attrice e scrittrice, ma soprattutto una donna piena d’ironia.

Una definizione d’ironia?

“L’ironia è una dichiarazione di dignità che ti permette di uscire dagli stereotipi”

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Le donne sono più ironiche?

“Assolutamente sì”

Perché?

“Perché siamo state confinate , limitate e non abbiamo dovuto misurarci come gli uomini con luoghi comuni potentissimi di virilità e di potere. Siamo state abituate a metterci anche nei panni dell’altro”

Una delle battute che ti hanno fattoi più ridere ultimamente?

“Be’, quella di Fiorello dopo la fine del governo Berlusconi “A Palazzo Grazioli ci saranno le bandane a mezz’asta”. Insuperabile”

Essere spiritosi sempre e comunque?

“Assolutamente no. Mi inquieta che  Beppe Grillo usi le stesse battute a sfondo sessuale che usava la Lega. Poi c’è la storia della Merkel”

Quale?

“Ma davvero crediamo che la Germania non ci presti i soldi a causa della nostra situazione economica?Non lo fa perché Berlusconi ha dato alla Merkel della “culona inchiavabile”

Dicono che l’importante è essere belle dentro. E’ vero?

“Il vantaggio di essere belle dentro? Non so : si viene meglio nelle radiografie?”

Se l’ironia è contagiosa , un consiglio per farsi contagiare?

“Togliere peso: quando davvero sei vittima di comportamenti aggressivi e frustranti, cerca di non prendere te e il tuo dolore come la misura del mondo”

Altri accorgimenti per donne ironiche che non vogliono farsi ridere dietro?

“Prima regola: le figlie possono accedere all’armadio delle madri e non viceversa. Vedersi con occhi realistici e dire: bè , se oggi non rubo la minigonna a mia figlia è meglio per tutt’e due”

Molte donne dicono di essere autoironiche

“Valeria Marini, per esempio. Ma non c’è nessuna ironia nell’indossare vestiti come i suoi, lingerie che spaccia per abiti da usare alle due di pomeriggio”

Una donna autoironica?

“Geppi Cucciari. Ha delle riservetezze e mette nella sua ironia la disponibilità a mettersi in discussione”

Fiabe da leggere alle bambine. Cenerentola la cestiniamo?

“Cenerentola è un mito assoluto”

Ma come? Il principe azzurro ha fatto più danni della peste

“Calma. Quando quella sciroccata della fata capisce che le deve fare un certo abito per il ballo, lì c’è la chiave di volta. E’ per il vestito , per la festa dove siamo protagoniste , è per la vita che abbiamo davanti che vogliamo cambiare. Però abbiamo sempre dovuto dire che era per il principe”

Da cosa ci salva l’ironia?

“Da tutte le forme di integralismo, da chi è convinto di avere la verità in tasca. E’ una vaccinazione contro gli assolutismi”

Ridere a letto, sì o no?

“Dipende: se lei ride della zona a cui lui è più legato, che non è il cervello, non si ripiglierà mai più”

La scena di Harry ti presento Sally in cui Meg Ryan finge l’orgasmo al ristorante: uno spartiacque nella storia femminile?

“Sì, da quel giorno tutti i nostri fidanzati ci hanno guardato con altri occhi. E’ stata una presa del potere. E’ come se avessimo detto “Tu hai sempre creduto che fosse vera quella cosa lì? E io ti faccio vedere che posso fingerla benissimo”. Gli abbiamo fatto capire che conosciamo il codice per farli contenti”

Ma noi saremmo mai contente?

“Bella domanda. Diciamo che c’è una tendenza femminile a essere generose”

Sharon Stone ha detto “Forse le donne sanno fingere gli orgasmi , ma gli uomini intere relazioni”

“Che dire? Riassume genialmente tutto”

Tu ironizzi sul fatto che il Punto G l’abbia scoperto un uomo

“Perché è un problema loro. E’ il solito loro problema di controllo”

L’uomo vuole controllare anche quello che non conosce?

“Certo. Una mia amica una volta è andata da un ginecologo per il primo parto. Era già abbastanza terrorizzata e lui le ha detto che i dolori del parto sono secondi solo allo strappamento degli arti. Ma tu che sei un uomo con tutte e due le braccia e non hai mai partorito , che ne sai? E anche se forse , ne parli a una donna che deve partorire?”

Quest’estate sui giornali si è discusso dell’amore a 60 anni. Un sessantenne che ama una ventenne veniva ritenuto ridicolo. Il fatto di amare una coetanea nemmeno era contemplato. Tu, invece, giudichi la questione in termini di “diottrie”

“Sì, credo che la natura ci dia un segnale molto chiaro: la presbiopia. D auna certa età in avanti non vedi più bene da vicino : mano santa nelle relazioni. E’ come se avessi davanti la calza di nylon. Certi dettagli non gradevolissimi non li noti perché gli occhiali li metti per leggere , ma non per fare sesso”

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E dunque?

“E’ un grande rischio per un sessantenne , maschio o femmina, mettersi con una/o più giovane : da vicino non ne godi la bellezza, mentre lui o lei vede tutto di te”

Niente moralismi, dunque

“Assolutamente no!”

Le contraddizioni della donna da prendere con una risata?

“Diciamo tanto che vogliamo l’uomo complice, con cui ridere. C’è il tuo migliore amico con cui parli benissimo che vorrebbe tanto venire a letti con te e tu, invece, ti innamori di un avanzo da galera”

Ironie sulle olgettine: la Minetti?

“No, impossibile. Io non voglio dire che provo proprio avversione , ma , sinceramente , un pochino di disprezzo sì, perché ho pagato anche io, come cittadina lombarda , lo stipendio da consigliere regionale a Nicole MInetti. Non mi fanno proprio ridere le olgettine , per niente. Mi fanno una grandissima rabbia , oltre che pena”

Pena?

“Nel 2002 ero a teatro con Traviata: il tema del commercio delle donne era già molto forte allora. Posso dire di aver intuito che cosa sarebbe diventato il terribile spettacolo che abbiamo visto in questi anni in tv. E non solo”

Il simbolo di questo commercio?

“Marilyn, Pasolini scrisse che era “impudica per passività e indecente per obbedienza. L’obbedienza richiede molte lacrime inghiottite”

Conta l’educazione all’ironia?

“Conta l’educazione. Una volta ero a Riccione per uno spettacolo. Nel mio albergo c’erano ospiti delle selezioni per le veline con le loro mamme . Da dietro , non riconoscevi chi era la madre e chi era la figlia e delle volte neanche davanti. Erano pettinate uguali, vestite uguali, stesso atteggiamento”

Le veline, si dice, nascono come una parodia , sono “ironiche”

“Ma se non hanno neanche un nome! Sono la velina mora e bionda . Decidi che usi l’immagine femminile in quel modi lì e basta. Ma non puoi dire che sono ironiche”

Potrebbero diventarlo

“Sì, se fossero vestite”

martedì 25 dicembre 2012

INTERVISTA ALL’ATTORE AARON JOHNSON “So che in rete ci sono un mucchio di cose orribili , ma non permetto a questi pettegolezzi di entrare nella nostra vita”

L’attore Aaron Johnson ha messo la testa a posto si è sposato , con una donna grande di lui di 23 anni, e ha avuto due bambini. Prima lo chiamavano toy boy da red carpet.

Anni dopo il vostro primo incontro , si continua a parlare della differenza di età tra te e tua moglie. Ti dà fastidio?
“Ho imparato a non leggere ciò che scrivono sul mio conto. So che in rete ci sono un mucchio di cose orribili , ma non permetto a questi pettegolezzi di entrare nella nostra vita”
Com’è davvero il vostro rapporto?
“Mia moglie è uno spirito giovane. Siamo complementari , nella vita di tutti i giorni e anche nel lavoro. Lei mi incoraggia e mi ispira continuamente e io cerco di fare lo stesso con lei”
Ha fatto discutere la scelta di prendere il cognome di tua moglie: Aaron Taylor-Johnson. Perché lo hai fatto?
“Ho sempre trovato ingiusto che solo le donne prendessero il cognome del marito. Ho voluto essere parte di lei come lei ha scelto di esserlo di me. Che c’è di male?”
Sembri sempre convinto di ciò che dici. E’ così?
“E’ questo il mio approccio alla vita. Quando so come mi sento , quando sono sicuro di stare a fare la cosa giusta, smetto di aver paura e affronto tutto con coraggio”
Tutto il contrario di Ben , il protagonista del film Le Belve : com’è il personaggio?
“Ben è un ragazzon molto intelligente . Gli interessano le piante e la botanica, ma ha anche una gran capacità tecnica nel coltivare un particolare ceppo della marijuana. All’inizio del film il mio personaggio ha molti dubbi : pensa che ci sia qualcosa di più importante da fare che spacciare, pensa che sia venuto al mondo per fare qualcosa di più utile”
Ben e Chon , suo compagno e amico d’affari , condividono l’amore per una donna , O , interpretata da Blake Lively . Come si colloca lei nel loro rapporto?
“O è una testimonianza della loro amicizia. Sono giovani e hanno uno spirito libero, ma alo stesso tempo sono leali e fedeli. Entrambi si sentono responsabili per lei e piano piano si rendono conto di quanto siano importanti l’uno per l’altro. In questo film c’è anche una profonda riflessione sull’amore e su ciò che realmente significa”
Per te cosa è l’amore?
“Qualcosa di fatale. Quando ho incontrato Sam ho avuto l’impressione che un filo invisibile ci unisse da sempre. Mi sono innamorato e ho sentito il desiderio di creare una famiglia. Volevo essere circondato da bambini”
Le belve è un passo importante nella tua carriera. Cosa ti ha entusiasmato di questa opportunità?
“Quando ho deciso di fare questo film ho preso in considerazione diversi elementi. Alla mia età non ci sono molte opportunità di lavorare con grandi registi che hanno la visione e la passione di Oliver Stone. Sono molto attento a quello che faccio , avevo bisogno di trovare qualcosa che mi ispirasse ad accettare questa sfida e opportunità. Sono stato molto fortunato”
Che cosa puoi dire di Oliver Stone?
“Oliver alza la media dei registi con cui ho lavorato. Ti dà un sacco e nello stesso tempo richiede molto , questo è il suo bello. Ti sta addosso e tu sai che come attore devi dargli il massimo per forza. Lui sa esattamente quello che vuole”
Come sei stato convinto del progetto?
“Oliver era a Londra e sono stato chiamato per aver un incontro con lui. Non sapevo di cosa si trattasse , così ho accettato immediatamente. Abbiamo bevuto un drink e parlato di un sacco di cose. Mi ha detto che aveva in mente un progetto e mi ha chiesto se mi sarebbe interessato. Io gli ho detto subito “Certo che sì!”. Non ero sicuro di che cosa volesse dire , ma comunque voleva che io ne facessi parte. Eroi disposto a correre il rischio , perché sapevo che sarebbe stato un progetto di qualità”

Come è stato lavorare con lui?
“Oliver è super energico. Non credo che dorma mai! Mentre sta lavorando ad una scena, preparando a tutti i dettagli, può capitare che stia pensando a quello che dovrà girare due giorni dopo. Si occupa di tutto come farebbe un artigiano ed è per questo che i suoi film sono così forti e struggenti. Oliver ti educa a questo mondo , e allo stesso tempo ti chiede di metterti in discussione, vuole che tu ti ponga domande su quello che stai facendo, perché quando hai la risposta a quelle domande puoi davvero affrontare la scena”
Che cosa ti è rimasto di questa esperienza?
“Oliver Stone mi ha portato a un livello in cui ero vulnerabile. Ho dovuto fidarmi di lui , cosa che ha realmente pagato. Sono stato messo alla prova come attore e ne ho guadagnato moltissimo. Mi è piaciuto tutto , dal dettaglio della ricerca alla regia , agli attori. E’ stata un’esperienza speciale. Sento di essere cresciuto molto”

venerdì 7 dicembre 2012

INTERVISTA ALLA MODELLA E ATTRICE DIANE KRUGER “A Parigi ero in un mondo di adulti , vestita con abiti bellissimi, ma circondata da una sorta di grande freddo : esattamente come Maria Antonietta”

Diane Kruger è stata Maria Antonietta nel film Addio, mia regina. Trentasei anni , attrice e modella , nata in Germania ma arrivata a Parigi a 16 anni per intraprendere le varie passerelle.

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Addio, mia regina esplora la relazione borderline tra Maria Antonietta e Sidonie Laborde w quella tra la regina e Gabrielle de Polignac . Si può parlare di amore tra queste donne?

“Non credo che Maria Antonietta fosse lesbica. Piuttosto è una storia d’amicizia al femminile di una donna che vuole essere amata per ciò che è e non per quello che rappresenta . Gabrielle , alla fine, la tradisce , ed è questo tradimento che mia ha permesso di identificarmi con la trama”

Lei è stata tradita come Maria Antonietta?

“Certamente, lei no? Chi non ha vissuto qualcosa del genere? Tutte le donne sono state abbandonate almeno una volta nella vita e hanno avuto il cuore spezzato”

C’è qualche altro legame di natura personale con questo personaggio?

“So come ci si può sentire a contatto con un’altra cultura di cui non parli nemmeno la lingua. Anche se ho amato immediatamente Parigi , quando ci sono arrivata mi sono sentita isolata per quasi sei mesi. Ero in un mondo di adulti , vestita con abiti bellissimi, ma circondata da una sorta di grande freddo : esattamente come Maria Antonietta”

Trova che la storia di Maria Antonietta sia collegata al nostro presente?

“Questo è anche un film su come l’abuso di potere porti a storture in grado di scatenare rivoluzioni. Oggi molte persone che contano tendono a chiudersi in torri d’avorio e dimenticano ciò che la gente vuole veramente”

Come si è avvicinata a questo personaggio?

“L’ho immaginata come una diva del cinema degli anni’30. Una sorta di Marlene Dietrich del diciottesimo secolo , circondata da persone adoranti che volevano soddisfare ogni suo desiderio”

Ha interpretato anche Elena di Troia. Essere donna di potere non le dispiace

“L’altra sera con mia madre parlavamo della stessa cosa. Alla fine mi ha detto “Sai Diane, se continui così tra dieci anni potrai interpretare Angela Merkel!Ovviamente non le ho parlato per tre giorni!”

Lei è nata in Germania , vissuta tra Londra e Parigi, e adesso vive tra la capitale francese e Los Angeles. Cosa c’è di diverso a interpretare un film in Europa o in America?

“Negli Usa mi è capitato di recente di interpretare un’aliena in The Host di Andrew Niccol, tratto da un romanzo di Stephenie Meyer (l’autrice della saga di Twilight, ndb) . In Europa non accetterei mai ruoli del genere”

Ha girato anche un episodio in una serie Tv come Fringe dove lavora il suo fidanzato, l’attore canadese Joshua Jackson. Com’è andata?

“In realtà avevo solo due scene. Era da molto tempo che volevo interpretare una morta: mi sono servite sei ore di trucco. MI hanno guarito da ogni desiderio per tutta la vita. Mai più un film di zombie!”

Con il suo compagno vivete da cinque anni una relazione a distanza: come ve la cavate?

“Bene, andiamo entrambi la nostra indipendenza. Io non so se riuscirei a stare con qualcuno che pretende di avermi accanto 24 ore su 24”

La regola più importante che vi siete dati?

“Al massimo state tre settimane senza vederci , non un giorno di più”

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Di matrimonio , mi pare, non se ne parla ancora

“Non è la mia priorità, l’ho già fatto. Se incontri qualcuno l’impegno che prendi col cuore è più forte di ogni altra cosa. Sicuramente , però, voglio dei figli. Non ho alcuna esperienza di bambini, eppure le mie tre nipoti si confidano sempre con me. Una di loro vive a Londra, una città che io e Josh adoriamo , e ogni volta che ci andiamo lo portiamo con noi al parco, allo zoo e al negozio di giocattoli di Hamleys”

Fa l’impressione pensarla al parco, in giro per i negozi , vestita informale. Lei sembra nata per stare su un red-carpet

“Ma no, anche sul red carpet cerco di essere me stessa. Ho un mio stile piuttosto classico rispetto al quale mi lascio un certo margine di sperimentazione sugli accessori. In questo momento, per esempio, sono testimonial Jaeger – Le Coultre e mi piace inserire questi orologi nel mio abbigliamento. Per il giorno indosso il mio oro rosa Rendez- vous- Jaeger-Le Coultre. E’ molto elegante e sofisticato, ma la rotondità lo rende giovane. Per la sera preferisco Jaeger – Le Coultre Diamante 101”

Non tutti riescono nel salto della moda al cinema. Lei con che spirito lo ha fatto?

“Mi sono appassionata prima di tutto all’aspetto da circo itinerante del cinema , al fatto che così tante persone lavorino al progetto di un film. E poi mi piace l’idea che tutto questo diventi qualche cosa di cui altre persone possono godere. Almeno lo spero”

sabato 1 dicembre 2012

INTERVISTA A MALIKA AYANE “La cosa che ho conosciuto in questi 28 anni è l’amore , in tutti gli aspetti – tra uomo e donna , tra amici , ma anche materno”

La cantante Malika Ayane si è fatta bionda “Ho dovuto usare le formule magiche delle streghe per schiarirli , ma se fossi tinta di blu non se ne sarebbe accorto nessuno”. Un nuovo disco in circolazione “Ricreazione”.

“Il mio mezzo è la musica e la cosa che ho conosciuto in questi 28 anni è l’amore , in tutti gli aspetti – tra uomo e donna , tra amici , ma anche materno – e in tutte le fasi : da quella in cui credi che durerà per sempre a quella in cui ti dici “fermiamoci un attimo”, fino a quella del trasloco in cui si smonta tutto. Anche il sogno”

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Però lei continua a credere nell’amore romantico : si è sposata a Las Vegas , l’anno scorso con uomo che ha 17 anni più di lei

“Be’, si. Tanto che abbiamo deciso di sposarci prima di fidanzarci. Siamo andati a fare un viaggio in America ; una volta arrivati a Las Vegas non abbiamo potuto fare a meno di sposarci, come in un film. Solo che al cinema questi matrimoni sono di grande suggestione , mentre lì c’erano 40 gradi e l’atmosfera era decadente. Comunque, sposarsi è un modo di definire meglio qualcosa , di mettere tutti più in pace”

E lei è in pace ora?

“Eh , vediamo. Al momento sono felice”

Lei è anche produttrice del disco. Com’è stato gestire un gruppo di uomini dipendenti e farsi rispettare , così giovane?

“Tutte le donne che si trovano al timone di una squadra hanno questo tipo di difficoltà. I miei collaboratori sanno che se una cosa non le piace, la si rifà. Punto. Il luogo comune vuole che una donna che comanda sia isterica , ma sono convinta che questo atteggiamento non serva a farsi rispettare”

Come avete lavorato?

“Ho registrato il disco creando l’atmosfera di una festa. Tenere gli artisti in albergo per due mesi lì deprime. Allora , per esaltare la creatività e rendere tutto più umano , ho affittato una casa e chiesto a delle amiche di cucinare. Anche per questo l’album si chiama Ricreazione

Uno dei pezzi s’intitola Il tempo non inganna. A lei che effetto fanno gli anno che passano?

Mi sto avvicinando ai trenta , mia figlia Mia ne ha compiuti sette , mi sono sposata, ho fatto il mio lavoro da donna molto responsabile. Il mio punto di vista sto cambiando. Comincio a pensare al tempo che passa. Ho sempre trattato mia figlia da persona piccola e non da bambolina , ma vederla che cresce , parla, scrive , legge i cartelli, guarda gli sms mi fa impressione”

Ora che ha una nuova vita e un nuovo amore , vorrebbe avere altri figli?

“Sì, assolutamente. E’ il mio prossimo progetto . Anche adottati. Non voglio che Mia cresca figlia unica . E poi i bambini ti danno il senso della realtà”

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E’ stato difficile diventare mamma a 21 anni?

“No, anzi, mi ha permesso di vivere le cose con più leggerezza, con maggiore istinto e consapevolezza. In quanto artista , se fossi sola al mondo mi potrei accontentare dei risultati. Invece, in quanto madre, se faccio un disco devo metterci tutto quello che posso , altrimenti come giustifico il fatto che torno tardi per settimane e sono sempre al telefono?”

Come concilia la maternità con i dischi e i tour?

“Sacrifico il mio risposo. Se ho un concerto nel raggio di 200 Km, una volta scesa dal palco torno a casa”

“Sono stufa di essere forte”, dice in un altro brano. Com’è una donna forte , secondo lei?

“Una che riesce a mantenere la serenità nonostante le mille scocciature della vita , quelle che una donna vive tutti i giorni”

La spaventa l’idea che un giorno il successo possa finire?

“La paura serve a farti prendere tutto con molta più leggerezza , a non esagerare con il divismo. La crisi sta ridimensionando molto anche il nostro modo di vivere  e le nostre aspettative. Dopo tutto, sono convinta che ci renda migliori , meno avidi. Anche di successo. E poi, come dice, mia nonna: Inshallah”

domenica 25 novembre 2012

INTERVISTA A BRADLEY COOPER “Voglio divertirmi , ma non mi considero un latin lover. In questo ambiente fanno presto ad affibbiarti etichette false”

L’attore Bradley Cooper è “single meditato” , impegnato a non ripetere i molti errori del passato.

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Il primo amore, se lo ricorda?

“Ero un ragazzino , giocavo a basket e c’era una bambina bionda che mi guardava giocare, non ho mai saputo chi fosse, ma è stata la prima volta che il mio cuore ha cambiato ritmo”

Il primo bacio : rivelazione o delusione?

“Rivelazione”

In amore vale la pena di insistere?

“Dipende, non so. Credo nell’amore , ma non nella sofferenza che ne deriva”

L’innamoramento: una droga leggera o tre vodke di fila?

“Una droga eccitante. Tipo quella che prendeva il mio personaggio nel film dell’anno scorso, Limitless”

Strategie di conquista . Qual è la sua?

“Non ho strategie se non essere sempre me stesso, fregarmene delle apparenze e di quello che pensa la gente”

Categorie femminili che non le piacciono?

“Direi nessuna, anche se ho avuto parecchi problemi con l’altro sesso, in passato”

Classifica per sedurre : bellezza , ricchezza , cervello, humour?

“Bellezza e cervello”

I sensi più importanti in amore?

“Olfatto e tatto”

Com’era vestito al suo primo appuntamento?

“Di sicuro sportivo. Da ragazzino avevo la mania del basket e mi vestivo con molto larghe e magliette della mia squadra preferita. Dovevo essere inguardabile. Ma alle ragazze piacevo”

Cambiarsi d’abito cinque volte prima di uscire. E’ segno d’amore?

“Non direi. E’ più che altro voglia di piacere e piacersi”

Amore a prima vista o prima svista? O più meditato?

“Al momento “single meditato”. Voglio divertirmi , ma non mi considero un latin lover. In questo ambiente fanno presto ad affibbiarti etichette false”

La serial lover: le evita o la affascinano?

“Forse non so bene cosa sono , visto che definiscono me un serial lover! Penso che in amore si debba trattare l’altro come noi vorremmo essere trattati. Questa per me è la regola del numero uno”

Una , due o tre follie per amore?

“Mi sono promesso di non commettere gli sbagli del passato. Dobbiamo imparare dai nostri errori e io ne ho fatto parecchi, quindi direi che ho molti insegnamenti da mettere in pratica”

Meglio le affinità elettive o l’elogio degli opposti?

“Meglio rispettarsi e non farsi del male. Non sempre ci si riesce, purtroppo”

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Guardarsi o guardare nella stessa direzione?

“Guardare se stessi e pensare al proprio benessere. Una volta che stiamo bene, possiamo fare stare bene anche gli altri”

Sacrifici o fioretti d’amore?

“Al momento nessuno dei due”

Facciamo un bilancio?

“Alti e bassi. Ho un matrimonio e vari fidanzamenti falliti alle spalle, ma non mi abbatto e non perdo la speranza”

Da che cosa  capisce che è amore doc?

“Ho creduto molte volte che fosse amore vero e poi non lo era, quindi preferisco non rispondere”

Un suo grande amore condensato in : un luogo , un cibo e una musica

“Philadelphia, dove sono nato”

Ama troppo?O moderatamente?

“Al momento amo senza pensarci troppo, altrimenti arrivano i problemi”

martedì 20 novembre 2012

INTERVISTA AD ELENA DI CIOCCIO “Sono osservatrice e molto , molto sensibile. Gesti e respiri mi parlano”

Elena Di Cioccio , attrice e conduttrice televisiva. Ultima fatica la conduzione di La Mala EducaXXXion su la7.

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Il primo amore se lo ricorda?

“Gabriel aveva un anno di meno e frequentava la mia stessa scuola. Eravamo sempre appiccicati. In due in motorino, concerti insieme , divani di fortuna ( i nostri genitori si erano rassegnati a non dividerci). Ancora oggi siamo amici”

Il primo bacio : rivelazione o delusione?

“Sono osservatrice e molto , molto sensibile. Gesti e respiri mi parlano. Lui mi baciò per mille motivi tranne per quello giusto. Ho provato la mancanza di qualcosa di vivo”

In amore vale la pena di insistere?

“No! L’ho fatto con chi mi ha preso in giro . Ma la mia amica Simona dice il contrario , e si è appena fidanzata. Congratulazioni!”

L’innamoramento : una droga leggera o tre vodke di fila?

“Tre vodke di fila. Ora sono alla prima”

Strategie di conquista . Qual è la sua?

“Nessuna. Se penso ad una strategia mi blocco come uno stoccafisso”

Categorie femminili che non le piacciono

“Le donne che non fanno squadra, quelle che ti usano, le gattemorte; quelle che non hanno capito che tocca a noi spenderci per trovare il modo di rieducare questo Paese al valore centrale della femminilità”

Classifica per sedurre : bellezza , ricchezza, cervello, humour?

“Cervello, humour, bellezza, ricchezza. No dai, ricchezza è da sfigati”

Il senso più importante in amore?

“Nell’ordine: tatto, udito, gusto, olfatto, vista”

Com’era vestita al primo appuntamento?

“Non ricordo, mi vestivo sempre con le stesse cose : jeans stretti, magliette rock, e i giubbotti di pelle che rubavo a mia sorella”

Cambiarsi d’abito cinque volte prima di uscire. E’ segno d’amore?

“Per me sì. Soprattutto se capisco che gli piace il lato estetico”

Amore a prima vista o prima svista? O più meditato?

“Sono vergine, ascendente vergine . Valuto, ragiono, analizzo, raccolgo dati , scarto. Poi arriva qualcuno per caso … E mi agito come una pallina del flipper”

I serial lover : li evita o la affascinano?

“Orrore! Li evito”

Il sesso nobilita l’amore o viceversa?

“Nobilita l’amore è necessario”

Una, due e tre follie per amore?

“Le mie follie hanno sempre avuto una connotazione negativa: fare qualcosa che non  ti appartiene. Quando si è capiti e ricambiati niente è una follia, tutto è bello, solare, gioioso. Pura energia”

Meglio le affinità elettive o l’elogio degli opposti?

Affinità elettive di opposti risolti”

Guardarsi o guardare nella stessa direzione?

“Guardare nella stessa direzione, guardarsi, prendere un bel respiro e su le maniche a costruire insieme il progetto”

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Sacrifici o fioretti d’amore?

“Tutt'e due . Fioretti quando funziona bene e sacrifici se lui ha un problema”

Facciamo un bilancio?

“In questo momento sono un po’ tutta in sfarfallio perché c’è uno che mi piace. Quindi non riesco a pensare a prima. Sono proiettata nell’ora e domani”

Da che cosa capisce che è amore doc?

“Suonare bene insieme: è come una musica. L’accordo giusto si sente”

Un suo grande amore condensato in : un luogo, un cibo o una musica

“La natura rigogliosa che si specchia nell’oceano. Una musica con quelle note segrete che ha Noemi ( anche Adele , ma la rossa mi parla dritta nella mia lingua), il profumo dei frangipani”

Ama troppo? O moderatamente?

“Amo e basta. Amore mi rende felice, vibrante, scintillante”

sabato 10 novembre 2012

INTERVISTA A DANIEL DAY LEWIS “ Non ho peli sulla lingua , quando decido di parlare”

Daniel Day Lewis è tornato a 55 anni  al cinema con il film Lincoln. L’attore ora vive tra Londra e il Vermont con la moglie , la scrittrice Rebecca Miller e i loro due figli maschi. Day-Lewis ha un terzo figlio, più grande, avuto con Isabelle Adjani.
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Daniel ci dice più o meno cosa si vedrà nel film?
“Parla degli ultimi mesi della presidenza Lincoln , prima del suo assassinio al teatro , a Washington, nell’aprile del 1865 , per mano di John Wilkes Booth , una settimana dopo la fine della guerra civile che da quattro anni stava massacrando il paese e appena dopo aver varato , nel suo secondo mandato presidenziale , l’emendamento della Costituzione che aboliva la schiavitù. Sally Field recita la moglie Mary, Joseph Gordon-Levitt è il figlio maggiore”
Come ha preparato il ruolo? La sua somiglianza con i ritratti dell’iconografia tradizionale è impressionate
“Do atto alla bravura del team di truccatori. Abbiamo fatto innumerevoli test di make-up . prima o poi davanti alle cineprese. Avrei voluto evitare il trucco . In genere affronto i ruoli preparandomi molto fisicamente : più o meno peso , faccia tonda o scarna, la forma e il colore dei capelli. Non amo le interminabili sedute di trucco. Ma con Lincoln l’ho fatto e sono molto soddisfatto del risultato. Soprattutto perché non si nota che sono pieno di trucco! Segno del buon lavoro fatto da tutti”
Ma lei somiglia in qualche modo a Lincoln?
“Sarebbe arrogante anche solo suggerito. Certo c’è un livello umano immediato che mi ha permesso di comprendere la sua umanità, essendo anch’io un padre come lui. Ecco la paternità forse è l’unica cosa che accomuna me a quel grande personaggio. Poi, la compassione per ogni essere umano. E il senso dell’umorismo. Insomma , ho trovato tre cose in comune, non male”
Come ha affrontato il lato umano di un personaggio storico così ingombrante?
“Dal di fuori poteva sembrare inavvicinabile , freddo , distaccato , ma più ti accosti alla sua storia, più ti rendi conto della sua carica di umanità. Avevo un suo humour , era spiritoso perfino. E posso dire che con Lincoln mi sono avvicinato alla commedia più di quanto mi sia capitato in vent’anni di cinema, a parte il musical Nine.”
Secondo Spielberg lei è rimasto per tutti i mesi delle riprese nel personaggio , anche nel modo di parlare. Una convivenza faticosa?
“E’ la mia tecnica, il mio modo di fare l’attore. Non ne conosco altri. Devo trasformarmi nel personaggio che interpreto , vivere dentro la sua pelle, diventare una sorta di medium tra lui e lo spettatore. Spielberg e io abbiamo parlato poco sul set. Ma ci siamo trovati in perfetta sintonia nel nostro modo di lasciar fare all’altro quel che sa fare meglio. Stavo imparando così tanto , sul set, che l’idea di separarmi da lui e Kushner mi faceva venire un’immediata nostalgia”
Cos’avrebbe fatto lei se fosse stato presidente degli Stati Uniti a quel tempo?
“Non sono americano , perciò non penso ad aver diritto a formulare giudizi su un presidente , o a dire cosa avrei potuto fare meglio, o di diverso , al suo posto. Però devo dire che questa parte mi ha invecchiato parecchio. Solo a immaginare una vita simile m’è venuta una gran stanchezza . Una responsabilità troppo stressante , per un comune mortale come me! Che gli attori si limitino alla recitazione!”
Tutti hanno i loro eroi , fin da piccoli. Quali personaggi hanno colpito la tua fantasia?
“Il mio primo eroe è stato Horatio Nelson. Lo adoro da quand’ero bambino. Sono cresciuto sul Tamigi vicino al Royal Naval College , nel cui museo c’è l’uniforme che Nelson indossava quando venne ucciso nella battaglia di Trafalgar: ci sono buchi dei proiettili e le macchie di sangue. Da piccolo stavo ore a guardare quelle cose nel museo, e a sognare. Yuri Gagarin è stato poi un altro grande personaggio , per me. E adesso, dopo averne fatta stretta conoscenza, posso dire che anche Lincoln è uno dei miei grandi eroi”
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Non è che sognando Nelson, le grandi battaglie del passato , è iniziata la sua passione per la recitazione?
“Non è sbagliato dirlo. Quando, da ragazzo, andavo a scuola d’arte drammatica , provavo un senso d’onore per avere il privilegio di far parte in quel mondo. Come per un militare d’altri tempi combattere in una battaglia giusta”
Come Lincoln, anche lei non sembra aver paura di dire quello che pensa, ne conviene?
“Lui era un oratore , io no, per niente. Ma non ho peli sulla lingua , quando decido di parlare. Non esito a dire agli amici che non sono d’accordo su qualcosa. Figuriamoci di nemici. Scherzo, perché nemici non credo di averne. Ma il mio stile , come sapete, non è molto pubblico. Sono sempre stato e rimango una persona tendenzialmente riservata. Sono molto timido , tanti attori lo sono”
Cosa pensano di lei i suoi figli?
“Solo di recente hanno capito cosa faccio , e sono grandi. Ancora un paio d’anni fa mio figlio, che ne aveva già 14, pensava fossi un falegname , perché a casa mi vedeva sempre costruire qualcosa : io amo molto la manualità e poi a volte passano anni tra un film e l’altro. Hanno buffo scoprire cosa faccio quando non riapro scarpe nel tempo libero. Qualcuno mi ha detto che sono la Meryl Streep dei maschi , nel senso che pure lei quand’è a casa fa la madre e basta. In famiglia , tra gli amici vuol essere se stessa , non la attrice che è. Così, è vero, anch’io sono Meryl Streep”

domenica 4 novembre 2012

INTERVISTA A RICHARD BRANSON, CAPO SUPREMO DELLA VIRGIN “Una delle mie attività preferite fu quella di sfidare i vettori più potenti e le grandi imprese inefficienti , realizzando la miglior compagnia aerea del mondo , la ferrovia più efficiente , l’agenzia spaziale più emozionante”

Il patron della compagnia aerea  Virgin, Richard Branson.
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Una persona che la conosce bene ha detto “Per metterlo a suo agio , chiedigli ai Sex Pistols”..
“Negli anni ‘70 avevo un’etichetta discografica indipendente e loro sono stati i miei primi clienti. Senza di loro , oggi non saremmo seduti qui. Dopo sono arrivati i Rolling Stones , poi i Genesis. Ma sono stati i Sex Pistols a far decollare la Virgin. Senza di loro non esisterebbe la compagnia aerea e nemmeno la banca”
E lei oggi non sarebbe impegnato a cercare di salvare il mondo
“Vero, una cosa è conseguenza dell’altra. Sono un uomo curioso , voglio sempre imparare cose nuove. Per questo motivo la Virgin ha esplorato negli anni ambiti diversi. Oggi investo il 90% del mio tempo a creare Ong. Sono uno di quelli convinti che il riscaldamento globale sia un problema molto serio. Ma anche se mi sbagliassi , non ci sono dubbi sul fatto che i Paesi debbano diventare autonomi nella produzione di energia”
Cos’è Carbon War Room?
“Un tentativo di collaborare fianco a fianco con l’industria , invece di attaccarla in maniera sterile , come fa una parte del movimento green . Vogliamo eliminare dall’atmosfera 25 gigatonnellate di carbonio , aiutando intanto l’industria a risparmiare , perché non sarebbe più costretta ad acquistare petrolio. Se una persona scopre come guadagnare facendo in modo che un’intera isola si basi sull’energia rinnovabile, lo farà. Sono un imprenditore , conosco le leve che muovono il mondo”
Si riferisce al denaro?
“E’ necessario contare su un ritorno”
Torniamo ancora un momento agli inizi di questa avventura. Cosa, oltre alla sua curiosità, ha fatto di lei un imprenditore?
“Credo che parole come “imprenditore” o “business man” possano risultare fuorvianti. Cos’è il business? L’idea di una persona che può migliorare la vita di molte altre. Nel mio caso la scintilla è nata dalla guerra del Vietnam, un conflitto che per me era non solo ingiusto, ma anche sbagliato. All’epoca , volevo abbandonare la scuola per fondare una rivista che mi permettesse di ribellarmi a quella guerra . Dopo la pubblicazione del primo numero , cominciarono a bussare alla mia porta musicisti con le loro registrazioni. Musica sublime , che nessuno voleva trasmettere. E così ho fondato una casa discografica. Non volevo diventare ricco, solo portare alla luce del sole quella rivista e quella musica. Più tardi , decisi di andare vita a una compagnia aerea con la quale mi sarebbe piaciuto volare. E così via”
Per questo però servono soldi
“Ero una frana in matematica e per di più dislessico , quindi avevo bisogno di persone capaci di occuparsi di questi aspetti. Alcuni anni li chiudemmo in attivo, altri no. Per molto tempo , una delle mie attività preferite fu quella di sfidare i vettori più potenti e le grandi imprese inefficienti , realizzando la miglior compagnia aerea del mondo , la ferrovia più efficiente , l’agenzia spaziale più emozionante. Mi ero posto degli obiettivi e cercavo di realizzare progetti dei quali potessi essere fiero. Ora faccio le stesse cose nel settore delle Ong, che non è poi tanto diverso”
Lei è un imprenditore capace di risultare credibile nella lotta contro il riscaldamento globale anche se dirige una scuderia di Formula Uno…
“E un’agenzia spaziale”
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Come ci riesce?
“Mi reputo una persona onesta. E il mio messaggio è : non posiamo far regredire il mondo , è nostro compito andare avanti. Noi tramutiamo i profitti della compagnia aerea e della ferrovia in risorse finalizzate a realizzare carburante eco-sostenibile. I profitti non saranno stellari , ma li investiamo in questi progetti. E , grazie a realtà come il Carbon War Room, oggi esistono carburanti per aerei , razzi, treni, macchine di F1, quasi totalmente a impatto zero”
Di che tipo di carburanti si tratta?
“Benzina ricavata dalle alghe o dai gas di scarico delle fabbriche in cui si lavorano l’alluminio e l’acciaio. Ora dobbiamo sviluppare i processi per ricavare le quantità necessaria su scala industriale. Non è necessario privare la gente della possibilità di viaggiare ; è necessario metterla nella condizione di farlo senza smettere a rischio la salute del pianeta”
Il suo “coming out verde” risale alla metà degli anni Duemila . Qual è stato l’evento che ha fatto di lei un guerriero del clima?
“Un incontro con l’ex vice presidente americano Al Gore. Sono un ottimista nato e, di conseguenza, sono profondamente convinto che l’essere umano sia in grado di trovare soluzioni efficaci per affrontare e superare qualsiasi tipo di problema”
Quanto conta il fattore divertimento? Sarebbe disposto anche a fare qualcosa che non la diverte?
“Divertimento e avventura sono molto importanti. Se non ti diverti , quello che fai lo fai meno bene”
Lei sembra sempre rilassato : c’è qualcosa che la agita?
“Quasi niente. La maggior parte dei problemi del mondo possono essere risolti”
Da cosa trae ispirazione?
“Molte delle mie idee migliori sono nate da interviste che ho rilasciato. Una volta un giornalista mi chiese per quale motivo non mi ero mai cimentato con il trasporto ferroviario. Il giorno dopo scrisse che ci stavo pensando. A quel punto dovetti cercare il mio managing director per cominciare sul serio quell’avventura”

venerdì 26 ottobre 2012

INTERVISTA A MERYL STREEP “Le uniche volte in cui mi sento nervosa è quando devo fare un discorso, in pubblico, nei panni di me stessa”

Meryl Streep è l’attrice più titolata di Hollywood, Nessuno nella storia del cinema ha avuto tante nominations come lei (17).
Meryl , è vero che ha voluto recitare in Hope Springs ( Il matrimonio che vorrei per l’Italia ndb) anche per via di Tommy Lee Jones?
“Verissimo, Tommy Lee e io ci conosciamo da una vita, da quando, agli inizi , abbiamo recitato entrambi al Public Theatre di New York. Era bravissimo, me lo ricordo in una piece di Sam Shepard. E dopo tutti questi anni , Hope Springs è il primo film in cui finalmente ci hanno proposto di lavorare insieme : un’occasione davvero da non perdere. E poi nessuno come lui sa fare il marito bisbetico e scocciato ma dal cuore d’oro! Anche Tommy era entusiasta , in genere non gli offrono parti del genere. In un certo senso , poi, il film appartiene più a lui : è il suo personaggio che cambia . Io lo istigo , lo animo col mio amore , il mio desiderio , ma è lui che farà il viaggio”
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C’è molta terapia in questo film, lei pensa che possa davvero aiutare una coppia?
“E’ una cosa del tutto individuale. Ho visto gente aiutata e altri per cui la terapia ha fallito. Ma non sono un’esperta”
In Hope Springs lei recita scene d’amore esplicite: non la imbarazza alla sua età?
“Non mi fanno né caldo né freddo, e proprio per la mia età . Una scena è una scena , d’amore o altro non fa la differenza. L’importante è che sia onesta”
Cosa la rende ancora nervosa , allora , quando recita?
“Le uniche volte in cui mi sento nervosa è quando devo fare un discorso, in pubblico, nei panni di me stessa. Per esempio la notte degli Oscar. Non mi chiedete di salire sul podio e…. essere me stessa. Posso far comizi nei panni di Margareth Thatcher, non nei miei. E’ cos’ da quand’ero ragazzina. Non solo la recitazione mi piaceva , ma qualsiasi forma di spettacolo , sono stata una cheerleader nonostante avessi l’apparecchio per i denti e gli occhiali. Insomma, non proprio una Jane Mansfield”
E’ stato facile per lei farsi largo nel cinema?
“Mi ha aiutato la mia esperienza teatrale. Robert Benton , il regista di Kramer vs Kramer , mi aveva vista in una messa in scena di Memoria di due lunedì di Arthur Miller, a Broadway , e nella miniserie Olocausto. Il provino con Dustin Hoffman fu comico : ci conoscevamo e temevamo di smascherarci a vicenda. Un’attrice alle prime armi , com’ero io , si sente un po’ impostora. Dopo il successo di quel film vennero Manhattan e La scelta di Sophie. Grandi successi. Ma c’era sempre qualcosa che non andava : non ero abbastanza bella , avevo il naso lungo, la faccia spigolosa, mi criticavano per la tendenza a recitare personaggi non americani , dunque con accenti stranieri… O perché ero troppo brava! Dopo Silkwood (‘83) non ho più subito la tortura dei provini. E’ un gran sollievo , il lusso dell’attrice affermata”
Presto la vedremo in August: Osage County , accanto a Julia Roberts e Juliette Lewis. Ce ne parla?
“Faccio una donna che fuma come una turca , è farmaco-indipendente e ammalata di cancro alla bocca. Il film è ambientato in una casa in Oklahoma , con tutte le persiane abbassate, avvolta perennemente nell’ombra. E’ tratto da una piece teatrale , molto intensa, di Tracy Letts , e ha richiesto il massimo di  partecipazione a noi attori. Ma nonostante la sua angoscia , ibseniania direi, ha un qualcosa di vitale . Finisce per essere un inno alla vita”
Si parla spesso di un seguito di Il diavolo veste Prada . Ma , si farà mai? E lei ci sarà?
“Il solo pensiero mi sfianca! Per recitare di nuovo quella diabolica Miranda Pristley dovrei mettermi di nuovo a dieta e fare molti esercizi fisici. Già l’idea mi trasmette un senso di spossatezza . In realtà , forse lo faremo, ma preferisco non pensarci troppo! E’ più facile interpretare una vecchia con l’Alzheimer, se proprio ci tiene a saperlo”
Lei è l’eccezione vivente della regola che a Hollywood non ci sono buoni ruoli per attrici di una certa età..
“Non ci sono perché li danno tutti a me! Scherzi a parte , oggi ci sono più donne registe o sceneggiatrici , come Vanessa Taylor , l’autrice di Hope Springs, e più ruoli tv interessanti : le cose stanno cambiando , e non solo per me! Poi la fortuna aiuta . Alla mia longevità contribuisce il fatto di non fare la snob, di accettare un po’ di tutto , di essere sempre disposta a cambiare generi e stili. In un mondo , come quello cinematografico, in piena evoluzione, tra le forze del mercato in campo oggi figurano anche le donne, che capiscono quando le storie di altre donne, qualsiasi età esse abbiano , possono attrarre il grande pubblico. E anche quanto meritano di venire raccontate”
Tornando un attimo a Hope Springs , cosa rende un matrimonio duraturo?
“Come dice il film , tutto dipende da quanta voglia si ha di vivere. E quanta voglia si ha di affrontare tutti i problemi che vengono con l’esistenza , anche quotidiana. Specie accanto a una persona con cui vivi da trent’anni. Ignorare il fatto che esistano problemi è il pericolo principale per ogni coppia. Non esiste relazione facile , che non necessiti un costante lavoro. Ma se c’è affinità tra i coniugi , come trent’anni di convivenza dovrebbero garantire , e c’è ancora un po’ di joie de vivre, tutto si supera”
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Ma c’è un segreto specifico , particolare, della longevità del suo matrimonio con Dan?
“Che è un tipo di poche parole. La chiacchiera la faccio tutto io. Lui ascolta e incassa. E mi ama così come sono: iperattiva e smaniosa, ancora alla mia età. Lui è un artista , introverso e introspettivo, io una finta artista, una maschera. Lui è scultore di materia, io di espressioni. Ovvero, una strana coppia a suo modo perfetta”
C’è qualcosa in cui ora spera?
“Nipotini! Mia figlia Mamie è sposata con un simpaticissimo ragazzo e ho speranze che accada qualcosa! E sono sempre in ansiosa attesa del prossimo momento che mi aspetta. Qualcuno ha detto che il segreto della vita è godersi il passaggio del tempo e aiutare gli altri, farli felici , esserci. Ci credo fermamente. E poi sto bene , a parte le ginocchia. Le ginocchia sono un problema , ma il resto è sano!”

mercoledì 17 ottobre 2012

INTERVISTA A GIANCARLO GIANNINI “Una volta mentre mangiavo un piatto di spaghetti , vidi quella famosa foto in bianco e nero del vietnamita cui sparano in testa: mi misi a piangere da solo. Fu allora che capii che cos’è il senso della vita”

Il 1° agosto ha compiuto 70 anni , Giancarlo Giannini è un istrione del cinema italiano: Doppiatore , attore e regista. Ha nel palmares 180 film , un Oscar sfiorato, e una collaborazione con registi come Luchino Visconti e Ridley Scott. E’ diventato regista per il suo ultimo film Ti ho cercata in tutti i necrologi, in cui è anche ideatore, interprete e produttore. Il film è una coproduzione italo-canadese.

Di cosa tratta il film?
“Una sera a cena un signore mi raccontò che in Africa facevano la caccia all’uomo. In senso stretto : un gruppo di bianchi pagava un milione a un nero per dargli la caccia e magari ammazzarlo. Lui si nascondeva nella foresta e loro cercavano di colpirlo. Da lì cominciai a elaborare la storia di un tassinaro italiano che scappa in Canada e lavora in un’impresa di pompe funebri. Il suo sogno è comprarsi la Mercedes..”
E’ lo sponsor del film?
“No, non ho mai avuto una lira. Ho messo la Mercedes , perché quando in Spagna frequentavo le corride ho scoperto che spesso i toreri rischiavano la vita pur di potersene permettere una. Insomma, il mio tassinaro-becchino incontra un uomo che lo coinvolge in una partita a poker , dove lui perde tutto. Per pareggiare i conti , gli viene offerto di fare la preda in una caccia all’uomo. La fa e si salva, e da lì nasce un demone in lui che lo riporta a rifarla , e rifarla. Finché poi incontra una ragazza , che anche lei fa la caccia… il resto si vedrà al cinema. Ho girato su montagne innevate , sottoterra nelle fogne, di notte, sui laghi. L’ultima scena sarà in Arizona , con sottofondo di Back to life: una terra e una musica che amo molto”
Lei è nato a La Spezia e ha passato molti anni a Napoli. Si sarebbe trasferito in America?
“In America no. E’ in Arizona che vorrei vivere, perché li senti la terra. Ha orizzonti e colori meravigliosi , avverti il senso di ciò che siamo, l’uomo e infinito”
E’ tentato dal misticismo?
“Un giorno, per fortuna, ho scoperto che esiste la fede , la forza del mistero”
Un’illuminazione o una ricerca?
“Ai tempi della mia separazione ( con Livia Giampaolo ndb) , con i figli piccoli ho passato un periodo di solitudine e di paura. Quella paura che non ti fa capire che cosa sei, il perché delle cose. Una volta mentre mangiavo un piatto di spaghetti , vidi quella famosa foto in bianco e nero del vietnamita cui sparano in testa: mi misi a piangere da solo. Fu allora che capii che cos’è il senso della vita , e che cosa c’è dopo. La fede mi è rimasta , tutte le sere prego. E non ho paura di morire , adesso la morte per me è una scoperta, e l’importante è sempre curiosare , scoprire , anche a costo di sbagliare”
Ai ragazzi del Centro sperimentale , dove insegna, racconta questa cose?
“Io dico : ragazzi, provateci, non bisogna star lì a soffrire , recitare è un gioco, divertitevi. Ma soprattutto : non seguite la convenzione, non importa se sbagliate, l’importante è essere diversi, inventare. Guardare avanti, non rifare quello che è già stato fatto. Ci vuole ottimismo, e coraggio”

Anche lei ha avuto coraggio a produrre in proprio questo film, invece di continuare tranquillare a recitare e basta
“Neanche recitare è il mio mestiere , io sono perito elettronico industriale. E poi di film veramente belli ne ho fatti pochi: Pasqualino Settebellezze , che non ci credeva nessuno ed è stato candidato all’Oscar, Film d’amore e anarchia, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto..”
Si parlava anche di un seguito di Travolti da un insolito destino. Ne ha parlato con Lina Wertmuller?
“C’è il progetto, ma oggi non è facile realizzare un film”
In compenso suo figlio Adriano ha interpretato il remake del film con Madonna. E’ stato lei a convincerlo ad accettare?
“Sì, lui non voleva farlo. Gli dissi: ma sei cretino? Un film internazionale di quel tipo e poi il piacere di dare una quarantina di schiaffoni a Madonna… Adriano è un bel ragazzo , ma non credevo avrebbe fatto l’attore : quando aveva 4 anni lo chiamai ad interpretare me da piccolo in Film d’amore e anarchia. Lui doveva stare fermo sul vasino , ma dopo un po’ si è alzato dicendo “Me ne vado, io il pagliaccio non lo faccio”. Così abbiamo chiamato il fratello , Lorenzo, che mi assomigliava di meno”
Oggi che cosa fanno gli altri suoi figli?
“Lorenzo purtroppo è morto a 20 anni , per un aneurisma. La fede mi ha aiutato tantissimo. Poi c’è Emanuele , che fa musica a Berlino, e Francesco che studia musica a Londra. Quando erano piccoli , io tornavo dall’America con i nuovi giochini elettronici , che da noi ancora non c’erano, e per tutto il volo cercavo a capire come funzionavano”
Certo, lei è un esperto di elettronica. Ma perché non ha seguito quella strada?
“Dopo il diploma , mi avevano chiamato in Brasile dove nascevano i primi satelliti artificiali, oppure potevo andare all'IBM a lavorare con i primi computer. Ma prima dovevo fare il militare. Però , quando sono andato alla visita medica, ho scoperto che – primo nipote maschio di nonna vedova – potevo essere esonerato. Un po’ mi vergognavo , anche perché mi piaceva molto l’aviazione, tanto che da bambino avevo seguito una scuola di aeromodellismo , ma ho avuto il congedo illimitato. Prima di andare in Brasile però, andavo con un mio amico a vedere alcuni spettacoli di filodrammatica e lì conobbi un regista che mi disse “Ma perché non vai all’Accademia?”. Credevo parlasse dell’Accademia militare , mi piaceva l’idea siccome ero  timido e a Napoli avevo pochi amici. Pensavo : che bello , magari mi trasferisco lì, conosco persone , c’è il ballo delle diciottenni… Invece era l’Accademia di Arte Drammatica , per gioco lui mi preparò, diedi l’esame e non solo mi presero , ma ottenni anche 40 mila euro al mese di borsa”
Il Brasile l’ha mai rimpianto?
“Ogni tanto sì , ci penso. Infatti ho continuato a fare brevetti elettronici”
Uno, un giubbotto di gadget, le è stato anche comprato per il film Toys..
“Sì, un altro – una mano che suonava – mi è stato rubato in America. Poi feci , per esempio, le scarpe che si illuminavano e suonavano ballando il tip-tap. C’è un momento in cui il tuo cervello si apre e si riempie di idee. E’ per questo che io sto sempre a pensare e non vado mai a letto, ho anche imparato una tecnica per dormire 20 minuti e basta”
Ma se si ferma, a guardare indietro, cosa vede?
“E’ cambiato un po’ tutto. Io ho una certa età , gli amici più cari sono morti, faccio parte di una generazione – Gassman, Mastroianni, Tognazzi , Volonté – che non c’è più , io sono l’ultima goccia. Quello era un cinema che raccontava anche in modo divertente il divenire dell’Italia. Oggi non c’è più , in compenso c’è questa passione di fare la vita di tutti , Garibaldi, i Papi … E’ perché manca il coraggio , la fantasia. E ci si prende troppo sul serio , i grandi che ho conosciuto non lo facevano. Fellini veniva e tirava fuori il parmigiano da dentro la stagnola “Stasera ci facciamo le tagliatelle”. La Magnani sul palcoscenico non faceva che scherzare. Altro che quegli attori che per fare un malato di Aids devono stare quattro mesi in ospedale. Mi ricordo le passeggiate con Rossellini , le serate con Gassman…”


Quando lo ha incontrato , e avete girato insieme Lo zio indegno e I picari , Gassman era depresso?
“Sì, e penso di averlo un po’ aiutato a guarirne. Mi chiedevo: com’è possibile che lui , con quella forza ed energia , sia depresso? E lui mi spiegava “E’ una malattia , una mattina mi sono svegliato e non volevo più uscire dalla camera”. Parlavamo molto, io gli spiegavo che avevo fede , e lui s’interessava , cercava di capirlo”

martedì 9 ottobre 2012

INTERVISTA A VALERIE TRIERWEILER, MOGLIE DEL PREMIER FRANCOIS HOLLANDE “I miei figli li mantengo io e non vedo come potrei fare senza un salario.Conservare la mia indipendenza finanziaria mi sembra anche più salutare per tenere i piedi per terra

La premier dame francese Valérie Trierweiler, moglie di Francois Hollande, parla della sua nuova vita , del futuro e degli errori commessi.
French president-elect Francois Hollande kisses his companion Valerie Trierweiler after greeting crowds gathered to celebrate his election victory in Bastille Square in Paris, France, Sunday, May 6, 2012. France handed the presidency Sunday to leftist Hollande, a champion of government stimulus programs who says the state should protect the downtrodden - a victory that could deal a death blow to the drive for austerity that has been the hallmark of Europe in recent years. (AP Photo/Francois Mori)
Signora Trierweiler , che fine ha fatto l’idea di affidarle una trasmissione su Canal + ( canale televisivo francese ndb)?
“Dopo un periodo di riflessione ho deciso di rinunciare. Con la rete televisiva D8 dove lavoravo da sette anni, si era accennato a dei progetti ancora allo stato di bozza, non di una trasmissione regolare. Avevamo immaginato uno o due documentari l’anno su questioni di grande rilievo come l’istruzione delle bambine del mondo o i problemi demografici. Era un bel progetto, a vocazione umanitaria, ma capisco che per alcuni il fatto di essere la compagna del presidente e lavorare per una televisione possa suscitare delle perplessità , per non dire un disagio, ed è per questo che non ho dato seguito all’idea. Sono consapevole della fortuna che ho avuto nella vita. Ora è il momento di restituire quanto ho ricevuto mettendomi al servizio degli altri, e in particolare dei bambini”
Conciliare tutto sembra complicato. Prima o poi non dovrà prendere la decisione di abbandonare il suo mestiere da giornalista?
“Faccio la giornalista a Paris Match da 22 anni , gestisco una rubrica letteraria che non ha niente a che vedere con la politica. I miei figli li mantengo io e non vedo come potrei fare senza un salario. La Francia detiene il record di donne attive nel lavoro , l’85%. Semplicemente faccio parte di questo 85%. E conservare la mia indipendenza finanziaria mi sembra anche più salutare per tenere i piedi per terra”
Aveva detto di volersi differenziare dalle altre premières dame , però ha dei collaboratori all’Eliseo , come le precedenti spose spose dei presidenti. Non era il caso di rifiutare questa squadra?
“La mia squadra , molto ridotta, è composta da tre persone che hanno il compito di rispondere alla posta e condurre in porto i nostri progetti. D’altronde è quello che c’è sempre stato. L’ufficio che dispongo all’Eliseo mi consente di ricevere le visite. Il lavoro di giornalista , molto solitario, lo svolgo nella nostra abitazione, dove continuiamo a risiedere”
Con l’inizio della stagione letteraria ci sono parecchie opere su di lei in libreria. Le ha lette?
“Ha ragione a parlare di letteratura e stagione letteraria, perché alcuni di questi libri sono più vicini al genere romanzesco che all’inchiesta giornalistica. La mia sensazione è che le persone che li hanno scritti non stiano parlando di me , ma di un personaggio di fantasia creato appositamente per combaciare con i loro cliché”
Soffermiamoci un istante su quel tweet di sostegno al candidato Olivier Falorni , che correva contro Ségolène Royal alle legislative. Lo considera una gaffe, se ne pente?Che cosa le ha detto al riguardo Francois Hollande?
“E’ stato un errore di cui mi pento. Sono stata maldestra , perché è stato male interpretato. Non mi ero amcora resa conto di non essere più una semplice cittadina. Non si ripeterà più. Quanto a quello che ci siamo detti io e Francois , siamo nel campo delle faccende private e private resteranno!”
Gli attacchi dei suoi colleghi in quell’occasione le sono sembrati ingiusti?
“Di sicuro il trattamento mi è sembrato sproporzionato . Alcuni giornalisti oggi riconoscono di aver esagerato”
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Ha sporto querela per delle foto private diffuse sulla stampa rosa. Essere braccate dai paparazzi non è la sorte di tutte le persone di alto rango?
“Bisogna per questo accettarlo? Non credo. Non abbiamo posato per foto private. Continueremo a proteggerci. Ci tengo a dire che l’indennizzo ottenuto con questo processo sarà integralmente versato alla Casa dei giornalisti”
Ha fatto dei progressi su questa idea di uno statuto della première dame? In altre parole , come si immagina questo ruolo?
“Sullo statuto, no. Non c’è alcun bisogno di crearne uno. Sul ruolo sì, ho fatto dei progressi. Forse non avevo compreso fino in fondo la complessità di questo compito. Essere al fianco del presidente obbliga a vedere le cose diversamente , ad avere delle preoccupazioni meno personali. Ricevo numerose richieste da parte di associazioni, e altre da parte di singole persone , il più delle volte di donne in situazioni precarie. Ritengo mio dovere dare una risposta”
Ha detto di volersi impegnare nella fondazione Danielle Mitterrand, che si occupa di democrazia e diritti umani: che ruolo avrà?
“ Garantire continuità all’azione di Danielle Mitterrand , grande donna di sinistra , mi onora. France Libertés si è battuta al fianco dei popoli oppressi per i beni comuni del genere umano , con una particolare attenzione all’accesso all’acqua. Sono argomenti che mi interessano”

martedì 2 ottobre 2012

INTERVISTA A STEFANO DI MARTINO “ Non mi sono mai sentito così dipendente da qualcuno come con Belén”

Stefano Di Martino , ballerino di Torre Annunziata e di Amici vecchia edizione , è il nuovo fidanzato di Belén.
“Se Una cosa mi piace , me la prendo. E’ andata così con Belén”. E per lei ha tradito e lasciato Emma Marrone. Non c’è settimana che non sono in copertina di qualche rotocalco , stavolta perché sembra in attesa di un figlio.
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Stefano diventa papà?
“Per il momento no. Ogni volta che mi fidanzo lo dicono. Però mi piacerebbe”
Troppo presto
“Come dice mia madre “Sono i figli che scelgono quando arrivare”
Sì, ma ci si può attrezzare perché non arrivino subito
“Certo, comunque è nei miei progetti. Tutto è scritto. Sono fatalista”
Ultimamente il destino è stato clemente nei suoi confronti
“Ho faticato e ora è arrivata la ricompensa. Lavora da quando avevo 15 anni. Ho fatto il parcheggiatore , il cameriere, e prima di Amici, il fruttivendolo , guadagnavo 80 euro a settimana. Alle cinque di mattina ero al mercato e poi andavo a Roma per i provini. Ma senza questo non avrei fatto il ballerino , mi è servito per sopportare sacrifici. E imparare che nessuno ti regala niente”
Successo, lavoro , una fidanzata che tutti la invidiano: la ricompensa è grande
“Forse troppo , ma sto con i piedi per terra e non perché sono umile. Vengo da una famiglia attualmente senza uno stipendio fisso. Ma non ho mai sofferto della nostra condizione economica perché siamo sempre stati uniti , una forza che dà più sicurezza di un conto in banca”
Quindi aiuta i suoi?
“Diciamo che li ringrazio . E faccio regali. L’ultimo è stata una macchina. Ma quello in cui vado più fiero è un orologio per mio padre : la prima cosa superflua per lui che non si era mai potuto comprare nulla”
Lei invece, è ambizioso?
“Di più: mi godo le cose che ho , ma non mi accontento mai. Credo molto in me stesso e sono sicuro che otterrò quello che voglio. Ho tanti desideri , il più grande è aprire un locale. Il mio bisnonno aveva un bar in centro del paese , sono cresciuto in mezzo ai vecchietti che giocavano a carte. Significherebbe continuare la tradizione di famiglia”
Niente danza?
“Quella nella mia vita ci sarà sempre a prescindere da tutto. Anche prima di entrare ad Amici ero consapevole del fatto che potesse finire dopo una settimana. Infatti, ho vissuto l’esperienza giorno per giorno”
Non era troppa tutta questa consapevolezza a 18 anni?
“Sono un sognatore che crede solo in ciò che vede”
Anche nei sentimenti?
“Quando voglio qualcosa , faccio di tutto per averla. Come tutti”
Non è proprio da tutti
“Perché si fanno fregare dalla paura. Odio chi si piange addosso e attira negatività . Pensare positivo è la mia specialità”
E lei non ha paura di nulla?
“Della solitudine. Quando sono stato negli Stati Uniti con la compagnia di ballo Complexions ho sofferto moltissimo”
Avere Emma in casa non lo consolava?
“Era un punto di riferimento , ma non vivevo male la lontananza. Adesso sono cambiato : sono partito da poco da Formentera con il magone , e stavo facendo il conto alla rovescia per vedere Belén. Non mi sono mai sentito così dipendente da qualcuno”
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Quindi Emma aveva ragione quando disse a Vanity Fair che non era innamorato di lei?
“Quella era una riflessione dettata dalla rabbia. Ha anche detto che non amava me ma l’idea di me: siamo stati insieme tre anni , mi aveva in casa, non ero un’idea , ero reale. Però è vero che non avevo per lei le stesse attenzioni che ho per Belén. Io ed Emma avevamo un rapporto che credevo maturo perché non c’erano colpi di testa. Con lei sono stato bene , ma quando è arrivata Belén sono crollate tutte le convinzioni. Ho capito che l’amore vero fa impazzire”
Non aveva il sospetto che quella tranquillità fosse strana?
“Eravamo sereni e casalinghi , e mi sentivo sicuro. Invece, se una cosa ti piace tanto, hai paura di perderla”
Può raccontare com’è andata con Belén?
“Ci incontrammo la prima volta l’anno scorso ad Amici e non mi fece nessun effetto. Ma perché non avevo avuto modo di conoscerla. Poi, lavorando insieme, ho capito che lei è quello che non ti aspetti da una showgirl: è simpatica, disponibile, non è pesante, trasmette serenità. All’inizio ero diffidente . ma quando ho smesso di sfidarla e ci siamo iniziati a conoscere, ho perso la testa”
Il seguito l’hanno visto tutti
“La storia con Emma si stava trascinando da tempo . Quando è arrivata Belén , il primo giorno, mi si è acceso un campanello d’allarme perché catturava troppo la mia attenzione. E non per il suo aspetto. Poi, ci siamo scambiati i numeri e, nel momento in cui ho capito che c’era un interesse , ho lasciato Emma e me ne sono andato da casa. Ma senza avere le certezze che io e Belén ci saremmo messi insieme. Sapevo solo che c’era un’attrazione fisica . La cosa che nessuno crede è che noi non siamo mai stati insieme prima di chiudere le rispettive storie”
Che cosa è stato di sbagliato in tutta la vicenda?
“ tempi. Forse avremmo dovuto lasciar passare qualche settimana, fare la cosa con calma, ma non funziona così. Mi fanno ridere certi commenti , tutti parlano come se non sapessero che cos’è un colpo di fulmine. Sapevo che sarebbe scoppiato un caso, ma non potevamo farne a meno”
Lei è quello che ha ricevuto meno insulti
“Perché in Italia siamo maschilisti e finti moralisti. Quando prendevamo i fischi in studio ero tranquillo perché non era per come ballavo , ma per la mia vita privata. Sono fatti miei. Almeno non mi sono nascosto. Mica come chi tradisce la moglie e poi torna a casa e magari scrive su un blog che sono uno stron..e Belén è una poco di buono”
Ammetterà, però, che per Emma è stato un colpo durissimo
“Sì, e mi dispiace moltissimo”
C’è qualcosa che non le ha detto?
“Ho sbagliato a non parlare di Belén nel momento in cui abbiamo rotto. Ma non l’ho fatto solo perché non sapevo come sarebbe andata. Belén comunque è stata soltanto la goccia , ma il vaso era già pieno d’acqua dei rubinetti miei e di Emma”
Sarà ancora nel cast di Amici?
“Certo. Mi davano per licenziato, ma io faccio bene il mio lavoro. Perché avrebbero dovuto bandirci dalla tivù?”
 Hanno detto che Belén la farà lavorare in un suo programma?
“Falso, non c’è format che renderebbe la nostra collaborazione interessante”
Non si sente mai il principe consorte?
“No, perché sono protagonista. La cosa che mi dà più fastidio di tutta la vicenda è che passo per un mantenuto, il toy boy, quando invece sono uno all’antica: i pantaloni li porto io. E faccio un lavoro che mi permette di pagare cene e vacanze alla mia donna”
Anche con Emma era così?
“Ovvio, infatti pur capendo la sua rabbia, non ho certo digerito sue affermazioni su cene e regali”
Adesso, però, mi spiega come ha fatto a conquistare la più desiderata d’Italia?
“Con la semplicità. Molti uomini, invece, usano il portafoglio. E poi sono uno scugnizzo, uno tagliato. Faccio finta di farmi sedurre, ma in realtà sono io al volante”
Si è discusso molto anche sulla sua arma nascosta
“Ognuno gioca le  carte che ha. Io sparo tutte le cartucce , consumo il caricatore”
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Ha mai avuto proposte indecenti?
“Sì, ma non le ho accettate. Arrivano sempre da chi non è molto attraente”
Com’è stare con Belén?
“Mi sciolgo quando parlo di lei. E’ riuscita a tirare fuori la parte più nascosta di me : quella attenta, dolce , affettuosa. Ho anche scoperto di essere geloso. Me la vorrei mangiare per tenerla sempre con me”

venerdì 28 settembre 2012

INTERVISTA A JIM KERR DEI SIMPLE MINDS “Le droghe influenzano il modo in cui ascolti la musica , la tua concentrazione”

Jim Kerr è il cantante dei Simple Minds . Alla ribalta nel 1985 con Don’t you (Forget about me) , sparirono negli anni ‘90 causa l’arrivo del grunge e di spaccature interne. Tornati nel 2001 e poi nel 2003 con cd commemorativi. Nel 2008 si sono riuniti e hanno lanciato un nuovo disco, Graffiti Soul, il cui primo singolo , Rockets , è stato nella top ten inglese. A luglio sono stati in Italia in quattro concerti del loro tour.

Jim Kerr ha superato la cinquantina ma energico come negli anni del boom.

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Che cosa ricorda di quegli anni incredibili?

“Eccitazione, ma anche un pizzico di paura: eravamo giovani e la pressione di noi era veramente forte. Anche se non lo ammettevamo né con noi stessi né con chi era vicino , lo stress e la paura erano palpabili. Vede, in quel periodo i Simple MInds non erano più una band, erano un’industria. Non si trattava solo di scrivere canzoni , avevamo sulle spalle il lavoro di molte persone”

Il successo della band sembrò improvviso : un giorno eravate sconosciuti, il giorno dopo vi conoscevano tutti. Si è mai spiegato perché?

“Fu una coincidenza di più fattori : il successo di Breakfast Club, enorme, e il fatto che in quegli anni stava nascendo Mtv e quindi la nostra musica da un giorno all’altro fu dappertutto , in tutte le case. Capisco anche perché molti si chiedessero”Ma chi sono questi ? Da dove sbucano?” In realtà noi avevamo già cinque , sei dischi e almeno dieci anni di carriera alle spalle”

Immaginava che a 50 anni si sarebbe trovato su un palco a cantare?

“Assolutamente no. Quando sei giovane non hai percezione del tempo , sai solo che farai un disco , se va bene . In più quando abbiamo cominciato noi gli unici anziani erano i musicisti che suonavano blues , non rock. L’idea che una rockstar potesse ancora esibirsi passati i 50 è una nozione recente , e dobbiamo dire grazie a Mick Jagger e Iggy Pop”

Una cosa che vi ha sempre differenziato da altre band è l’origine scozzese. Come è stato crescere a Glasgow?

“Era una città industriale in declino: le fabbriche stavano chiudendo, c’era molta disoccupazione , la droga non era ancora arrivata ma l’alcool scorreva a fiumi. Però era una città con una rete sociale ancora molto forte : se eri adolescente potevi contare sugli amici , la famiglia. La mia era proletaria , ma a essere onesti non avevamo una reale percezione dell’esistenza delle classi sociali , o almeno no così forte come c’era a Londra , una città molto più grande”

Ha avuto anche lei problemi di alcool da ragazzino?

“Bevevo , intorno ai quattordici , quindici anni , ma grazie al cielo ho scoperto subito il rock. Il mio primo concerto è stato David Bowie: mi ha cambiato la vita”

Però il suo periodo da rockstar l’ha avuta eccome

“Sì non lo nego, e non mi posso certo lamentare. Ma mai con droghe pesanti, quelle no. Solo droghe leggere e con uso mai autodistruttivo: sa , all’epoca si pensava che le droghe aiutassero la creatività”

E’ vero?

“Non voglio passare per quello che ne sostiene l’uso, però, sì , qualcosa di vero c’è: le droghe influenzano il modo in cui ascolti la musica , la tua concentrazione”

Lei ha avuto anche una vita sentimentale piuttosto rock : due mogli , due cantanti ( Chrissie Hynde dei Pretenders e Patsy Kensit ndb). Ma una donna normale mai?

“Ero giovane, credevo che un’artista potesse capirmi meglio”

E non è così?

“Per carità no! Sono tutte matte . Non dico quelle due in particolare , ma le artiste in generale. Anzi mi ci metto anch’io: siamo tutti matti ed egoisti”

Come vanno i suoi affari in Italia ? So che possiede un albergo in Sicilia

“Bene. Me lo lasci dire : adoro l’Italia. L’ho sempre amata , e tra i Simple Minds e il vostro Paese c’è un rapporto di affetto particolare. Pensi che mia figlia Yasmin ( Avuta dalla Hynde ndb) sta pensando di trasferirsi qui”

I Duran Duran alla cerimonia d’apertura dell’Olimpiade . Geloso?

“Poveri loro : con tutti quegli occhi puntati addosso. E le solite critiche. I Duran comunque mi piacciono , mi sono sempre stati simpatici”

Ma non eravate rivali, negli anni ‘80?

“Quando sei giovane vedi rivali ovunque : chiunque abbia un disco in classifica diventa un potenziale nemico”

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Però la contrapposizione tra i due gruppi aveva motivazioni più profonde. Chi ascoltava i Simple Minds non parlava con chi ascoltava i Duran Duran : si sentivano superiori

“Non è la prima  che me lo dice: noi eravamo la nicchia , loro erano più commerciali. Sono felice di aver contribuito a rendere le persone più cool rispetto ad altri”

Una cosa la devo dire : i suoi testi erano incomprensibili, troppo oscuri. I fan li cantavano, ma il 90% delle volte non avevano la più pallida idea di cosa lei stesse parlando, sa?

“Be’ lo scopo era creare un linguaggio nuovo, che si accordasse con l’atmosfera della musica. All’epoca le mie influenze erano molto varie: arte, cinema , poesia. Alla fine facevo un bel minestrone e quello che veniva fuori erano testi un po’ criptici. Vede la capisco ; anch’io da ragazzino cantavo i testi di David Bowie e Lou Reed ma mica li capivo del tutto , sa?

martedì 25 settembre 2012

INTERVISTA A MELODY GARDOT , CANTANTE CHE DAL COMA è PASSATA A REGINA DEL JAZZ “Ho paura di non riuscire ad esprimere con naturalezza la poeticità dei momenti che vivo”

Melody Gardot a 18 anni viene investita da una un’auto nella sua Philadelphia. Il bacino si spezza in due punti , lesioni alla testa e la spina dorsale sono gravissime e la fa rimanere in ospedale per un anno. Le lesioni alla corteccia sono così gravi che costringono a portare per la vita gli occhiali da sole a causa della fotosensibilità.
Un medico decide di usare la musicoterapia per aiutare la paziente. Dal canticchiare a bocca chiusa Melody comincia a prendere lezioni di chitarra e a comporre musica.
Nel 2005 il primo lavoro Some lessons : The Bedroom Sessions, dove sono raccontate le fasi della riabilitazione. Inizia così una vita da artista: la voce è pastosa , come quella di una regina del jazz.
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Melody , so che non ama parlare dell’incidente, però come si fa a non pensare a quello che ha passato vedendola in questo stato di grazia?
“Non sono una di quelle che impone il veto sull’argomento , solo che in realtà non ho niente da dire. I giornalisti insistono , ma farebbero prima ad andare su internet : lì c’è tutta la storia , non ho altro da aggiungere”
In tanti al posto suo cavalcherebbero l’onda , spiattellando i dettagli più intimi
“Sì, ma sarebbe orribile. Certe interviste sono come pescare , si lancia un amo e il pesce abbocca , davvero non fa per me. Penso di avere argomenti sufficientemente interessanti per convincere i lettori a superare questa riga”
Per esempio?
“Ho un repertorio fantastico di barzellette spinte! Adoro ridere e mi piace un sacco quando mi ritrovo con i miei amici e attacchiamo a raccontare storielle piccanti. Alle volte ci lanciamo in vere e proprie sessioni di risata. Inizi con un bello sghignazzo forzato e finisci che ti prende la pancia in mano per davvero. Sembra un gioco stupido , ma in realtà il suono “ah” è ottimo per andare a smuovere le corde più intime dello spirito”
Un’esperienza forte come la sua non l’ha spinta a vivere l’inferiorità con maggiore attenzione?
“Diciamo che mi ha portato in uno stato di estrema lucidità . Le mie condizioni erano disperate , credo di essere andata così vicina al limite della vita da aver acquisito una coscienza di me molto particolare. Di notte sogno moltissimo , e si tratta quasi sempre di sogni consapevoli. Spesso mi vedo dall’alto , mi percepisco fuori dal corpo e vivo situazioni molto intense. Quando poi mi sveglio avverto con chiarezza il mio rientro , non è una sensazione, è un fatto. Piano piano ricomincio a sentire le gambe , le braccia, il busto , finché ricomincia la quotidianità”
Nel suo caso dubito che si tratti di routine, o sbaglio?
“Vivo da tre anni tra un hotel e l’altro. La mia casa sono i bagni delle varie stanze d’albergo. Se volete sapere qualcosa di me, è lì che dovreste vedermi. Ogni sera mi guardo allo specchio e cerco la forza di andare in scena. Io e la mia band abbiamo una responsabilità , restituire onestamente quell’ondata di amore che ci arriva dal pubblico. Per me è un dovere , più importante anche si un esecuzione impeccabile. Ed è per questo che mi prendo così cura di me stessa”
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In che senso?
“In questi anni ho capito che non puoi dare niente a nessuno se prima non lo dai a te. Tratto bene il mio corpo faccio esercizio fisico , mangio di gusto, non dico mai sì a cose che non voglio fare , non esagero in nulla. E quando mi esibisco il mio equilibrio viene fuori , anche se cammino accompagnandomi a un bastone”
Sembra che niente la possa turbare , ma davvero il suo calvario non le ha lasciato nessuna paura?
“Ho paura di ripetermi , di non riuscire ad esprimere con naturalezza la poeticità dei momenti che vivo. Soprattutto , però, cerco di non lasciarmi mai sopraffare da una paura , perché quello è il momento in cui davvero uno smette di vivere”
Se le chiedessero di duettare con Lady Gaga , accetterebbe?
“Sta scherzando? Quello non è il mio mondo”
Visto che la musicoterapia le ha dato così tanto , ci regala qualche dritta veloce? Per esempio, il brano migliore per concentrarsi?
“Una furtiva lagrima da L’elisir d’amore di Donizetti : amo tantissimo una versione interpretata da Placido Domingo. Secondo me funziona bene anche l’Adagio della Sinfonia N.5 di Mahler”
Per sviluppare la creatività?
“Di sicuro La Boheme di Puccini: Parigi, la gioventù , l’amore , gli stenti, son tutte cose che stimolano le grandi cose”
Per lenire i dolori del corpo o dell’anima?
“Oblivion di Piazzola , un pezzo immenso. C’è una versione fatta da tre musicisti , The Ahn Trio, che è incredibile. Le donne hanno un modo tutto loro di interpretare la musica , roba da pelle d’oca”
E Per fare l’amore?
“Quello è musica, non serve altro”

martedì 18 settembre 2012

INTERVISTA A NATASHA STEFANENKO “L’amore è un lavoro, non un elettrodomestico”

La storia di Natasha Stefanenko e il suo Luca.
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“Voi giornalisti ci descrivete come la coppia più romantica del mondo, ma vuole sapere com’è nata , la nostra storia?”
“Con una scommessa. Luca mi vide sfilare a Riva del Garda e disse a un suo amico “Ti giochi la pizza che me la porto a letto in 48 ore?”. Quando sfilai in costume alzò la posta “Pizza e spumante”
E vinse?
“Secondo lei?”
No
“Infatti. Siccome ero russa , e facevo la modella , pensava fossi una di quelle. Impiegò due settimane per avere il primo bacio. Più di un mese per ottenere il resto. E sa , per velocizzare le cose, quali furono le prime parole che mi disse? Le prime in assoluto?”
No
“Ciao . Ci sposiamo?”
E lei cosa rispose?
“Guardai l’orologio e dissi “Oggi non ho tempo”. Era l’8 luglio del 1993 . E ho riguardato l’orologio , gli ho telefonato e gli ho detto “Ciao, ci sposiamo?”
Ma non siete già sposati?
“In Comune. In chiesa è un altra cosa. Due anni fa mi sono battezzata a Mosca , sono pronta. E hi già la data in testa : l’8 luglio 2013, vent’anni esatti dopo quella volta che mi disse “Ci sposiamo?”Don Enzo ci aspetta a Sant’Elpidio a Mare, in Russia non possiamo : i matrimoni interreligiosi sono vietati”
Ritornerà in Rai con Per tutta la vita accanto a Fabrizio Frizzi
Un mito Fabrizio”
Addirittura
“Chiamò a casa di mia suocera , nelle Marche, mentre ero alle Mauritius per un catalogo di moda. Era il dicembre del 1996 , rispose mio marito. Fabrizio disse “Sono Frizzi, vorrei parlare con Natasha”. E Luca seccato “ Sì e io sono Pippo Baudo”
Pensava fosse uno scherzo?
“Certo! Perché avrebbe dovuto chiamarmi Frizzi? Io non ero nessuno”
Lei aveva fatto qualche spot e la valletta in La grande sfida con Gerry Scotti , in cui eri bella, bionda e diceva sempre “Da”
“Da” era l’unica cosa che mi facevano dire e li capisco : parlavo come Ivan Drago. Frizzi mi notò quattro anni dopo , a Miss Italia. Ero in giuria l’anno di Denny Mendez : una serata difficile , c’era un caos pazzesco perché aveva vinto una ragazza di colore . Dissi cose interessanti e lui mi invitò a fare un provino”
E lei , al colmo della gratitudine, rispose picche
“Non ne volevo sapere. Se proprio dovevo fare il soprammobile , preferivo restare alla moda : almeno viaggiavo , vedevo posti bellissimi”
Come la convinse , Frizzi?
“Fu Luca a dirmi “Buttati!”. E una bella mano me la diede Rita Dalla Chiesa”
Che allora era la fidanzata di Frizzi: gelosissima
“In effetti , era molto presente. Gli autori mi dicevano “sei una delle poche con cui ha un bel rapporto”. Sfido io : mi aveva visto con Luca : ero seria, innamoratissima”
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Com’è cambiato , l’amore in questi anni?
“E’ diventato più fragile. Tanto che Frizzi ha proposto di cambiare il titolo in Per Tutta la vita? , col punto interrogativo. Io, invece, sono più felice adesso che allora. Perché ho capito una cosa fondamentale”
Quale?
“Che l’amore è un lavoro, non un elettrodomestico”
Un elettrodomestico?
“Oggi, se si rompe la tv, tutti la buttano e ne comprano una nuova. Nessuno pensa a ripararla. Con le relazioni, succede la stessa cosa. E’ più facile girare i tacchi che avere la pazienza di aggiustare un rapporto”
E lei ha dovuto aggiustare molte tv?
“Pochissime, perché all’inizio io e Luca abbiamo fatto un patto che ci ha salvato la vita. Lui mi ha detto “Nat , siamo entrambi belli , corteggiati, pieni di occasioni. Ti prego , facciamo di tutto per non provocarci , per non ingelosirci”E’ un patto che abbiamo rispettato”
Però si è tolta il piacere di flirtare
“Ci siamo divertiti prima. Dai 18 ai 22 anni , sono stata, come dire , leggera : ho avuto due relazioni e un po’ di avventure”
Quando le hanno chiesto il segreto del nostro matrimonio , lei ha risposto “Luca è un figo pazzesco". Un consiglio per quelle che hanno impalmato un ciospo pazzesco?
“La stima è la prima cosa. Io Luca lo stimo moltissimo. Sono innamorata della sua testa , del suo mondo. Non è retorica , è un investimento, perché la vita funziona così : la bellezza scivola via, la testa cresce”
Una crisi, però, l’avete passata: quando lei decise di recitare..
“Il giorno delle nozze civili , nel 1995, Luca mi disse “Qualunque strada vorrai prendere , io ti sarò sempre vicino. Ti chiedo solo una cosa : non fare l’attrice”. Gli dava fastidio che potessi baciare un altro”
E lei?
“Io l’attrice? Mai e poi mai: non mi interessa proprio”
Perentoria
“Poi, nel 1997, Josè Sanchez mi propose di recitare in Gioco di specchi. Grande cast, e per me, la parte da protagonista”
E lei?
“Dissi “Non sono capace e poi ho promesso a mio marito che non avrei fatto l’attrice”
E Sanchez?
“Raddoppiò gli sforzi per convincermi. E ce la fece”
So che Luca tenne il broncio per un mese
“Era nero “Mi hai tradito!”, gridava. Io gli chiesi scusa , gli dissi di fidarsi , me lo portai sul set , a Barcellona. E feci togliere tutte le scene di nudo e molti baci”
A chi doveva darli, i baci?
“A Maurizio Ajello. Che Luca conosceva: avevano fatto i modelli negli stessi anni. La crisetta rientrò quasi subito”
ROMA - 31/05/2002 SPETTACOL
Una crisi vera l’avete avuta?
“Vera vera mai. Abbiamo fatto fatica quando è nata Sasha , nel 2000. Io ero fuori di testa : avevo gli ormoni che scoppiettavano , non ne volevo sapere del sesso, non mi importava di nessuno fuorché della piccola. E volevo mollare tutti gli impegni”
Quali impegni?
“Ho partorito il 30 settembre , la settimana dopo dovevo cominciare due programmi : Taratata e Convescion. Luca mi ha costretto a fare entrambi . Sapeva che il lavoro mi avrebbe salvato”
E lei?
“Piangevo e lo insultavo “Non te ne frega niente di me , vuoi solo che porti i soldi a casa , sei un egoista”. E lui, serafico “Sì, hai ragione , amore. Ma domani vai a lavorare , amore”. Morale : il 7 ottobre ero a Napoli per Convescion. Durante le prove tiravo il latte , l’autista lo portava in albergo e la bambina mangiava. Luca aveva ragione : grazie al lavoro, tornai normale”
C’è un uomo che lo supera , almeno in bellezza?
“Forse solo mio papà Boris. Nella nostra palestra abbiamo messo una foto ingrandita. E’ in costume , sul Mar Nero : non può capire i muscoli, la faccia…”
Ha condotto Mi hai lasciato , cambio vita. Se suo marito la lasciasse cosa farebbe?
“Oltre ad ucciderlo, dice?”
Oltre a ucciderlo
“Guardi , io ora sono felice. Non serena, felice , serena è poco. Ma so che , in fondo , sono pronta a tutto: proverei un dolore atroce , ma andrei avanti per mia figlia”
Bellissima sua figlia
“E pensare che quando è nata sembrava una vecchietta.Era viola , con la faccia così gonfia che non si vedeva il nasino. Quando l’ha vista, mia suocera è scappata in bagno a piangere. Ce n’è messo di tempo per diventare questo splendore”
Ah sì?
“Dopo qualche mese , le vennero i capelli biondi, gli occhi blu a palla, le labbra sottili . Luca mi disse “Oh amore , a me sembra che assomigli a Bertolino : dovete dirmi qualcosa? Ci scherziamo ancora. Enrico, quando Sasha compì un anno , le regalò un triciclo e sul bigliettino scrisse “Dal suo vero papà”
E un fratellino, non glielo diamo?
“Mi sarebbe piaciuto tantissimo. Anzi: mi piacerebbe tantissimo. Ma se non arriva pace: io sono talmente felice come madre che mi sento a posto così. Sasha è tutto : mi amica , mio angelo… E mia insegnante di italiano. Sa quante volte mi dice “Mamma , l’articolo!”