lunedì 31 dicembre 2012

INTERVISTA A LELLA COSTA “Ho pagato anche io, come cittadina lombarda , lo stipendio da consigliere regionale a Nicole MInetti. Le olgettine mi fanno una grandissima rabbia , oltre che pena”

Lella Costa è un attrice e scrittrice, ma soprattutto una donna piena d’ironia.

Una definizione d’ironia?

“L’ironia è una dichiarazione di dignità che ti permette di uscire dagli stereotipi”

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Le donne sono più ironiche?

“Assolutamente sì”

Perché?

“Perché siamo state confinate , limitate e non abbiamo dovuto misurarci come gli uomini con luoghi comuni potentissimi di virilità e di potere. Siamo state abituate a metterci anche nei panni dell’altro”

Una delle battute che ti hanno fattoi più ridere ultimamente?

“Be’, quella di Fiorello dopo la fine del governo Berlusconi “A Palazzo Grazioli ci saranno le bandane a mezz’asta”. Insuperabile”

Essere spiritosi sempre e comunque?

“Assolutamente no. Mi inquieta che  Beppe Grillo usi le stesse battute a sfondo sessuale che usava la Lega. Poi c’è la storia della Merkel”

Quale?

“Ma davvero crediamo che la Germania non ci presti i soldi a causa della nostra situazione economica?Non lo fa perché Berlusconi ha dato alla Merkel della “culona inchiavabile”

Dicono che l’importante è essere belle dentro. E’ vero?

“Il vantaggio di essere belle dentro? Non so : si viene meglio nelle radiografie?”

Se l’ironia è contagiosa , un consiglio per farsi contagiare?

“Togliere peso: quando davvero sei vittima di comportamenti aggressivi e frustranti, cerca di non prendere te e il tuo dolore come la misura del mondo”

Altri accorgimenti per donne ironiche che non vogliono farsi ridere dietro?

“Prima regola: le figlie possono accedere all’armadio delle madri e non viceversa. Vedersi con occhi realistici e dire: bè , se oggi non rubo la minigonna a mia figlia è meglio per tutt’e due”

Molte donne dicono di essere autoironiche

“Valeria Marini, per esempio. Ma non c’è nessuna ironia nell’indossare vestiti come i suoi, lingerie che spaccia per abiti da usare alle due di pomeriggio”

Una donna autoironica?

“Geppi Cucciari. Ha delle riservetezze e mette nella sua ironia la disponibilità a mettersi in discussione”

Fiabe da leggere alle bambine. Cenerentola la cestiniamo?

“Cenerentola è un mito assoluto”

Ma come? Il principe azzurro ha fatto più danni della peste

“Calma. Quando quella sciroccata della fata capisce che le deve fare un certo abito per il ballo, lì c’è la chiave di volta. E’ per il vestito , per la festa dove siamo protagoniste , è per la vita che abbiamo davanti che vogliamo cambiare. Però abbiamo sempre dovuto dire che era per il principe”

Da cosa ci salva l’ironia?

“Da tutte le forme di integralismo, da chi è convinto di avere la verità in tasca. E’ una vaccinazione contro gli assolutismi”

Ridere a letto, sì o no?

“Dipende: se lei ride della zona a cui lui è più legato, che non è il cervello, non si ripiglierà mai più”

La scena di Harry ti presento Sally in cui Meg Ryan finge l’orgasmo al ristorante: uno spartiacque nella storia femminile?

“Sì, da quel giorno tutti i nostri fidanzati ci hanno guardato con altri occhi. E’ stata una presa del potere. E’ come se avessimo detto “Tu hai sempre creduto che fosse vera quella cosa lì? E io ti faccio vedere che posso fingerla benissimo”. Gli abbiamo fatto capire che conosciamo il codice per farli contenti”

Ma noi saremmo mai contente?

“Bella domanda. Diciamo che c’è una tendenza femminile a essere generose”

Sharon Stone ha detto “Forse le donne sanno fingere gli orgasmi , ma gli uomini intere relazioni”

“Che dire? Riassume genialmente tutto”

Tu ironizzi sul fatto che il Punto G l’abbia scoperto un uomo

“Perché è un problema loro. E’ il solito loro problema di controllo”

L’uomo vuole controllare anche quello che non conosce?

“Certo. Una mia amica una volta è andata da un ginecologo per il primo parto. Era già abbastanza terrorizzata e lui le ha detto che i dolori del parto sono secondi solo allo strappamento degli arti. Ma tu che sei un uomo con tutte e due le braccia e non hai mai partorito , che ne sai? E anche se forse , ne parli a una donna che deve partorire?”

Quest’estate sui giornali si è discusso dell’amore a 60 anni. Un sessantenne che ama una ventenne veniva ritenuto ridicolo. Il fatto di amare una coetanea nemmeno era contemplato. Tu, invece, giudichi la questione in termini di “diottrie”

“Sì, credo che la natura ci dia un segnale molto chiaro: la presbiopia. D auna certa età in avanti non vedi più bene da vicino : mano santa nelle relazioni. E’ come se avessi davanti la calza di nylon. Certi dettagli non gradevolissimi non li noti perché gli occhiali li metti per leggere , ma non per fare sesso”

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E dunque?

“E’ un grande rischio per un sessantenne , maschio o femmina, mettersi con una/o più giovane : da vicino non ne godi la bellezza, mentre lui o lei vede tutto di te”

Niente moralismi, dunque

“Assolutamente no!”

Le contraddizioni della donna da prendere con una risata?

“Diciamo tanto che vogliamo l’uomo complice, con cui ridere. C’è il tuo migliore amico con cui parli benissimo che vorrebbe tanto venire a letti con te e tu, invece, ti innamori di un avanzo da galera”

Ironie sulle olgettine: la Minetti?

“No, impossibile. Io non voglio dire che provo proprio avversione , ma , sinceramente , un pochino di disprezzo sì, perché ho pagato anche io, come cittadina lombarda , lo stipendio da consigliere regionale a Nicole MInetti. Non mi fanno proprio ridere le olgettine , per niente. Mi fanno una grandissima rabbia , oltre che pena”

Pena?

“Nel 2002 ero a teatro con Traviata: il tema del commercio delle donne era già molto forte allora. Posso dire di aver intuito che cosa sarebbe diventato il terribile spettacolo che abbiamo visto in questi anni in tv. E non solo”

Il simbolo di questo commercio?

“Marilyn, Pasolini scrisse che era “impudica per passività e indecente per obbedienza. L’obbedienza richiede molte lacrime inghiottite”

Conta l’educazione all’ironia?

“Conta l’educazione. Una volta ero a Riccione per uno spettacolo. Nel mio albergo c’erano ospiti delle selezioni per le veline con le loro mamme . Da dietro , non riconoscevi chi era la madre e chi era la figlia e delle volte neanche davanti. Erano pettinate uguali, vestite uguali, stesso atteggiamento”

Le veline, si dice, nascono come una parodia , sono “ironiche”

“Ma se non hanno neanche un nome! Sono la velina mora e bionda . Decidi che usi l’immagine femminile in quel modi lì e basta. Ma non puoi dire che sono ironiche”

Potrebbero diventarlo

“Sì, se fossero vestite”

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