venerdì 7 dicembre 2012

INTERVISTA ALLA MODELLA E ATTRICE DIANE KRUGER “A Parigi ero in un mondo di adulti , vestita con abiti bellissimi, ma circondata da una sorta di grande freddo : esattamente come Maria Antonietta”

Diane Kruger è stata Maria Antonietta nel film Addio, mia regina. Trentasei anni , attrice e modella , nata in Germania ma arrivata a Parigi a 16 anni per intraprendere le varie passerelle.

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Addio, mia regina esplora la relazione borderline tra Maria Antonietta e Sidonie Laborde w quella tra la regina e Gabrielle de Polignac . Si può parlare di amore tra queste donne?

“Non credo che Maria Antonietta fosse lesbica. Piuttosto è una storia d’amicizia al femminile di una donna che vuole essere amata per ciò che è e non per quello che rappresenta . Gabrielle , alla fine, la tradisce , ed è questo tradimento che mia ha permesso di identificarmi con la trama”

Lei è stata tradita come Maria Antonietta?

“Certamente, lei no? Chi non ha vissuto qualcosa del genere? Tutte le donne sono state abbandonate almeno una volta nella vita e hanno avuto il cuore spezzato”

C’è qualche altro legame di natura personale con questo personaggio?

“So come ci si può sentire a contatto con un’altra cultura di cui non parli nemmeno la lingua. Anche se ho amato immediatamente Parigi , quando ci sono arrivata mi sono sentita isolata per quasi sei mesi. Ero in un mondo di adulti , vestita con abiti bellissimi, ma circondata da una sorta di grande freddo : esattamente come Maria Antonietta”

Trova che la storia di Maria Antonietta sia collegata al nostro presente?

“Questo è anche un film su come l’abuso di potere porti a storture in grado di scatenare rivoluzioni. Oggi molte persone che contano tendono a chiudersi in torri d’avorio e dimenticano ciò che la gente vuole veramente”

Come si è avvicinata a questo personaggio?

“L’ho immaginata come una diva del cinema degli anni’30. Una sorta di Marlene Dietrich del diciottesimo secolo , circondata da persone adoranti che volevano soddisfare ogni suo desiderio”

Ha interpretato anche Elena di Troia. Essere donna di potere non le dispiace

“L’altra sera con mia madre parlavamo della stessa cosa. Alla fine mi ha detto “Sai Diane, se continui così tra dieci anni potrai interpretare Angela Merkel!Ovviamente non le ho parlato per tre giorni!”

Lei è nata in Germania , vissuta tra Londra e Parigi, e adesso vive tra la capitale francese e Los Angeles. Cosa c’è di diverso a interpretare un film in Europa o in America?

“Negli Usa mi è capitato di recente di interpretare un’aliena in The Host di Andrew Niccol, tratto da un romanzo di Stephenie Meyer (l’autrice della saga di Twilight, ndb) . In Europa non accetterei mai ruoli del genere”

Ha girato anche un episodio in una serie Tv come Fringe dove lavora il suo fidanzato, l’attore canadese Joshua Jackson. Com’è andata?

“In realtà avevo solo due scene. Era da molto tempo che volevo interpretare una morta: mi sono servite sei ore di trucco. MI hanno guarito da ogni desiderio per tutta la vita. Mai più un film di zombie!”

Con il suo compagno vivete da cinque anni una relazione a distanza: come ve la cavate?

“Bene, andiamo entrambi la nostra indipendenza. Io non so se riuscirei a stare con qualcuno che pretende di avermi accanto 24 ore su 24”

La regola più importante che vi siete dati?

“Al massimo state tre settimane senza vederci , non un giorno di più”

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Di matrimonio , mi pare, non se ne parla ancora

“Non è la mia priorità, l’ho già fatto. Se incontri qualcuno l’impegno che prendi col cuore è più forte di ogni altra cosa. Sicuramente , però, voglio dei figli. Non ho alcuna esperienza di bambini, eppure le mie tre nipoti si confidano sempre con me. Una di loro vive a Londra, una città che io e Josh adoriamo , e ogni volta che ci andiamo lo portiamo con noi al parco, allo zoo e al negozio di giocattoli di Hamleys”

Fa l’impressione pensarla al parco, in giro per i negozi , vestita informale. Lei sembra nata per stare su un red-carpet

“Ma no, anche sul red carpet cerco di essere me stessa. Ho un mio stile piuttosto classico rispetto al quale mi lascio un certo margine di sperimentazione sugli accessori. In questo momento, per esempio, sono testimonial Jaeger – Le Coultre e mi piace inserire questi orologi nel mio abbigliamento. Per il giorno indosso il mio oro rosa Rendez- vous- Jaeger-Le Coultre. E’ molto elegante e sofisticato, ma la rotondità lo rende giovane. Per la sera preferisco Jaeger – Le Coultre Diamante 101”

Non tutti riescono nel salto della moda al cinema. Lei con che spirito lo ha fatto?

“Mi sono appassionata prima di tutto all’aspetto da circo itinerante del cinema , al fatto che così tante persone lavorino al progetto di un film. E poi mi piace l’idea che tutto questo diventi qualche cosa di cui altre persone possono godere. Almeno lo spero”

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