lunedì 13 agosto 2012

INTERVISTA A CHIARA MUTI, FIGLIO DEL MAESTRO RICCARDO "Il perfezionismo: a volte ti fa fuggire per paura di non essere all'altezza. Mia madre mi ha raccontato che agli inizi il babbo aveva molti dubbi sulle sue capacità"

Chiara Muti è la figlia del grande Maestro Riccardo Muti. A luglio la figlia ha portato in scena la sua prima opera lirica "Sancta Susanna".



L'idea di coinvolgere Chiara nel progetto è stata sua?
Riccardo "Le ho  proposto questo lavoro perché è preparata. Ha recitato a teatro e al cinema , suona al pianoforte, disegna benissimo: a casa ho incorniciato i suoi schizzi di quando era così piccola per Così fan tutte. Ha seguito le grandi regie alla Scala , Salisburgo, Vienna.... Aveva 7-8 anni e stava sveglia fino alle due a vedere le ultime prove-luci. E poi sa bene come la penso sulle regie"

Cioè come?
Riccardo "Quando una regia è fortemente provocatoria e non ha niente a fare con la musica danneggia solo la comprensione. Chiara è cresciuta in un ambiente dove per la musica c'è rispetto . Ed è una donna : quindi più adatta a capira la Sncta Susanna, credo"
Chiara "Sintetizzando , è una giovane costretta a prendere i voti che un giorno di primavera , mentre la natura si risveglia , sente da lontano i suoni di un amplesso e riscopre sil suo corpo . Il finale è tragico , con lei che si straccia le vesti davanti al crocifisso"

Un tema scabroso
Riccardo "Ai suoi tempi fece scandalo ( la prima fu nel 1922 ndb)

E stavolta?Effetti shock , nudi in scena?
Chiara "Mai. La musica è talmente forte : non serve altro. La carne in teatro è sfacciata e volgare. A me interessa la sofferenza di chi è attratta da un mondo e non può più accedervi; e vive questo desiderio con colpevolezza"

L'ha preoccupata di più l'opera o collaborare con suo padre?
Chiara " Mi preoccupava non avere tempo. Mi ha chiamata solo quattro mesi fa , quando stavo lavorando a quello che sarebbe stato il mio debutto da regista , l'Orfeo di cristoph Willibald Gluck per il festival di Montpellier a settembre. Quindio mi sono detta : sarò in grado di due opere e la bambina? Perché per noi donne è così , non abbiamo una moglie che pensa tutto. Ho un marito pianista che non c'è mai. Poi ho deciso: a quasi quarant'anni sento di potermi dare questa chance. Forse essere diventata madre conta. Quando hai un figlio vedi tutto con occhi diversi : per quanto il resto continui ad avere valore , riesci a viverlo con leggerezza . E con più libertà"

Il maestro e ha dato qualche dritta?
Chiara "Mi ha detto solo - Di sicuro mi piacerà"
Riccardo "Chiara ha una personalità spiccata, non è a disposizione delle idee di suo padre. Ci assomigluiamo, e quando due persone si assomigliano non vanno a braccetto : c'è un rapporto dialettico"

In che cosa vi assomigliate?
Riccardo "Forse in un certo modo di affrontare il mondo senza compromessi"
Chiara "Nel carattere. Nelle reazioni alle piccole cose : lo sguardo di fronte ad una notizia in tv, il modo di muovere le mani : abbiamo mani uguali. Dei tre figli , sono quella che più ha preso pregi e difetti dei Muti"

Un difetto di Chiara?
Riccardo "Non lo dico , dato che mi assomiglia sarebbe come ammettere un difetto mio..."

Un difetto dei Muti?
Chiara "Il perfezionismo: a volte ti fa fuggire per paura di non essere all'altezza. Mia madre mi ha raccontato  che agli inizi il babbo aveva molti dubbi sulle sue capacità. Questo perché si deve avere obiettivi altissimi"

Chiara è l'unica dei suoi tre figli ad avere seguito una carriera artistica: tra voi c'è un rapporto speciale?
Riccardo "Non èper me sono uguali. Forse con lei, senza far torto agli altri, ci capiamo a sguardi: non c'è bisogno di tante parole"

 E' orgoglioso di lei?
Riccardo "Sì, perché stata bravissima , studiosa, seria nel lavoro e nella vita. E bella"

E' stato un padre severo?
Riccardo "No. Be', se una cosa è proprio orribile lo dico. Ma , dato che ho subito con una certa sofferenza la severità di insegnanti e genitori, ho cercato di non infliggerla a mia volta"
Chiara "Non c'era mai (neanche la mamma) e quindi quando tornava era dolce , non ci faceva domande sulla scuola per esempio. E noi siamo stati tutti bravi : ci siamo armati per la vita da soli. E' andata bena anche a loro"
Riccardo "L'importante è dove si cresce. Quando lavoravo a Filadelfia e i bambini erano piccoli  tutti mi chiedevano: come mai non li porti potrebbero studiare nelle grandi scuole americane. Io rispondevo no, devono fermarsi dove sono nati perché se uno ha radici forti può andare ovunque . Se le radici sono deboli non si va da nessuna parte"

E' vero che quando sua figlia studiava canto lei si tappava le orecchie?
Riccardo "Non me lo ricordo"
Chiara "Chiedevo a mia madre di insegnarmi le arie famose e lui arrivava all'improvviso "Ma cosa sono questi fischi di treno!". E poi diceva "Oddio, che non faccia la cantante , uno dei mestieri più orribili.... Schiavo per sempre delle tue corde vocali"

Chiara ha sposato un pianista . Com'è stato accolto un altro musicista in famiglia?
Riccardo "Contenta Chiara..."
Chiara "L'ho conosciuto perché papà lo aveva scelto come solista per una tournée, ci mancherebbe che dica qualcosa.."

Quattro anni a Parigi, un matrimonio , una figlia. E' riuscita anche a lavorare?
Chiara " Poco. Quando è nata la bambina ho mollatio tutto per stare con lei: non riuscivo a fare altro, forse non ho saputo organizzarmi... Adesso ha 16 mesi e va meglio".

Lei ha viaggiato con i suoii genitori molto più dei suoi fratelli
Chiara "Ci portava a turno. Ma a loro non interessava , e io invece sempre lì a chiedere. "Posso venire?"

Le mancavano quando restava a casa?
Chiara " Sì, però mi informavo sull'opera che mio padre stava dirigendo , disegnavo i costumi e poi, in camera mia, interpretavo tutti i ruoli. Una pazza... Sempre avuto sta mania di rimettere in scena qualcosa che mi sfuggiva . E faceva sparire i miei genitori"

Un momento difficile con suo padre?
Chiara "Quando gli dissi che mi sarei trasferita a Roma a vivere con un fidanzato . Era perplesso , dopo quattro anni con lui a Milano mi allontanavo dal suo occhio vigile"


Nessun commento: