mercoledì 8 marzo 2017

INTERVISTA A GIULIA SALEMI " Piuttosto che fare la corte a un uomo, resto single"

Giulia Salemi , è stata Miss Italia 2014 ed ex partecipante di Pechino Express. Ha avuto una brutta esperienza quand'era ragazzina
Ce ne vuole parlare?

"Facevo le superiori, vivevo a Piacenza con mia madre e sognavo di lavorare nello spettacolo. Avevo fatto un provino a Milano e stavo tornando a casa, in treno, quando mi arrivò un messaggio sul cellulare"

Chi le scriveva?
"Il responsabile del provino. Un uomo dell'età di mio padre"

Qual era il messaggio?

"L'sms diceva - Se mi seguirai ti farò volare come una farfalla -"
Niente di esplicito?
No. Ma inequivocabile"

La sua reazione?

"Scoppiai a piangere. Provavo rabbia e dispiacere. Chiamai mia madre - Rispondi in modo fermo e chiaro - mi disse e io feci così"
Risultato?
Chissà perché da allora quell'uomo mi manda gli auguri per Natale. Io, però, non mi sono ripresa facilmente dal trauma. Per un anno intero mi sono tenuta lontana dal casting"
E' più successo?
"No. Ho imparato a farmi rispettare"
Quando ha ripreso a partecipare ai casting?
"Nel 2013. La 5 stava cercando coppie per un docu-reality ambientato su un galeone, Sweet sardinia. Convinsi Luca Bergamaschi , il mio fidanzato di allora, a partecipare. Io avevo 20 anni e lui 24: abbiamo vinto e siamo stati insieme 2 anni. Poi però ho sacrificato la mia vita personale per concentrarmi sulla carriera"

La si vede spesso con Marracash. Cosa c'è fra di voi?
"Non voglio parlarne"

Che donna è in amore?

"Passionale, romantica, fedele"

Com'è il suo fidanzato ideale?

"Divertente, carismatico e che mi faccia sentire davvero donna"
In che senso?
"La maggioranza dei ragazzi sono dei narcisisti. Piuttosto che fare la corte a un uomo, resto single. Sono una donna all'antica, cresciuta nel segno della cultura persiana: se un uomo mi vuole, deve conquistarmi"

mercoledì 15 febbraio 2017

INTERVISTA AD AUBREY PLAZA " Le note di una marcia nuziale mi paiono un vero incubo. Sognerei probabilmente di scapparmene via, senza avvertire nessuno"

Aubrey Plaza è un attrice,  comica ,  conosciuta soprattutto per il suo ruolo da stagista nella serie tv Parks and Recreation. Molti dei suoi fan sono online : famosa per le sue performance su Youtube e la serie internet Troopers. In Mike & Dave : un matrimonio da sballo -  in compagnia di Zac Efron Anna Kendrick e Adam DeVine - impersona Tatiana , una festaiola sfrenata. Padre portoricano, madre anglo-irlandese, è stata educata in una scuola irlandese severa e tradizionale - nelle scuola Orsoline.


Le cerimonie nuziali ispirano spesso storie bizzarre. Ai party sono più scatenati i ragazzi o ragazze?

"Le ragazze. Però devono dissimularlo..."

L'avventura di Mike & Dave comincia con un annuncio su un sito di incontri. Lei li ha mai usati?

"Mai , non ne so niente"

Perché non ha mai provato?

"Sono vecchia scuola: mi piacerebbe essere corteggiata come nel Medioevo"

Fra cavalieri e corazze , stendardi e cavalli impiumatizzati?

"No, magari fra prati di fiorellini bianchi"

Il suo personaggio, Tatiana, è un tipo poco ritroso: c'è qualcosa che lei rifiuterebbe di fare sullo schermo?

"No proprio no. E poi in un film come questo tutto è concesso . sta a te forzare le convenzioni e arrivare a essere quanto più pazza puoi"

Da quattro matrimoni e un funerale a Due single a nozze e Le amiche della sposa , il tema nuziale è la ricetta ideale per commedie di successo . Le hanno mai fatto pensare al suo matrimonio ideale?

"No, e non so perché. Amo però l'Italia , ho appena girato un film da voi: mi è sembrato un Paese così bello... Ecco lì sì mi piacerebbe organizzare una bella festa"

Neppure da piccola sognava di sposarsi?

"Guardi, le note di una marcia nuziale mi paiono un vero incubo. Sognerei probabilmente di scapparmene via, senza avvertire nessuno"


La vena comica è un retaggio di famiglia?

"No semmai , l'effetto di un trauma infantile (ride). Avevo 12 anni quando mi presentai per il ruolo di cenerentola , al teatro della mia città : mi diedero la parte della sorella brutta e cattiva... Fu una mazzata tremenda. Ma quando mi presentai in scena e vidi il pubblico ridere da matti, provai una gran gioia. Mi dissi "Allora , sono una comica nata!"

I suoi come la presero?

"Mio padre è un uomo d'affari , mia madre un avvocato, entrambi sono spiritosissimi: sono sempre stati dalla mia , mi hanno incoraggiata a rischiare e non preoccuparmi di ciò che pensano gli altri"

Cosa la fa ridere?

"Ho un'immaginazione senza freni, e un senso dell'umorismo un po' dark : tutto ciò che è strano , caustico , e fuori dall'ordinario mi elettrizza"

Ci parli del suo film italiano?

"Non è ancora finito si intitola The Little Hours e l'abbiamo girato in un paese vicino a Lucca , Pieve Fosciana. E' una comedy basata sul Decamerone. Ah: il produttore italiano, Alessandro Bertolucci, è così bello che in strada lo fermavano tutti!"

Ha un intreccio piccante?

"Mi dica lei; protagoniste sono tre suore e quella che impersono io ha poteri speciali , quasi da strega. Devo "alambiccare" cose stranissime nei boschi. Il regista del film è Jeff, il mio compagno (Jeff Baena ndb): è stato molto romantico girarlo insieme"

Lei ha studiato dalle monache vero?

"Sì , dalla quarta elementare le mie insegnanti sono state tutte suore. Il mio primo lavoro è stato in convento: ero la loro receptionist, accoglievo gli ospiti"

Ci parli dei suoi effetti della sua educazione religiosa?

"Bè , mi ossessionano i sensi di colpa per tutti i film che ho fatto e mi tormento di notte, al buio... (ride). La mia scuola era sì cattolica , rigida e severa, ma offriva anche straordinari corsi d'arte e le suore mi hanno sempre spinto alla creatività , a forzare la mia immaginazione e stimolare il mio humour. Passavamo ore e ore in chiesa a ridere di tutto: quelle esperienze hanno avuto un peso determinante su chi sono e cosa faccio oggi"

Che spazio ha la religione sulla sua vita?

"A volte ripenso con affetto e nostalgia ai riti in chiesa, alle messe, perché mi invitavano alla riflessione. C'era - è vero - tutta una serie di regole e principi che non sentivo affatto miei , però sono cresciuta con delle persone straordinarie che educavano ad essere gentili con il prossimo: sono valori che ritengo tuttora fondamentali"


Lei è apparsa in ogni film di Baena. Quando è iniziata la vostra collaborazione professionale?

"Facciamo coppia da anni, da prima che lui debuttasse come regista con Life After Beth. L'amore ad ogni costo, nel 2014. Ammiro Jeff profondamente. Tra l'altro , è stato l'autore con David O. Russell di Le strane coincidenze della vita , uno dei miei film preferiti. Sa, sono stata io a spingerlo dietro la cinepresa"

E' la sua musa insomma

"Abbiamo sempre fatto tutto insieme. Per The Little Hours, penso che lui sia anche ispirato alle mie esperienze in collegio e per amore abbia ideato per me il personaggio della monaca-strega, un ruolo ( questo sì) da sogno. Forse è vero: sono un pochetto la sua musa"

martedì 10 gennaio 2017

INTERVISTA A JUDE LAW " Il cinema di qualità è sempre più difficile da finanziare. I 200 milioni di dollari per i supereroi si trovano subito , i 5 per un piccolo film non te li dà nessuno. Viva la Tv. Tanto, l'importante è il contenuto, non il mezzo"

Nella Serie "The Young Pope" scritta e diretta da Paolo Sorrentino, l'attore Jude Law occupa lo schermo in tutto il suo consapevole splendore. Nella vita sociale ha una nuova compagna , Phillipa Coan , ma tre figli dalla moglie Sadie Frost e una lunga relazione con Sienna Miller , con lo scandalo di averla tradita con la babysitter. Law è stato anche intercettato da News of the World , con un risarcimento ormai quasi deciso.


Dove e quando ha conosciuto Paolo Sorrentino?

"A Cannes , qualche anno fa , io ero in giuria. Una sera chiacchieravo con Sean Penn , che è un mio amico, e accanto a lui c'era questo altro tizio. Sean parlava, a turno, un po' con me un po' con lui. E io faccio wow, Le conseguenze dell'amore è il mio film preferito! Ho pensato subito che avrei voluto lavorare con lui , e finalmente l'occasione è arrivata. La sceneggiatura di The Young Pope , un allineamento fortunato di pianeti"

Ritorna in televisione , dove aveva debuttato da ragazzino

"E che poi non ho più voluto fare un per un bel po'. Snobismo da una parte , dall'altra la Tv degli anni Ottanta mica era quella di oggi. E il cinema di qualità è sempre più difficile da finanziare. I 200 milioni di dollari per i supereroi si trovano subito , i 5 per un piccolo film non te li dà nessuno. Viva la Tv. Tanto, l'importante è il contenuto, non il mezzo"

In alcuni film , tipo Dom Hemingway , si è volutamente imbruttito , in The Young Pope è più bello che mai

"Ah sì molto bene (ride ndb) . Tutto merito di Paolo"

Anche della genetica

"Ho passato i miei venti e trent'anni a combattere contro me stesso , mi dava fastidio essere considerato una faccia carina perché lo vedevo come un limite al giudizio sul mio lavoro. Adesso , dopo i quaranta, quando la bellezza comincia a scomparire , i complimenti fanno piacere. Comunque, il personaggio del giovane Papa è interessante da questo punto di vista . Perché è un narciso di mente fredda , che usa il suo aspetto come strumento di potere e manipolazione. E' un uomo intelligente , profondamente spirituale eppure consapevole , dice al mondo : sono bello, guardatemi"

Si è ispirato a qualche Papa vero o a qualche Papa visto al cinema?

"Un po' alla gestualità di Pio XII, ma in gran parte è tutta una creazione originale. In particolare , quel movimento di allargare le braccia nel salutare la folla , Paolo me lo ha fatto rubare a Wayne Rooney , il calciatore, che fa così quando segna"

Ha vissuto a Roma otto mesi , com'è andata?

"Sono stato felice, ispirato, ho goduto ogni momento. Stavo in un appartamento vicino al Campidoglio , andavo a correre ogni mattina intorno al Colosseo. Ho visto la città alle cinque del mattino , assieme agli spazzini , bevuto al caffè al bar con i camionisti. Ho adorato il ritmo di Roma, indaffarata ma meno frenetica di Londra, cosmopolita ma meno tesa di New York. E' facile da girare e ogni passeggiata è miracolosa. Tu cammini chiacchierando con qualcuno , e a un certo punto , ecco, siamo alla Fontana di Trevi , oddio ma quello è il Vaticano. Pazzesco. Mi Manca"


La cartolina del cuore?

"Sono arrivato fan del Bernini e sono partito fan di Borromini. C'è un piccolo bar da cui si vede un angolo di Sant'Ivo alla Sapienza , una cima barocca che sembra il ricciolo di panna sopra un gelato. Ho portato lì a bere un caffè chiunque mi sia venuto a trovare in quei mesi"

Lei ha fatto tutto presto, nella vita. Come si sente in questa strana terra tra i 40 e i 50?

"Mi piace. Non mi sento né cinico né stanco, ma so di aver messo da parte un po' di esperienze che mi rendono abbastanza saggio, ho maturato le mie convinzioni. E' il momento giusto per fermarsi a riflettere su che cosa ho fatto e su cosa voglio fare. La presenza dei miei figli mi stimola di continuo questi pensieri. Il primogenito ormai è grande , due sono teenager, parlo molto con loro : si fanno delle domande sul domani e finisce che me le faccio anch'io"

Il primogenito, Rafferty, ha 20 anni

"Vuole diventare musicista ma ha acchiappato al volo qualche lavoro come modello per guadagnare un po' di soldi in fretta. Io non dico niente , mi sta bene che sia indipendente e , se necessario, impari dai suoi errori , come abbiamo fatto tutti"

Prova mai nostalgia per il passato?

"Sì , per gli anni Settanta, quando ero bambino. Si viveva nel presente, senza pretese. Non ho, invece, un bel ricordo degli anni Ottanta , troppo patinati, un glamour finto basato sull'apparenza. Non ci si domandava chi siamo , ma chi potremmo essere"

Pensa che il suo talento sia stato offuscato dal clamore intorno alla sua vita privata?

"Moltissimo! (ride). Scherzo , non sono così presuntuoso. Però , seriamente : quando inizi a fare questo lavoro , vuoi che la gente ti stimi perché sei un bravo attore, è ovvio. Se una specie di tempesta folle altera la percezione che gli altro hanno di te, non sei contento , te la vivi male. Anche perché per me della vita privata altrui non importa nulla , sono ancora stupito che tanta gente si sia interessata alla mia"

Ultimamente , mi pare la lascino in pace

"Hanno esaurito le cose da raccontare!Del resto, c'è un limite alla quantità di panni sporchi che può produrre un uomo. Dovranno andare a rovistare tra quelli di qualcun altro"

Un po' di anni fa , quando ci siamo incontrati per un'altra intervista, lei stava per fare Amleto a teatro per la prima volta. Ricorda?

"Sì certo. E forse lei ricorda il terrore nei miei occhi . Ero pieno di paure , in quel momento era la sfida più grande che potessi affrontare"

E adesso , quale potrebbe essere?

"Se parliamo di Shakespeare , c'è n'è una per ogni decennio. Derek Jacobi , che è un grandissimo attore scespiriano , una volta mi ha detto che , per arrivare a Prospero della Tempesta, bisogna prima saltare dentro le caselle di Amleto, Macbeth, Re Lear..."


Vorrebbe diventare regista?

"Ci penso e ci ripenso, un po' mi spaventa l'idea di assumermi troppe responsabilità, un po' ricordo una cosa che mi ha raccontato Mike Nichols. Una volta era su un set e stava dando un'intervista quando lo scenografo lo interruppe per chiedergli qualcosa a proposito di due cuscini quasi identici : vuoi questo o questo? Lui senza esitare ne indicò uno. Il giornalista si complimentò per la velocità , Nichols rispose "Posso sempre cambiare idea, sono il regista"

Com'era Nichols, con cui ha girato il capolavoro Closer?

"Non ti dava particolari indicazioni , piuttosto ti raccontava una storia. E tu ti chiedevi : ma perché mi racconta questo? Poi la storia ti entrava sotto la pelle e ti provocava dei pensieri, delle reazioni che erano esattamente quelle che lui voleva vedere sullo schermo. Aveva un senso dell'umorismo impagabile , voleva leggero sul mondo e aveva una caratteristica che ho trovato anche in Sorrentino : rendeva il set un luogo familiare , dove tutti sono vitali , tutti sono inclusi. La capacità di collaborare è la chiave di ogni buon risultato"

Le piace la vita sul set?

"Da morire. Da sette mesi sono a casa e, per carità, ci sto benissimo e forse avevo anche bisogno di un momento di tranquillità domestica , però non vedo l'ora di tornare a lavorare"