mercoledì 23 ottobre 2013

INTERVISTA A VITTORIA PUCCINI "Sono sempre stata molto fragile, sensibile. Basta che senta delle negatività intorno a me e ne soffro"



Vittoria Puccini è un’attrice italiana intraprendente. Tra poco in tv con “Altri tempi” nel ruolo di Maddalena, una prostituta che aiuterà la senatrice Merlin nella sua battaglia per la chiusura delle case di tolleranza.
“E’ un ruolo che mi ha fatto riflettere. E quando ho rivisto il film devo dire che ho voluto un gran bene alla mia Maddalena: una donna che combatte , sbaglia, si rialza, cerca un riscatto morale. Insomma, un personaggio che ancora una volta conferma la forza di noi donne”

Lei ci crede?
“Tantissimo. Un esempio banale? Sul set eravamo quasi tutte donne. In molti pensavano che avremmo fatto scintille , con gelosie , invidie reciproche. Invece è stato meraviglioso. Ci siamo aiutate moltissimo, abbiamo chiacchierato delle nostre vite , abbiamo riso tante volte , nonostante la drammaticità del film. E poi la sera a cena insieme… Insomma, alla fine ci siamo lasciate con molto rimpianto . Tra donne credo che si crei veramente un’empatia preziosa , c’è una sorta di fluido magico”

Al di là del contesto storico , il tema attualissimo del film è lo sfruttamento del corpo della donna. Che cosa ne pensa?
“Purtroppo assistiamo quotidianamente alla mercificazione del corpo femminile. Credo che la soluzione stia nell’educazione. Nel lavoro che dobbiamo fare noi madri. Insegnando alle femmine il rispetto per se stesse , come principio fondamentale . E ai figli maschi il rispetto per le femmine . E’ solo così che si può cambiare”

Che tipo di madre è?
“Credo di lasciare che Elena viva la sua infanzia con leggerezza. Non sono una “talebana” che proibisce per esempio certi giochi commerciali. Ma nello stesso tempo cerco di aprirle gli occhi sul mondo : su altre realtà , altre meno felici della sua. Un granello al giorno , conta sa? Queste sono le basi fondamentali. Magari potrai anche dimenticartele, in certi periodi della vita, ma alla fine emergono sempre.  E grazie a questi insegnamenti riesci a ritrovare la strada , anche da sola, senza amici , senza analisti”

Principi che lei possiede, immagino
“I miei genitori prima di tutto mi hanno dato amore. E mi hanno insegnato a dare amore. A rimanere fedele a me stessa, senza snaturarmi. Spero di riuscire  a farlo con Elena”

L’hanno appoggiata quando ha voluto fare l’attrice?
“Anche se per loro, entrambi insegnanti , era un mondo sconosciuto, si sono fidati di me, proprio perché avevano capito che questa sorta di passione non era un capriccio campato in aria. Era qualcosa di serio”

Il cinema: è stato un colpo di fulmine, vero?
“Sono capitata sul primo set quasi per caso , ma in quel preciso istante ho capito che non avrei potuto né voluto fare altro nella vita. Vede, il fascino del mio mestiere è poter essere tanti personaggi diversi. E’ questo scambio continuo, un dare e assorbire. Ogni ruolo mi obbliga a scavarmi dentro , a entrare in contatto con altre realtà o parti di me sconosciute . E pensare che da bambina ero timidissima!”

Ma allora chissà che paura avrà avuto all’inizio
“Vero, con il carattere che avevo, il mio supereroe poteva essere al massimo L’Uomo invisibile. Ma evidentemente in me c’era anche una notevole voglia di emergere. E poi, quando recito non sono io. C’è una maschera che mi protegge. Non giudico il mio personaggio, mai. Cerco di capire dall’interno le sue reazioni e basta. Oggi dirmi felice per il mio lavoro sarebbe riduttivo. Ho già finito di registrare un altro sceneggiato tv , Anna Karenina, sono sul set di una commedia , Tutta colpa di Freud, di Paolo Genovese, poi inizierò la mini serie Oriana, nel quale interpreterò la Fallaci”

Dietro questi personaggi , qual è il suo carattere?
Sono sempre stata molto fragile, sensibile. Basta che senta delle negatività intorno a me e ne soffro. Così a volte cerco di schermarmi. Ma la maternità mi ha rinsaldato. Una figlia ti costringe a fare emergere il lato forte. Una madre deve crescere per poter crescere un figlio”

Sta vivendo un momento felice , mi pare
“Diciamo che ho imparato a vivere in maniera felice. A capire quanto sono fortunata , a godere di quelle che ho. Una volta , non tanto tempo fa, ero più portata a star male , a farmi del male, insomma a non vedere il positivo. Certo, tutto quello che ho nessuno me lo ha regalato. Ma sono una privilegiata e sarebbe disonesto a non ammetterlo. Oggi voglio godermi le cose belle del presente. Sena ansie per il futuro , rimpianti per il passato . E’ un dovere morale, credo”

E la felicità, in amore, è possibile?
“Senza amore non potrei vivere. E’ il pane della vita. Certo ci sono dei momenti in cui ti dici le classiche frasi “Devo stare da sola”, “Non voglio innamorarmi di più”. Per non soffrire, ovvio. Ma decidere a tavolino nella sfera dei sentimenti è una mera illusione. L’amore arriva. E a me è sempre capitato quando meno me lo aspettavo. Anche se adesso sono cambiata”

In che senso?
“Sono cresciuta, maturata. Ecco, la fase dell’amore “sotto i trent’anni”, quello che ti fa soffrire, forse anche perché non lo capisci nemmeno , per me non esiste più. Oggi penso all’amore come qualcosa che ti far star bene , ti fa crescere, addirittura migliorare. Certo, non è che pretenda scenari da Mulino Bianco, l’amore va coltivato , costruito, ci deve essere impegno , ascolto, condivisione , generosità. Ma se l’amore diventa qualcosa che complica la mia esistenza , per carità, basta”

Ha accennato gli anni che passano . Ma è vero che ha detto “Non vedo l’ora che arrivi la prima ruga”
Oh mio Dio , sognare la prima ruga…. Ecco, forse hanno un po’ esagerato. Ma è vero che per ora non ho paura. Anche professionalmente. Più invecchi e il tuo volto comunica emozioni. Ne hai quasi bisogno di far nulla. La vita ce l’hai scritta in faccia. Penso a certe frasi come Virna Lisi, Charlotte Rampling. O a Elena Cotta , 82 anni, che ha vinto la Coppa Volpi a Venezia. Un gran bel messaggio e non solo per chi fa il mio mestiere, ma per tutte le donne”


Il suo nome, Vittoria, non è mai stato un motto? Qualcosa a cui ispirarsi?
“Come dire: Ricordati che ti chiami Vittoria e prima e poi ne uscirai? Ma sì in fondo è vero . Io ce l’ho sempre messa tutta. Spero di farcela a essere degna del mio nome. Sarebbe un bel traguardo, no?”