venerdì 28 settembre 2012

INTERVISTA A JIM KERR DEI SIMPLE MINDS “Le droghe influenzano il modo in cui ascolti la musica , la tua concentrazione”

Jim Kerr è il cantante dei Simple Minds . Alla ribalta nel 1985 con Don’t you (Forget about me) , sparirono negli anni ‘90 causa l’arrivo del grunge e di spaccature interne. Tornati nel 2001 e poi nel 2003 con cd commemorativi. Nel 2008 si sono riuniti e hanno lanciato un nuovo disco, Graffiti Soul, il cui primo singolo , Rockets , è stato nella top ten inglese. A luglio sono stati in Italia in quattro concerti del loro tour.

Jim Kerr ha superato la cinquantina ma energico come negli anni del boom.

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Che cosa ricorda di quegli anni incredibili?

“Eccitazione, ma anche un pizzico di paura: eravamo giovani e la pressione di noi era veramente forte. Anche se non lo ammettevamo né con noi stessi né con chi era vicino , lo stress e la paura erano palpabili. Vede, in quel periodo i Simple MInds non erano più una band, erano un’industria. Non si trattava solo di scrivere canzoni , avevamo sulle spalle il lavoro di molte persone”

Il successo della band sembrò improvviso : un giorno eravate sconosciuti, il giorno dopo vi conoscevano tutti. Si è mai spiegato perché?

“Fu una coincidenza di più fattori : il successo di Breakfast Club, enorme, e il fatto che in quegli anni stava nascendo Mtv e quindi la nostra musica da un giorno all’altro fu dappertutto , in tutte le case. Capisco anche perché molti si chiedessero”Ma chi sono questi ? Da dove sbucano?” In realtà noi avevamo già cinque , sei dischi e almeno dieci anni di carriera alle spalle”

Immaginava che a 50 anni si sarebbe trovato su un palco a cantare?

“Assolutamente no. Quando sei giovane non hai percezione del tempo , sai solo che farai un disco , se va bene . In più quando abbiamo cominciato noi gli unici anziani erano i musicisti che suonavano blues , non rock. L’idea che una rockstar potesse ancora esibirsi passati i 50 è una nozione recente , e dobbiamo dire grazie a Mick Jagger e Iggy Pop”

Una cosa che vi ha sempre differenziato da altre band è l’origine scozzese. Come è stato crescere a Glasgow?

“Era una città industriale in declino: le fabbriche stavano chiudendo, c’era molta disoccupazione , la droga non era ancora arrivata ma l’alcool scorreva a fiumi. Però era una città con una rete sociale ancora molto forte : se eri adolescente potevi contare sugli amici , la famiglia. La mia era proletaria , ma a essere onesti non avevamo una reale percezione dell’esistenza delle classi sociali , o almeno no così forte come c’era a Londra , una città molto più grande”

Ha avuto anche lei problemi di alcool da ragazzino?

“Bevevo , intorno ai quattordici , quindici anni , ma grazie al cielo ho scoperto subito il rock. Il mio primo concerto è stato David Bowie: mi ha cambiato la vita”

Però il suo periodo da rockstar l’ha avuta eccome

“Sì non lo nego, e non mi posso certo lamentare. Ma mai con droghe pesanti, quelle no. Solo droghe leggere e con uso mai autodistruttivo: sa , all’epoca si pensava che le droghe aiutassero la creatività”

E’ vero?

“Non voglio passare per quello che ne sostiene l’uso, però, sì , qualcosa di vero c’è: le droghe influenzano il modo in cui ascolti la musica , la tua concentrazione”

Lei ha avuto anche una vita sentimentale piuttosto rock : due mogli , due cantanti ( Chrissie Hynde dei Pretenders e Patsy Kensit ndb). Ma una donna normale mai?

“Ero giovane, credevo che un’artista potesse capirmi meglio”

E non è così?

“Per carità no! Sono tutte matte . Non dico quelle due in particolare , ma le artiste in generale. Anzi mi ci metto anch’io: siamo tutti matti ed egoisti”

Come vanno i suoi affari in Italia ? So che possiede un albergo in Sicilia

“Bene. Me lo lasci dire : adoro l’Italia. L’ho sempre amata , e tra i Simple Minds e il vostro Paese c’è un rapporto di affetto particolare. Pensi che mia figlia Yasmin ( Avuta dalla Hynde ndb) sta pensando di trasferirsi qui”

I Duran Duran alla cerimonia d’apertura dell’Olimpiade . Geloso?

“Poveri loro : con tutti quegli occhi puntati addosso. E le solite critiche. I Duran comunque mi piacciono , mi sono sempre stati simpatici”

Ma non eravate rivali, negli anni ‘80?

“Quando sei giovane vedi rivali ovunque : chiunque abbia un disco in classifica diventa un potenziale nemico”

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Però la contrapposizione tra i due gruppi aveva motivazioni più profonde. Chi ascoltava i Simple Minds non parlava con chi ascoltava i Duran Duran : si sentivano superiori

“Non è la prima  che me lo dice: noi eravamo la nicchia , loro erano più commerciali. Sono felice di aver contribuito a rendere le persone più cool rispetto ad altri”

Una cosa la devo dire : i suoi testi erano incomprensibili, troppo oscuri. I fan li cantavano, ma il 90% delle volte non avevano la più pallida idea di cosa lei stesse parlando, sa?

“Be’ lo scopo era creare un linguaggio nuovo, che si accordasse con l’atmosfera della musica. All’epoca le mie influenze erano molto varie: arte, cinema , poesia. Alla fine facevo un bel minestrone e quello che veniva fuori erano testi un po’ criptici. Vede la capisco ; anch’io da ragazzino cantavo i testi di David Bowie e Lou Reed ma mica li capivo del tutto , sa?

martedì 25 settembre 2012

INTERVISTA A MELODY GARDOT , CANTANTE CHE DAL COMA è PASSATA A REGINA DEL JAZZ “Ho paura di non riuscire ad esprimere con naturalezza la poeticità dei momenti che vivo”

Melody Gardot a 18 anni viene investita da una un’auto nella sua Philadelphia. Il bacino si spezza in due punti , lesioni alla testa e la spina dorsale sono gravissime e la fa rimanere in ospedale per un anno. Le lesioni alla corteccia sono così gravi che costringono a portare per la vita gli occhiali da sole a causa della fotosensibilità.
Un medico decide di usare la musicoterapia per aiutare la paziente. Dal canticchiare a bocca chiusa Melody comincia a prendere lezioni di chitarra e a comporre musica.
Nel 2005 il primo lavoro Some lessons : The Bedroom Sessions, dove sono raccontate le fasi della riabilitazione. Inizia così una vita da artista: la voce è pastosa , come quella di una regina del jazz.
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Melody , so che non ama parlare dell’incidente, però come si fa a non pensare a quello che ha passato vedendola in questo stato di grazia?
“Non sono una di quelle che impone il veto sull’argomento , solo che in realtà non ho niente da dire. I giornalisti insistono , ma farebbero prima ad andare su internet : lì c’è tutta la storia , non ho altro da aggiungere”
In tanti al posto suo cavalcherebbero l’onda , spiattellando i dettagli più intimi
“Sì, ma sarebbe orribile. Certe interviste sono come pescare , si lancia un amo e il pesce abbocca , davvero non fa per me. Penso di avere argomenti sufficientemente interessanti per convincere i lettori a superare questa riga”
Per esempio?
“Ho un repertorio fantastico di barzellette spinte! Adoro ridere e mi piace un sacco quando mi ritrovo con i miei amici e attacchiamo a raccontare storielle piccanti. Alle volte ci lanciamo in vere e proprie sessioni di risata. Inizi con un bello sghignazzo forzato e finisci che ti prende la pancia in mano per davvero. Sembra un gioco stupido , ma in realtà il suono “ah” è ottimo per andare a smuovere le corde più intime dello spirito”
Un’esperienza forte come la sua non l’ha spinta a vivere l’inferiorità con maggiore attenzione?
“Diciamo che mi ha portato in uno stato di estrema lucidità . Le mie condizioni erano disperate , credo di essere andata così vicina al limite della vita da aver acquisito una coscienza di me molto particolare. Di notte sogno moltissimo , e si tratta quasi sempre di sogni consapevoli. Spesso mi vedo dall’alto , mi percepisco fuori dal corpo e vivo situazioni molto intense. Quando poi mi sveglio avverto con chiarezza il mio rientro , non è una sensazione, è un fatto. Piano piano ricomincio a sentire le gambe , le braccia, il busto , finché ricomincia la quotidianità”
Nel suo caso dubito che si tratti di routine, o sbaglio?
“Vivo da tre anni tra un hotel e l’altro. La mia casa sono i bagni delle varie stanze d’albergo. Se volete sapere qualcosa di me, è lì che dovreste vedermi. Ogni sera mi guardo allo specchio e cerco la forza di andare in scena. Io e la mia band abbiamo una responsabilità , restituire onestamente quell’ondata di amore che ci arriva dal pubblico. Per me è un dovere , più importante anche si un esecuzione impeccabile. Ed è per questo che mi prendo così cura di me stessa”
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In che senso?
“In questi anni ho capito che non puoi dare niente a nessuno se prima non lo dai a te. Tratto bene il mio corpo faccio esercizio fisico , mangio di gusto, non dico mai sì a cose che non voglio fare , non esagero in nulla. E quando mi esibisco il mio equilibrio viene fuori , anche se cammino accompagnandomi a un bastone”
Sembra che niente la possa turbare , ma davvero il suo calvario non le ha lasciato nessuna paura?
“Ho paura di ripetermi , di non riuscire ad esprimere con naturalezza la poeticità dei momenti che vivo. Soprattutto , però, cerco di non lasciarmi mai sopraffare da una paura , perché quello è il momento in cui davvero uno smette di vivere”
Se le chiedessero di duettare con Lady Gaga , accetterebbe?
“Sta scherzando? Quello non è il mio mondo”
Visto che la musicoterapia le ha dato così tanto , ci regala qualche dritta veloce? Per esempio, il brano migliore per concentrarsi?
“Una furtiva lagrima da L’elisir d’amore di Donizetti : amo tantissimo una versione interpretata da Placido Domingo. Secondo me funziona bene anche l’Adagio della Sinfonia N.5 di Mahler”
Per sviluppare la creatività?
“Di sicuro La Boheme di Puccini: Parigi, la gioventù , l’amore , gli stenti, son tutte cose che stimolano le grandi cose”
Per lenire i dolori del corpo o dell’anima?
“Oblivion di Piazzola , un pezzo immenso. C’è una versione fatta da tre musicisti , The Ahn Trio, che è incredibile. Le donne hanno un modo tutto loro di interpretare la musica , roba da pelle d’oca”
E Per fare l’amore?
“Quello è musica, non serve altro”

martedì 18 settembre 2012

INTERVISTA A NATASHA STEFANENKO “L’amore è un lavoro, non un elettrodomestico”

La storia di Natasha Stefanenko e il suo Luca.
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“Voi giornalisti ci descrivete come la coppia più romantica del mondo, ma vuole sapere com’è nata , la nostra storia?”
“Con una scommessa. Luca mi vide sfilare a Riva del Garda e disse a un suo amico “Ti giochi la pizza che me la porto a letto in 48 ore?”. Quando sfilai in costume alzò la posta “Pizza e spumante”
E vinse?
“Secondo lei?”
No
“Infatti. Siccome ero russa , e facevo la modella , pensava fossi una di quelle. Impiegò due settimane per avere il primo bacio. Più di un mese per ottenere il resto. E sa , per velocizzare le cose, quali furono le prime parole che mi disse? Le prime in assoluto?”
No
“Ciao . Ci sposiamo?”
E lei cosa rispose?
“Guardai l’orologio e dissi “Oggi non ho tempo”. Era l’8 luglio del 1993 . E ho riguardato l’orologio , gli ho telefonato e gli ho detto “Ciao, ci sposiamo?”
Ma non siete già sposati?
“In Comune. In chiesa è un altra cosa. Due anni fa mi sono battezzata a Mosca , sono pronta. E hi già la data in testa : l’8 luglio 2013, vent’anni esatti dopo quella volta che mi disse “Ci sposiamo?”Don Enzo ci aspetta a Sant’Elpidio a Mare, in Russia non possiamo : i matrimoni interreligiosi sono vietati”
Ritornerà in Rai con Per tutta la vita accanto a Fabrizio Frizzi
Un mito Fabrizio”
Addirittura
“Chiamò a casa di mia suocera , nelle Marche, mentre ero alle Mauritius per un catalogo di moda. Era il dicembre del 1996 , rispose mio marito. Fabrizio disse “Sono Frizzi, vorrei parlare con Natasha”. E Luca seccato “ Sì e io sono Pippo Baudo”
Pensava fosse uno scherzo?
“Certo! Perché avrebbe dovuto chiamarmi Frizzi? Io non ero nessuno”
Lei aveva fatto qualche spot e la valletta in La grande sfida con Gerry Scotti , in cui eri bella, bionda e diceva sempre “Da”
“Da” era l’unica cosa che mi facevano dire e li capisco : parlavo come Ivan Drago. Frizzi mi notò quattro anni dopo , a Miss Italia. Ero in giuria l’anno di Denny Mendez : una serata difficile , c’era un caos pazzesco perché aveva vinto una ragazza di colore . Dissi cose interessanti e lui mi invitò a fare un provino”
E lei , al colmo della gratitudine, rispose picche
“Non ne volevo sapere. Se proprio dovevo fare il soprammobile , preferivo restare alla moda : almeno viaggiavo , vedevo posti bellissimi”
Come la convinse , Frizzi?
“Fu Luca a dirmi “Buttati!”. E una bella mano me la diede Rita Dalla Chiesa”
Che allora era la fidanzata di Frizzi: gelosissima
“In effetti , era molto presente. Gli autori mi dicevano “sei una delle poche con cui ha un bel rapporto”. Sfido io : mi aveva visto con Luca : ero seria, innamoratissima”
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Com’è cambiato , l’amore in questi anni?
“E’ diventato più fragile. Tanto che Frizzi ha proposto di cambiare il titolo in Per Tutta la vita? , col punto interrogativo. Io, invece, sono più felice adesso che allora. Perché ho capito una cosa fondamentale”
Quale?
“Che l’amore è un lavoro, non un elettrodomestico”
Un elettrodomestico?
“Oggi, se si rompe la tv, tutti la buttano e ne comprano una nuova. Nessuno pensa a ripararla. Con le relazioni, succede la stessa cosa. E’ più facile girare i tacchi che avere la pazienza di aggiustare un rapporto”
E lei ha dovuto aggiustare molte tv?
“Pochissime, perché all’inizio io e Luca abbiamo fatto un patto che ci ha salvato la vita. Lui mi ha detto “Nat , siamo entrambi belli , corteggiati, pieni di occasioni. Ti prego , facciamo di tutto per non provocarci , per non ingelosirci”E’ un patto che abbiamo rispettato”
Però si è tolta il piacere di flirtare
“Ci siamo divertiti prima. Dai 18 ai 22 anni , sono stata, come dire , leggera : ho avuto due relazioni e un po’ di avventure”
Quando le hanno chiesto il segreto del nostro matrimonio , lei ha risposto “Luca è un figo pazzesco". Un consiglio per quelle che hanno impalmato un ciospo pazzesco?
“La stima è la prima cosa. Io Luca lo stimo moltissimo. Sono innamorata della sua testa , del suo mondo. Non è retorica , è un investimento, perché la vita funziona così : la bellezza scivola via, la testa cresce”
Una crisi, però, l’avete passata: quando lei decise di recitare..
“Il giorno delle nozze civili , nel 1995, Luca mi disse “Qualunque strada vorrai prendere , io ti sarò sempre vicino. Ti chiedo solo una cosa : non fare l’attrice”. Gli dava fastidio che potessi baciare un altro”
E lei?
“Io l’attrice? Mai e poi mai: non mi interessa proprio”
Perentoria
“Poi, nel 1997, Josè Sanchez mi propose di recitare in Gioco di specchi. Grande cast, e per me, la parte da protagonista”
E lei?
“Dissi “Non sono capace e poi ho promesso a mio marito che non avrei fatto l’attrice”
E Sanchez?
“Raddoppiò gli sforzi per convincermi. E ce la fece”
So che Luca tenne il broncio per un mese
“Era nero “Mi hai tradito!”, gridava. Io gli chiesi scusa , gli dissi di fidarsi , me lo portai sul set , a Barcellona. E feci togliere tutte le scene di nudo e molti baci”
A chi doveva darli, i baci?
“A Maurizio Ajello. Che Luca conosceva: avevano fatto i modelli negli stessi anni. La crisetta rientrò quasi subito”
ROMA - 31/05/2002 SPETTACOL
Una crisi vera l’avete avuta?
“Vera vera mai. Abbiamo fatto fatica quando è nata Sasha , nel 2000. Io ero fuori di testa : avevo gli ormoni che scoppiettavano , non ne volevo sapere del sesso, non mi importava di nessuno fuorché della piccola. E volevo mollare tutti gli impegni”
Quali impegni?
“Ho partorito il 30 settembre , la settimana dopo dovevo cominciare due programmi : Taratata e Convescion. Luca mi ha costretto a fare entrambi . Sapeva che il lavoro mi avrebbe salvato”
E lei?
“Piangevo e lo insultavo “Non te ne frega niente di me , vuoi solo che porti i soldi a casa , sei un egoista”. E lui, serafico “Sì, hai ragione , amore. Ma domani vai a lavorare , amore”. Morale : il 7 ottobre ero a Napoli per Convescion. Durante le prove tiravo il latte , l’autista lo portava in albergo e la bambina mangiava. Luca aveva ragione : grazie al lavoro, tornai normale”
C’è un uomo che lo supera , almeno in bellezza?
“Forse solo mio papà Boris. Nella nostra palestra abbiamo messo una foto ingrandita. E’ in costume , sul Mar Nero : non può capire i muscoli, la faccia…”
Ha condotto Mi hai lasciato , cambio vita. Se suo marito la lasciasse cosa farebbe?
“Oltre ad ucciderlo, dice?”
Oltre a ucciderlo
“Guardi , io ora sono felice. Non serena, felice , serena è poco. Ma so che , in fondo , sono pronta a tutto: proverei un dolore atroce , ma andrei avanti per mia figlia”
Bellissima sua figlia
“E pensare che quando è nata sembrava una vecchietta.Era viola , con la faccia così gonfia che non si vedeva il nasino. Quando l’ha vista, mia suocera è scappata in bagno a piangere. Ce n’è messo di tempo per diventare questo splendore”
Ah sì?
“Dopo qualche mese , le vennero i capelli biondi, gli occhi blu a palla, le labbra sottili . Luca mi disse “Oh amore , a me sembra che assomigli a Bertolino : dovete dirmi qualcosa? Ci scherziamo ancora. Enrico, quando Sasha compì un anno , le regalò un triciclo e sul bigliettino scrisse “Dal suo vero papà”
E un fratellino, non glielo diamo?
“Mi sarebbe piaciuto tantissimo. Anzi: mi piacerebbe tantissimo. Ma se non arriva pace: io sono talmente felice come madre che mi sento a posto così. Sasha è tutto : mi amica , mio angelo… E mia insegnante di italiano. Sa quante volte mi dice “Mamma , l’articolo!”

domenica 16 settembre 2012

INTERVISTA A VALERIA MAZZA “Cerco di pensare di avere il bikini tutto l’anno . Serve a non cedere alle tentazioni”

Valeria Mazza , per il suo lavoro di modella  e manager , viaggia molto ma cerca di seguire i suoi figli il più possibile: ne ha 4. Il marito è l’imprenditore Alejandro Gravier. Sono sposati da 14 anni.
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Lei ha talento e bellezza . E già a 13 anni faceva volontariato con i bambini disabili. Come mai?
“E’ stato un caso. Ero molto sportiva, facevo nuoto agonistico. Un giorno al mio club ho visto che organizzavano gare per bambini con problemi mentali. Mi sono offerta come volontaria. Da allora collaboro spesso con Special Olympics fondata da Eunice Kennedy: organizziamo eventi per persone con disabilità intellettiva . E’ importante continuare , oggi che sono mamma”
A 14 anni era una baby modella : se capitasse lo stesso a sua figlia?
“Be’, non è che a quell’età facessi veramente l’indossatrice. Era un gioco. Ho a sfilare solo a 17 anni. Mia figlia Taina , troverà la sua strada. Certo, se smettesse di studiare me la prenderei. I miei figli devono laurearsi”
Lei ha anche un giornale di moda online. I suoi bambini possono usare internet o Facebook?
“Balthazar , a 12 anni, è su Facebook. Tiziano , a 10 anni, usa internet per le ricerche di scuola”
Li controlla?
“Faccio così. Non lascio i computer in camera , ma in una sala di passaggio, dove c’è un gran viavai. Di fatto, finiscono col dedicarsi poco tempo”
Che cosa ha capito viaggiando in Africa per la campagna Unicef contro il tetano?
“Vaccinare i neonati è indispensabile. Ma non dobbiamo darci tante arie , noi che veniamo da altri paesi. Gli africani ci possono insegnare molto: per esempio la solidarietà tra chi ha poco. Nei villaggi c’è chi va a prendere l’acqua anche per gli altri , chi la legna”
E’ stata collega di Carla Bruni . Vi siete sentite dopo le elezioni francesi?
“No, però lei è stata brava. Se sposi un uomo con responsabilità pubbliche , come l’ex presidente Sarkozy, non sei solo moglie di . Sei la Premiere Dame. E non è facile”
Meglio un imprenditore , come suo marito Alejandro?
“Meglio sposare l’uomo che ami”
Nella sua rivista on line, Valeriamag.com, c’è una rubrica: El gruppo del mes. Alejandro non è geloso?
“Ma nooo, lui è el guapo de todos los dias!”
Come è nato il vostro amore?
“Cui siamo conosciuti a una sfilata , avevo 18 anni , a Buenos Aires. Mi ha corteggiato subito. Dopo i primi tempi insieme, sono andata a lavorare a Milano. MI ha raggiunto venti giorni dopo , per il mio compleanno : ho festeggiato i 19 anni con lui l’Harry’s Bar di Venezia. Che magia… Poi sono andata a New York. E’ stato paziente”
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Tre mesi fa invece ha festeggiato i suoi primi 40 anni. Come?
“Il giorno del compleanno , a febbraio, ero a St Moritz a sciare. La vera festa l’ho fatta a Buenos Aires : ho addobbato la casa di rosso e tutti dovevano mettersi qualcosa di quel colore. Abbiamo ballato fino alle sei del mattino”
Come si mantiene in forma? Non dica che mangia tutto quello che vuole
“Infatti sto attenta . Primo: faccio molto sport ( tennis quattro volte la settimana , e prima mezz’ora di palestra. Secondo : cucino senza grassi. Ho abolito l’olio . Infine cerco di pensare di avere il bikini tutto l’anno . Serve a non cedere alle tentazioni”
Valeria Mazza : la donna perfetta
“Nooo. In una famiglia si deve far quadrare tutto. E non è facile, provateci voi con quattro bambini. Anche se solo svegliarli e prepararli ogni mattina è una faticaccia. Certo, ho degli aiuti. Ma se ho appuntamenti di lavoro , cerco essere a casa per le 17. E’ una corsa. Ora, per esempio, ho mandato una mail per organizzare il compleanno di Balthazar : vogliono  andare a ballare”
Dodicenni in discoteca?
“Organizziamo una bella festa al club del rugby , dalle 21 alle 24. Gli argentini sono gaudenti. Noi adulti al weekend non torniamo mai a casa prima delle due e mezzo”
E lei, quanto dorme?
“Durante la settimana regolare, otto ore. Mi sveglio alle sette”
Sfila ancora in passerella?
“Faccio servizi di moda. E curo il magazine Valeriamag.com Ho disegnato anche occhiali da sole e lanciato una linea di profumi”
Nel 1996 , a 24 anni, era con Pippo Baudo e Sabrina Ferilli a Sanremo: lo rifarebbe?
“Si. Anche se allora ero incosciente, non sapevo proprio dove stavo andando. Mi ha portato fortuna!”
Due anni dopo ho incontrato Giovanni Paolo II: la prima modella ricevuta da Un Papa. Poi è stata invitata da Benedetto XVI: quanti santi ha in paradiso?
“Ah, l’incontro con Wojtyla è stato commovente. Avevo chiesto di vederlo ma non ero ancora sposata … Poi nel ‘98 mi invitarono a leggere alcune frasi per l’anniversario della morte di Madre Teresa di Calcutta. Quegli occhi azzurri del Papa.. non li dimenticherò. Da Benedetto XVI sono andata perché un nostro amico è della nunziatura apostolica in Argentina e ci ha chiesto di accompagnarlo.
In Argentina la presidente Cristina Kirchner ha nazionalizzato l’energia petrolifera, controllata da una multinazionale spagnola: ha fatto bene?
“E’ un tema complesso. Le risorse naturali devono appartenere al Paese . però se questo è capace di fare giusti investimenti nel settore energetico. Ora valuteremo….In ogni caso non sono un’esperta..”
Dieci anni fa il suo Paese dichiarò fallimento : cosa possiamo imparare dalla crisi argentina?
“Vi vedo molto in ansia quando parlate di crisi. Noi sentiamo la parola da così tanti anni che non ci spaventa più. Anche se è terribile vedere la gente affamata, senza speranza. Tutte le risorse dello Stato devono andare lì : a creare posti di lavoro. L’Argentina le risorse le avrebbe tutte. E’ una terra fertile, fertilissima”