domenica 18 marzo 2012

INTERVISTA ALL’ATTRICE JULIETTE BINOCHE “Dunque sono fiera di dire a voce alta che ho 48 anni , con la mia faccia vera e le mie rughe in versione originale”

Juliette Binoche, attrice francese
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Problemi con il tempo che passa?
“Vuole scherzare? Non ne ho, perché la vita l’ho vissuta, non ho sprecato neanche un giorno. L’intensità è il mio marchio di fabbrica , la metto in cosa che faccio : quando ho sete sono veramente assetata , quando mi arrabbio divento terribile , se sono felice rido. Ho vissuto con tutta me stessa la voglia di attrice, ma anche quella di madre e di donna, non sono mai stata capace di impegnarmi su un solo fronte. Penso di essere un’artista in ogni cosa che faccio: se cucino o sistemo la biancheria in un armadio, ci metto la stessa passione. Dunque sono fiera di dire a voce alta che ho 48 anni , con la mia faccia vera e le mie rughe in versione originale”
E’ contraria alla chirurgia estetica?
“Un mio professore di teatro una volta mi ha detto una cosa che mi è rimasta in mente: il volto di un’attrice è come un libro, se cambi quello che c’è scritto non lo capisci più. Per questo il viso deve essere autentico”
Meryl Streep qualche ritocco lo ha fatto , eppure è sempre molto espressiva
“La adoro , ma ho altro modelli : Louise Brooks , Anna Magnani, Liv Ullmann, Gena Rowlands, attrici ribelli che sono state muse di registi come Pasolini, Rossellini, Bergman, Cassavetes. Hanno affrontato la cinepresa con le loro rughe , le occhiaie profonde , con un fascino che ha fatto grande il cinema”
Lei come conserva il suo charme?
“Mettendoci molto più impegno di quelle che vanno dal chirurgo estetico. Mi piace conquistarmi la bellezza , occupandomi di me stessa attraverso buoni gesti quotidiani , cercando e dando amore”
E’ di nuovo innamorata?
“Molto innamorata”
E nel frattempo lavora in continuazione…
“Ho appena finito a Toronto Cosmopolis , il nuovo film di David Cronenberg , in cui sono l’amante di Robert Pattinson. E a breve comincerò in Francia un film di Bruno Dumont in cui sarò la scrittrice Camille Claudel : gireremo interamente in un ospedale psichiatrico , con veri malati mentali, raccontando gli ultimi tre giorni di questa donna che ha lottato fino all’ultimo contro un sistema che le impediva di esistere”
In Elles, presentato al Festival di Berlino e appena uscito nei cinema francesi , interpreta invece una giornalista . Ha cambiato idea sul nostro mestiere?
“Ho molto amato questo film , interamente concepito da donne: regista , produttrice, sceneggiatrice. Parla della prostituzione studentesca , un tema di grande attualità in Francia, una realtà durissima , che comincia in maniera soft , quasi come un gioco per ragazze libere e finisce spesso nell’autodistruzione. Viviamo in una società che ha distorto l’immagine del sesso , siamo costantemente eccitati da stimoli che portano al consumo dei corpi anziché all’amore forse sarebbe il caso che i giovani capissero che l’amore non dipende dalle dimensioni del suo sesso”
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Oltre al cinema , continua a fare teatro , porterà in tournée opera di Strindberg
“Ciò che mi interessa di più , dell’esperienza , è la possibilità che ti dà testo come questo di andare in fondo a te stessa , per capire che cosa davvero stai cercando”
Lei ha vinto premi in tutto il mondo : come le hanno cambiato la carriera?
“I premi hanno cambiato la mia immagine all’esterno, ma io in fondo non sono cambiata. Ho sempre gli stessi dubbi e la stessa voglia di coltivare la mia passione. Certo, i riconoscimenti fanno piacere : il nostro è un modo astratto , mentre la statuetta che ti danno è una cosa concreta , la puoi toccare , guardare. Ma la cosa più importante resta la passione”

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