sabato 16 novembre 2013

INTERVISTA AL MEDICO ONCOLOGO PREMIO PULITZER SIDDHARTA MUKHERJEE "La modernità non ha causato il cancro, ma prolungando la durata delle vita gli ha fornito maggiori occasioni per manifestarsi"


Siddharta Mukherjee è un grande medico nella branca oncologia. Diplomato nelle più grandi Università del mondo :Stanford, Oxford e Harvard. Il cancro , secondo lui , è un avversario temibile e affscinante di cui occorre smascherare la strategia. Nato in India , ma americano di adozione.
Siddharta ha scritto un libro che ha vinto il premio Pulitzer per la saggistica "L'imperatore del male, Una biografia del cancro" edito da Neri Pozza in Italia.

Nel suo libro lei ricostruisce con impareggiabile talento la lotta che gli uomini ingaggiano contro il cancro , una malattia che terrorizza . Perché dovremmo infliggerci una lettura così dura?

"Risponderò copn una citazione tratta dal più antico trattato militare cinese che si conosce, L'Arte della guerra, che si adatta a pennello al cancro "occoprre conoscere il nemico per darsi tutte le possibilità di scoinfiggerlo". La massima vale per i medici , ma anche per i pazienti e per tutti coloro che un giorno saranno sfiorati o toccati dalla malattia. Più ci sforziamo di comprenderla , meno ci spaventerà. Per sapere a che punto ci troviamo nella lotta contro il cancro e cosa ci attende , occorre innanzitutto essere consapevoli delle battaglie che sono state vinte o perse"

Oggi è un buon motivo per temere meno il tumore rispetto al passato?

"Ne sistono tre . Innazitutto , oggi i trattamenti sono decisamente più tollerabili rispetto agli anni Settanta. Disponiamo di farmaci efficaci contro le nausee provocate dalla chemioterapia , ed agli antidolorifici e antidepressivi che permettono al paziente di conservare un elemento essenziale: la propria dignità. Per certi tumori , inoltre, i ricercatori hanno messo a punto delle nuove molecole, come il Glivec, che contrariamente a quello che si usavano in passato non sono tossiche per l'organismo. Speriamo di scoprirne altre in grado di agire in maniera mirata, e di porre fine alla brutalità della chemioterapia. Infine, la nostra comprensiopne del cancro è sempre più approfondita"

Il cancro è considerato un male della civilizzazione , legato allo stile di vita moderno. La storia conferma questa visione?

"No. In realtà , il cancro è una delle malattie più antiche, anche se ha iniziato a prendere piede solo agli inizi del XX secolo, man mano che le altre cause di decesso venivano debellate. In passato si moriva di tubercolosi , di edema polmonare, di colera, di vaiolo o di polmonite. La modernità non ha causato il cancro, ma prolungando la durata delle vita gli ha fornito maggiori occasioni per manifestarsi"

Quando è comparso allora?

"Secondo un racconto giunto a noi dall'antichità, verso il Cinquecento A.C. Atossa, regina di Persia , fu colpita da un tumore al seno all'età di 36 anni . In un impeto di collera distruttrice , dettata perà dal buon senso, ella ordinò ad uno schiavo di asportarle il tumore con un coltello - cosa che indubbiamente le salvò la vita. Esiste anche il caso , meno antico, di una donna vissuta un migliaio di anni fa alla quale nel 1990, in un arida pianura del Perù meridionale , fu scoperto il copro mummificato. Il suo braccio sinistro presentava una massa dura che aveva perforato la pelle, ottimamente preservata. A quanto pare , era stata colpita da un tumore maligno alle ossa"

Il fondatore di Apple, Steve Jobs, annunciò pubblicamente di avere un cancro e così hanno fatto altre persone famose. Significa che abbiamo sconfitto l'ipocrisia che circondava la malattia?

"Certo! La percezione delle malattia sulla società è cambiata una volta per tutte. Il tumore non è più motivo di imbarazzo , indubbiamente per via della sua diffusione. Oggi tanti malati , ma anche tanti sopravvissuti, rifiutano di nascondersi. I pazienti preferiscono che la loro patologia venga chiamata con il suo nome. Sono pronti a capire la verità , come accsauto a carla, una madre di famiglia alla quale annunciai che le statistiche le davano solo il 30% di possibilità di sopravvivenza. Abbiamo lottato , e oggi Carla fa parte di quel 30%"

Non tutti i medici instaurano un rapporto così franco...

"E' ciò che ho constatato anch'io. Alcuni di loro credono che minimizzare glie effetti del trattamento o rischi di una ricaduta significhi dimostrare riguardo nei confronti di un paziente. Invece è solo paternalismo. Se sottoponiamo un paziente alla chemio , perchè dovremmo privarlo di informazioni che potrebbero prepararlo a ciò che lo aspetta?"

A che punto siamo nella guerra....

"Nel 2005 una valanga di articoli scientifici rivelò che negli ultimi 15 anni la mortalità di quasi tutte le forme principali del cancro - polmone , seno, colon, prostata - era regolarmente diminuita. Da allora è scesa ancora del 15% : un calo senza precedenti , dovuto alla prevenzione del tabagismo , ai progressi della diagnosi precoce e all'efficacia di alcuni trattamenti chemioterapici. Con un paradosso : il merito spetta alla vecchia guardia di medici ricercatori , ai pionieri degli anni '50 e '60. L'ultima generazione ha compiuto scoperte fantastiche sulla biologia delle cellule cancerose, ma non è ancora riuscita a tradurle in trattamenti efficaci"

Sappiamo finalmente in che modo agisce il cancro?

"Grazie alla genetica abbiamo comprespo che le cellule cancerose non possono smettere di moltiplicarsi. I circuiti che solitamente regolano la divisione e la morte delle cellule vanno in tilt, e queste si comportano come un'auto impazzita , che ha perso il controllo . I freno sono rotti , ovvero i geni detti soppressori del tumore , contenuti nelle cellule , risultano disattivati. L'acceleratore invece è schiacciato al massimo, nel senso che gli oncogeni , i geni che favoriscono il cancro , sono attivi"

Cosa fa impazzire l'auto?

"Allo stato attuale delle conoscenze , l'ipotesi più convincente, è la seguente . Prenderò l'esempio  un mio paziente  , un istallatore di sistemi anti-incendio. Un giorno una microscopica fibra di amianto si stacca dai materiali con cui lavora e va a conficcarsi nel suo polmone sinistro , causando un'infiammazione locale. Le cellule vicine iniziano a suddividersi fusriosamente , come capita quando una minuscola ferita tenta di cicatrizzarsi. Ma tra queste cellule un oncogeno subisce un'accidentale mutazione , e a crescere più rapidamente delle cellule vicine , creando un gruppo di cellule anomale , ma non ancora cancerose"

E poi?

"Trascorrono dieci anni. L'uomo fuma,  e un elemeno cancerogeno contenuto nel catrame provoca in una delle cellule anomali una nuova mutazione , che attiva un secondo oncogeno. La cellula, doppiamente mutata, prolifera sempre più rapidamente . Passano altri dieci anni. L'uomo si sottpone a una radiografia al torace , e l'esposizione ai raggi X causa in una delle cellule delò gruppo una nuova mutazione, che questa volta disattiva un gene soprressore del tumore. L'anno successivo , una quarta mutazione la trasforma in cellula cancerosa. Un anno dopo lo scanner rivela un tumore che forma una scorza attorno a un bronco del polmone"

Per riprendere la sua massima militare, il nemico ormai lo conosciamo. Lo batteremo?

"La medicina deve trovare il modo per evitare che simili mutazioni si producano, o di eliminare le cellule mutate senza nuocere quelle che non lo sono. E precisamente questa la modalità d'azione del Glivec, un farmaco che nel 1999 ha dimostrato la validità di tale approccio , radicalmente nuovo. Il Glivec è utilizzato per un tipo di leucemia il cui esito, un tempo, era fatale. Occorre prenderlo per tutta la vita , ma regala ai pazienti la speranza una trentina anni dopo la diagnosi. Il medico americano a cui dobbiamo il Glivec fa notare, scherzando , che la sua scoperta ha determinato in tutto il mondo  un aumento dei malati di cancro..."

Possiamo sperare che il cancro un giorno sarà debilitato?

"Secondo una credenza piuttosto diffusa , se riuscissimo a identificare ed eliminare tutti gli elementi carcinogeni presenti nel nostro ambiente il cancro scomparirebbe. Mi pare utopistico . E' chiaro che occorre sforzarsi di non esporsi al tabacco o all'amianto , però certe mutazioni genetiche si producono nelle nostre cellule in maniera fortuita . Sono errori del normale processo di replicazione dei geni durante la divisione cellulare , la stessa che assicura all'essere umano le sue funzioni vitali e la riproduzione. Per certi aspetti , i semi del cancro sono incorporati nei nostri cromosomi. Le nostre mire riguardo al cancro dovrebbero quindi essere più modeste : ritardarne il più possibile l'insorgere , allontanarlo sino al limite della vecchiaia"

Non è un po' disfattista?

"Assolutamente no. Mi definisco un sobrio ottimista , nel senso che non mi lascio entusiasamare dalle illusioni. Quando 30 anni fa i medici affermarono che presto sarebbe stato possibile curare il cancro, diedero prova di un orgoglio folle. Alla vigilia del 2000 hanno dovuto ammettere di essersi sbagliati. La generazione attuale è a una svolta , pèerché presto disporrà del catalogo completo delle mutazioni presenti nel genoma del cancro di ogni paziente . Nei prossimi cinquant'anni gli strumenti che utilizzeremo per combattere la malattia cambieranno talmente che i rudimentali cocktail di veleni a cui oggi ricorriamo faranno sorridere"



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