martedì 25 settembre 2012

INTERVISTA A MELODY GARDOT , CANTANTE CHE DAL COMA è PASSATA A REGINA DEL JAZZ “Ho paura di non riuscire ad esprimere con naturalezza la poeticità dei momenti che vivo”

Melody Gardot a 18 anni viene investita da una un’auto nella sua Philadelphia. Il bacino si spezza in due punti , lesioni alla testa e la spina dorsale sono gravissime e la fa rimanere in ospedale per un anno. Le lesioni alla corteccia sono così gravi che costringono a portare per la vita gli occhiali da sole a causa della fotosensibilità.
Un medico decide di usare la musicoterapia per aiutare la paziente. Dal canticchiare a bocca chiusa Melody comincia a prendere lezioni di chitarra e a comporre musica.
Nel 2005 il primo lavoro Some lessons : The Bedroom Sessions, dove sono raccontate le fasi della riabilitazione. Inizia così una vita da artista: la voce è pastosa , come quella di una regina del jazz.
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Melody , so che non ama parlare dell’incidente, però come si fa a non pensare a quello che ha passato vedendola in questo stato di grazia?
“Non sono una di quelle che impone il veto sull’argomento , solo che in realtà non ho niente da dire. I giornalisti insistono , ma farebbero prima ad andare su internet : lì c’è tutta la storia , non ho altro da aggiungere”
In tanti al posto suo cavalcherebbero l’onda , spiattellando i dettagli più intimi
“Sì, ma sarebbe orribile. Certe interviste sono come pescare , si lancia un amo e il pesce abbocca , davvero non fa per me. Penso di avere argomenti sufficientemente interessanti per convincere i lettori a superare questa riga”
Per esempio?
“Ho un repertorio fantastico di barzellette spinte! Adoro ridere e mi piace un sacco quando mi ritrovo con i miei amici e attacchiamo a raccontare storielle piccanti. Alle volte ci lanciamo in vere e proprie sessioni di risata. Inizi con un bello sghignazzo forzato e finisci che ti prende la pancia in mano per davvero. Sembra un gioco stupido , ma in realtà il suono “ah” è ottimo per andare a smuovere le corde più intime dello spirito”
Un’esperienza forte come la sua non l’ha spinta a vivere l’inferiorità con maggiore attenzione?
“Diciamo che mi ha portato in uno stato di estrema lucidità . Le mie condizioni erano disperate , credo di essere andata così vicina al limite della vita da aver acquisito una coscienza di me molto particolare. Di notte sogno moltissimo , e si tratta quasi sempre di sogni consapevoli. Spesso mi vedo dall’alto , mi percepisco fuori dal corpo e vivo situazioni molto intense. Quando poi mi sveglio avverto con chiarezza il mio rientro , non è una sensazione, è un fatto. Piano piano ricomincio a sentire le gambe , le braccia, il busto , finché ricomincia la quotidianità”
Nel suo caso dubito che si tratti di routine, o sbaglio?
“Vivo da tre anni tra un hotel e l’altro. La mia casa sono i bagni delle varie stanze d’albergo. Se volete sapere qualcosa di me, è lì che dovreste vedermi. Ogni sera mi guardo allo specchio e cerco la forza di andare in scena. Io e la mia band abbiamo una responsabilità , restituire onestamente quell’ondata di amore che ci arriva dal pubblico. Per me è un dovere , più importante anche si un esecuzione impeccabile. Ed è per questo che mi prendo così cura di me stessa”
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In che senso?
“In questi anni ho capito che non puoi dare niente a nessuno se prima non lo dai a te. Tratto bene il mio corpo faccio esercizio fisico , mangio di gusto, non dico mai sì a cose che non voglio fare , non esagero in nulla. E quando mi esibisco il mio equilibrio viene fuori , anche se cammino accompagnandomi a un bastone”
Sembra che niente la possa turbare , ma davvero il suo calvario non le ha lasciato nessuna paura?
“Ho paura di ripetermi , di non riuscire ad esprimere con naturalezza la poeticità dei momenti che vivo. Soprattutto , però, cerco di non lasciarmi mai sopraffare da una paura , perché quello è il momento in cui davvero uno smette di vivere”
Se le chiedessero di duettare con Lady Gaga , accetterebbe?
“Sta scherzando? Quello non è il mio mondo”
Visto che la musicoterapia le ha dato così tanto , ci regala qualche dritta veloce? Per esempio, il brano migliore per concentrarsi?
“Una furtiva lagrima da L’elisir d’amore di Donizetti : amo tantissimo una versione interpretata da Placido Domingo. Secondo me funziona bene anche l’Adagio della Sinfonia N.5 di Mahler”
Per sviluppare la creatività?
“Di sicuro La Boheme di Puccini: Parigi, la gioventù , l’amore , gli stenti, son tutte cose che stimolano le grandi cose”
Per lenire i dolori del corpo o dell’anima?
“Oblivion di Piazzola , un pezzo immenso. C’è una versione fatta da tre musicisti , The Ahn Trio, che è incredibile. Le donne hanno un modo tutto loro di interpretare la musica , roba da pelle d’oca”
E Per fare l’amore?
“Quello è musica, non serve altro”

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