mercoledì 25 novembre 2015

INTERVISTA AD AMBRA ANGIOLINI "C’era una ferita sanguinante e io ho deciso di prendere la medicina per curarla. Magari un distacco può rimettere a posto gli equilibri"


Ambra Angiolini ha il pregio di non annoiare mai.  Dall’1 dicembre la vedremo all’Eliseo di Roma, diretta da Michele Placido  in una delle commedie più celebri del ’900: Tradimenti del premio nobel Harold Pinter.



 
Quest’estate, anche chi non vuole sapere i fatti degli altri è incappato nelle immagini del suo compagno Francesco Renga fotografato con un’altra donna. Come vive questo momento?
"Io so quello che sanno tutti gli altri, niente di più. e c’è un risvolto paradossale, persino comico. Chi vive le vicende basandosi sui giornali, dall’esterno, sa già tutto mentre io non so niente: ha già fatto il processo e deciso chi è il colpevole, ha già pianto e affidato i figli. In realtà, è assurdo scavare nell’impossibile da sapere, come fanno i giornali. Una cosa è certa: non mi sentirete mai recriminare con frasi tipo “Per lui ho fatto qualsiasi cosa”. Sincerità vuole che dopo aver affermato di aver fatto tutto per qualcun altro, ci si chieda: ma l’ho fatto per me o per lui?"

Allora diciamo che 11 anni fa si è spostata da Roma a Brescia per se stessa. E per se stessa ha fatto due figli e li sta crescendo. E ora che le vostre vite sentimentali stanno per dividersi, cosa farà?
"Resto a Brescia. Non so se è la mia casa, ma è giusto continuare qui perché le nostre incertezze non pesino sui bambini. In questo momento devono abitare dove sono cresciuti sinora."

Chi dei due ha deciso di dividere – sentimentalmente parlando – le vostre strade?
"Lo abbiamo deciso insieme. Non volevamo che tutto morisse senza che nemmeno ce ne accorgessimo, a forza di fingere che non stesse succedendo niente"

Mi pare di capire che non si tratterà dell’ennesima contesa coniugale a colpi d’accetta, quelle su cui da sempre campano i giornali scandalistici e, per la verità, anche molte personalità dello spettacolo.
"Ci sono cose che raccontano le persone, e io non posso improvvisamente trasformarmi in qualcun altro. Non voglio essere rabbiosa né patetica, e vivo quello che sta succedendo come il più grande gesto d’amore che ci siamo regalati, forse il gesto più altruista che siamo stati in grado di fare dopo la nascita dei nostri figli. C’era una ferita sanguinante e io ho deciso di prendere la medicina per curarla. Magari un distacco può rimettere a posto gli equilibri"

Quali sono le conseguenze dirette dei servizi fotografici che svelano veri o presunti tradimenti?
"Le foto innescano un meccanismo di occhiate, imbarazzi, frasi inespresse. Hanno tutti la sensazione di doverti dire qualcosa, e non sanno cosa. È la parte più comica ma anche la più drammatica. Per fortuna io e i miei figli viviamo in un contesto molto umano, dove io non sono “quella delle copertine” e dove esistono rispetto, buon gusto, dignità. E i bambini vengono lasciati in pace"


Un episodio tipico?
"Ho parcheggiato l’auto davanti alla scuola dei miei figli. sul cruscotto c’era un biglietto che mi ha lasciato un signore di Taranto, uno che fa del bene e si occupa di recuperare ragazzi in difficoltà. l’ho incontrato quest’estate quando con Placido ho letto Medea nella sua città. “La tempesta lascia sempre qualcosa per cominciare. Ti voglio bene”, mi ha scritto. E sotto c’era la sua firma. Hanno fotografato il biglietto e i giornali hanno titolato: “Francesco le chiede perdono con un biglietto. Prove di pace”. Naturalmente avevano già scritto: “Prove di separazione” e “Crisi nera”. Almeno mi dessero una percentuale su questo business!"

Ma con Francesco vi parlate?

"Certo, ma non sappiamo cosa dire. Da dentro, mi sembra di vedere Il segreto, la telenovela latinoamericana. Lui è Gonzalo e io sono Maria. “Guardalo”, dico a Francesco. “Almeno scopri come va a finire”.



Lei odia strumentalizzare la vita privata per fini promozionali, ma deve riconoscere che stavolta il destino ha deciso per lei. È la protagonista di Tradimenti di Harold Pinter, due grandi amici e la moglie del primo che da anni è amante del secondo.

"Lo so, per fare contenti tutti quelli che ne hanno scritto potrei fare come Gonzalo e Maria, attaccandomi alle tende, deformando la faccia, drammatizzando. Scherzo: Emma, bulimica di novità, è una donna che cerca continuamente di cogliere le cose che hanno senso. Ma non riesce a separare ciò che la intrappola da ciò che la libera. Anche il marito Robert (Francesco Biscione) e l’amante Jerry (Francesco scianna) sono avvitati su se stessi. Emma continua a mutare, mentre Jerry pensa di poter rimanere uguale per sempre: tu sei la moglie del mio migliore amico e complice, io amo mia moglie e anche te. Quale situazione migliore per impantanarsi? Ognuno di noi può riconoscersi in questo gioco di infedeltà doppia, un’infedeltà che prima che agli altri lati del triangolo è verso se stessi"

Ambra, io non l’ho mai vista così piena di vita. Come fa?

"È inspiegabile anche per me. Però sono piena di amore per Francesco: un sentimento gigantesco nei confronti di un uomo al quale non sono più costretta a piacere. Un paio di anni fa, in un’epoca insospettabile, ho letto L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore, di Michela Marzano. Ho trovato una frase che mi ha ferito ma poi aiutato: “Se esisto solo nel riflesso del suo sguardo, cosa sono quando smette di guardarmi?”. Mi corrispondeva, purtroppo. È ora che io esista al di là dello sguardo di un uomo"
 

venerdì 13 novembre 2015

INTERVISTA A JOHN TRAVOLTA "Quando smetti di avere idee e progetti cominci un po' a morire. Non è detto che tutte le cose che ti vengono a mente debbano realizzarsi , l'importante è continuare a pensare al futuro"

John Travolta ha 61 anni portati atleticamente , ha trovato una stabilità lavorativa fatta di qualche Blockbuster intervallato da film indipendenti. Ma la sua grande passione rimane l'aereo , è un pilota e spesso parcheggia un suo aereo sulla pista davanti alla sua casa in Florida.




Come è nata questa sua passione per gli aerei?

"E' cominciata quando avevo quattro, cinque anni. La mia famiglia viveva in New Jersey e gli aerei che decollavano dall'aeroporto La Guardia a New York sorvolavano casa nostra. Li sentivo arrivare , a volte potevo persino riconoscere la compagnia aerea dai disegni sulle fiancate. Da allora volare è diventata la mia ossessione"

Qualche tempo fa ha detto che, invecchiando, bisogna sforzarsi di trovare nuovi interessi . Lo sta facendo?

"Certo. Quando smetti di avere idee e progetti cominci un po' a morire. Non è detto che tutte le cose che ti vengono a mente debbano realizzarsi , l'importante è continuare a pensare al futuro"

Lei un progetto nuovo lo aveva , la sua autobiografia. Però ha rinunciato a pubblicarla dopo la morta di suo figlio

"Un'ottima ragione per lasciar perdere. Quando sarà il momento di riprenderla in mano lo saprò, per il momento ho smesso di occuparmene. Scrivere un libro richiede moltissimo tempo e adesso sono troppo impegnato col lavoro. Solo l'anno scorso ho girato 4 film. Katharine Hepburn scrisse la sua autobiografia quando aveva più di ottant'anni ed è vissuta fino a 96 . Insomma , intendo aspettare ancora"

Il prossimo anno andrà in onda American Crime Story, la serie Tv dove interpreta Robert Shapiro , uno degli avvocati di O.J. Simpson . Dalla sua ultima volta in televisione è passato parecchio

"Addirittura quarant'anni ( il telefilm era I ragazzi del sabato sera ndb) . La Tv ha raggiunto un livello altissimo con serie come Mad Men o True Detective. Una qualità paragonabile al cinema , a volte anche meglio. Questa, per esempio, è una delle più grosse produzioni cui abbia mai lavorato. Ma prima di decidere ho chiamato i miei "opinion leader" : Tom Hanks, Steven Spielberg e Michael Eisner. Tutti e tre erano d'accordo che dovevo accettare"

A proposito di colleghi . con Tom Cruise siete amici?

"Ci conosciamo e ci stimiamo, oltre a condividere la stessa religione , ma siamo entrambi così impegnati che è difficile riuscire a stare insieme. Qualche tempo fa, ho passato una serata con David Schwimmer e con Cuba Gooding Jr , ma è stato più semplice perché stiamo lavorando insieme ( nella serie interpretano Oj Simpson e l'avvocato Robert Kardashian ndb). E mi sono dato un sacco da fare per organizzare una cena con Lady Gaga e Barbra Streisand. Ci sono riuscito un paio di settimane fa , ma non è stato facile. Abbiamo tutti un'agenda piena di impegni"

Perché si è dato da fare per organizzare quella cena?

"Volevo che si incontrassero. Hanno entrambi grandi idee , mi piaceva l'idea di metterle insieme"

Se non sbaglio lei ha prodotto solo un paio di film e non ha mai diretto nessuno. Molti attori con una carriera come la sua lo hanno fatto. Perché lei no?

"In un certo senso è come se avessi prodotto dei miei film perché come attore ho un forte impatto , e ho ispirato grandi sceneggiatori. Ma non ho bisogno che il mio nome appaia sotto quella voce. Ho una mia idea su come rendere i personaggi , che si tratti di Bill Clinton o di una donna in Hairspray- Grasso è bello , oppure un ammiraglio, un avvocato, un sicario. Ho sempre pensato di poter contribuire con la mia interpretazione"



L'anno scorso  raccontò di aver visto La strada di Fellini da bambino : quando le spiegarono che il personaggio di Giulietta Masina era morta di crepacuore lei si ripromise di non far mai soffrire nessuno per amore. Altri buoni propositi presi e mantenuti?

"Stavo facendo uno spettacolo a Broadway , non ero ancora famoso. Una sera vidi la protagonista principale dello show a cena con un notissimo attore di Hollywood. Volevo disperatamente conoscerlo e così andai al loro tavolo. Lui si infastidì moltissimo , mi strinse la mano e se ne andò via, mentre lei mi rimproverò per la mia interruzione. Probabilmente avevo commesso un errore ma quell'episodio mi colpì e mi ripromisi che se un giorno fossi diventato una star non avrei mai trattato un fan in quel modo. Per nessun motivo"




mercoledì 4 novembre 2015

INTERVISTA A JENNIFER LAWRENCE “A volte sono la mia peggior nemica. La mia pr è terrorizzata ogni volta che parlo”

Jennifer Lawrence è la famosa attrice di Hunger Games ma anche di Il lato positivo, American Hustle, Una folle passione.
All’ennesima domanda su foto nude rubate dallo smartphone e pubblicate su internet , che lei aveva inviato al suo allora fidanzato Nicholas Hoult , attore anche lui “La storia delle foto è anche colpa mia….ma non vedevo il mio fidanzato da tempo, e pensavo fosse meglio che vedesse me nuda piuttosto che andare su YouPorn!”

Jennifer , che cosa rappresenta Katniss ( l’eroina da lei interpretata in Hunger Games) per lei?
“Il mio opposto. E’ la bandiera di un movimento , e la coscienza per una generazione più giovane. Ha tutta la forza , la passione e il coraggio che le servono per fare quello che è giusto fare. Anche se non è certamente facile”
Perché dice il mio opposto?
“Perché io sono un’artista, capisco i personaggi soprattutto grazie all’istinto e sono cosciente di aver mezzi e capacità naturali per interpretarli : ma nei loro panni non saprei che fare, mi muovo  a mio agio solo nel bozzolo della finzione”
Eppure, per via della sua eroina, sa di essere un modello per tantissime ragazzine….
“Spero si identifichino con lei più per il coraggio che per la forma fisica. Ogni volta che torno a vestire i panni di Katniss devo allenarmi duro , e sempre ci sono lunghissime discussioni sulle diete. Non è facile evitare i diktat sulla magrezza imposta alle attrici , ed è una battaglia che devo affrontare di continuo con i produttori. Ma io mando tutti a quel paese. Preferisco essere un’attrice rotonda piuttosto che avere sulla coscienza ragazze che si affamano per avvicinarsi a un modello di bellezza poco sano”
Lei non ha peli sulla lingua….
“A volte sono la mia peggior nemica. La mia pr è terrorizzata ogni volta che parlo. Mi dice : Jen , limitati a tè o caffè, niente vino per favore. Perché ogni volta che bevi , anche un solo bicchiere , parti per la tangente. Oh, bè, io sono fatta così”
In Una folle passione lei è una donna potente e ricca , che uccide. Non teme di turbare i suoi fan con questo ruolo così atipico per lei?
Serena Pemberton , accidenti se mi è piaciuto recitarla! In genere non mi sento attratta dai personaggi che non sono capaci di redenzione , ma lei l’ho trovata interessante. Forse perché agisce con disperazione : sento sempre compassione per i disperati , mi sono identificata molto più in lei che in Katniss”
Lei piange molto nel film . Anche nella vita vera?
“Ho finto di piangere un paio di volte , non sono una che lo fa molto nella vita reale. A volte vorrei piangere , ma è sempre più facile provare empatia per  qualcun altro , che per qualcosa che riguarda me stessa. Del resto , questa è la recitazione : saper sentire il pathos altrui , collegarsi agli altri. Ancora non so chi sono io , in fin dei conti. So solo di vare del talento per la messa in scena delle emozioni”
Lei ha sense of humour , e sa di essere buffa. Tutto questo l’aiuta ad affrontare gli inconvenienti della vita reale , le situazioni dolorose ?
“L’umorismo mi aiuta a sopravvivere a tutto. Rido molto , cerco di farlo e far divertire gli altri. Del resto mio padre mi ha sempre parlato dell’importanza di ridere di se stessi , e io ci penso ogni giorno. Posso avere una conversazione intellettuale con qualcuno per cinque minuti , ma poi devo alleggerire tutto. Quanto a come affronto il dolore , non ho idee precise , forse dovrebbe chiederlo alla mia terapista”
Lei si sente una leader anche nella vita reale?
“Posso essere un po’ autoritaria, a volte, ma sono solo un’attrice , non potrei mai essere una leader su cose importanti. Un modello di comportamento io? So che fa parte del mio lavoro , che è una cosa di cui devi essere consapevole , e sono contenta di esserlo. Così non vado in discoteca ed evito di dare di matto! Se i giovani ti guardano e ti ascoltano , devi stare attenta a tutto quello che dici: il che non è proprio il mio forte!”
Riuscirà a rimanere a lungo lontana dal glamour e dai vizi di Hollywood?
“Penso di sì. Ma è difficile rimanere innocenti. Di recente sono andata con una mia amica in un canile , lei voleva prendere un cane. Parlavamo con un’inserviente e poco dopo mi sono accorta che mi stava facendo una foto con il suo iPhone. E poi le ha vendute! Una cosa disgustosa!”

Da dove trae ispirazione , come artista?
“Dalla musica , dalla danza , dal Dalai Lama , e dai suoi insegnamenti sulla tolleranza e il perdono . Io devo imparare a perdonare , è il mio proposito di fine anno”
Cosa si aspetta dal futuro?
“Non rovinarmi come Lindsay Lohan e non sparire come Debra Winger! Per ora lavoro senza pausa , va bene così, faccio esperienze diverse. Ma nel profondo del cuore vorrei tanto potermi rilassare , in t-shirt e con un daiquiri in mano”
In questo Hunger Games c’è anche Philip Seymour Hoffman , nel ruolo di Plutarch Heavensbee…
“Non potevo di credere di recitare accanto a lui! E’ stato solo tre settimane sul nostro set , si sentiva quasi un intruso nella nostra famiglia così unita, rumorosa. Era così quieto che, forse per controbilanciare la situazione, io non facevo altro che dire cavolate. Non so, mi sento sempre in dovere di rasserenare l’ambiente , se sente un po’ di tensione . A volte passo per scema , ma non mi importa. Ricordo che Philip rideva con me , anche se era molto serio , e quando girava, accidenti che bravo, che intensità! E’ moto poco dopo le riprese del film. Spero che anche questo ruolo gli renderà molto”

martedì 27 ottobre 2015

INTERVISTA A FRANCESCA CHILLEMI “Sono una bella ragazza, lo so ma se faccio paragoni o mi curassi in modo eccessivo , mi concentrerei su qualcosa che non dura, e l’effetto su di me avrebbe un effetto destabilizzante. Non voglio essere schiava di un sistema”

Dodici anni fa Divenne Miss Italia , lei che combatté per partecipare al concorso . Veniva da Barcellona di Pozzo di Gotto. Da miss voleva fare l’attrice e c’è riuscita nelle fiction : Che Dio ci aiuti, Braccialetti rossi e Ispettore Coliandro. Francesca Chillemi è  ora una donna affermata e compagna innamorata. Aspetta un figlio da Stefano Rosso , figlio di Renzo, Patron della Diesel.
Come vi siete incontrati?
“Lo conosco da anni , abbiamo amici in comune, ma la scintilla non è scoccata subito. Il nostro è un rapporto che si è costruito nel tempo , scoprendo che avevamo molto in comune , i valori e il desiderio di una famiglia”
La prima uscita pubblica insieme l’avete fatta solo alcuni  mesi fa , al Festival del cinema di Taormina
“In realtà stiamo insieme da quasi un anno , ma all’inizio abbiamo voluto proteggere il nostro rapporto”
Eppure lei è sempre molto concentrata sulla sua realizzazione professionale
“E’ una cosa in più che volevo arrivasse nella mia vita. Avevo molte attenzioni su di me sarà qualcosa che mi aiuterà a evolvere. Sono sotto i riflettori da 12 anni, non sono stati semplici : ero come un cavallo pazzo , non sapevo come gestire quello che succedeva intorno , mi facevo invadere dai cambiamenti della vita. Oggi ho più padronanza di me”
Se ripensa al giorno di Miss Italia le sembra vicino o lontano?
“E’ in ieri lontano: mi ricordo benissimo tutto, ma ero un’altra persona”
Ha guardato il concorso quest’anno?
“Qualche spezzone. la cosa che mi piace di più è vedere queste ragazze così emozionate , perché rivivo con loro quella sensazione , quella speranza che avevo anch’io a 18 anni”
La vincitrice , Alice Sabatini, lo era fin troppo: è stata criticata per la sua gaffe in diretta
“Ho visto quel passaggio. Prima di giudicare bisognerebbe ricordarsi che in quel momento, quando si rimane in tre , non si riesce a pensare , le ragazze sono giovanissime e alla prima esperienza Tv. L’emozione gioca brutti scherzi . Di quell’istante , io non ricordo nulla , ero in totale confusione”
Oggi però siamo abituate a diciottenni donne , per nulla intimidite
“Se sono in un ambiente conosciuto , a loro agio, come a casa loro con la webcam. Ma in un ambiente diverso la soglia di attenzione è abbassata. Aio miei tempi , poi, una gaffe di quel tipo avrebbe fatto meno scalpore , oggi è amplificata dai social”
Miss Italia dovrebbe essere solo un concorso di bellezza?
“Direi di sì. Non è con quelle domande che puoi capire se una è intelligente o meno. Questa Miss è senza dubbio molto bella, di una bellezza forte”
Lei che rapporto ha con la bellezza?
“Ho capito presto la fregatura che nasconde : sono una bella ragazza, lo so ma se faccio paragoni o mi curassi in modo eccessivo , mi concentrerei su qualcosa che non dura, e l’effetto su di me avrebbe un effetto destabilizzante. Non voglio essere schiava di un sistema”
Rifarebbe Miss Italia?
“Con la testa che avevo sì: era la possibilità di vedere un mondo diverso e sentivo che non ero nata per restare nel mio paese e fare la vita dei miei”
Che mestiere fanno i suoi genitori?
“Hanno dei negozi di abbigliamento . Ho una sorella maggiore di tre anni e un fratello più piccolo , ma ero io quella che scalpitava fino a che non ottenevo quello che volevo. Ricordo il primo concorso di bellezza in Sicilia , mio padre fino all’ultimo era contrario. Alla fine riuscii a convincerlo con una scena di pianto – ero già attrice e le lacrime funzionavano sempre – , quindi salii sul palco con gli occhi gonfi. Ovviamente non vinsi”
In famiglia come presero invece la vittoria a Miss Italia?
“Fu un trauma soprattutto per mio fratello , eravamo molto legati. Ricordo che i rari momenti in cui tornavo in Sicilia mi faceva effetto sentire la sua voce che cambiava , so di essermi persa qualcosa”
Non pensa che, prima di un figlio, avrebbe dovuto consolidare il rapporto di coppia?
“No, perché in quest’anno con Stefano abbiamo costruito qualcosa di molto solido , con lui mi sono aperta come in nessuno dei miei rapporti sentimentali precedenti. Vedo coppie che stanno insieme da vent’anni e sembrano due estranei”
La famiglia di Rosso come l’ha accolta?
“Ho conosciuto prima Renzo , poi la mamma di Stefano. Sono persone meravigliose. Ma è Stefano che ho scelto, prima della sua famiglia”
E’ stato però Renzo Rosso a dare l’annuncio che lei era incinta , in un’intervista al Corriere della Sera, contestualmente a quello che anche lui sta per diventare padre, per la settima volta
“Non è un argomento sul quale voglio entrare , la sua paternità. Facendo tante interviste capita di annunciare le cose prima di un altro , per fortuna ho potuto dirlo io alle persone a cui voglio bene prima che lo scoprissero dai giornali”
Rosso, un self made man di successo, può essere un padre ingombrante per un figlio
“I figli hanno fatto un percorso insieme al padre e, in generale, sono tutti tranquilli , hanno un certo distacco dalla scena pubblica”
Stefano che tipo è?
“Semplice , riservato, con i piedi per terra. Adora lo sport , io sono molto pigra, un’estensione del divano come dice lui”
Se tiene tanto alla famiglia, sarà preoccupato per il suo lavoro: un’attrice sta spesso fuori casa
“E’ il mio lavoro e lo rispetta . Ora sono sul set in Puglia della nuova serie di Braccialetti rossi , dove interpreto una madre. Niente avviene per caso”
Andrete a vivere a Bassano? Una siciliana nel cuore del Nord Est
“Non ne abbiamo ancora parlato. Le battute sulle mie origini ci sono , me ne dicono di ogni ; lavativa, bella la vita, ma io non mi offendo , è un gioco. E se c’è qualcuno che ha sempre lavorato , quella sono io”
Gelosa?
“Lo sono stata prima , quasi alla follia, ma era senso del possesso. Ora che ho molto più autostima la gelosia è scesa”
Vi sposerete?
“Se succederà , accadrà dopo. Ci può stare nella mia vita come consolidamento di un amore , di una famiglia”

lunedì 12 ottobre 2015

INTERVISTA AL FAMOSO FOTOGRAFO MARIO TESTINO “Il mio lavoro è un po’ come il fotogiornalismo penso a documentare chi ho davanti , al di là del suo sesso. Racconto la personalità”

Mario Testino, fotografo peruviano , ha realizzato il sogno. L’uomo ritrattista ufficiale di principesse, supermodelle ha pubblicato un libro con 300 scatti (SIR) che celebrano l’altra metà del glamour.
“Da anni cercavo la chiave più adatta per ritrarre l’universo maschile. Documentarne i cambiamenti penso sia quella giusta”
E dunque quali cambiamenti?
“In 25 anni di carriera intorno al mondo ho visto gli uomini mutare non solo nell’identità e nel tempo, , ma anche in base alla geografia : uomini diversi da Rio a Pechino, da Londra a Roma . SIR è un’indagine visiva , come una mappa”
Un tratto che li accomuni ?
“La libertà di essere qualsiasi cosa : uomini moderni,  classici , sovversivi …. E anche “normali”, sempre che qui possa parlare di “normalità”! L’ho molto apprezzato”
E si è divertito . C’è gioia , nei ritratti
“Dietro ogni foto c’è una storia, il più delle volte divertente. Quella con Mick e Keith , per esempio : è evidente che ce la stavamo spassando davvero. Riuscire a rendere quell’attimo, catturare l’immagine di una persona in quel preciso istante , come non è mai stata e non sarà mai , è il succo del mio lavoro. Poi Mick volle scattarmi a sua volta mentre fingevo di essere lui , nel libro non c’è sfortunatamente . Amo molto anche il ritratto di Josh Hartnett . Quando gli dissi che volevo dipingergli le labbra , rispose “Allora anche gli occhi!”. Amo chi si spinge oltre , spinge a me a fare altrettanto”
Definirebbe sensuali , come le sue donne , anche gli uomini di SIR?
“Concentrarmi solo sulla sensualità è limitante, piuttosto li definirei senza limiti , curiosi , mutevoli”
Uomini e donne : hanno atteggiamenti diversi, davanti al suo obbiettivo?
“Se sì, non l’ho notato. Il mio lavoro è un po’ come il fotogiornalismo penso a documentare chi ho davanti , al di là del suo sesso. Racconto la personalità”
Competizione con soggetti maschili?
“No, mai!”
Ha lavorato con ogni genere di celebrity , com’è cambiato il concetto di fama?
“Ora ne siamo più ossessionati. Dipende da ognuno di noi dare valore agli individui , che sia un’attrice Oscar che ci commissiona il servizio per una rivista o un signor nessuno. Non mi interessa celebrare star, ma persone”
Quanto Testino , c’è in questi uomini?
“Bè , sono tutti filtrati dal mio sguardo , quindi penso che SIR si possa considerare come una conversazione con me stesso”
Oggi, nell’overdose di selfie, è più facile emergere per un fotografo?
“Ci vuole talento e visione di insieme. Ma credo che sia più facile far conoscere il proprio lavoro grazie a Internet e ai social network. Li trovo canali straordinari , li utilizziamo anche per i giovani che sosteniamo con MATE (l’art foundation creata a Lima da Testino nel 2012 ndb)”
E’ ancora Sean Penn l’uomo che più di ogni altro vorrebbe fotografare, come ha detto una volta a Guardian?
“In realtà ho paparazzato di recente al Gala del Met a New York! E sì , mi piacerebbe fargli un ritratto ufficiale , ha molto carisma e sarebbe un gran bel portfolio”
Italiani che la ispirano?
“Ho radici italiana da parte di padre , ne vado fiero, nel vostro paese trovo ispirazione anche tra sconosciuti. Poi, certo, dal cinema : Fellini, Visconti, Mastroianni , la Mangano…. Sono meravigliosi , carismatici , seduttivi . Un giorno pubblicherò un libro sugli italiani , un omaggio ai miei antenati e ai miei straordinari amici”
Lei è l’uomo che rende le modelle super. E gli uomini?
“Spero di essere l’uomo che aiuta la gente a scoprire aspetti di sé che non conosceva. Sulle supermodelle quel super mi sia stato appiccicato per via del gioco , sa , Super Mario”

lunedì 5 ottobre 2015

INTERVISTA A PUPI AVATI “Fellini ha fatto 8 1/2 , levalo e resta un buon regista e basta. Io non ho fatto il mio 8 1/2 e questo mi tormenta”

Pupi Avati a 76 anni esce con un nuovo libro, uscito a marzo, Il ragazzo in soffitta.
Avati questo libro lo dobbiamo solo leggere o lo vedremo?
“Libri miei che non siano anche film non ce ne sono. Ma questa potrebbe essere la prima volta: è un romanzo , di autobiografico c’è ben poco, c’è un presente adolescenziale”
Scrivere di adolescenti non è facile , e farlo a 76 anni…
“…è più facile. A una certa età c’è lo scollinamento. Per la prima parte della vita ti allontani dalla nascita, poi arriva un giorno in cui la polarità si inverte , la locuzione per sempre non si applica più a nulla , se non alla morte. E comincia un viaggio di ritorno che è un dis-apprendimento”
Ma si torna alla propria adolescenza . Qui lei scrive di ragazzi d’oggi
“In tanti li descrivono pieni di cellulari e di griffe, non c’era bisogno che un settantaseienne accattonasse un’adolescenza che non conosce. Ma avendo figli e nipoti so che le ragioni della gioia e del rammarico restano le stesse”
Il ragazzo in soffitta racconta un’educazione sentimentale drammatica: due ragazzi scoprono assieme sentimenti opposti, amicizia e orrore. Non è una visione serena dell’adolescenza, né della famiglia.
“No di certo , le famiglie dei due ragazzi sono entrambe spaventose”
Ma lei non è un difensore della famiglia
“Ostinato. Ho festeggiato  cinquant’anni di matrimonio”
E tuttavia in queste famiglie  si incrociano tradimenti , cinismo, squilibrio, la sensazione di non conoscere chi ti vive accanto , a volte veri e propri abissi del male
“Verissimo. Ho un’opinione della famiglia molto elevata, ma riconosco che nella realtà non è così. Del resto , io sono cristiano cattolico praticante, ma  sono un pessimo cristiano cattolico praticante. Non è una contraddizione conoscere l’imperfezione del mondo , se hai un’idea di come idealmente dovrebbe essere”
Lei fa un cinema di vita , spesso autobiografico. Dunque questa è anche la sua esperienza di famiglia?
“Il mio matrimonio ha avuto incidenti anche gravi, ho vissuto fuori di casa per un periodo , facendo pagare ai miei figli un prezzo. So di non essere stato il padre che avrei dovuto essere , forse solo ora, da nonno, somiglio a quel genitore migliore. Però non credo che questo mi delegittimi dall’avere un’idea elevata dei ruoli all’interno della famiglia , né dell’affermare che famiglie scadenti producono cittadini scadenti”
Ha firmato appelli per la difesa della famiglia naturale. Cos’è?
“L’idea di famiglia che candido alla perfezione è quella dove esistono un padre che fa il padre , maschio, va a lavorare , sparisce , torna , garantisce protezione , e una madre pronta ad ascoltarti e perdonarti…. E poi dei figli , dico dei figli al plurale, perché privare un figlio di un fratello , e tendenzialmente di zii e cugini , è obbligarlo a una rinuncia , è togliere alla società la ricchezza delle relazioni orizzontali. Così abbiamo la famiglia verticalizzata di oggi, che qualche danno lo produce”
Ma il suo libro ci racconta che anche una famiglia tradizionale può scaricare pesi spaventosi sulle spalle dei figli
“In un mio film , Il bambino cattivo, ho  raccontato come un figlio vive la deflagrazione tra i suoi genitori , le violenze che esercitano uno sull’altro usando l’amore che fu come arma per nuocersi …In questo libro arrivo a ipotesi anche più estreme , però esistono davvero essere come il padre di Dedo, che più demente non può essere , mentre l’altro padre è il mistero , fino alle ultime pagine il lettore legge il manuale dell’orco…”
Lei è quel ragazzino , è ovvio. Perché la affascina tanto squilibrio?
“Conosco la malattia della mente , forse perché io ne soffro , mia moglie ha il terrore che un giorno a tavola faccia qualcosa di assurdo. Noi del cinema siamo carta moschicida per chi ha problemi mentali , piacciamo moltissimo ai matti. Sul set si avvicinano sempre, abbiamo una lingua comune , ci intendiamo… I ragazzi problematici sono affascinanti , hanno una fantasia non frenata dalla ragione , sono le uniche interlocuzioni che mi arricchiscono , le persone ragionevoli diventano presto di una noia mortale”
Ecco forse questo sentimento del crinale stretto che separa virtù e follia potrebbe essere la cifra di tutta la sua carriera…. Altrimenti come starebbero insieme i suoi primi film horror-splatter , Bordella e Balsamus l’uomo di Satana , con Ragazzi e Ragazze ?
“La continuità c’è , ma è anagrafica. Badi, non rinnego nessuno dei miei film , ciascuno somiglia a quel che ero in quel momento. Quei primi film sono perfino un eccesso di coerenza, ero talmente immerso , ecco perché mi imbarazza rivederli: scopro come sono stato , in quale stazione mi sono fermato. Sono sempre io , perennemente io, ma nella mutevolezza , nella libertà di contraddirmi … Per La casa delle finestre che ridono mi definirono “il Polanski  della Pianura Padana”, avrei potuto camparci sopra benone , come ha fatto un mio collega illustre , facendo sempre quel tipo di film lì, era una formula originale, l’Emilia paciosa delle trattorie che però nella parte in ombra della siepe nasconde serpi , rospi, veleni e streghe … Ma sarebbe diventato un cinema di maniera , totalmente disonesto”
Ma Bologna , dove torna anche in questo libro, non è proprio questo per lei ? Una soffitta piena di cose graziose e di fantasmi spaventosi?
Bravissimo , è questo, una soffitta dell’amore e dell’orrore , proprio come quella del libro. La mia Bologna è una città non reale , ho cominciato a raccontarla quando ero lontano, la odiavo tanto che non la guardavo , mi servirono 352 chilometri per vederla: era il ring dove andai due volte al tappeto , prima come jazzista poi come regista. La detesto e ne ho bisogno. Per il papà di Giovanna ho chiesto agli scenografi di ricostruire a Cinecittà la mia casa d’infanzia , tale e quale, centimetro per centimetro. Sapevo che aprendo quella porta…. Come Dedo , il ragazzino del romanzo , che scopre di avere sopra la testa , in soffitta, un orco, una cosa più grande di quanto sia giusto sopporti un ragazzino”
Il cinema che sente davvero suo , qual è allora?
“Tutti i miei film mi somigliano , ma non ho mai fatto il film della mia vita. Idealmente saprei come dovrebbe essere, ma non lo farò mai, e sono fortunato in questo , perché conservo quella piccola illusione che la prossima volta lo farò , ma col terrore che capiti davvero , perché mi si spegnerebbero tutte le attese”
Dipende da questo la sua lunghissima filmografia? Lei gira al ritmo di uno o due film all’anno
“No quella dipende dalla cultura contadina , cultura del racconto. Un complesso di inferiorità che ti spinge a esserci attraverso il dire”
La sua prolificità l’ha danneggiata?
“Eccome. Se avessi centellinato , uno ogni sette , otto anni : silenzio , mistero, arriva non arriva , come sarà….. Strategie d’attesa che ho disattese. Ho sbagliato. Però ho detto quel che volevo dire quando lo voleva dire”
Amarezze per un acritica che l’ha sempre tenuta in un limbo fra cinema d’autore e popolare?
“La persona creativa soffre l’emarginazione , cova sentimenti perfidi , io sono cattolico e dovrei essere buono, ma confesso d’aver sognato la vendetta , magari postuma ma gloriosa. Poi scopri che l’hai già consumata con la tua serenità. Magari un giorno incontri in ascensore quel critico che ti ha sempre stroncato , tu e lui soli, ma lui ti abbraccia sorridendo , “Puuuuuupi!”, ed ecco, sei fregato…”
Appagato , dunque?
“No, perché ho fatto i film che volevo fare , ma non quelli che dovevo. Fellini ha fatto 8 1/2 , levalo e resta un buon regista e basta. Io non ho fatto il mio 8 1/2 e questo mi tormenta , ma mi dà ragioni per continuare : può darsi che lo faccia. Sono fortunato, il senso di emarginazione è il mio carburante. All’inizio della mia avventura romana, Laura Betti mi introdusse a quelle serate con Pasolini Moravia Bertolucci Bellocchio , orecchiavo , emulavo , ma mi stavo spogliando di me, così un giorno me ne uscii con una cosa terrificante “sono democristiano”, detta lì era una bomba,un’eresia”
Anti-anticonformista
“Scelta un po’ snob , costosa, ho fatto tanti film ma non ho mai fatto un blockbuster. Non ho fatto Ultimo tango. Premi, stima, sì , ma mai il film per il quale un Paese intero si ferma. Io sono molto competitivo. Ci terrei”
Continua a ripassare ogni sera il suo discorso per il premio Oscar?
“No, mi sono rassegnato, ma sono pacificato, ho ripetuto tante volte quel discorso che mi sembra di averlo preso davvero , l’Oscar”

martedì 29 settembre 2015

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE AZAR NAFISI “Uno dei tanti tragici effetti delle dittature è cambiare il senso delle parole : per esempio in Iran ci sono elezioni , che per natura dovrebbero essere democratiche. Ma lo sono per i musulmani approvati dai leader religiosi”

Dodici anni fa scrisse “Leggere Lolita a Teheran” e sette anni fa chiese di diventare cittadina americana , ora Azar Nafisi pubblica un nuovo libro.
La repubblica dell’immaginazione racconta i sentimenti contraddittori che prova nei confronti del paese che l’ha accolta. Cita in epigrafe una poesia di Langston Hughes “Che l’America sia di nuovo America, che sia il sogno di un tempo (….) Oh , sì , lo dico chiaro: l’America non è mai stata America per me , eppure pronuncio questo giuramento – America sarà”
Ritiene che l’America sia un paese libero?
“Se mi consente una parolaccia è “il paese delle fottute opportunità”, e in questo rimane certamente un paese libero. La libertà non si raggiunge mai del tutto , ma si cerca , come la felicità. E porta con sé un elemento di rischio , come ogni cosa per cui vale la pena di vivere. Per quanto riguarda l’America , il rischio che vive oggi è il conformismo : non si deve dimenticare che tutti gli stati , anche quelli totalitari , offrono lusinghe e tentazioni. Nel momento in cui cediamo, ci abbandoniamo ai dettami del gruppo : e questo rappresenta la negazione della libertà”
In Tropico del Cancro Henry Miller ha scritto “L’America non esiste : è un nome che si dà a un’idea astratta”
“E’ una grande battuta, provocatoria : ovviamente l’America esiste , ma Miller coglie un elemento di verità , specie per quanto ci sia così di seducente in questo paese, che a volte si rivela solo un’illusione . Questo popolo formato di gente di ogni parte del mondo è abilissimo a cibare queste illusioni : ne è prova evidente l’immagine pubblicitaria , o anche il cinema. E sappiamo bene che vivere nei sogni è sempre pericoloso”
E’ vero che da piccola vedeva sempre i musical?
“Sì , e immaginavo gli Stati Uniti come a una terra di canzoni e danze. Da piccola avevo un’idea di America , proprio come diceva Miller , e sapevo nell’intimo che la realtà sarebbe stata inferiore alle aspettative. Ma la costruzione dell’illusione si vede anche nella vita quotidiana, basta pensare alla politica e come si presentano i candidati di ogni colore: in questo, sia chiaro , il resto del mondo non è molto diverso”
Anche i libri sono illusioni?
“Privare l’uomo dei libri e della cultura significa privarlo di uno degli elementi che lo caratterizza come essere umano. Nel buio oltre la siepe di Lee Harper un personaggio dice “Leggere non mi è mai piaciuto tanto , finché non ho avuto la paura di non poterlo più fare. Non si ama respirare
C’è una relazione tra cultura e dittatura? In altre parole la cultura può salvare dalla privazione della libertà?
“Rispondo con una battuta di Iosif Brodskij , che rifletteva sul fatto che Lenin , Stalin e Mao fossero tutte persone istruite : Stalin aveva diretto un giornale, Mao scriveva addirittura versi. Brodskij conclude che il problema è che “l’elenco delle loro vittime era infinitamente più lungo dell’elenco delle loro letture”. A questo riguardo voglio aggiungere un elemento illuminante : sono le scienze umanistiche a spaventare sempre i tiranni”
In un passaggio del libro lei paragona le dittature comuniste con quelle caratterizzate dal fondamentalismo islamico
“Uno dei tanti tragici effetti delle dittature è cambiare il senso delle parole : per esempio in Iran ci sono elezioni , che per natura dovrebbero essere democratiche. Ma lo sono per i musulmani approvati dai leader religiosi. Pensi per un attimo a quello che succedeva in Bulgaria , con risultati favorevoli al regime vicini al 95%. La rivoluzione islamica ha cambiato per sempre il significato di parole come “spiritualità”, “religione”, “virtuoso”, “decadente”, “straniero”. Queste parole sono diventate orfane , e sono associate alla paura, al pericolo, alla corruzione e allo Stato , così come nell'URSS parole quali “dittatura”, “uguaglianza” e “libertà” avevano smarrito il loro significato originario”
Per raccontare l’America ha scelto tre libri?
“Ai quali voglio aggiungere subito un grande autore come James Baldwin , che ritengo essenziale per comprendere quello che succede oggi nel mondo in termini di conflitti razziali e identità. Baldwin andò in Francia per parlare della sua America , consapevole che amare significa anche criticare. Era contro l’ideologia e il totalitarismo e rifiutava ogni categoria , o quello che oggi definiamo politically correct. Va ricordato che lui , uomo di colore, scrisse un libro su un gay bianco, pubblicandolo in Inghilterra. I libri che meritano di essere letti superano le classi , le razze e le tradizioni : appartengono a uno spazio universale”
Il primo libro che esamina è Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain
Huckleberry Finn è un personaggio che rifiuta il concetto di radici e di tradizione : è l’antenato di tanti protagonisti senza dimora dei romanzi americani. Capisco  perché secondo Hemingway era il libro più bello della narrativa statunitense : per molti versi ha predetto cosa sarebbe stata l’energia e l’illusione dell’America , con tutte le sue contraddizioni , grandezze e miserie. Io sostengo che avesse ragione Henry Louis Mencken a paragonare Twain a Shakespeare e Cervantes : in Huckleberry Finn ha creato dal nulla un linguaggio nuovo e, di conseguenza, un mondo nuovo”
Scrive anche di Babbitt di Sinclair Lewis
“E’ un altro libro fondamentale per capire l’America nei suoi personaggi marginali e apparentemente insignificanti. In questo caso il parere di Hemingway era opposto: lo considerava una nullità, ma non coglieva la profondità con cui Lewis intuisce una contraddizione molto americana : il desiderio di sistemarsi e quello di essere sempre in movimento. Una volta scrisse “Tutti dovrebbero avere una casa dalla quale andar via
Colpisce anche la sua riscoperta di Carson McCullers
“Il cuore è un cacciatore solitario è un libro struggente e per spiegare perché ho scelto McCullers le rispondo con una sua frase “Tutti gli uomini si sentono soli . A volte , però, mi sembra che noi americani siamo i più soli di tutti”
Lei ha dichiarato di essere delusa da Obama
“Sì, e non mi riferisco all’insufficienza di quello che ha fatto per contrastare l’orrore che vive il mio paese. Ci tengo a dire che l’ho votato poco dopo essere diventata cittadina americana , ed è anche stata l’unica volta che ho votato in vita mia : mi sento responsabile di quel voto. E voglio anche aggiungere che condivido e appoggio molte scelte che ha fatto: capisco cosa possa significare essere il presidente nero in un paese dove alcuni vorrebbero innalzare ancora la bandiera della Confederazione. Ma in politica estera sembra che non abbia una strategia , che si limita a reagire agli avvenimenti. E per quanto riguarda l’educazione ha sviluppato un progetto troppo simile a quello della destra : apprezzo l’idea dell’unificazione nazionale dei programmi , ma credo che la minimizzazione dello studio dell’arte e della musica nelle scuole primarie rappresenti un grave errore. E’ un paradosso : Obama è stato spesso attaccato come troppo intellettuale”
 Tra i grandi scrittori americani lei colloca anche Raymond Chandler
“La correggo: lo colloco tra i grandissimi. Amo il suo linguaggio metaforico e lo sguardo morale e mai moralista. Credo che il suo saggio La semplice arte del delitto rappresenti una Dichiarazione d’Indipendenza per tutti gli scrittori di genere”

giovedì 24 settembre 2015

INTERVISTA A YANIS VAROUFAKIS “Aristotele definiva la democrazia come il sistema nel quale governano i poveri, che sono sempre la maggioranza. In questo senso , la sinistra è custode della democrazia quando non si piega ai pochi potenti che controllano le risorse materiali”

Yanis Varoufakis , economista ed ex ministro greco sotto il governo Tsipras. Non ha niente del silurato , e gira il continente come una trottola. Vuole salvare l’Europa da chi , secondo lui, la sta portando al baratro economico.
 


Professor Varoufakis come sta?
“Un fiore. Anche se la situazione in Grecia dopo la resa del 13 luglio è triste e non preconizza niente di buono per l’Europa. Il merito è del calore della gente che mi accoglie in Grecia, Italia , Francia , e persino Germania. E anche della libertà che ho per seguire la mia agenda politica fuori dalle strutture di governo”
L’incubo Grexit , tutti gli occhi puntati addosso…. nessuno strascico?
“Il vero amore e la vera amicizia sono sopravvissuti. Fare il ministro è stato un dovere da sopportare fino a che eravamo guidati da un principio. Piuttosto mi spiace per i miei successori che devono gestire l’orribile sconfitta”
Dica la verità , com’è scoprirsi sex-symbol?
“Ho detestato la star system tutta la mia vita. Sarebbe il colmo dell’ipocrisia godere di quel circo quando , per ragioni a me ignote , sono stato elevato su un ridicolo piedistallo”
Sta finendo un libro?
“E’ almeno dal 1989, che ogni anno sto per finire un libro. Questo era quasi pronto prima delle elezioni di gennaio. L’ho dovuto aggiornare . Si intitolerà “il debole soffre il giusto?”. E’ , niente meno, che una storia dell’Euro”
Quindi addio alla politica?
“Tutto il contrario. Presto ci sarà un annuncio ufficiale. Il partito Syriza che ho servito non esiste più. Si è smembrato per la nostra capitolazione. Non volendo unirmi a ciò che è emerso dalla frattura , ho guardato là dove anche il problema greco può trovare una soluzione : l’Europa”
Spieghi meglio
“La Grecia è affondata , ma è l’intera democrazia europea ad essere ferita a morte. A meno che gli europei non capiscano che la loro economia è diretta da pseudo tecnocrati non eletti e non punibili , gente che sta commettendo un errore dopo l’altro , la democrazia continentale rimarrà l’ombra di quello che pensiamo che sia”
Eppure lei ha sempre creduto nell’euro e nell’Europa
“Sto lottando con me stesso per continuare a farlo. Aristotele definiva la democrazia come il sistema nel quale governano i poveri, che sono sempre la maggioranza. In questo senso , la sinistra è custode della democrazia quando non si piega ai pochi potenti che controllano le risorse materiali. Una semplice dose di democrazia liberale nell’Eurogruppo mi sembrerebbe un buon inizio per italiani , greci, spagnoli e tedeschi”
La sconfitta della sua posizione all’Eurogruppo non le è proprio andata giù
“Alexis Tsipras ed io siamo stati in disaccordo perché lui pensava che il nuovo Memorandum fosse l’unica alternativa al piano Schauble di cacciare la Grecia dall’Eurozona. Tsipras venne minacciato di un’espulsione così violenta che la parte debole della popolazione avrebbe sofferto in modo indicibile. Quindi capisco come e perché Tsipras è arrivato a scegliere il Memorandum. Ma non sono d’accordo”
Preferiva fallire con onore?
“Il referendum ci ha dato il 62% di appoggio per cercare un accordo onesto , senza cedere . Così avevo letto io il voto. Tsipras l’ha capito diversamente”
Colpa di quello che lei definì “terrorismo europeo”?
“I giornalisti dovrebbero almeno imparare a riferire le cose correttamente . Ciò che io dissi è che nelle settimane precedenti il referendum , i greci sono stati bombardati di immagini di banche chiuse e dall’idea che non avrebbero mai più riaperto. Terrorismo è usare la paura per un fine politico. E i greci ne sono stati soggetti”
L’alternativa era il suo piano B?
“Ogni piano B che vuole evitare l’uscita dall’Euro ha in sé il problema che appena diventa noto scatena il panico , la fuga dai depositi, la chiusura delle filiali e un’uscita di fatto dalla moneta unica”
Quindi era sbagliato?
“Difficile dirlo. Avrebbe avuto un costo altissimo, questo sì. Ma nel lungo periodo magari non più alto della costante sottomissione alla troika”
Come sta ora la Grecia?
“Nessun paese alle prese con una Grande Recessione può riformarsi fino a che il debito non viene ristrutturato , la spirale debito-inflazione alimenta la crisi”
E le privatizzazioni? La Germania sta comprando
“Mi piacerebbe pensare che questo non fosse l’obiettivo delle istituzioni tedesche. Detto ciò , avrei preferito che Berlino chiedesse alle sue imprese di stare lontane dai saldi greci”
Tornerà l’incubo Grexit?
“Tsipras è convinto che il Memorandum eviti il piano Schauble. Io credo che ci porterà comunque fuori dall’euro. Sperabilmente , quando la Grexit spaventerà di nuovo tutti , l’Europa si sdarà rimessa in piedi , il piano tedesco archiviato e al suo posto ci sarà un pan continentale di sviluppo , un New Deal europeo”

giovedì 10 settembre 2015

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE MASAL PAS BAGDADI “I sogni dominano davvero la nostra vita reale. Quando sono andata in kibbutz , sola e senza famiglia e senza sapere la lingua, queste è la parte che mi ha salvata”

Masal Pas Bagdadi è nata a Damasco nel 1938 , psicoterapeuta e scrittrice , a soli 5 anni fu costretta a fuggire  in Palestina a causa delle persecuzioni antisemite . Si trovò nel kibbuz Alonim , fondato da poco nelle colline della bassa Galilea. Il suo nuovo libro (Ho fatto un sogno)  la Bagdaddi viaggia nel tempo per obbedire a una Mitzvah (precetto) in cerca del suo personale Tikkun ( riparazione) attraverso la Teshuva (ritorno-espiazione)



A cosa pensava su quell’aereo che la portava a Tel Aviv?
“Mi sono trovata nel cortile della nostra casa a Damasco , nel ghetto. Era l’ora del tramonto , davanti a me la sagoma di Rachel , la sarta che stirava con il ferro a vapore. Cantava e diceva che si sarebbe sposata solo a Gerusalemme. I suoi sogni ad occhi aperti condensavano tutta la nostalgia degli ebrei in esilio”
Com’era il ghetto?
“Un cortile dove vivevano quattro o cinque famiglie . I venditori arabi arrivavano ogni venerdì con frutta e verdura , ricordo il profumo intenso dei meloni e delle susine matura . Scorrazzavano liberi , perché il pericolo veniva dall’esterno e non dall’interno. Eravamo una grande famiglia allargata. Vivo ancora di rendita di quei primi cinque anni , perché mi hanno sempre sentire viva e amata”
Come fu invece nel kibbutz?
“Anche nel kibbutz vivevo un’esistenza collettiva , in sicurezza. Il nemico era fuori. Allora c’era un’idea molto forte intorno alla salvezza dei bambini . Oggi in Siria i bimbi sono usati come scudo. Li fanno esplodere”
E nel kibbutz si gioca la sua doppia identità : la piccola Tune , come la chiamava suo nonno , e la Masal di oggi. Un nome dell’anima , uno per la vita consapevole. Cosa bisogna curare, prima?
“L’anima , è fondamentale. Spesso è inespressa e soffriamo molto più di questo che dei dolori fisici. Da qui nasce Ho fatto un sogno. Tra il reale e l’immaginario , il sogno è la parte più profonda. E’ nostro. Quando uno mi racconta un sogno angosciato , dico sempre : è roba sua , andiamo a vedere perché lo ha fatto , che rapporto c’è con la vita reale”
Ma è più importante la vita della mente o quella dei fatti reali?
“Mi intriga molto la mente , anche se tu devi sapere dove  e cosa fai. I sogni dominano davvero la nostra vita reale. Quando sono andata in kibbutz , sola e senza famiglia e senza sapere la lingua, queste è la parte che mi ha salvata. Non il cibo. Non volevo mangiare. Volevo morire. Per sopravvivere realmente ho dovuto camminare due binari diversi”
Ritorniamo alla doppia identità…
“Il vivere emotivo esce di notte , è legato alla famiglia , alle radici. Io non sapevo nulla. I bambini hanno una capacità incredibile di mantenere vivi certi legami nella mente. Io sono una molto tenace e ho saputo custodirli. Di notte risentivo le voci e ricordavo i gesti dei miei genitori. Così ho memorizzato molti gesti del ghetto. I gesti si toccano. E solo oggi ho potuto tirare fuori tanta esperienza emotiva. Sento il compito di raccontare”
Nel libro racconta come nel kibbutz le convenzioni sociali le imponevano di essere “come mi vogliono” e non “come voglio” rispetto al desiderio di essere amata dagli uomini. Come ha superato questo blocco?
“Anche osservando mia mamma al bagno turco. nella sua scala di valori le priorità erano i figli e la famiglia, sapeva attendere il suo momento. S’immergeva nell’acqua bollente , il suo viso sin illuminava di luce nuova, il suo corpo rosso come il fuoco divampava di calore. Ho capito che l’amore inizia da quell’esperienza intima con il proprio corpo”
E si è salvata?
“Si, mi sono aperta un varco. Dovevo adeguarmi agli altri perché potessero amarmi : era un modo per vivere. La vitalità nasce dalla femminilità profonda , dal sentirsi belli, dal sapere che il nostro corpo ci appartiene. Oggi si fa  confusione tra femminilità e intimità con la sessualità. Io dico sempre alle donne : entrare nel letto di chi vi piace , però uscitene integre. Non lasciate l’ pezzettini , cioè niente dipendenze. Cominciamo da noi stesse a sentirci bene con la nostra pelle”

Con le feste, nel kibbutz, è arrivato anche l’amore
“Ricordo Yom Azmaur , una festa bellissima in Israele a quel tempo. Si ballava , si cantava. Energia allo stato puro. E alla fine sono andata a fare l’amore sulla spiaggia. Non sapevo nemmeno il suo nome. Però faceva parte di quel pacchetto di questa felicità che usciva dappertutto. Questo vuol dire essere liberi: nel momento vivi la cosa in pieno. Senza dover creare chissà cosa dopo. L’amore è mistero”
Nello Shemà ( preghiera centrale nella vita di un ebreo) è scritto :” e la ripeterai ai tuoi figli”. Suo nonno le sussurrava “Dì ai tuoi figli di imparare da se stessi”. Che contraddizione è?
“I figli ti devono seguire e tu hai il compito di dare l’esempio. Ma non puoi sostituirti a loro, devono sbattere la testa. La nostra tendenza è quella di ripetere ciò che conosciamo. Nella mia vita per poter amare gli uomini mi sono dovuta inventare qualche somiglianza con mio nonno. Mio padre era spesso fuori. La base della nostra persona si struttura da 1 a 6 anni”
Il messaggio di questo libro?
“Il passato ci appartiene , bisogna rispettarlo e non trascurarlo, ma imparare a vivere nel presente per prepararsi al futuro. E’ un libro con cui lasciarti andare a occhi chiusi. L’ho scritto per offrirlo agli altri”
Il sogno , la vista al cimitero, il libro : A Masal è riuscito il suo Tikkun(riparazione)?
“Non basta andare a trovare i morti e fermarli sulle pagine di questo libro . Devo continuare a testimoniare per migliaia di ebrei e comunità di paesi arabi distrutte. Ma so che il mio valore personale non ha significato se non è legato agli altri. E’'’ questo che chiamiamo il Tikkun Olam , la vguarigione del mondo. Spero di aver contribuito , spero in minima parte”

mercoledì 27 maggio 2015

INTERVISTA A LAETITIA CASTA “Il problema è quello che rappresento: spaventa gli uomini. E quando hanno paura è difficile che una storia rimanga in piedi”

Modella a 15 anni venne scoperta in Corsica, mentre era in vacanza con la famiglia, e diventa testimonial della Guess. Ora ne ha 36 l’affascinante Laetitia Casta

In che cosa è cambiata da quando aveva 16 anni?
“Sono la stessa pazza di allora . Da piccola ero una bambina nostalgica, timida e selvaggia , ma ero già tormentata dal pensiero di cosa dovevo fare della mia vita. Quando la fortuna ha bussato alla mia porta avevo 15 anni : ho afferrato al volo l’occasione di fare la modella . Ma ero così giovane! Oggi quanti genitori permetterebbero a una ragazzina di posare per una campagna pubblicitaria? In effetti , anche mia mamma e mio papà sono stati un po’ folli!”
Ma quella scelta le ha portato fortuna , anche se qualche volta il suo spirito ribelle le è costato caro. E se tornasse indietro?
“Rifarei tutto! A 16 anni qualcuno ha provato a cambiarmi : “Sei troppo grassa , troppo sensuale , i tuoi denti non vanno bene”. Ma io rispondevi “Chi credi di vestire?”Delle persone o dei pezzi di legno? Rifiutare diete o dentisti mi ha fatto perdere alcune occasioni di lavoro , ma mi ha aiutata a selezionare quelle migliori. Nel mio ambiente ero famosa per non avere peli sulla lingua. Qualche volta, proprio per questo motivo, non stata ingaggiata. Quelli a cui piacevo, però, mi adoravano”


Come Yves Saint-Laurent?
“Sì, lui non perdeva occasione per dire che non gli piacevano le modelle. Non deve sembrare strano. Era semplicemente un modo per dire che amava le donne”
E la Casta , icona chic parisienne , è una donna reale o un cliché?
“Non credo nel luogo comune degli uomini , tanto meno in quello della donna francese snob, fredda e controllata. Ho combattuto tutta la vita i cliché. Non si può generalizzare. L’eleganza dipende da chi sei , non dal luogo dove vivi”
In molti la considerano una modella più che un’attrice . Le pesa?
“Non mi importa non essere considerata un’attrice, nonostante abbia interpretato vari ruoli al cinema. Io ci metto l’anima in tutto quello che faccio. Anche se sfilo sulla passerella di Victoria’s Secret come una delle dieci donne più belle del pianeta , cerco di dare un’interpretazione. Lo faccio sempre , con ogni cosa che indosso”


Che cosa conta nella vita?
“Porto avanti la mia battaglia per valorizzare la femminilità. E’ una lotta dura e senza sconti , soprattutto ora. Nel mondo della moda sembra che tutto debba somigliarsi e sulle passerelle sfilano donne sempre uguali. La mia esperienza di modella , invece, mi ha fatto capire che bisogna avere una personalità. Eccentrica e creativa. Vale la pena lottare perché sia così , altrimenti la perfezione diventa noiosa”
Ora nel suo cuore c’è Lorenzo Durante. Un amore che la rende radiosa . Possibile che non abbia mai desiderato il matrimonio?
“Sì, sono stata molto fortunata, ho incontrato uomini meravigliosi nella mia vita e non li dimenticherò mai. Ma non credo di essere il tipo di donna che può sposarsi. E poi, l’amore si può dimostrare in un modo diverso. Per esempio, facendo un figlio”
Vuol dire che non è facile vivere al suo fianco?
“No , io sono facile. Il problema è quello che rappresento: spaventa gli uomini. E quando hanno paura è difficile che una storia rimanga in piedi. Scappano oppure perdono la loro seduttività. E’ tutta la vita che combatto per essere una donna libera e creativa . Non sopporto i compagni gelosi o possessivi”
Quanto è romantica , oltre che ribelle e sensuale?
“Molto, forse anche troppo. E anche se non ho mai aspirato alla promessa di amore eterno davanti all’altare, vorrei poter dire un giorno a un uomo “Voglio invecchiare con te!”
Quando non sfila in passerella o non posa davanti a un fotografo , come trascorre la sua giornata?
“Fuori dal lavoro , mi godo una tranquilla vita familiare e non sopporto chi si lamenta per la mancanza di privacy. Quando sento alcuni personaggi famosi dire che vorrebbero una vita normale , penso che tutta sia una messinscena: non rinuncerebbero mai alla notorietà!”
Ci racconta una notte perfetta , quella dei suoi sogni?
“Mi piacerebbe organizzare una grande festa a casa mia. Produttori, artisti , attori provenienti da ogni parte del mondo. Ma anche persone normali , che magari vorrebbero incontrare qualcuno di famoso . E amici, tanti amici. Organizzerei una grande cena , cucinerei io per tutti. Poi , se all’ultimo momento n on avessi voglia di stare lì seduta a tavola, mi alzerei e me ne andrei al piano di sopra. Gli ospiti sarebbero liberi di rimanere o tornare a casa quando gli pare. Gente che va e viene….Sì questa sarebbe la mia notte perfetta”